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Superamento quota 100 e legge Fornero


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avatarsenior
inviato il 29 Settembre 2020 ore 21:29    

Ma col covid non dovevano rivedere al ribasso le aspettative di vita? Scomettiamo che se ne dimenticano?

Avevo letto da qualche parte che l'aspettativa di vita è come una strada a senso unico nel senso che se l'Istat certifica il suo aumento, si aumenta di conseguenza l'aspettativa ma se il medesimo certifca una diminuzione l'aspettativa non si abbassa ma al massimo si ferma.

Non ricordavo male
È importante sottolineare, però, che i requisiti per la pensione potranno rimanere invariati oppure essere rivisti al rialzo: infatti, qualora la variazione della speranza di vita dovesse risultare negativa, l'età pensionabile non verrebbe comunque abbassata poiché resterebbe stabile.

Avete capito perchè quella ministra si mise a piangere come un salice piangente, si rendeva conto perfettamente della porcata che stava per affliggere a noi poveri cristi, quello vicino a lei non poteva farlo perchè privo di sacca lacrimale.

Come li vogliamo definire questi signori......avanti con le proposte MrGreen

avatarsenior
inviato il 29 Settembre 2020 ore 21:57    

Mah...
Io ho avuto l'impressione che quei "signori" sono stati lasciati al governo fintanto che hanno portato a casa la riforma pensionistica; poi, quando era ora di cominciare a mettere le mani su altri settori, li hanno levati prontamente di mezzo...

user12181
avatar
inviato il 29 Settembre 2020 ore 22:09    

@ Goldrake
"ma a nessuno frega nulla e così' come me altri milioni di persone, se avessi un milione di euro in banca starei a casa domani mattina e farei ciò che nella vita mi appassiona, poi ognuno nella vita fa storia a se ma dopo 34 anni di lavoro sono abbastanza disilluso, di chiacchiere ne ho sentite a sufficienza, dalla scala mobile di vecchia memoria anno 1992 credo a scendere è stata un ecatombe per chi è dipendente, mai un rinnovo contrattuale migliorativo, sempre in discesa.....quindi "

Ma il buon Yellowstone77 affermava di non comprendere perché quelli come te, cioè la stragrande maggioranza dei lavoratori, non cambiano lavoro, se proprio ne hanno le p.lle piene. Secondo lui è facilissimo... Mi pare anche che lasciasse trapelare un suo giudizio poco lusinghiero su questi lavoratori che non amano il proprio lavoro e non sono capaci di lasciarlo, insomma non sono capaci di essere felici. Pare che lui ritenga sia facile essere felici... Sospetto che Yellowstone77 in vita sua non solo non abbia mai fatto esperienza della tua condizione, come giustamente gli hai fatto notare, ma non abbia neanche letto qualcosa di diverso da manuali tecnico-scientifici e articoli di giornali, diciamo così, "moderati", al massimo forse qualche intervista o esternazione del noto geometra "imprenditore" di Cuneo. Non mi spiego in altro modo la sua incapacità di uscire dal suo punto di vista e vedere la realtà anche con gli occhi degli altri. Diceva un noto protagonista della storia della cultura mondiale, che per riuscire a vedere la società così come è realmente (cioè caratterizzata da sfruttatori e sfruttati) bisognerebbe mettersi dal punto di vista di chi in questa società è sfruttato, solo così si è in grado di capire come stanno le cose e diventare veri filosofi e non cacciaballe. È in fondo quel che tu stesso hai detto, a riprova della sensatezza della tesi del noto personaggio...
Ma in verità, anche senza fare un salto mortale così difficile (perché è realmente difficile, il noto protagonista della cultura mondiale lo chiamava tradimento della propria classe), e anche senza leggere gli impegnativi Manoscritti economico-filosofici del 1844 ed altri testi del solito noto protagonista della cultura mondiale, il nostro Yellowstone77 potrebbe uscire dalla sua ignoranza, da lui stesso onestamente confessata, anche solo facendo il piccolo e gradevolissimo sforzo di leggere (e ovviamente capire) i grandi classici del romanzo occidentale, dove è adeguatamente rappresentata la dolorosa condizione umana nella società moderna.

avatarsenior
inviato il 29 Settembre 2020 ore 22:13    

in effetti anche a me quanto ha scritto Yellowstone77 mi ha lasciato un po' basito.
ma poi ho lasciato perdere lo Yellowstone ed ho considerato il 77.

avatarsenior
inviato il 29 Settembre 2020 ore 22:23    

Boh io non comprendo questa bramosia di andare in pensione, ma voi che ci volete andare fate bene ad andarci prima possibile perchè secondo me INPS ha gli anni contati .


Se vuoi schiattare sul tuo bel posto di lavoro liberissimo. Non avrai comunque il busto al cimitero.

Gira e rigira il lavoro rimane una schiavitù, ma purtroppo anche una ineluttabile necessità.

Comunque la cosa importante è vivere tutte le nostre passioni e interessi sempre e comunque.
Aspettare la pensione per fare qualunque cosa è una morte prematura.
La pensione deve essere una continuazione non un inizio.

avatarsenior
inviato il 29 Settembre 2020 ore 22:37    

Diciamo che se seguono quanto fatto finora ogni aumento è biennale quindi nel peggiore dei casi nel biennio 2027-2029 dovrebbe aumentare al massimo di un paio di mesi max 3.


Speriamo sia così o che vada in porto una riforma leggermente meno sfavorevole, abbiamo cominciato a lavorare con la prospettiva d'andare in pensione dopo 35 anni, 43 sono giù un bella condanna ;-)MrGreen

avatarsupporter
inviato il 30 Settembre 2020 ore 7:23    

io sono ho un ragionamento radicale per ogni riforma della pensione, ogni riforma dovrebbe coinvolgere non solo chi ci va, ma anche chi ci è, se uno va in pensione con 35 anni di contributi e poi aumenti a 40, a quelli già in pensione tagli la pensione per adeguare i nuovi parametri avendo versato meno

così chi è in pensione la smette di sentirsi con il culo al caldo per sempre, la pensione la paga di chi lavora, se deve lavorare di più è giusto che chi è già in pensione prenda meno per adeguarsi allo sforzo che fa chi lavora di più per pagargliela

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 7:30    

Mah...
Io ho avuto l'impressione che quei "signori" sono stati lasciati al governo fintanto che hanno portato a casa la riforma pensionistica; poi, quando era ora di cominciare a mettere le mani su altri settori, li hanno levati prontamente di mezzo...


Probabile, i nostri politici di qualsiasi colore, hanno la bella abitudine di non prendersi mai le proprie responsabilità e quindi non gli è parso vero di mettere li qualcuno che facesse il lavoro sporco per loro, tanto è vero, se vi ricordate, che quando fecero questa riforma, si strapparono i vestiti di dosso con la promessa che sarebbe stata modificata praticamente in seduta stante.......infatti la riforma è ancora li in bella mostra ;-)

così chi è in pensione la smette di sentirsi con il culo al caldo per sempre, la pensione la paga di chi lavora, se deve lavorare di più è giusto che chi è già in pensione prenda meno per adeguarsi allo sforzo che fa chi lavora di più per pagargliela

In teoria hai ragione nella pratica devi mettere un tetto al taglio le pensioni in Italia sono basse, mio padre dopo 46 anni fatti come muratore non arriva a 700€ di pensione, che facciamo gliela tagliamo? Invece chi è andato in pensione dopo 17 anni li un po di giramento di balle ti viene, ma siamo sempre li non è colpa di chi ci è andato ma di chi ha costruito una legge che permettesse queste porcate

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:03    

x Murmuto

Ehi ehi ehi ! Mi sarò espresso coi piedi ma non è passato correttamente il mio pensiero .
Premettiamo che è moltolontano da me l'epsrimere giudizi di qualsiasi natura . Ognuno ha le sue carte ed ognuno gioca la propria partita della vita come può e come vuole. Sempre considerando le carte che il fato gli ha donato .
Pertanto ribadisco che a mio modo di vedere nessuno ha il diritto di giudicare nessun'altro . Tutti noi possiamo esprimere perplessità e doveri ma mai giudizi .

Spero questo concetto sia espresso in modo inequivocabile perchè io non voglio passare per colui che giudica vite altrui specie se hanno tempisticamente percorso più strada di me . Ci mancherebbe .

Ma il buon Yellowstone77 affermava di non comprendere perché quelli come te, cioè la stragrande maggioranza dei lavoratori, non cambiano lavoro, se proprio ne hanno le p.lle piene. Secondo lui è facilissimo... Mi pare anche che lasciasse trapelare un suo giudizio poco lusinghiero su questi lavoratori che non amano il proprio lavoro e non sono capaci di lasciarlo, insomma non sono capaci di essere felici.


La mia era una domanda e non era mia intenzione affermare che sia facile cambiare posto di lavoro . Soprattutto non è facile prevedere di cadere in una situazione migliore o peggiore dell'attuale .
In base a quello che vedo circondarmi posso dire che chi ha imparato un "arte" ha le carte per poter giocare più facilmente . Per lavori più basilari invece è più difficile cambiare luoghi o tipologie di lavoro eprchè la concorrenza è motlo forte . Inoltre ho anche visto come molte persone sono professionalmente molto più valide di altre ma difettano della capacità di sapersi vendere bene . Per contro molta gente sa vendersi bene pur non conoscendo l'arte .
Rimane che chi ha la fortuna di svolgere un lavoro che piace, ha più possibilità di condurre una vita felice .

Pare che lui ritenga sia facile essere felici... Sospetto che Yellowstone77 in vita sua non solo non abbia mai fatto esperienza della tua condizione, come giustamente gli hai fatto notare, ma non abbia neanche letto qualcosa di diverso da manuali tecnico-scientifici e articoli di giornali, diciamo così, "moderati", al massimo forse qualche intervista o esternazione del noto geometra "imprenditore" di Cuneo.


No . Innanzitutto non è facile essere felici e penso siano davvero pochissime le persone felici a 360 gradi ... ognuno ha la sua croce . Semmai il mio messaggio era che se si riesce ad immergersi in un lavoro che piace , rimane un'ostacoolo in meno per essere felici .
Quanto alle esperienze o alle informazioni ho poca fiducia nella stampa e nei media in generale quindi il mio punto di vista è dato da quel che vedo circondarmi . Ho contatti di ogni tipo dall'imprenditoria al garzone passando per lavori più o meno qualificati e questo ventaglio di esperienze che vedo attorno a me mi genera l'opnione che ho .

Non mi spiego in altro modo la sua incapacità di uscire dal suo punto di vista e vedere la realtà anche con gli occhi degli altri. Diceva un noto protagonista della storia della cultura mondiale, che per riuscire a vedere la società così come è realmente (cioè caratterizzata da sfruttatori e sfruttati) bisognerebbe mettersi dal punto di vista di chi in questa società è sfruttato, solo così si è in grado di capire come stanno le cose e diventare veri filosofi e non cacciaballe.


Sono daccordo che in fondo in fondo siamo tutti cacciaballe perchè cosi come è necessario provare una parte , è altresì vero che va provata anche l'altra parte . Ma vi prego non scadiamo nel discorso patetico del datore di lavoro e del lavoratore . Ho amici che detestano lavorare ed hanno preso in funzione di questo la decisione di non aver famiglia . Una coppia di questi viaggia costantemente il mondo , lavoricchia quel che trovano giusto per racimolare i quattrini da spendere in un successivo viaggio . Per fare questo hanno ovviamente scelto di non metter su famiglia . Si godono la vita mettendo in primo piano il viaggiare , conoscere il mondo e le genti che lo compongono . E' una scelta di vita non banale . Conosco gente che lavora per automatismo ma è infelice perchè svolge un lavoro non piacevole , magari la famiglia non compensa questo loro malessere di 8-10 ore quotidiane e non vedono via d'uscita . Conosco lavoratori che hanno lavoro appagante per loro ma non vivono bene il rapporto lavorativo oppure altre che non hanno condizione affettiva sostenibile ... insomma ognuno ha la sua storia e la sua croce .
Però non mi ritengo un cacciaballe .

È in fondo quel che tu stesso hai detto, a riprova della sensatezza della tesi del noto personaggio...
Ma in verità, anche senza fare un salto mortale così difficile (perché è realmente difficile, il noto protagonista della cultura mondiale lo chiamava tradimento della propria classe), e anche senza leggere gli impegnativi Manoscritti economico-filosofici del 1844 ed altri testi del solito noto protagonista della cultura mondiale, il nostro Yellowstone77 potrebbe uscire dalla sua ignoranza , da lui stesso onestamente confessata, anche solo facendo il piccolo e gradevolissimo sforzo di leggere (e ovviamente capire) i grandi classici del romanzo occidentale, dove è adeguatamente rappresentata la dolorosa condizione umana nella società moderna.


Stavo rispondendoti con garbo ed impegno ... poi leggo che mi hai titolato come ignorante e mi sono cadute le balle per terra .

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:09    

x Arconudo

Se vuoi schiattare sul tuo bel posto di lavoro liberissimo. Non avrai comunque il busto al cimitero.

Gira e rigira il lavoro rimane una schiavitù, ma purtroppo anche una ineluttabile necessità.

Comunque la cosa importante è vivere tutte le nostre passioni e interessi sempre e comunque.
Aspettare la pensione per fare qualunque cosa è una morte prematura.
La pensione deve essere una continuazione non un inizio.


Questo tuo intervento lo condivido appieno !
In special modo la tua ultima frase !

Penso che bene o male tutti noi abbiamo un pensiero per "quando andremo in pensione" ... ammesso che ci si riesca ad andare perchè non sta scritto da nessuna parte di arrivare all'età pensionabile . Io ho già rischiato di non arrivarci e sto giocando la mia nuova carta di vita ...

Tu scrivi "Aspettare la pensione per fare qualunque cosa è una morte prematura." è un pò forte come espressione ma io stavo proprio cercando di capire come mai una enorme percentuale di lavoratori aspettano con bramosia la pensione . Due miei colleghi sono appena andati in pensione e mi ha lasciato pensieroso il loro iniziare a contare i giorni anni prima . Eppure a lor dire piaceva il lavoro che svolgevano e so anche per certo che avevano una professionalità tale per cui avrebbero potuto cambiare luogo di lavoro anche un anno prima della pensione in quanto erano figure professionali molto ricercate .

Sono stato crocefisso da voi , ma il mio era solo un questito e non un'intenzione di cattivo giudizio verso alcuna scelta .

Scusatemi se vi ho trasmesso un'immagine cosi negativa . Triste

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:13    

Rimane che chi ha la fortuna di svolgere un lavoro che piace, ha più possibilità di condurre una vita felice .

sarebbe una frase piena di senso se non esistesse il divenire ma fossimo bloccati in una bolla temporale.

uno da giovane lo sceglie anche un lavoro che gli piace, però accade che nel tempo quel lavoro si trasforma fino a diventare una cosa molto diversa rispetto a quando ha cominciato.
quindi non è tanto questione di vendersi bene o male ma del "tradimento" che il tempo porta con sè, fino a farti stufare.
Quindi prevedo molte assenze per malattia a causa di questo allungamento verso una pensione sempre più lontana. e purtroppo prevedo anche più decessi sul lavoro e in età lavorativa.
non tutti reagiscono sbuffando, altri ammalano.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:17    

xooo non ho capito i decessi sul lavoro . Mi spieghi meglio ?

Riguardo al resto del tuo intervento, beh in un mondo "fatato" un individuo che impara un lavoro potrebbe continuare a svolgere quel lavoro ma in un'altra locazione . Poi beh , come dici tu , lo scorrere del tempo porta sempre nuove complicazioni ed in questo monto c'è poco di semplice .

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:30    

xooo non ho capito i decessi sul lavoro . Mi spieghi meglio ?


e purtroppo prevedo anche più decessi sul lavoro e in età lavorativa.

no, molti lavoratori non trovano altra collocazione, è una balla che anche Calenda, sostenitore della flessibilità, oggi si rimangia e se ti guardi crozza-calenda su yt c'è da sbudellarsi dal ridere.

la morte sul lavoro e in età lavorativa: è semplicissimo capirne l'incremento.

1. l'umano con l'aumentare dell'età muore + facilmente, se sul lavoro aumenta l'età aumenta anche la morte sul lavoro.
2. diversi lavori prevedono abilità fisica e riflessi pronti, venendo meno aumentano i rischi di uccidersi o di uccidere. Ancora ieri ho visto un manovratore di escavatrice... avrà avuto quasi 60anni... e con quella non ci vuole molto ad ammazzare i colleghi che gli giravano attorno. Ma non ci vuole molto neanche per un'infermiera a pungersi ed infettarsi per ammalarsi e poi morire, come non ci vuole molto a sbilanciarsi da un'impalcatura. E anche tutto ciò che ti fa perdere solo un piede o un braccio, ti avvicina comunque alla morte.
3. andando demotivatamente per i motivi visti ammaleranno con + probabilità di malattie psicosomatiche, di accidenti cardiovascolari, fumeranno di più. (a proposito, lo sapevi che tra gli impiegati il rischio di infarto massimo si ha al lunedì? non è un caso).

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:46    

Cioè gli impiegati fumano di più la domenica e il lunedì gli viene l'infarto?

MrGreen


avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2020 ore 8:49    

criccano per lo stress che causa il fatto di ritornare a lavorare. Cool
ma non solo gli impiegati, anche altri che svolgono il lavoro sulla settimana.


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