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Frenesia d'acquisto sempre più dilagante.


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avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2020 ore 21:02    

È il vano tentativo di colmare la nostra incapacità e il poco amore verso la fotografia.
Quando si ha vera passione questi discorsi scivolano via.

Poi c'è anche qualcuno che non sa proprio dove spenderli.
Ma direi che questa è una categoria a parte.

user142859
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inviato il 05 Maggio 2020 ore 22:35    

Il mondo del lavoro si è semplicemente spostato su qualifiche più elevate. L'operaio serve sempre meno perché si produce tutto all'estero, quindi lo puoi bistrattare perché ce ne sono tanti disposti a lavorare a qualunque condizione. Si salvano solo i lavori dove serve intelligenza oppure abilità manuali non indifferenti. In pratica si salvano i lavori ad alto valore aggiunto.
Io sinceramente sono uscito dall'università con già un contratto a tempo indeterminato. Ho cambiato due lavori solo perché non mi piacevano ed ogni volta nessuno si è mai nemmeno permesso di nominare contratti a termine. Le aziende da cui sono andato via hanno tutte fatto delle controfferte per provare a farmi cambiare idea. Lavoro da meno di quattro anni e prendo più di mio papà che andrà in pensione questa estate. Nel mio settore c'è una penuria di figure professionali altamente qualificate al punto che le aziende giocano al rialzo per cercare di assumere. In Italia mancano ingegneri ma c'è pieno di architetti disoccupati. Quindi non è vero che non c'è lavoro, è che non è più quello di una volta. Ma non solo ingegneri, mancano anche saldatori, artigiani qualificati, lavoratori nei campi e tante altre figure ma la gente preferisce stare a casa e vivere sulle spalle dello stato, quindi sulle spalle di chi lavora, solo perché vorrebbe fare la vita del michelaso: magno, beo e vo a spaso (mangio, bevo e vado in giro).
Non lo dico da strafottente perché prima di fare la bella vita da ufficio ho lavorato nei campi, negli allestimenti per gli spettacoli, portato le pizze a domicilio. Mi sono fatto notti in bianco a smontare impalcature di sabato e domenica per poi andare in aula il lunedì mattina a studiare problemi complicati da mal di testa. Il problema è che siamo mosche bianche in mezzo a mille mantenuti che pretendono di vivere di sogni e privilegi che non si sono mai guadagnati

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2020 ore 22:57    

Luca contento per te ma sinceramente non è che possiamo essere tutti ingegneri.
Il lavoro deve essere democratico, mi sta bene che le figure professionali abbiano uno stipendio più alto rispetto al cassiere ma deve esserci l'opportunità di lavorare per tutti.
Non è assolutamente giusto che i diritti esistano solo per lavoratori di alto rango mentre a livello più basso sia una jungla dove cane mangia cane.
Un contratto in regola, turni di lavoro umani, ferie, malattia, maternità ecc devono essere garantiti a tutti, dallo spazzino al manager di una multinazionale.

Il lavoro non è solo uno stipendio, il lavoro dà dignità ad una persona, la tiene in vita, la responsabilizza, la gente che preferisce stare sul divano è una percentuale davvero piccola, sul divano ci si deprime.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2020 ore 23:12    

Molto spesso ci sono persone che faticano a cercare lavoro, perché adesso per ogni mansione ci vuole il diploma o la laurea. Dopo un po' che non trovi niente, non ti viene più voglia di cercare. Per cominciare da qualcosa, mi sono dovuta far aiutare da un familiare a mandare curriculum via online, altrimenti mi sarei impigrita. Non è facile uscire dall'inattività.
E poi c'è da dire che in Italia danno opportunità ai neo diplomati, neo laureati o cmq giovani con meno di 30 anni. E se uno va a cercare lavoro a 35-40 anni? Secondo voi avrà vita facile con la ricerca? Lo scartano a priori, solo perché è disoccupato a quell'età (a prescindere dall'esperienza sulle spalle).

Ritornando al focus dei valori, vedo miei coetanei che spendono sempre come se non ci fosse un domani, sempre a trattarsi bene con l'estetista, vacanze o con i beni materiali, per poi piangere miseria e dire che in Italia si guadagna uno schifo. Per carità, anch'io mi concedo con le spese tra attività, corsi o per elementi materiali (macchina fotografica, per esempio), ma sono abituata a riflettere per più volte prima di sapere se mi interessa qualcosa. I soldi per spendere ce li ho, non ho mutui né devo mantenere una famiglia, ma ovviamente faccio le spese intelligenti, quelli che dico che sfrutto per molto tempo, e metto via qualcosa per investire nel futuro (casa o auto) o per altre urgenze.
Una cosa che ho notato che manca alle persone è il saper risparmiare. Ci si concede sempre e troppo, anche su cose non sempre necessarie.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2020 ore 23:12    

Probabilmente il clima di incertezza che ha creato il covid, ha fatto pensare a più di qualcuno che non vivremo per sempre.
Ed allora, visto che del doman non v'è certezza, perché non togliersi qualche sfizio, oggi?MrGreen

user142859
avatar
inviato il 05 Maggio 2020 ore 23:25    

Sono d'accordo. Purtroppo la globalizzazione si è portata via la necessità di lavoratori di basso rango. Chiamiamola pure concorrenza sleale ma è così. Le aziende non si sono fatte problemi a delocalizzare tranne in quando non possono perché la qualità del prodotto non sarebbe uguale.
Le piccole aziende sono state schiacciate da colossi che non pagano un euro di tasse e distruggono il tessuto economico. Così la cassiera del supermercato di quartiere, con contratto a tempo indeterminato, non esiste più. Sostituita da un precario sfruttato fino all'osso per pochi mesi e poi a sua volta sostituito da un disperato tale e quale.
L'acquirente in cambio di un po' di sconto compra da questi colossi e si trasforma in un cane che si morsica la coda perché così facendo contribuirà ad aumentare il divario tra pochi ricchissimo e tanti disposti a farsi sfruttare.
In pratica è inutile chiedere democrazia, diritti e libertà quando questi vengono meno proprio perché si sono chiesti a gran voce. Le liberalizzazioni non hanno portato nulla nelle tasche dell'operaio, come pure le privatizzazioni e la flessibilità contrattuale. Eppure sono diritti e opportunità anche questi che prima non esistevano. Ora sei libero di scegliere da chi farti sfruttare in cambio di un po' di sconto alla cassa. Sia chiaro, non è colpa tua come non è colpa mia enon mi piace questa situazione. Anche il far debito è parte di questo gioco al massacro. Un uomo con debiti è debole e ricattabile, pertanto sfruttabile. Farli è facile, farli fa ingrassare chiunque specula sulle somme imprestate e sugli interessi. Ci guadagno tutti meno che il disgraziato che ha da pagarsi le rate per un bene che perde valore solo guardandolo. Basta pensare alle rate per il macchinone, basta una panda. Alle rate per i telefoni, la televisione, gli abbonamenti alla pay-tv e pure per una macchina fotografica dato che siamo in tema.
Comunque anche nel mondo dei cervelli (che brutta espressione Sorriso) bisogna stare attenti perché il mercimonio delle competenze si chiama consulenza, che è quasi come il lavoro interinale ma con più benefit e tutele. Basta essere un po' sgamati e stare lontano da quelle società e per il resto è ancora un'isola di pace.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2020 ore 23:48    

Tutta la situazione economica (domanda-offerta del bene o servizio, rapporto tra aziende grandi e piccole) è completamente cambiata, e lì nemmeno è possibile insegnare tra le generazioni, perché è una situazione totalmente nuova. Ha portato occasioni per alcuni e rovina per altri. La concorrenza è diventata molto forte e se non sei sgamato sei tagliato fuori (oltre che avere debiti). Buttarsi in una nuova impresa è un rischio.
In Italia anche aprire un negozio / pub e mantenerlo è un bagno di sangue, e lì non c'è solo la concorrenza a rendere difficoltosa l'attività, ma anche le tasse da pagare per l'esercizio, capanno etc, cosa che le grandi aziende o i negozi online non le hanno o ne hanno molto meno.

Le disuguaglianze ci sono sempre state nei tempi. E sempre per i soldi, e i ribaltamenti sociali per ascendere economicamente ce ne sono stati, e infatti varie persone hanno potuto cambiare nelle generazioni. Però purtroppo il prezzo di tale ascesa lo paga qualcun altro. Se si vuole essere tutti uguali, senza privazioni e senza sofferenze, non bisogna desiderare niente e accontentarci tutti delle cose essenziali... saremo mai felici in un contesto appena descritto? Chissà...

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2020 ore 0:11    

@ Gma

Perö sulle parole di old_pentax non mi ci ritrovo: anche io ho 30 anni, e definire la mia generazione come quella di “spendaccioni”, mi fa sorridere.


Non è la questione di essere "spendaccioni" ma di essere stati "scardinati" dai valori che fino a 30-40 anni fa hanno tenuto insieme il nostro paese.
Purtroppo nessuno li ha tramandati e coloro che tiran le fila del mondo ne hanno approfittando proponendo dei modelli comportamentali secondo i quali le persone divendano dei numeri o se vogliamo dei burattini (da spennare) al servizio dei grandi potentati che oramai sono "globali".
APPLE propone un nuovo iPhone?
Bene tutti a far la coda davanti agli store - da Pechino a New York da Helsinki a Brisbane - per acquistarlo per primi!
Ma che te ne fai dell'ultimo iPhone?
Con un qualsiasi fotofono da € 200,00 fai tutto quello che vuoi!
Sei mesi dopo: nuovo iPhone, tutti a far la coda davanti agli store - da Pechino a New York da Helsinki a Brisbane - per acquistarlo per primi!
Ma che te ne fai dell'ultimo iPhone se ne hai uno che hai acquistato sei mesi prima?

Purtroppo chi ha 30 anni conosce solo questo modello e, ovviamente, gli pare che questa sia la normalità.
I grandi potentati sono sempre più ricchi a spese dei burattini che vengono spennati e indebitati come polli.

Precisazione: in questa situazione non ci sono solo i 30enni ma tutti, da 0 a 80 anni.
I trentenni però sono la speranza nel futuro e quindi mi dispiace che oramai siano stati omologati dal sistema.

;-)


avatarjunior
inviato il 27 Maggio 2020 ore 23:33    

La smania di acquisto nella speranza di migliorare la reputo un errore madornale, quella da desiderio di godere di una cosa bella e bramata no (purchè le spese relative siano commisurate al proprio CUD e non a quello di Briatore...)

Un corridore non deve essere un campione per potersi concedere e godere delle scarpe nike vaporfly

Un automobilista non deve diventare un mago del controsterzo per potersi concedere una bmw m3 che userà al 15% delle sue potenzialità

Un ciclista non deve fare almeno 15000km l'anno e viaggiare a 60 all'ora in pianura per giustificare l'acquisto di una nuova Lynskey in titanio ...

Però sapete una cosa ... il corridore, l'automobilista e il ciclista, indipendentemente dalle loro abilità e doti, saranno felici come bambini quando la mattina si sveglieranno e metteranno i piedi nel/sul nuovo giocattolo ... e per quanto scarsi, saranno entusiasti nel raccontare agli amici (e sui forum) le doti dei loro nuovi gioielli tecnologici

In ambito fotografico, ho avuto 4 corredi diversi dal 2015 a oggi, di cui 3 full frame ... le mie foto sono e saranno insulse indipendentemente dalla macchina che uso, perchè non ho talento nè voglia di impegnarmi o studiare ... ma me ne frego ... esco di casa col giocattolo al collo, faccio foto così come mi dice in quel momento la testa e sono contento ...

Semplicità ... a volte si cerca di dare spiegazioni a scelte spiegabili solo da un "perchè sì" ... siamo gli esseri più intelligenti e potenti della galassia e siamo anche gli unici che stentano a capire che lo scopo principale della vita è godersela ... e anche provandoci non è un target facile, figuriamoci se poi ci autotarpiamo le ali per sottostare a chissà quale etica o giudizio ...

avatarsenior
inviato il 27 Maggio 2020 ore 23:44    

Quello che dici è sostanzialmente vero.
Ma avessi mai sentito qualcuno nella realtà fare sto discorso.
Mai..!
Più il giocattolo è costoso e più si pensa di avere al collo il mantello di superman, con relativi poteri ovviamente.


avatarsenior
inviato il 27 Maggio 2020 ore 23:56    

@Cocopolo concordo con te sul fatto che il risultato non è importante, nel senso che non per forza bisogna fare grandi fotografie per potersi permettere l'ultima fotocamera sul mercato.
Sull'impegno e la dedizione invece non sono d'accordo, i risultati possono mancare va bene, ma la passione no, ed è proprio per mancanza di dedizione che molte volte si vira sull'acquisto compulsivo.
Per essere chiaro faccio l'esempio del ciclista, se il ciclista è appassionato e va in bici tutte le volte che può, non ha importanza se è una chiavica in salita i soldi per la bicicletta ultimo grido sono comunque ben spesi poiché c'è passione e dedizione.
Se invece il "ciclista" prende la bici solo 2 volte l'anno beh allora spendere 10mila euro per l'ultimo modello è sicuramente esagerato.

Sulla libertà delle scelte non entro neanche in merito, spero sia scontato che ognuno coi suoi soldi può comprare ciò che vuole

avatarjunior
inviato il 27 Maggio 2020 ore 23:57    

@ Arconudo ... Ahah! Questa del mantello di superman me la segno MrGreen

avatarjunior
inviato il 28 Maggio 2020 ore 0:42    

@ Peda ... hai ragione, se si ha passione per qualcosa, si cercherà di praticarla più possibile ... però non necessariamente con il dovere di impegnarsi con dedizione per dare il 100% di se stessi...

Io son podista da 30 anni (su 40) e la corsa è un ambito in cui la soddisfazione, a differenza della fotografia, la traggo dalla ricerca dei miei limiti ... ho un caro amico con la mia stessa passione, al quale però solo a parlare di cronometro, ripetute, gps, pulsazioni vien l'orticaria ... per lui la passione per la corsa e l'appagamento arrivano da una scampagnata di jogging in bosco ascoltando gli uccellini ...
Questo rende inutili le 5 paia di scarpe tecniche che usa a rotazione in base al terreno che andrà ad affrontare? O sminuisce la sua passione?

Ovvio che se andasse a correre una volta al mese (per scelta e non per forza maggiore!) allora non sarebbe considerabile come una passione ... e a quel punto l'acquisto di 5 paia di scarpe cascherebbe o nella categoria "mantello di superman" o in una forma di acquisto compulsivo con relativi retroscena psicologici ...

avatarsenior
inviato il 28 Maggio 2020 ore 0:47    

Il punto è che molto spesso non si gode appieno del bene materiale acquistato perché spinti dalla voglia di avere un bene materiale più all'avanguardia o un altro atteggiamento di tendenza!

Quello che penso è che non si sfrutta appieno e col tempo di un oggetto tanto sudato.

avatarsenior
inviato il 28 Maggio 2020 ore 7:24    

Meno fotografia = più scimmie = più acquisti.
Meno felicità e meno realizzazione personale = più acquisti consolatori (non posso essere, quindi posseggo).
Il consumismo si basa sulla negazione della realizzazione esistenziale personale, fornendo surrogati ad essa che possano essere acquistati in modo compulsivo senza poter saziare realmente la sete delle inconsapevoli vittime.
Attualmente il mondo é prigioniero di dittature, alcune mascherate, altre palesi: rara é la vera libertà ed ostacolata in ogni modo. Cerchiamo di ricostruire in terra un paradiso perduto che non abbiamo saputo capire, volendo governarlo anziché goderne e insistiamo in questo paradigma. Ci rende più felici schiacciare qualcun altro che realizzare noi stessi: per sentirci Dio. Questa malattia dell'essere umano genera un ciclo infinito di carnefici e vittime i cui ruoli si scambiano e intersecano continuamente. Ogni carnefice é vittima di un altro carnefice e ogni vittima é carnefice di un'altra vittima.
Ci consoliamo inutilmente e falsamente acquistando cose.

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