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inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:17
A posteriori andrebbe mostrato tutto, ma proprio tutto. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:24
@L'assassino Caravaggio 1. E' punibile chiunque cagiona la morte di un uomo, a prescindere dal momento dell'evento - morte. 2. I compartecipi subiscono la stessa pena solo se hanno materialmente inferto colpi alla vittima. 3. Operano e contano le cause di giustificazione (specie la legittima difesa) se comprovate da testimoni. 4. La pena prevista, salvo attenuanti, è l'esecuzione capitale, in pubblico (come monito). nel rinascimento non vi era molta uniformità di legge nel territorio, ma mi pare di capire che l'omicidio era condannato. oscarmontani.blogspot.com/2017/12/delitti-nel-rinascimento-iv.html Quindi non so quanto possa valere sott'intendere che "erano altri tempi". |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:39
io non conosco esattamente la vita del caravaggio e la vicenda dell'omicidio in sé, ho fatto una breve ricerca ma ho trovato in più articoli questo: " il pittore ricevette una condanna capitale: morte per decapitazione. Una condanna che, addirittura, poteva essere eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per strada " l'omicidio era certamente riconosciuto ma... tutto va contestualizzato all'epoca dei fatti, tutto qui |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:58
Comunque, ma credo che sia un po' OT, concordo con Jonsi su cosa vada considerato come "arte": l'esempio del cane di Vargas mi sembra che porti ad una vera e propria degenerazione del concetto; però se è stato accettato come "artistico" il fatto di lasciar morire di fame un cane di fronte al pubblico, diventa poi oltremodo difficile dare un giudizio sul ritirare o meno l'opera di un omicida/suicida. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 12:01
certo daniele, quella è la base di tutto.. il cane di vargas non è - per me - arte, ma una schifezza |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 12:28
Come suggerito la paura delle critiche porterebbe alla rimozione. Ma siccome esse provengono evidentemente da chi non sa giudicare oggettivamente, non solo l arte, pare meglio soprassedere. Oppure boicottare la mostra evitando la presenza e inducendo una shitstorm al contrario, iniziando quindi un uscita da sta idiozia del corretto. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 12:48
“ certo daniele, quella è la base di tutto.. il cane di vargas non è - per me - arte, ma una schifezza „ si tratta di non confondere un atto criminale con un'opera d'arte. Ma anche di non confondere un assassino con un suo elaborato intellettuale. “ tutto va contestualizzato all'epoca dei fatti, tutto qui „ che è un modo diverso per dire "erano altri tempi". |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 13:12
Allora dovremmo non ascoltare il 99% dei brani musicali perche' il 99% degli artisti ha assunto qualche tipo di stupefacente contravvenendo alla legge ..... Le colpe del creatore non devono ricadere sulle opere, che hanno vita a se' stante. La censura non dovrebbe esistere. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 14:25
scusami, ma mi sembra che tra "assumere qualche tipo di stupefacente" ed uccidere c'è una leggera differenza la censura è un'altra cosa, questo è - dovrebbe essere - solo un gesto di rispetto nei confronti della vittima di un omicidio.. stiamo su due livelli diversi |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 14:32
Ovviamente non sono uguali: era una battuta per spiegare il concetto. Io la intendo come una sorta di censura preventiva per pararsi dalle rogne che avrebbe attirato l'esporre l'opera in questione. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 14:39
mi ero colpevolmente perso questo intervento dell'autore della discussione “ Si è trattato sicuramente di una decisione difficile. „ cerrtamente, non credo sia stato semplice anche - e soprattutto - per i risvolti che una decisione del genere può generare “ Proprio per questo, credo sarebbe stato più utile "congelare" l'opera (chiudendo temporaneamente la sala dove era esposta) e avviare un confronto pubblico sull'argomento, che avrebbe contribuito alla comprensione di quanto è accaduto, oltre che della relazione artista-uomo. Smantellarla fa anche cadere un velo sulla vicenda personale, che invece andrebbe esplorata a beneficio di chi vive situazioni simili (quale che sia il ruolo, di vittima o di potenziale aggressore) e della collettività. „ personalmente non sono d'accordo sul confronto pubblico, è una decisione che spetta all'organizzatore della mostra in base al messaggio che con la mostra stessa vuole dare alla comunità “ Ho avuto una sola esperienza, indiretta, di violenza fisica all'interno di una coppia e ho dovuto rivedere molte delle mie convinzioni sull'argomento. Credo che qualsiasi occasione di conoscenza e riflessione in quest'ambito dovrebbe essere colto . „ è l'unica via per andare avanti e sono perfettamente d'accordo con te, ma credo che il fatto di tenere in mostra piuttosto che rimuovere l'opera dall'esposizione abbia un'importanza relativa |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 14:45
Il problema di fondo è capire se le colpe (o i meriti) di una persona ne dimostrino la vera natura, o in qualche modo cosciente o subcosciente la nascondano, o ne mostrino solo una parte in conflitto con l'altra (in molte personalità psichicamente disturbate sembrerebbe essere così), o se siano in realtà il frutto di situazioni psichiche temporanee. A mio avviso, per gettare nel medesimo calderone anche tutto il resto della personalità di un individuo dovremmo prima essere in grado di dare una risposta univoca a quel problema di fondo. |
user12181
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 15:09
Mi pare evidente che il rispetto per la vittima non c'entri nulla, e non è in questo modo che si può dimostrarlo. È un puro atto di paraculismo (nel senso del "pararsi-il-culo") imprenditoriale, roba da uomini d'affari e amministratori delegati (detto senza disprezzo per attività che non devono occuparsi di valori artistici). Tra l'altro leggo che la vittima era una critica e storica d'arte. C'è da credere che l'arte abbia avuto un significato profondo, essenziale, nella sua vita. Di fatto si nega in questo modo il ruolo liberatorio dell'arte, si nega l'unica possibilità di trascendenza a disposizione dell'uomo, vittima e carnefice. Decisione veramente terribile, ma che non stupisce affatto, se si tiene conto che chi l'ha presa è costitutivamente determinato dai vincoli dell'immanenza, e dentro questo orizzonte (che, come detto, non è quello dell'arte) ha fatto il suo dovere. |
user177356
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 15:20
“ personalmente non sono d'accordo sul confronto pubblico, è una decisione che spetta all'organizzatore della mostra in base al messaggio che con la mostra stessa vuole dare alla comunità „ Confrontarsi non vuol dire delegare la scelta, ma raccogliere opinioni e stimolare la discussione. Io mi sono convinto che sia stato il "tipo" di reato (omicidio della propria compagna) ad aver indotto l'organizzazione a smantellare l'opera. Se avesse ucciso il vicino di casa in una lite forse si sarebbero comportati in modo diverso. Non conosco i retroscena, non sono in grado di stabilire se si sia trattato di un evento che è l'epilogo di una serie di azioni precedenti o è stato invece frutto di un raptus improvviso e imprevedibile. La prima ipotesi è in genere più probabile. Non intendo assolutamente sminuire la gravità del fatto, né lamentarmi per l'enfasi dovuta al genere della vittima e alla relazione con l'omicida. Avrei comunque preferito che si prendesse spunto per parlarne, per raccontare, per capire, invece di censurare. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 15:50
Esercitare una censura è inevitabile per il fatto che non tutto è arte (all'esempio del cane si può aggiungere quello dei tre fantocci di bambini impiccati a un ramo e in bella vista in una strada trafficata, certamente un trauma per i bambini "vivi" che li hanno visti) ma spesso funge da manifesto politico che con l'arte non ha a che fare. La funzione propagandistica inevitabile in una figurazione elaborata, che può concernere le idee o l'autore... Di solito se l'autore ha fatto del male a un gran numero di persone, queste o gli eredi ostacolano l'ostensione delle sue opere, adducendo che cotale individuo non merita l'importanza che inevitabilmente ne riceverebbe. Gli si possono fare tutti i ragionamenti garantisti postati in questa discussione, ma approvarli difficilmente potrà. |
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