| inviato il 07 Agosto 2020 ore 14:51
“ Giovanni negli ultimi 3 mesi ho acquistato 2 obiettivi da loro, il Tamron 17-35mm f2,8-4 e il Tamron SP 90mm f2,8 macro VC e in entrambi i casi sono stati puntualissimi nella consegna, spedizione in 8 gg lavorativi, e ho trovato uno dei prezzi più bassi del mercato. Inoltre ho registrato l'obiettivo sul sito ufficiale Tamron e mi ha riconosciuto la garanzia Italia di 5 anni (loro forniscono garanzia europea di 2 anni essendo un prodotto import). „ Perfetto! Avrei un'ultima domanda da farti: è plasticoso? Perché vedo comunque che si tratta di una lente "leggera"! |
| inviato il 07 Agosto 2020 ore 15:24
“ Perfetto! Avrei un'ultima domanda da farti: è plasticoso? Perché vedo comunque che si tratta di una lente "leggera"! „ Si come tutte le lenti di nuova generazione ma fatta di materiale di buona qualità ed è pure tropicalizzato. |
| inviato il 07 Agosto 2020 ore 15:29
Per architettura Laowa 12mm. Per paesaggio non userei un grandangolo |
| inviato il 08 Novembre 2020 ore 18:59
Per architettura la soluzione che consedero appropriata è un decentrabile. Solitamente ben corretti, visto l'ambito in cui si usano, ne puoi trovare anche nei mercatini russi a poco prezzo. Io uso per l'occasione un 35mm decentrabile Arsat russo che trovo più che soddifacente e da usarsi solo in manuale. Concordo con altri che cercare una grande luminosità non serve. Spezzo una lancia a favore dell'Irix 15mm la cui distorsione è veramente mooolto bassa quasi impercettibile, almeno nel mio esemplare, sarò stato fortunato? |
| inviato il 08 Novembre 2020 ore 22:15
Un decentrabile può servire ma con un 35 mm, per la foto di architettura ci si fa poco o niente, a meno di riprendere cattedrali nel deserto |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 8:24
Mica vero Fileo! Ho adoperato per una vita il Canon 35/2,8 TS, e se è vero che in qualche sparuta occasione avrei gradito avere per le mani un 28 mm, ma non di più... assolutamente, il mio 35 mm l'ho sempre trovato più che adeguato anche se spesso dovevo entrare nei muri per ottenere l'inquadratura che volevo |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 8:49
Dissento profondamente, sono decenni che faccio foto di architettura, visto anche che è la mia professione (architetto, non fotografo), e ti posso assicurare che se devi fotografare un'architettura, e non riprendere quello che ti entra nell'inquadratura, un 28 mm è il minimo sindacale. Ho usato per decenni 28 e 20 mm e a volte non riuscivo a ficcarci dentro tutto quello che serviva. |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 11:03
Non lo metto in dubbio caro Fileo, così come non metto in dubbio la tua valentìa di architetto prestato alla fotografia... purtuttavia - se sei capace - i 65° (che siano o meno decentrati è relativo) di un 35 mm sono pure troppi, allo stesso modo in cui gli 84° di un 24 mm sono di norma ritenuti pochi, talmente pochi che ormai il minimo sindacale sono i 114° di un 14 mm... decentrabile o meno che sia! |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 16:36
Riguardo alla necessità o meno di grandangoli "spinti" per le foto di architettura, faccio un copia-incolla da questo mio post: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3363535&show=2#18870517 "Se lo spazio lo consente, per dare un'idea più chiara di misure e proporzioni reali (e minimizzare i problemi della deformazione marginale), l'ideale sarebbe utilizzare un obiettivo normale (che reputo - se mi passate il gioco di parole - l'obiettivo più obiettivo). Lo stesso Feininger, ora non ricordo se ne l' Occhio del fotografo o in Principi di composizione, lo consigliava. Questo per le ragioni che si possono dedurre da questa efficacissima descrizione della focale normale che Pironman dà nel post introduttivo di questo thread: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2056934&show=1 Purtroppo però raramente capita di avere lo spazio per allontanarsi abbastanza da prendere un intero edifico con una focale normale, non parliamo poi degli interni, quindi spesso necessita di far uso di grandangoli più o meno spinti, meglio se decentrabili." E da quest'altro: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&show=2&t=2021307#9776717 "Questo che il Panofsky sintetizza come consiglio [di Leonardo] "a evitare la distanza ravvicinata" somiglia un po' a quello, in ambito fotografico, di non avvicinarsi troppo al soggetto allargando eccessivamente l'angolo di campo, con la conseguenza di accentuare le aberrazioni marginali. [...] Però il consiglio di Leonardo era destinato a un pittore, che ha a disposizione uno spazio virtuale illimitato in cui collocarsi. Noi che fotografiamo, arretrando spesso ci imbattiamo in un muro o un altro ostacolo, da qui l'utilità dei grandangolari." |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 17:24
Prendi un T/S! C'è il nuovo Laowa 15mm che sembra molto promettente, altrimenti il Samyang 14mm f 3.5 |
| inviato il 09 Novembre 2020 ore 18:30
Ho dovuto fare spesso foto di architettura, per foto di architettura intendo rappresentare e documentare un manufatto architettonico. In tal caso, se devo rappresentare l'intera facciata di un edificio, per documentare la visione d'insieme e l'oggetto architettonico è inserito in un abitato, quando mi trovo con le spalle al muro (non in senso metaforico), ho due sole possibilità: rinunciare alla foto o cambiare ottica e montare un grandangolare, con quello che comporta in ordine all'aberrazione prospettica, che potrà essere rilevante se il soggetto è particolarmente vicino e la focale molto corta. Viceversa, se sto facendo foto "creative", posso fare come mi pare e riprendere solo un pezzo dell'edificio. Quindi, per foto di architettura propriamente dette, con un 35 mm si fa ben poco, ci vuole minimo un 28, possibilmente una focale anche più corta. |
user14408 | inviato il 07 Giugno 2022 ore 18:35
“ Penso che abbia usato il suo solito banco ottico Linhoff, ma dubito che abbia adoperato il suo obiettivo preferito, ovvero lo Schneider Kreuznach 90mm Super Angulon, che sul Linhoff è un grandangolo moderato. È probabile che abbia dovuto far uso di una focale più spinta. „ solo per dire che più correttamente non è sul "Linhof" ma sul 4x5 che il 90 non è estremo ma su un 13x18... con ottica di appropriato cerchio di copertura ( sul grande formato non sono tutti uguali, non è la sola lunghezza focale a determinare). ci sono 75mm che hanno un cerchio abbastanza piccolo tale da non consentire grandi movimenti e di contro 90mm come l XL scheneider con un cerchio mooolto più ampio tale da garantire movimenti delle standarte molto ampi. nel grande formato ragionare/scegliere le ottiche non è esattamente come per il formato leica super digitalizzato. rimane che per certa tipologia di foto le macchine a DUE corpi mobili restano assolutamente IL punto di riferimento e non c'è software che tenga. ( personalmente per la tipologia di foto in oggetto non considero nemmeno focali addirittura sotto i 20mm!  ) |
| inviato il 07 Giugno 2022 ore 19:06
Grazie delle delucidazioni. In effetti non me ne intendo di banchi ottici. Sapevo solo che il Linhof e il Super Angulon 90 erano tra gli strumenti preferiti da Basilico. Ho corretto il post qui sopra. |
user14408 | inviato il 07 Giugno 2022 ore 19:39
e certamente hai ragione, Basilico utilizzava una linhof technikardan con un particolare sistema della rotaia che permette di renderla più compatta nel trasporto. linhof è da sempre sinonimo di banco ottico, un poco come dire "PIPER" per riferirsi ad arei leggeri monoelica o "caterpillar" per riferisrsi a macchine movimento terra...anche se in tutti gli esempi esistono numerosi brand differenti. io, per esempio, ho utilizzato delle Cambo perchè più economiche delle ( bellissime) Linhof o delle( granitiche) Sinar ( queste ultime utilizzate soprattutto in studio grazie ad alcune caratteristiche come movimenti micrometrici...precisi, non indispensabili nella fotografia architettonica), ma ce ne sono tante. |
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