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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 0:47
Quella che ho descritto nel precedente post è la parte superficiale. La prossima volto andtò a fondo. |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 7:40
Old_pentax, ho l' impressione che tu l'abbia presa un po' troppo sul personale e così dato un senso diverso al mio discorso esmplificativo: non era mio intento criticare e giudicare come egoisti chi non ha figli (quando mai avrei scritto ciò?!) tanto più che nemmeno io ne ho ne avrò per mia scelta perchè su questo, (guarda caso! )la penso in linea generale, come te. Il mio ragionamento è nato perchè si è insinuato che Dio ci ha creati come in un video game per giocare con noi, i nostri sentimenti e la nostra vita cosa che non può essere, così come è impensabile e diabolico pensare di mettere al mondo dei figli per giocare e prendersi gioco di loro. Tutto qui nient'altro. Fandonie te ne cito alcune macroscopiche: Quando ti ho fatto la domanda , sapevo cosa sarebbe saltato fuori Però qui non si sta parlando di un credo religioso in particolare ma di Dio in quanto l'argomento è la nascita della vita sulla terra e se ben ci pensi Dio è l'unica alternativa a quella scientifica del brodo primordiale e dell'evoluzione. Se vengono dubbi sulla seconda ( e perchè non dovrebbero venire visto che non c'è in essa nessuna certezza?)non rimane che Dio e su questo dobbiamo ragionare individualmente, per vedere come possiamo conoscerlo e capire chi è e come ha operato e opera. Le storielle dal punto 1 al punto 4 me le raccontava mia nonna (classe 1893) quando ero piccolo per fami addormentare. All'epoca non c'era ne la la SmartTV ne i tablet e manco internet. Mia nonna era del 1900 e mi raccontava storie di santi a cui oggi non credo più ma anche esperienza di vita che mi sono state di grande insegnamento . Il fatto che te le raccontasse tua nonna per farti addormentare non mi sembra però un buon motivo per non averne approfondito successivamente la conoscenza, semmai il motivo è tuo personale e non voglio indagarlo. Molte cose che ci insegnavano a scuola ci sono sembrate indigeste ma poi quando crescendo ne abbiamo capito l'importanza, qualcuno di noi le ha approfondite , fatte proprie e capito l'utilità e l'importanza. Ma se siamo così intelligenti, unitamente alle nostre attuali conoscenze, perchè non prendiamo conoscenza del nostro innato? Forse perchè rinneghiamo le nostre origini divine? e quindi fatichiamo a capire chi siamo e quale è il nostro ruolo nel mondo? per me è proprio così. Quindi la domanda di fondo è: perchè gli esseri umani hanno avuto la necessità di fondare e/o cotituire delle religioni? L'idea di Dio è insita nell' uomo e prima della nascita del metodo scientifico moderno con Galileo Galilei nessuno aveva messo in dubbio la sua esistenza; l'uom ha vissuto per millenni trovando in Dio la spiegazione di tutto ciò che esiste e la religione è nata dal desiderio di conoscerlo e di adoralo per ciò che ha fatto per noi. Perchè ci siano tante religioni e come siano nate occorre fare un indagine e uno studio per capirlo. Ora è tardi vado al lavoro! |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 8:17
“ Ma pensiamo a quando siamo noi a scegliere di avere un figlio: lo facciamo per prenderci gioco di lui e vederlo soffrire o per un atto di amore? „ E gli aborti dove li metti? E gli abbandoni dopo il parto? E i padri che non si fanno più vedere non appena sanno che la compagna è incinta? E i padri che diseredano i figli solo perché non ne seguono le orme? Come vedi, non solo un figlio non è sempre una scelta, ma le scelte sui figli possono cambiare nel tempo o avere scopi che non anno nulla a che fare con l'amore: avere un "erede", uno, possibilmente maschio, che porterà avanti l'azienda che "noi" (cioè il nostro ego) abbiamo creato ecc.; dunque nemmeno un figlio è sempre e solo un atto d'amore. Quello che è irrazionale non è tanto il credere in Dio, ma evitare di cercarlo in ciò che pure crediamo che abbia realizzato, fermandoci solo a quello che alcuni uomini di 2-3000 anni fa hanno scritto su di Lui. Ma se la Bibbia ci ammonisce a non fidarci dell'uomo, allora ci ammonisce a non fidarci nemmeno di quello che l'uomo ha scritto, Bibbia compresa, perché anche quella è frutto dell'imperfezione umana, al punto che ne abbiamo alle spalle millenni di interpretazioni differenti da parte di eruditi che pure in quella stessa Bibbia hanno sempre creduto: correnti cristiane delle origini che credono nell'anima perché lo stesso Gesù ne parla (non è forse l'evangelista Marco che cita queste parole: "Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?"), altre correnti cristiane che invece rifiutano l'idea dell'anima sulla base di altri brani o di altri scrittori (altri evangelisti), e via così. Se proprio credete in Dio, iniziate a cercarlo nelle sue opere; però in tutte le sue opere, non solo in quelle che gratificano i nostri desideri; è questo il cammino veramente difficile: scontrarsi con opere che testimoniano tutto tranne che amore. Pensa solo al fatto che, per sopravvivere, gli esseri viventi devono uccidere altri esseri viventi e cibarsene: è amore questo? |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 8:28
“ Dio è l'unica alternativa a quella scientifica del brodo primordiale e dell'evoluzione. „ E aggiungici pure il Big Bang; perché continui a parlarne come di alternativa? Dai una tua spiegazione del perché Dio non potrebbe aver scelto queste strade per portare a termine la Sua creazione, cosa glielo impediva? Maila, tu pensi che siamo noi che vogliamo creare degli impedimenti a Dio, ma da quello che scrivi in continuazione circa le Teorie scientifiche, sei tu che vorresti impedire a Dio di fare determinate scelte e percorrere determinate strade. Ma soprattutto: se veramente sei convinta che abbia usato altri strumenti e metodi, illustraceli. |
user15476
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 9:30
No. Dio è il supremo piacere, una felicità che non si interrompa mai: non esiste una cosa del genere. Il vostro desiderare qualcosa che non esiste costituisce la radice dei vostri problemi. La trasformazione, la liberazione e cose del genere non sono altro che variazioni sullo stesso tema: la felicità eterna. Il corpo non è assolutamente in grado di sopportarla. Il piacere del sesso, per esempio, è per sua natura temporaneo. Il corpo non può sopportare troppo a lungo un piacere senza interruzione; ne verrebbe distrutto. Desiderare di imporre al corpo un immaginario stato di felicità permanente è il risultato di un serio squilibrio nel sistema nervoso. |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 10:04
Marameo, credo che sia proprio per questo che, prima o poi, nelle religioni nasce l'idea dell'anima, ovvero di una dimensione dell'essere che possa esistere senza l'elemento corporeo; e d'altra parte quale sarebbe l'aspetto "materiale", cioè corporeo, del Dio delle tre religioni monoteiste? Ma il problema di fondo rimane: felicità e infelicità sono, come il bene e il male, due poli estremi dell'esistenza. Può uno dei poli essere la "perfezione" e l'altro semplicemente l'imperfezione? Ammettendo l'esistenza di Dio si è obbligati ad ammettere che quel Dio ha creato sia un polo che l'altro, ma perché un Dio "perfetto", e perciò "buono", dovrebbe creare anche il polo opposto alla perfezione? Dunque non sarà che la perfezione è l'equidistanza dai due poli? |
user15476
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 10:41
Per quel che vi riguarda, è tutta roba senza valore. È come leggere un menu senza poter mangiare nulla. |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 10:47
“ Per quel che vi riguarda, è tutta roba senza valore. È come leggere un menu senza poter mangiare nulla. „ In che senso? |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 13:18
@Maila dovrei rispondere punto per punto ma ci dilungheremmo troppo, provo a sintetizzare. Io, come tutti, per le decisioni mi baso sui nostri sensi e sulla nostra ragione. In base a questi, che sono le mie uniche armi, mi sono fatto l'idea che non siamo stati creati ma siamo figli di una lunga evoluzione. Perché, invece, dovrei credere ad un Dio, visto che non posso "trovarlo" con i sensi e non ci si arriva neanche con la ragione? Perché? Solo per cieca fede? E non siamo noi che ci diamo tanto da fare per dimostrare che Dio non esiste, ma ci difendiamo da un accerchiamento che subiamo da quando nasciamo. Siamo immersi, volenti o nolenti, in una ideologia religiosa che invade tutti gli aspetti della vita ed è chi non crede che deve sempre stare a giustificarsi del perché di alcune scelte, il normale andazzo è fatto per i credenti. Non sono mica i non credenti che citofonano a tutte le ore o che ti fermano per strada per cercare di convincerti e lasciarti a tutti i costi delle pubblicazioni! |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 13:24
@Marameo “ Dio è il supremo piacere, una felicità che non si interrompa mai „ E' un tuo personale convincimento o deriva da qualcosa che si può condividere con gli altri? |
user15476
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 14:03
“ Perché, invece, dovrei credere ad un Dio, visto che non posso "trovarlo" con i sensi e non ci si arriva neanche con la ragione? „ Dio è il supremo piacere, una felicità che non si interrompa mai Illuminazione, beatitudine, stato di grazia, espansione della coscenza.. What else? È come leggere un menu senza poter mangiare nulla. |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 14:41
Quindi sono tue personali sensazioni. Ok. |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 15:15
“Credere in Dio non significa per forza amarlo” (Zini) “Non la seguo” (Sandra Vega) “Il nostro rapporto con lui è impostato sulla speranza che ci sia qualcosa dopo la morte. Ma se non ci fosse una vita eterna, ameresti lo stesso quel Dio che ti ha creato? Se non ci fosse la retribuzione che ti hanno promesso, saresti capace d'inginocchiarti e di lodare il Signore?” “ E lei?” “Io credo che esista un creatore, ma non qualcosa dopo questa vita. Per questo mi sento autorizzato a odiarlo” …..”Questa città è piena di chiese. Rappresentano il tentativo degli uomini di contrastare l'ineluttabile e, insieme, il loro fallimento.” Donato Carrisi – Il tribunale delle anime, pag. 230 |
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 15:22
“ È come leggere un menu senza poter mangiare nulla. „ Solo se il menu espone esperienze basate unicamente sui 5 sensi. Sapresti definire in questi termini una forma universalmente valida per il concetto di felicità? L'amore è tale solo nell'espletamento dell'attività sessuale? Mi chiedo allora come si possa definire l'amicizia, dato che può essere ugualmente intensa, ma non comporta un'attività dagli esiti altrettanto appaganti sensorialmente; oltre tutto perché gli stessi gesti che compiamo con il miglior amico li compiamo anche con tantissima altra gente: cosa dovrebbe esserci di così differente? E' anche questa solamente un'attività fisico-meccanica, o quel sentimento implica qualcosa di più? I 5 sensi ci servono per rapportarci all'ambiente, anche attraverso esperienze di piacere, ma siamo proprio solo questo: robot dotati di sensori? E comunque anche questa affermazione “ Dio è il supremo piacere, una felicità che non si interrompa mai „ nasce da ciò che ne dicono alcuni, mentre per altri (gli antichi Ebrei, ad esempio) Dio era piuttosto un essere "terribile" e da temere, magari coprendolo di doni (offerte e olocausti) così da obbligarlo a contraccambiare in qualche modo, in base la logica degli antichi sistemi sociali che agivano secondo la "cultura del dono" (un vero e proprio ricatto, tutt'altra cosa da come viene inteso oggi). |
user15476
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inviato il 29 Febbraio 2020 ore 15:42
Dio è il massimo ideale, quello più grandioso, più perfetto, più potente. Non vi ha mai sfiorato il dubbio che l'illuminazione o il Dio non siano altro che il piacere supremo, un piacere che tra l'altro l'uomo si è inventato? Quello che sto cercando di mettere in evidenza è semplicemente questo: le attività spirituali e religiose sono fondamentalmente egoistiche. Non ho mai dato troppa importanza al concetto di Dio; credo ci sia un potere nell'uomo, e se così è - almeno lo è per me, non c'è alcun bisogno di esternalizzare questo potere e farne un simbolo di culto. Per questo dico che la questione di Dio è irrilevante per l'umanità nel contesto moderno. |
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