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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 13:01
leggevo adesso il regolamento del Wildlife Photographer of the Year: 5. CHE COSA NON È AMMESSO (a) Immagini di animali limitati nei movimenti (b) Immagini di animali modelli o altri animali sfruttati a scopo di lucro (c) Immagini di animali in cattività (v) Fotografie realizzate usando esche vive. Quindi sono vietati gli zoo e i falconieri, le classiche oasi sembrano ammesse Sono vietate anche le esche vive.... quindi i martini fotografati a Cervara sono vietati in quanto i pesciolini sono messi nella pozza dai gestori? |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 13:51
“ Quindi sono vietati gli zoo e i falconieri, le classiche oasi sembrano ammesse Sono vietate anche le esche vive.... quindi i martini fotografati a Cervara sono vietati in quanto i pesciolini sono messi nella pozza dai gestori? „ Quello dell'uso di esche è comunque sempre un condizionare l'ambiente: allo stato brado, quel pesciolino che ho messo lì ci sarebbe stato? Ed il Martino che passava di lì, avrebbe trovato un pesciolino in quel posto in quel momento se non lo mettevo io? Penso che più si va avanti e più difficile diventa. C'è chi sostiene che anche fare le foto agli animali nei grandi parchi nazionali, come quello di Abruzzo o quello del Gran Paradiso, sia un falso wildlife. Eppure sto leggendo un ottimo libro sulla caccia fotografica dove le splendide foto dell'autore sono state scattate nei grandi parchi americani: www.reflex.it/shop/index.php/biblioteca/giuda-alla-caccia-fotografica. . Se un giorno l'intero pianeta diventasse un immenso parco naturale dove è vietato ovunque cacciare gli animali, i fotografi andranno a fare le foto sulla Luna? Oppure si cambia mentalità e il Wildlife diventa il semplice fotografare gli animali in libertà ovunque si trovino? Che differenza c'è a fotografare un capriolo che pascola nei prati sopra Ceresole Reale (Parco Nazionale del Gran Paradiso) alle 8 di mattina, oppure fotografarlo a 100 mt. da casa mia che abito in una zona ad alta densità di caccia (quella con i fucili)? L'unica differenza è che nei boschi dietro casa mia è estremamente più difficile perché gli animali sono più timorosi (soprattutto in questo periodo). Quindi una foto fatta dietro casa mia ha più valore di quella fatta a Ceresole? Mah! Giorgio B. |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 13:53
Praticamente vi è descritta in 4 punti l'anti-definizione di fotografia naturalistica, per ottenere la definizione corretta basta fare l'opposto E' ovvio che le oasi sono ammesse, il punto fondamentale è che l'animale deve essere libero! Le esche vive sono vietate per ovvi motivi etici Ciao |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 14:12
quoto totalmente Giobol e Emmemme 75: sono partito a leggere dall'inizio e avrei sollevato le loro stesse obiezioni; il discorso in termini di principio sugli animali in cattività non fa una piega, ma anche in questo caso tra il bianco e il nero i toni di grigio sono moltissimi e molto insidiosi... in uccelli che percentuale delle foto sono fatte con posatoi e mangiatoie?... e in macro quante volte si spostano i soggetti e si crea l'ambientazione?... quanti wow si prendono queste ultime due tipologie di scatti?  |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 14:31
penso che ci siamo infilati in un bel casino..... mettendo qualche semino nelle mangiatoie non si uccide nessuno (do per scontato che usare una pannocchia o prendere i semi di girasole non venga cosiderato omicidio vegetale) ma si influenza il comportamento dell'uccello che altrimenti poteva andare da qualche altra parte a mangiare.... allevo i pesciolini per il martino ma commetto pesciolinocidio.... uso esche di carne recuperata dai macelli per i rapaci... ma anche qui si potrebbe obiettare che forse ho ucciso l'animale in altro luogo solo per la carne e quindi forse è più etico che mettere un topolino vivo.... ma forse se utilizzo gli scarti dei macelli allora è più etico perchè tanto erano animali già destinati alla macellazione e quindi uso solo arti che sarebbero finite nella spazzatura.... vado in alcune riserve africane dove i grossi erbivori prosperano perchè sono tenuti lontani dai felini.... ma anche questo non è etico... boh... non ci capisco più niente |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 17:17
Vedila così se può consolarti, Emmemme75, queste tecniche sono utilizzate anche dai cacciatori e dai bracconieri che cacciano per uccidere o per catturare gli anmali da vendere in cattvità. Almeno tu lo fai solo per scattargli qualche foto, loro sono felici perché gli faciliti la vita nel procurarsi il cibo (lo fanno volentieri, non sono mica degli integralisti ), a maggior ragione in questo periodo di difficoltà. Sempre più spesso, leggo in giro che a chi ha la fortuna di avere qualche albero vicino casa, viene suggerito di costruire qualche casetta per uccelli da mettere sull'albero per aiutare i piccoli amici a passare la rigidità dell'inverno. Suggerimenti rivolti a persone comuni, non fotoamatori. Molti lo stanno facendo, eppure nessuno si pone problemi di etica o di condizionamento ambientale. Probabilmente la vedono come un semplice aiuto a soppravvivere nell'inverno rigido, offerto a chi non ha le nostre capacità di adattamento, anche con uso di strumenti autocostruiti (una cinciallegra non riesce a scaldarsi con una stufa a pellet ). Sto pensando anche io di fare qualche casetta, ma devo ancora capire come fare, avendo dieci gatti di mia suocera che girano per casa. O mi arrampico su un castagno a 10 mt. da terra, oppure... Giorgio B. |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 18:08
Personalmente ritengo sia solo un problema di aspettative disattese, non intendo fare discorsi sui massimi sistemi o convincere nessuno. Parlo per me: che NG premi una foto in cattività delude la percezione che ho della rivista e dei professionisti che lavorano per la rivista suddetta. Che questo dipenda dal fatto che le mie aspettative fossero troppo alte o che il livello odierno sia troppo basso, non ha molta importanza, me ne farò una ragione, peccato però. |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 19:53
COME HA SPIEGATO TEMPO FA L'AUTORE DI QUESTO FORUM,IL SUDDETTO FORUM NN E' UN FORUM DI NATURALISMO O FOTO NATURALISTICA,MA UN FORUM DI FOTOGRAFIA E BASTA! quindi nn mi aspetto niente di piu' niente di meno dei discorsi fatti in precedenza...X KI COME ME E' INANZI TUTTO UN NATURALISTA e la fotografia,le lunghe camminate,ecc sono solo un divertimento/hobby,permettetemi ke difronte a tale azioni mi girino i coglioni e di brutto! e' un'affronto alla natura e a tutto cio' di bello ed entusiasmante c'e' di fronte ad un'animale IN LIBERTA'!!! |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 20:10
... non serve urlare... |
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inviato il 08 Gennaio 2013 ore 20:23
ovviamente il mio mess nn e' scritto cn cattiveria o altro,spero si capisca |
user11487
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inviato il 09 Gennaio 2013 ore 10:38
Le REGOLE, sicuramente da qualche parte sono scritte. Una giuria giudica prendendo come base un regolamento, però l'ultima parola è la loro ed è quella che vale, che sia giusta o sbagliata. Il mondo della fotografia è universale, può essere visto e usato in molti modi, ognuno di noi lo usa come gusto personale. E' chiaro che una immagine esegita di un animale in libertà ha come pregio la DIFFICOLTA' di esecuzione, diventando un orgoglio personale. Questo modo, può essere paragonabile a un fotografo purista che usa per i suoi scatti le solo impostazioni della macchina, senza usare poi una "terapia". A volte il "VIZIO" è un fattore con fini commerciali o di simpatia, lo si può vedere anche in questo forum. Alla fine rimane una deglutazione difficoltosa, questo però non deve in nessun modo sovvertire la nostra passione. |
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inviato il 09 Gennaio 2013 ore 11:01
Nel mio caso, la passione per la fotografia ne esce addirittura rinvigorita! è quella per NG che ne esce indebolita... ma ripeto, me ne faro' presto una ragione |
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inviato il 09 Gennaio 2013 ore 19:13
avete delle ragioni entrambi ma ce' da da dire ke un concorso su un giornale cm il ng,ke da sempre predica la liberta' naturale(sopratutto i fotografi ke ci lavorano,(vedi il nostro stefano unterthiner)) e poi fa ste cavolate;trasmette ai neo naturalisti e appassionati l'idea d'avere la possibilita' di barattare la liberta' di un essere vivente cn uno in gabbia! e' questo ke deve preoccupare secondo me... |
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inviato il 09 Gennaio 2013 ore 23:43
La titolazione di "fotografia naturalistica" o meglio "wildlife photography" ha insita nel nome stesso il termine "WILD" ossia selvaggio. Nel momento in cui un animale e' COSTRETTO a stare in un ambiente non per sua scelta o per sviluppo del territorio (nel bene e nel male) non e' piu' WILD. Tutto quello che, quindi, rientra in questo tipo di fotografia NON puo' essere considerato WILDLIFE PHOTOGRAPHY, per definizione, ma piu' semplicemente ritratto di animali. Quest'anno per la prima volta mi sono trovato un orso nero sul mio cammino in un isola qui vicino. All'inizio sei affascinato, ma vi garantisco che poi un brivido sale lungo la schiena, appena lui ti guarda negli occhi e cerca di capire se deve aver paura oppure no. E anche tu, cerchi di capire se devi aver paura oppure no. Purtroppo non avevo la mia attrezzatura con me, ma in quel momento ho capito esattamente cosa e' veramente la fotografia naturalistica e perche' l'amo tanto al punto da dedicarmici a tempo pieno. Se vai nell zoo la paura non la provi, non provi nulla, io provo grande tristezza, anche se cerco di aiutare gli animali che vi sono all'interno con adozioni e donazioni etc. Per me e' INCONCEPIBILE che una rivista che professa la natura e la sua sacrosanta liberta' e per di piu' con un nome cosi' prestigioso, vada a premiare una fotografia di una tigre in uno zoo. La foto e' ok, anche se non ci vedo niente di speciale, CONSIDERANDO LE DIFFICOLTA' PARI A ZERO dello scattare un soggetto del genere in uno zoo. MA, perche' c'e' sempre un ma, non conosco le regole del concorso, e se questa condizione era vietata oppure no. Nel Wildlife Photographer of the year e' vietato scattare foto di animali limitati nei loro movimenti, e non solo per RISPETTO degli animali, ma anche perche' fare una foto in ambiente selvaggio, e farne una in uno zoo, e' molto diverso. La tecnica piace a tutti i fotografi, solo chi ha tecnica perfetta vende in un mercato gia' molto difficile, ma considerarsi fotografi naturalisti e fare le foto nello zoo per vincere i concorsi, lo trovo quantomeno discutibile cosi' come promuovere un concorso di fotografia naturalistica ed accettare e premiare tali foto. Giusto per chiarire, io scatto allo zoo e mi diverto, a Londra ero membro del loro zoo, ma le foto dello zoo non le metto nel mio portfolio. Ciao G. |
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inviato il 10 Gennaio 2013 ore 10:44
Anche io sono sempre stato dell' idea che la definizione inglese di Wildlife Photography sia decisamente molto più precisa rispetto a fotografia naturalistica... Però a quanto pare anche nei paesi di lingua anglosassone non è più tanto rispettata Del resto da un po' di anni a questa parte basta guardare la rivista o il canale tematico per capire che ci sono dei cambiamenti profondi: i servizi calssici sulla natura non attirano più come una volta ? allora si parla di disastri che interessano sempre oppure di improbabili sfide tra predatori che non hanno nulla a che fare tra di loro, classifiche dell' animale più pericoloso.. o addirittura una sfida virtuale tra un gladiatore e un guerriero ninja !! Comunque, pur non volendo riprendere la discussione perchè mi sembra quantomeno pretestuoso solo pensare che si possa associare animali che vivono in cattività ad altri che vivono in aree protette che hanno estensioni decisamente molto superiori al loro areale e che, suppure alle volte osservati, vivono seconod le leggi della natura......., visto che la rete oggi ci offre questo esempio, a chi non è ancora ben chiara la differenza tra un aniamle libero ed uno in cattività questo è uno dei tantissimi esempi: www.repubblica.it/ambiente/2013/01/09/foto/cina_leoni_sotto_tiro_zoo_a |
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