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inviato il 20 Marzo 2020 ore 16:49
A volte per non bruciare le alte luci sottoespongo e recupero dopo le ombre in post produzione. Secondo me è il complemento per finalizzare tante foto,, certo alcuni esagerano senza rendersi conto.. Anche i file jpg sono elaborati dalla fotocamera o impostazioni che gli vengono messe. Con gli smartphone idem, i jpg sono ottimizzati automaticamente dal processore in base alla casa madre o impostazioni che mettiamo. |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 17:51
Simone-Commissario 71 dice: "comunque io non voglio mettere in croce nessuno,chi fa post produzione,chi non la fa chi ne fa troppa e chi la fa male,ognuno è libero di eprimersi come crede...quello che non capisco di questo post,così come tutti quelli che sono stati aperti su questo argomento,è il perchè bisogna per forza farlo sapere a tutti. chissà perchè poi solo da chi non ne fa...non ho mai letto un post su questo forum del tipo: faccio post produzione e mi diverto così!" Sono assolutamente d'accordo e anche a me diverse volte è capitato di essere criticato per aver detto che per me conta il risultato finale, oggi col digitale come ieri in analogico. Ho iniziato anche io negli anni '70 col bianconero: pasticciavo con le sensibilità, con i vari sviluppi (finegranulanti, quelli che davano maggiore acutanza, quelli che esaltavano la grana come il mio fido Ornano Crowley DX 16, se ricordo bene) e poi con le stampe con carte di diversa gradazione per aumentare anche allora contrasto e saturazione e poi le carte multigrade che con i filtri ti consentivano di cambiare selettivamente il contrasto (anche allora!).E poi bruciature, mascherature (oh guarda, esiste anche in PS!) .E magari avessi avuto la bravura di "brutti e stupidi manipolatori" di immagini come Adams, Weston ecc. L'orizzonte storto cercavo di non farlo già in ripresa, ma se mi distraevo un po' ovviamente lo raddrizzavo in postproduzione , pardon in stampa: non ho mai visto una mostra (e alla mia età ne ho viste un po'!)con stampe che presentano un un orizzonte storto che non sia stato voluto sia per stampe in analogico che da digitale. Lo stesso quando stampavo le dia col Cibachrome. Ma tutto questo solo per dire che non mi frega di sapere se l'immagine che vedo sia stata scattata con una pellicola e poi posprodotta coi metodi dell'analogico o se scattata in digitale e poi postprodotta in digitale coi metodi del digitale. Qualcuno avrà visto le mostre di Salgado e di McCurry? Quali sono le stampe analogiche e quali le digitali? Se poi ci si diverte con un metodo piuttosto che con un altro, è un discorso diverso e, questo sì, assolutamente rispettabile |
user176804
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 19:53
Ci sono due cose che allontanano dalla PP: -incapacità (mio caso) -falsa credenza: pp=falso (non naturale) Invece è parte del processo. |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 20:07
Anche sceglire una pellicola piuttosto che un'altra è fare post produzione, ma anche solo sceglire quale parte di scena inquadrare e quale non lo è. La post spinta oggi è considerata "arte" e se ben fatta mi trova d'accordo. |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 20:21
Ognuno segue il proprio processo per arrivare al prodotto finito. Il processo è irrilevante o comunque di esclusivo interesse del proprietario. Quello che conta è il prodotto finito che si divide in buono e non buono. Se hai passato una settimana a sviluppare, stampare, fare e sforcare e hai prodotto una foto di merxa, tu sarai contento ma la foto rimarrà di merxa. |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 21:24
Qualcuno ha scritto che sono sempre quelli che non la fanno la post ad aprire questi topic, ma come mai qualcuno che la fà la porta avanti come una crociata? credo che nessuno voglia convincere nessuno, è solo per fare due chiacchere... |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 21:26
E qualche altro ha scritto che corregge il micromosso in post, se mi dice anche come... se canni il fuoco? lo aggiusti in post ? su... dai... |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 21:27
Ribadisco una cosa che ho sempre detto in occasioni come queste. Chi dice di non voler fare post produzione, guarda caso non la sa fare, cioè proprio non sa dove mettersi le mani. E' il chiaro esempio della volpe e dell'uva. Saper fare e fare post produzione, non vuol dire necessariamente fare delle porcherie. Significa curare uno scatto negli aspetti che la macchina non ha colto. Poi se una foto fa ca.gare, con la post, fa comunque ca.gare, ma dopo due secondi. Ciao LC |
user176804
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 21:38
ci vuole pazienza... iniziare pian piano. non tutti hanno molto tempo. io cerco di impadronirmi di qualche strumento base e pian piano arrivano risultati! Volpe ed uva è un classico. |
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inviato il 20 Marzo 2020 ore 21:57
“ E qualche altro ha scritto che corregge il micromosso in post, se mi dice anche come... se canni il fuoco? lo aggiusti in post ? su... dai... „ Topaz Sharpen ai non fa miracoli ma a volte salva l'immagine |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 3:26
Come ho scritto sopra non faccio post perché non ho 10 minuti per foto da impiegare per postprodurre e Se lì avessi li impiegherei per fare altre cose ... Però la post e parte della fotografia digitale se si vogliono ottenere certi risultati. Questo è innegabile PS per lavoro mi occupo di modellazione solida e programmo macchine utensili ... Non credo proprio avrei problemi a imparare a usare Photoshop...semplicemente non mi interessa ...lo dico solo per sfatare il mito di chi non fa post e perché non la sa fare. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 10:36
@Francesco Fasulo, tu ci provi, piano piano, è diverso da dire "mai post!". il tuo, per me, è buon approccio. @Dinogenovese, primo andrebbe definito bene cosa è 'sta cacchio di post produzione, perchè, ripeto, non conoscendola si crede chissà cosa e quanto tempo occorra per correggere una foto. Non mi dilungo sull'etica fotografica, perchè semplicemente non esiste, ma partiamo dal presupposto che correggere alcune normali carenze di una macchina fotografica è post produzione, ed è per me, doverosa, imprescindibile, e parlo di pulizia del file, correzione dei contrasti, bilanciamento del bianco, raddrizzamento foto e crop (su queste due cose ho ad esempio le mie grosse riserve, per me e solo per me, se devi croppare hai composto male, e se devi raddrizzare hai comunque composto male, io ad esempio impiego molto tempo per la composizione e uso la bolla). Poi c'è la post in photoshop, che io faccio, scurisco aree, schiarisco aree, applico filtri per esaltare colori o texture, converto in B/N...eh già, è post anche questa. Poi c'è il passaggio successivo, togliere aggiungere cose, e io ripeto che se la mia foto perfetta, per me, c'è un cestino della spazzatura, o lo sradico da terra, o lo cancello in PS, preferisco al seconda. Il primo passaggio correggere il file nativo impiega dai due ai tre minuti, ancora meno se pulite il sensore. Il secondo può volerci forse quattro minuti. Il terzo dipende. Ma ci si può fermare comodamente al primo, spendendo due minuti per rendere una foto ancora più bella. Infine se su una foto, canno il fuoco, la composizione, le luci, allora il problema non è fare o non fare la post, il problema è imparare a fotografare. Non si deve confondere, e lo dirò fino alla morte, la post con un decreto salva-foto. Ciao LC |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 13:38
Parla una profana della post produzione, ammetto la mia ignoranza nel non saperla usare bene e di usufruire di un paio di programmi molto semplici e facili. Personalmente tengo ogni foto, da quelle brutte cerco spunto per i miei continui errori, e da una foto brutta, con la post produzione può nascere una bella foto. Insomma, considero la post produzione come un secondo fattore di creatività, che, se appunto, a mio modesto parere, funge da miglioramento ad uno scatto così così, ben venga. Se vogliamo fare un paragone, una brutta donna, ben truccata e vestita con gusto, può risultare interessante, una bella donna ben truccata e ben vestita, con gusto, può aumentare la sua bellezza e fascino; una bella o brutta donna che si trucca pesantemente e si veste male senza gusto, può risultare più brutta, pacchiana e volgare. Questo è un po' il paragone che faccio sulla post produzione. Se un fotografo la sa gestire bene, fa un' aggiunta in più e rende un lavoro che può essere ordinario o bello, in un ottimo lavoro. Se un fotografo da un bello scatto iper produce la sua foto ( e al giorno d'oggi va così per la maggiore), è come la donna truccata pesante che può risultare pacchiana e automaticamente diventa dozzinale. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 14:01
Anelanna, mi hai convinto. Da domattina comincero' a truccarmi!  |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 14:16
Senza "bigottismo" qualcuno ha scritto,per una categoria in particolare,ma poi le categorie non vanno bene, tranne per lo sponsor . Ecco pero' non si puo' nemmeno essere maschilisti ,ma femministi penso di si e allora ,di solito si usa dire che si fanno delle valutazioni. Il vetrino forse si puo' fare, ma senza contestare l'esito,altrimente l'analisi del soggetto è un po' ad occhio,pero' obiettivo. |
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