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inviato il 14 Agosto 2019 ore 18:42
L'universo continua ad espandersi, nel senso che aumenta lo spazio tra una galassia e l'altra. Ma all'interno delle galassie diminuisce l'entropia. come dovremmo interpretare in senso generale e universale il fatto che c'è sempre + ordine nelle aree con la materia ma che gli spazi senza quasi materia si dilatano? come una tendenza alla maggiore entropia o verso una minore entropia? io a questo non so rispondere, ma più che un universo in espansione sembra un'espansione del vuoto dell'universo. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 18:53
In effetti la velocità di espansione dell'universo pare essere in accelerazione. Ma a parte questo, rimango dell'idea che l'intero discorso buddhista sia ancora e irrimediabilmente di stampo finalistico, ossia che preveda un percorso che si è originato proprio "per giungere ad uno scopo"; questo sarebbe semplicemente illogico, e dunque impossibile, in un universo senza un atto creativo. Ma poi, anche se il fine ultimo fosse possibile, guarda caso proprio l'illuminazione, ovvero un fine "positivo" e desiderabile, proprio come il paradiso!?! E perché non un eterno rincorrere una perfezione impossibile per la natura stessa dell'evoluzione? Per come si presenta, il buddhismo sembra proprio aver avuto origine da una normalissima religione, solo che quando ci si è resi conto che l'intenzione della divinità non era il bene per l'uomo (ovvero che questo modo di intendere Dio non collimava con la realtà dell'universo), si è semplicemente abbandonato il problema di Dio, cercando però di tenere in piedi l'aspettativa di un fine ultimo positivo, perché questa idea mitigava psicologicamente la delusione di non potersi più appoggiare a un Dio buono. Quanto ai ricordi prenascita, io non ne ho, ma non metto in dubbio che qualcuno possa farli riaffiorare, dal momento che il cervello era già completo e funzionante anche ben prima del parto. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 18:58
C'è anche da tener presente che la maggior parte dell'universo sarebbe occupata dalla cosiddetta materia oscura, che avrebbe effetto anche sul comportamento dell'universo visibile; potrebbe essere legata a questo la faccenda che nei punti dove c'è materia "normale", questa tenda ad aggregarsi, senza tirare in ballo ancora una volta discorsi finalistici di una tendenza "universale" ad un ordine supremo (ancora una volta un attributo divino, ma senza un Dio) |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 19:11
“ l'intero discorso buddhista sia ancora e irrimediabilmente di stampo finalistico, ossia che preveda un percorso che si è originato proprio "per giungere ad uno scopo"; questo sarebbe semplicemente illogico, e dunque impossibile, in un universo senza un atto creativo. „ ma il buddhismo persegue un fine e lo dichiara espressamente con le 4 nobili verità. “ Ma poi, anche se il fine ultimo fosse possibile, guarda caso proprio l'illuminazione, ovvero un fine "positivo" e desiderabile, proprio come il paradiso!?! „ per come la vedo io, le differenze più evidenti tra un paradiso concreto come quello dei tdg, ma anche un paradiso solo spirituale come nell'immaginario cattolico romano ed il nirvana è che le anime nel cristianesimo vanno a finire in un luogo dove non c'è più sofferenza ed esiste solo beatitudine, mentre nel buddhismo le essenze si dissolvono per diventare tutte una nell'altra lo stesso nirvana che non è determinato in un punto ma è tutto l'universo. Se la differenza è piccola o grande dimmelo tu come la vedi. il buddhismo sulla Terra è originato da un uomo, non c'è mai stato alcun dio fin dall'origine e questo è fondamentale. un uomo che come tutti provava a fuggire la sofferenza e ha compiuto due strade errate prima di intraprendere quella giusta ed efficace, per lo meno, così dice la leggenda. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 20:31
“ ma il buddhismo persegue un fine e lo dichiara espressamente con le 4 nobili verità. „ é proprio questo il punto: come può esistere un fine, e come può esservi certezza del medesimo in un universo non finalistico? A meno che l'uomo non voglia diventare egli stesso Dio, non vedo soluzioni. Il Nirvana è solo il Paradiso senza Dio; anche nel paradiso cattolico (lasciamo stare il materialismo dei TdG) le anime si dissolvono in un unicum, ma con Dio; quando Gesù rispose che una donna sposata più volte, in paradiso non sarebbe stata né del primo né del secondo marito, diceva proprio questo. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 20:44
il fine è il sentiero da percorrere, lo si capisce chiaramente leggendo le 4 nobili verità, 1 La Verità del dolore 2 La Verità dell'origine del dolore 3 La Verità della cessazione del dolore 4 La Verità della via che porta alla cessazione del dolore per questo il buddhismo è considerato un modo di pensare piuttosto che una religione. come considerare un sentiero da percorrere senza un universo finalistico? io non ho alcun problema a seguire un sentiero senza un universo finalistico e senza un dio. Non so per quale motivo dovrei avere delle limitazioni nel seguire un certo sentiero senza un dio e senza un universo finalistico. Non sapevo sinceramente che il paradiso cristiano prevedesse che ogni anima si dissolvesse con dio, ho sempre creduto che nelle speranze dei cristiani le anime delle persone potessero stare vicino a dio, e magari non così vicine poichè Gesù siede alla destra del padre. Ma se tu mi dici che invece si dissolvono in dio va bene lo stesso. Non ho alcun problema d'agonismo in tal senso. p.s. ma forse ho capito, tu hai pensato forse che l'illuminazione o il nirvana fossero il fine. hai visto il fine nelle conseguenze. è così? |
user175007
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 20:57
Devo ammettere che nemmeno io sapevo di una dissolvenza in Dio, però mi suona in contrapposizione con il culto del mantenimento del corpo vietando la cremazione, poi il paradiso è visto sempre come popolato da corpi risorti, il cristianesimo si fonda sulla sacra resurrezione di cristo, sorte che toccherà tutti gli uomini di fede |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 21:03
“ Non so per quale motivo dovrei avere delle limitazioni nel seguire un certo sentiero senza un dio e senza un universo finalistico. „ Perché il sentiero che percorri è finalistico: un concetto che funziona solo se il fine è determinato all'inizio, altrimenti non potrai mai sapere se giungerai a quella meta o altrove |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 21:07
non hai capito e ho capito dove non hai capito. ma adesso capirai come sia impossibile quello che hai pensato. tu hai creduto che il fine fosse il nirvana, invece il nirvana è solo la conseguenza. il fine è invece il sentiero, quello è il fine del buddhismo, non il nirvana. e la prova di quello che dico sta nello stesso sentiero. il sentiero è ben percorribile eliminando la brama, quindi se l'uomo avesse la brama di raggiungere il nirvana per definizione non lo raggiungerebbe, mai. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 21:21
[QUOTEperò mi suona in contrapposizione con il culto del mantenimento del corpo vietando la cremazione, poi il paradiso è visto sempre come popolato da corpi risorti, il cristianesimo si fonda sulla sacra resurrezione di cristo] „ Già, ma questo modo di vedere il paradiso non collima con alcune cosette: ad esempio quello che ho scritto prima, ma anche il fatto che Gesù dica al ladrone "Oggi sarai con me in Paradiso"; quale Paradiso se non in "altra sede", ma non certo in Terra? Se ci fai caso è normale che i sacerdoti passino con una certa disinvoltura dal concetto di resurrezione "terrena" a quello di "Gerusalemme celeste", ovvero di una resurrezione unicamente in spirito. Di fatto l'idea che i Santi già siano in Paradiso e da lì possano compiere miracoli è diffuso anche tra i fedeli laici (e la Chiesa non lo contraddice, anche se non è particolarmente felice dell'aspetto miracolistico, capacità che di fatto sarebbe appannaggio unicamente di Dio) |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 21:32
“ il sentiero è ben percorribile eliminando la brama, quindi se l'uomo avesse la brama di raggiungere il nirvana per definizione non lo raggiungerebbe, mai. „ Anche il Paradiso non si raggiunge se ciò che fai lo fai solo per raggiungerlo, ma rimane pur sempre uno sprone; mi chiedo se esisterebbero ancora buddhisti senza l'idea del Nirvana. Ma il punto non è la brama, ma il fatto che quel cammino possa portare al Nirvana; se non fosse un aspetto finalistico, non sarebbe possibile sapere in anticipo dove porterà quel sentiero, a meno di poterlo osservare e verificare. Si torna sempre al solito discorso: ciò che non può essere provato, dimostrato e verificato non appartiene all'universo fisico, ma a un modo metafisico, lo stesso della religione. |
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inviato il 14 Agosto 2019 ore 23:04
“ se non fosse un aspetto finalistico, non sarebbe possibile sapere in anticipo dove porterà quel sentiero „ e perchè mai? percorri un sentiero e poi trovi un lago, senza sapere necessariamente che lì lo avresti trovato. è quello che è capitato a buddha. che non appartenga all'universo fisico, come ti ho già risposto, dipende di più dagli strumenti e dalle direzioni prese per indagarlo. “ ciò che non può essere provato, dimostrato e verificato non appartiene all'universo fisico „ quindi si può dire che fino a quando gli strumenti non possono indagare qualcosa questo qualcosa è metafisica, un po' come gli atomi, che Democrito aveva capito nella loro essenza 2400 aa fa. e di nuovo buttiamo via il bambino assieme all'acqua sporca. quanta fede mal riposta nella scienza. quanta poca considerazione del potenziale umano. |
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inviato il 15 Agosto 2019 ore 0:45
Terra. Dio creò la terra perché fosse la dimora eterna dell'uomo (Salmo 104:5; 115:16; Ecclesiaste 1:4). Dio darà alle persone ubbidienti una salute perfetta e la vita eterna sulla terra trasformata in un paradiso (Salmo 37:11, 34). fonte www.jw.org/it/testimoni-di-geova/domande-frequenti/credenze-dei-testim buona notte. |
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