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Siamo a secco d'immagini


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avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:44    

La secchezza, immagine proposta da Jeff Wall e ripresa nell'articolo, è una metafora del rapporto fra le imamgini fotografiche e la tecnologia che le produce. Nell'articolo la interpreto come sempre maggiore durezza, non ispezionabilità, non modificabilità dei processi da parte dell'utente che rischia di essere sempre più un esecutore dei programmi che un loro gestore.


Ci si trova di fronte a due estremi...con tutte le sfumature in mezzo:
Chi da una parte non sa quel che fa e vive di automatismi dalla macchina alla post-produzione e chi invece interpreta la scena modificando a suo gusto ed interpretazione i parametri sia della macchina che della fase di post produzione.

Non parliamo di qualità, non parliamo di risultato finale, ma parliamo di coscenza del mezzo fotografico, e pertanto non mi sento di dire in alcun modo che siamo limitati ad algoritmi o altro...cioè si è ovvio che lo siamoma in minima parte (dovremmo essere programmatori per realizzare un workflow completamente nostro, scevro da terze parti), così come chi sviluppava e stampava le foto era limato dalla chimica della pellicola.
Ciao
LC

avatarjunior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:45    

Siamo sempre nell'idea che la tecnologia condizionerebbe solo i principianti e gli incapaci, mentre i consapevoli sarebbero assoluti padroni del processo. Ma le imamgini tecnologiche, analogiche o digitali non conta, hanno più di un autore contemporaneamente, e chi non sa vedere la partnership con i suoi "colleghi nascosti" finisce per esserne l'inconsapevole servitore, e il tipo peggiore di servitore: quello che si crede padrone. E questo è vero oggi come era vero in epoca analogica.
Chi invece accetta (basta leggere quel che scrivono del processo creativo alcuni grandi consapevoli autori (da Hockney a Vaccari a Migliori allo stesso Wall) per rendersi conto che solo la consapevolezza du quel confine variabile, di quell'interazione dialettica fra uomo e strumento, rende libero un autore, non la presunzione di essere dominus assoluto del processo. Cordialmente, m.s.

avatarjunior
inviato il 29 Gennaio 2013 ore 19:39    

Michele, ammiro la tua pazienza. MrGreen

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