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La burla del ponte Morandi


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avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:11    

che fa scifo non è l'italia ma la sua giustizia
parole perfette

user177356
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inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:13    

A me sembra che stiate dimenticando che le eventuali colpe vadano provate oltre ogni ragionevole dubbio. Si tratta di un principio di tutti i sistemi giuridici evoluti. Oppure vogliamo adottare i metodi dell'ISIS? Processi sommari, condanne a morte eseguite immediatamente, etc.?

La civiltà di un popolo si vede quando deve punire i colpevoli di un reato.

avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:28    

Non vorrei passare per un "semplificatore" che è una categoria che detesto ma...
1 - un anno dovrebbe essere sufficiente per decidere se è stata sfortuna o se ci sono delle responsabilità
2 - nel secondo caso un anno dovrebbe bastare per individuare i responsabili
3 - dopodiche mi sta anche bene un ventennio per la durata del processo e tutti assolti, visti i poteri e gli interessi in gioco.
Ho la sgradevole sensazione che gli inquirenti si occupino del caso una volta la settimana e per non più di un quarto d'ora.

user177356
avatar
inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:49    

Io credo invece che la questione sia piuttosto complessa, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista giuridico. Non so chi abbia costruito il ponte e come sia stato inserito nella concessione, non so a quale soggetto facciano capo le responsabilità (di progettazione? di manutenzione? di controllo?).

In magistrato ha il dovere di costruire un impianto di accusa che regga in giudizio, altrimenti rischia di fare il gioco dei responsabili.

avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:51    

Si però... un anno dai, non si stanno ammazzando di stress....

user177356
avatar
inviato il 15 Agosto 2019 ore 19:52    

Tieni conto che non possono sbagliare, o rischiano il linciaggio mediatico.

avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 20:09    

1 - un anno dovrebbe essere sufficiente per decidere se è stata sfortuna o se ci sono delle responsabilità
2 - nel secondo caso un anno dovrebbe bastare per individuare i responsabili
. . . non è stata sfortuna: il progetto originale dell'ing. Morandi è nato precario e fragile, sono state fatte verifiche successive e si erano già riscontrate delle anomalie, difetti di costruzione e stadi di corrosione avanzata nelle strutture dei tiranti in acciaio precompresso e deformazione del piano stradale. Di conseguenza sono state fatte delle segnalazioni con le prime verifiche e si sono fatti degli interventi, dopo ulteriori verifiche di altri enti e ulteriori segnalazioni, ascoltate parzialmente, si è messo in sicurezza un pilone ma il resto è stato palesemente trascurato, si sapeva tutto o quasi del Morandi tanto che c'era un progetto per demolirlo e ricostruirlo (era ritenuto pericoloso da più di uno strutturista del cemento armato), il progetto per l'eventuale ricostruzione non è mai stato finanziato ed è rimasto inesorabilmente nel cassetto per anni prima del crollo. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti ma c'erano state denunce per grave pericolo anche prima del crollo. Comunque gli indagati ci sono e le indagini approfondite sono quasi giunte al termine. Ora il ponte lo si sta ricostruendo con il nuovo progetto di Renzo Piano e ovviamente con tecnologie decisamente più moderne e durature.
Ora tocca alla magistratura mettere fine alla questione: punire chi di dovere e risarcire il male arrecato, personalmente sono ottimista sulla ricostruzione molto meno sul corso della giustizia.
Qui ulteriori info
www.ingenio-web.it/20966-il-crollo-del-ponte-morandi-a-genova



avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 20:15    

calcestruzzo precompresso.
si mettono in tensione cavi in metallo e vi si cola il calcestruzzo.
La struttura conterrà cavi in tensione che premono il calcestruzzo.

sui responsabili della manutenzione si fa riferimento ad Atlanta Benetton da quando lo Stato l'ha passata a loro in concessione, anno 2003.

avatarjunior
inviato il 15 Agosto 2019 ore 23:18    

"davvero un peccato pensare che nei cinquantanno successivi in cui l'opera ha funzionato non siamo stati in grado di proteggerla ed evitarle questo crollo. Un crollo che non intacca ne i meriti ne il valore di Morandi, ne della scuola dei ponti italiana, che è stimata in tutto il mondo. Molte invece sono le questioni che restano aperte sia su come queste opere siano monitorate, che come vengano gestite."
direi che questa è la sintesi della questione.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 0:09    

Sapete quanto ha speso la Società che ha il controllo delle Autostrade ( Atlantia) negli ultimi anni per la manutenzione del Ponte Morandi? 23.000 euri/anno.
Quando l'ho sentito stavo per mettermi a ridere, nella sua tragica comicità.
Dopo che una più relazioni avevano evidenziato evidenti carenze strutturali dovute al logoramento dei materiali.
Lo Stato aveva potere di controllo, ma non l'obbligo...la sottile differenza sta tutta qui…...

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 0:24    

Una serie di concause, a partire da errori e deficienze progettuali, per passare poi al non adeguato contratto di concessione ai privati e finire con la gestione del privato.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 1:05    

Premesso che errare é umano, in questo caso non ci sono errori, ci sono evidenti mancanze di manutenzione e/o riparazione da parte della società Autostrade.. dall'altra una completa mancanza di controlli da parte del ministero preposto... sento dichiarare in questi giorni che lo stato... ministero non aveva l'obbligo dei controlli... quindi non ha l'obbligo di verificare che una ditta privata a cui fa capo come cliente faccia le cose come si deve... stiamo parlando della sicurezza di un ponte dove passano milioni di persone... ed era considerato sicuro.
Ci sono altri 25000 ponti in Italia... sono tutti considerati sicuri...
Alla prossima... spero che non si verifichi mai, denunciamo sempre il peccato senza denunciare il peccatore?
Finora mi sembra che le accuse, qualora siano anche provate a carico dei responsabili, siano inesistenti rispetto alla gravità dei fatti.
In questi giorni stanno facendo rivedere la vicenda del Vajont... la storia si ripete per l'ennesima volta????

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 1:12    

Gli stralli del Morandi sono stati il problema principale dopo i primi 20 anni di vita del ponte per come sono stati progettati e poi per i controlli e la manutenzione ai cui erano soggetti, negli anni 60 non avevano ancora l'esperienza necessaria per affrontare i problemi di corrosione salina e la resistenza alla fatica dei materiali in tensione abbinata all'usura negli anni, da un certo periodo in poi, l'aumento del traffico pesante, il buon senso e le prove, le verifiche, i calcoli suggerivano la sostituzione di tutti gli stralli e si sarebbe evitato il disastro, il ponte sarebbe tutt'ora in funzione, ma l'incuria e l'interesse ha prevalso.

Per fortuna i ponti oggi si progettano con tecnologie decisamente innovative e vengono costruiti con standard di sicurezza elevati.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 1:12    

Tornando alla questione del terzo grado di giudizio, che è presente praticamente solo in Italia... perché c'è la sensazione che sia più tutelato il presunto colpevole che la vittima, che non è per niente Presunta???

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2019 ore 2:56    

Walther59... e non è la stessa cosa?
Sulla vicenda del Vajont ci voleva qualcuno con le palle che bloccasse la procedura di invaso, perché ormai si sapeva che la frana del monte Toc era profonda ed avrebbe accelerato una volta che il terreno avesse assorbito l'acqua... ma si doveva passare il collaudo, ed erano soldi... anche sul Ponte di Genova sono soldi: l'interesse oggi come allora passa sopra al rischio di stragi, e passa anche sopra alla giustiziaCool


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