user175007
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:29
quindi investire nella scuola é inutile, soldi buttati tanto so tonti |
user111807
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 1:35
La colpa non è dei giovani , ma è di chi li ha fatti crescere in determinate condizioni. |
user111807
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 6:28
Così é anche per le operazioni matematiche più semplici che tutti o quasi una volta facevano a mente in un batter d'occhio. |
user111807
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 6:31
Certe operazioni sono demandate alle macchine, cosi come la lettura abbiamo il sapere universale in tasca a che serve leggere. |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 7:34
Flarelux, Investire nella scuola, anzi, è probabilmente l'unica strada per fronteggiare quello che sta succedendo. Ma c'è modo e modo di investire. Se si parte dall'idea che i ragazzi siano dei mentecatti che hanno bisogno solo di essere tenuti buoni per una mezza giornata, allora sono soldi buttati. Domenic, Sì, anche per le scienze matematiche la situazione è tragica. Per fare un esempio, la gran parte dei diplomati non ricorda le formule più elementari della geometria. Ha senso dover tirare fuori di tasca un cellulare per utilizzare la formula dell'area di una circonferenza o fare somme che dire elementari è un eufemismo? Perché questi ragazzi non riescono più a memorizzare dieci numeri di telefono? Perché non ne hanno bisogno? Basta non avere la necessità assoluta di una cosa per farla diventare inutile? Se così fosse, arte oppure sport sarebbero follie. Chi mi spinge a suonare un pianoforte se una macchina può riprodurre un brano musicale automaticamente? Chi mi obbliga a giocare una partita sudando se un gioco elettronico mi simula una competizione con perfetta verosimiglianza? Io rispondo che non demando la mia vita ad un sistema meccanico o elettronico. |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 8:21
“ Perché questi ragazzi non riescono più a memorizzare dieci numeri di telefono? Perché non ne hanno bisogno? Basta non avere la necessità assoluta di una cosa per farla diventare inutile? „ proprio così, risposta esatta. Tutto ciò che è reputato scomodo, non piacevole, se può essere rimosso sparisce. Così se non provo alcun piacere a ricordare 10 numeri di fila e un mezzo può farlo per me, non le ricordo. “ Se così fosse, arte oppure sport sarebbero follie. „ lo sport, la musica ed altre attività danno piacere. in tal caso si possono memorizzare interi brani, intere sequenze. Si è disposti al sacrificio e all'impegno, sempre se ne vale la pena e con notevoli differenze individuali. nel neonato (ma anche nell'adulto) il lasciapassare dell'apprendimento è l'emozione, la sorpresa, il piacere. |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 8:25
“ Quando mi sono laureato in ingegneria, mi sono studiato a memoria le 4 pagine del teorema di Saint Venant. Oggi, ricordo ancora nei dettagli la teoria della statica delle travi. „ ti capisco molto bene.... |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 8:29
TheRealB, concordo pienamente col tuo primo intervento; è indubbiamente in atto un cambiamento sociale che è poi il vero responsabile anche di quello oggetto della discussione, che assomiglia molto per certi versi a quello che generò il sistema medievale. Lo vedo ancora in una fase che paragonerei a quella degli ultimi secoli dell'Impero Romano: l'economia sempre più in mano a pochi, una massa crescente a basso reddito, ma calmierata dalla politica del "panem et circenses" (sussidi e playstation) e, non a caso, una situazione decisamente più incerta per una frazione di tecnici comunque indispensabile al funzionamento del sistema. Anche l'involuzione culturale che ne segue è purtroppo una "normale" conseguenza di questo: solo chi ha voce in capitolo a livello di decisioni economiche e politiche (e qualcosa da perdere in termini di responsabilità diretta sul proprio futuro) sente la necessità-desiderio di formarsi una cultura |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 8:35
“ Domenic, Sì, anche per le scienze matematiche la situazione è tragica. Per fare un esempio, la gran parte dei diplomati non ricorda le formule più elementari della geometria. Ha senso dover tirare fuori di tasca un cellulare per utilizzare la formula dell'area di una circonferenza o fare somme che dire elementari è un eufemismo? Perché questi ragazzi non riescono più a memorizzare dieci numeri di telefono? Perché non ne hanno bisogno? Basta non avere la necessità assoluta di una cosa per farla diventare inutile? Se così fosse, arte oppure sport sarebbero follie. Chi mi spinge a suonare un pianoforte se una macchina può riprodurre un brano musicale automaticamente? Chi mi obbliga a giocare una partita sudando se un gioco elettronico mi simula una competizione con perfetta verosimiglianza? „ Presupposto per l'apprendimenti è la motivazione: se non hai necessità di imparare o piacere nel farlo, non cresci. Inutile pretendere che un bambino o un ragazzo provi un senso di necessità, quando tutto gli è fornito e "dovuto". Quando tutte le scelte passano per la volontà altrui e non hai alcun controllo sulla tua vita. Inutile sperare che provi piacere nel leggere, studiare, scoprire, quando tutto è legato esclusivamente ad una valutazione. Quando poi l'istituzione chi ti valuta è completamente autoreferenziale, pur priva di qualsiasi autorevolezza. La mia formazione è cominciata quando sono uscito dal liceo, fino ad allora ero una capra. Un obiettivo preciso (la necessità): andar fuori di casa. Un piacere non soggetto ad imposizioni altrui: l'accrescere le proprie competenze e vedere, dopo giorno, che queste ti portano verso l'obiettivo. In questo modo l'uomo impara ad imparare. Piacere e necessità. |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 8:37
Mi avete preceduto |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 10:51
“ Il problema non è certo la tecnologia: i nuovi strumenti non sono altro che catalizzatori che rendono esponenziali le possibilità, nel bene o nel male. „ Purtroppo non è così, specialmente in ambito formativo. I limiti aumentano la creatività, l'ingegno, il problem solving... un potenziale illimitato senza consapevolezza crea stagnazione e appiattimento culturale, artistico e scientifico. |
user177356
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 11:06
“ I limiti aumentano la creatività, l'ingegno, il problem solving... un potenziale illimitato senza consapevolezza crea stagnazione e appiattimento culturale, artistico e scientifico. „ I limiti però devono essere oggettivi e non imposti artificialmente, a mio avviso. |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 11:14
“ I limiti però devono essere oggettivi e non imposti artificialmente, a mio avviso. „ Nella fase di apprendimento scolastico i limiti saranno sempre imposti in maniera artificiale. Non si studia l'alfabeto dandolo in pasto completo al bambino, ma lo si spezza (o limita per essere più chiari) una lettera alla volta. Stesso discorso per qualunque altro argomento che si studia. Quindi dire "i messi di oggi sono più potenti e danno un potenziale di crescita prima impossibile e quasi illimitato" è fare i conti senza l'oste perchè alla fine ci si trova con il mondo della conoscenza in punta di dito (abbiamo letteralmente tutti in tasca una enciclopedia mondiale istantanea), ma nessuna capacità di gestirla, ca×, elaborarla e farla nostra. |
user177356
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 12:32
A mio avviso stai confondendo due singificati di limite. Nel primo post avevo capito che il limite fosse funzionale a sviluppare le capacità individuali. Ad esempio, non usare la calcolatrice per fare i conti, o usare i pesi in palestra. Nel secondo, invece, mi sembra che tu intenda la progressività nell'acquisizione delle capacità. Sulla seconda accezione concordo, un po' meno sulla prima, nel senso che a mio avviso il limite funziona se è naturale (le calcolatrici non esistono ancora) oppure se è consapevolmente auto-imposto (scelgo di non usare la calcolatrice per allenarmi a fare i conti a mente), non se è una restrizione decisa da terzi (il professore non consente l'uso della calcolatrice). |
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inviato il 16 Gennaio 2020 ore 12:41
“ Sulla seconda accezione concordo, un po' meno sulla prima, nel senso che a mio avviso il limite funziona se è naturale (le calcolatrici non esistono ancora) oppure se è consapevolmente auto-imposto (scelgo di non usare la calcolatrice per allenarmi a fare i conti a mente), non se è una restrizione decisa da terzi (il professore non consente l'uso della calcolatrice). „ Capisco il tuo discorso... se parliamo in generale. Se parliamo di apprendimento invece è proprio così. Se alle elementari impari a fare i conti con la calcolatrice non arriverai mai, o comunque dovrai fare una grande fatica più avanti, a saper far bene i conti a mente o su carta perchè non avrai mai assorbito le basi del processo. Tornando alla lettura/scrittura del post inziale, leggere e scrivere non servono solo ad imparare la lingua ed il lessico necessario ad esprimersi, ma anche ad allenare le nostre capacità logiche e di ragionamento. Se uno dei due processi lo automatizzi senza comprensione (immagina per esempio di far scrivere i bambini delle elementari con il computer con auto correttore dato che scrivere a penna sarebbe un limite imposto da terzi e non naturale) e l'altro viene quasi eliminato (non si legge più) poi non possiamo stupirci che ci troviamo di fronte ad una massa di gente che non è capace più di acquisire, elaborare, comprendere ed infine esprimere informazioni. Mancano i concetti base di comprensione del processo. Quindi il limite imposto è comunque uno strumento di apprendimento e di aumento delle capacità di espressione e creatività. A riguardo si può dare un occhio a: "Creating When You Have Less: The Impact of Resource Scarcity on Product Use Creativity" di RAVI MEHTA e MENG ZHU. |
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