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Cannabis Light. Che ne pensate ?


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avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2019 ore 13:01    

drogato vs tossicodipendente

alcolizzato vs alcolista

a proposito di termini:
uno dei più rovinosi in assoluto è BULLO.
è un termine utilizzato un po' ovunque per indicare un disinserito sociale aggressivo, anche negli ambienti specialistici che trattano l'argomento.
Nomen omen è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa "il nome è un presagio", "un nome un destino", "il destino nel nome", "di nome e di fatto" e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino.

il termine bullo porta con sè degli elementi positivi di macismo e di simpatia (Fonzie).
Mai nome più inappropriato per definire dei soggetti disinseriti socialmente.
Questi adolescenti si sentono fichissimi ad essere bulli, perchè nel nome stesso e nella nostra memoria collettiva il termine è pieno di connotazioni positive.

chiamiamoli con un nome appropriato, non con il termine "bullo".

user177356
avatar
inviato il 20 Maggio 2019 ore 18:50    

Non avevo mai pensato ai possibili elementi positivi del termine "bullo", ma credo tu non abbia tutti i torti.


avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2019 ore 19:36    

Mah, quello della terminologia lo vedo come un falso problema, perché la storia si ripeterebbe molto velocemente anche con i termini alcolista e tossicodipendente, che ben presto verranno presi come "valori positivi"; stessa cosa per qualunque termine dovessimo utilizzare al posto di "bullo". Senza contare che si rischierebbe di finire per ridicolizzare quelle stesse figure, cosa che darebbe probabilmente esiti ancora peggiori, dato che spesso chi è affetto da dipendenze tende già ad autoghettizzarsi.
Già l'espressione "diversamente abili" al posto di disabili, o altre più antiquate, suona molto da presa per il c...
Non vorrei che finissimo come gli americani (bianchi, ovviamente) che per fare le cose "politically correct" sono arrivati a definire i neri come (traduco) "ricchi in melanina", quasi a sottolineare che di ricchezza vera nemmeno se ne parla.
E' il consenso sociale che deve dare il giusto significato alle parole; se la società continuerà a cambiarle perché qualcuno le intende diversamente, darà sempre l'impressione di essere in una posizione di debolezza e il circolo vizioso ne trarrà nuova linfa

avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2019 ore 21:45    

Mai stato "Bullo" anzi ero un po' preso in giro..
ora sono "Bull" per certi amici MrGreen
Andando oltre devo confermare ció che dice Ooo, ci sono dei ragazzini fieri di essere definiti così, non per la parola, ma per il contorno sociale.
Le parole e il loro cambiare con la società sono antiche come l'uomo.

Entrando nel tema del legalizzare devo dire che anche se sono a favore, capisco che quando le storie di eccessi, ti toccano da vicino, la visione del mondo può cambiare.
Purtroppo l'isola visitata da Itloideo non esiste se non nella fantasia, anche se il fiume Anidro è concettualmente attuale.

Ad esempio io ho un ex suocero che si è rovinato con le slot nei bar.
Chi gli è stato vicino e lo a visto cadere ed andare di certo non ama gli esercizi con le slot.
Un esercizio con 6—8 slot, un po' isolato ma sul passaggio con del parcheggio passa il mezzo milione solo dai giochi elettronici, oltre le statistiche su internet sottostimate.
Società di gestione che nascono e falliscono con debiti verso lo stato che va a prendere dagli esercenti.
Proposte di legge per limitare il gioco eccessivo c'è ne sono state poche, quelle poche nemmeno considerate. (e non ci sono solo le slot).

Non è che legalizzando ci saranno solo i vantaggi, ma anche svantaggi, che magari oggi non possiamo prevedere in toto.

avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2019 ore 23:24    

Mah, quello della terminologia lo vedo come un falso problema, perché la storia si ripeterebbe molto velocemente anche con i termini alcolista e tossicodipendente, che ben presto verranno presi come "valori positivi"


io invece la penso esattamente come i Romani,
. un drogato è uno che si fa, che si sballa, che gli pace vivere con le sostanze che lo sconvolgono.
. un tossicodipendente è uno SCHIAVO perchè è dipendente da una sostanza.
Se non sapete cogliere la differenza non avete la minima idea di marketing, non sapete che le cose hanno significati e ripercussioni diverse a seconda di come sono presentate.

se parlate con un tossicodipendente che si crede di essere un drogato lui si sente anche fiero. se invece gli dite "come va la depressione?"
- come la depressione?
"beh, non mi dirai che stai bene visto che utilizzi sostanze per curare da solo il tuo male di vivere".
vedete che la cosa cambia dal bianco al nero.
I nomi devono essere appropriati, NON si deve utilizzare un nome che fa riferimento ad una cosa diversa da quella che è.
e non è vero Daniele, che dopo un po' anche SCHIAVO DELLA SOSTANZA, ovvero tossicodipendente, diventa nome di cui essere fiero.
IL NOME VALE.
__________________
tornando a BULLO:
2. In senso meno deprezzativo, bellimbusto, persona che ostenta la sua vanità maschile in abiti e atteggiamenti di ricercata, fatua e, di solito, pacchiana eleganza. ? Dim. bullétto
2 estens. Chi veste in maniera appariscente e volgare o si atteggia a uomo che sa il fatto suo
2. chi veste in modo vistoso e pacchiano; chi vuole apparire troppo sicuro di sé
sfrontato, spavaldo

continuate a chiamarli bulli,
loro continueranno a pensare che sotto sotto a voi piacciono e ne siete fieri.


avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 8:20    

Hai un nome da suggerire al posto di bulli?
Loro si sentiranno sempre fieri di ciò che sono finché la società mostrerà di temerli al punto da sottilizzare persino sui termini.
Se veramente la pensassi come i Romani dovresti crocifiggerli lungo le strade principali; anche questo faceva parte di quella mentalità che spartiva le acque nella terminologia, era il loro modo di far vedere che non lo facevano per debolezza: il nostro (inteso come la nostra società) qual'è?
Se non siamo più disposti a rispondere brutalmente alla brutalità, dobbiamo cambiare registro anche su tutto il resto del fronte.

avatarjunior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 11:37    

Mah, non capisco la tiritera sul dizionario. Drogato o tossicodipendente sono associati non all'uso, ma all'abuso della sostanza stupefacente. Stesso per alcolista o alcolizzato. La differenza è che drogato e alcolizzato hanno maggior carattere dispregiativo.
Tornando alla cannabis, andrebbe liberalizzata, come in Canada. É meno dannosa dell'alcol e anche del tabacco, semplicemente non viene accettata per via di una morale ×.

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 11:51    

Vietare l'uso di canapa in un paese dove l'alcol è praticamente regalato ai giovani e dove la cocaina tra un po' verrà spacciata anche nei centri commerciali è solo una questione di ignoranza o cattiva fede.


+1
Non tanto nel senso "tanto vale drogarci tutti", ma nel senso che l'uso di prodotti basso THC non ha conseguenze catto-Salviniane: non si diventa tossici, non si diventa immigrati clandestini.

Credo sia esperienza comune che l'uso di erba ben più pesante è stata usata in gioventù da milioni di italiani senza che siano diventati cocainomani. Figuriamoci con l'erba a basso THC.

La Cannabis Light non è fatta per sballare, Il cbd serve ad altro.
Conosco persone ad esempio che la usano la sera per addormentarsi.


+1
l'ho comprata per un mio cugino che dorme poco ma non si fida, peggio per lui




avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 14:47    

Hai un nome da suggerire al posto di bulli?
ho scritto.

Mah, non capisco la tiritera sul dizionario.
forse per chè i primi a non volere cambiare siamo noi.

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 15:09    

Premesso che dal mio punto di vista non dovrebbero esserci restrizioni alcune all'uso privato di qualsiasi cosa uno voglia usare, si dovrebbe intervenire esclusivamente sui danni che si provocano a terzi.
Tradotto significa fai quello che ti pare, ma assumetene la responsabilità. Vuoi bere, vuoi sparare, vuoi andare a 200 km/h su una ruota sola? Fallo dove puoi farlo senza recare il minimo danno o disturbo agli altri. In caso contrario paghi! Così come paga chi provoca un incidente da ubriaco o chi spara in testa all'amico dietro la fratta, convinto sia un cinghiale o una quaglia.
Ma a parte il mio spirito libertario, sono anni che stiamo (come associazione) portando avanti la proposta di legge sulla liberalizzazione delle droghe leggere perchè, come dimostrato dalle esperienze di altri stati e come suggerito dagli stessi operatori del settore, si darebbe una bella mazzata a chi, con il traffico e la vendita, intasca cifre astronomiche che poi rinveste tutte in analoghe o differenti azioni illecite.
Ed anche qui, tradotto significa dare una stangata non indifferente alle mafie.
La proposta di legge stà li ad aspettare ed è firmata da normali cittadini, da esperti del settore e da una buona fetta di parlamentari.
L'andazzo "globale" dell'erba è proprio verso la legalizzazione (da non confondere con la liberalizzazione) ed ha prodotto fino ad ora esclusivamente risultati positivi.
Il danno lo subisce l'illegalità mafiosa e non la società civile.

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 15:17    

Nello specifico, l'erba ligth ha rimesso in piedi aziende agricole destinate alla chiusura ed ha creato numerosi posti di lavoro.
Un reintroduzione della canapa coltivata darebbe una buona spinta alla nostra agricoltura che, nel mondo globalizzato attuale, può contare solo su prodotti di eccellenza o nuove colture.
E non si coltiverebbe solo per i "fumatori", visti gli usi disparati che se ne possono fare. Dalle fibre all'olio di semi, ai semi stessi dei quali sono un grande mangiatore alla faccia degli omega3 provenienti dai salmoni coltivati nella loro merda MrGreen

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 15:26    

Dico l'ultima e poi mi taccio.
La droga non ha nulla a che fare con la morale comune. Così come l'aborto o l'eutanasia o il matrimonio omosessuale o gli zingari o i clandestini, sono tutti fenomeni che un classe dirigente e potente (cioè che ha il potere di farlo) insinua nella morale comune per nascondere i problemi veri.
Non è un caso che questa presunta morale è appannaggio esclusivo della cosidetta destra, cioè del conservatorismo, cioè del "le cose non devono cambiare perchè altrimenti ci rimetto io"

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 15:48    

Un reintroduzione della canapa coltivata darebbe una buona spinta alla nostra agricoltura che, nel mondo globalizzato attuale, può contare solo su prodotti di eccellenza o nuove colture.
E non si coltiverebbe solo per i "fumatori", visti gli usi disparati che se ne possono fare. Dalle fibre all'olio di semi, ai semi stessi dei quali sono un grande mangiatore

D'accordo su tutto.
Tra l'altro mi pare che la cosiddetta "cannabis light" non sia altro che la comuna canapa italiana o europea, in anni recenti "riabilitata" e regolamentata:

agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/45/la-canapa-come-op

Nella normativa italiana, invece, è da considerare, innanzitutto, la Circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dell'8 maggio 2002 n. 1, relativa al Regime di sostegno a favore dei coltivatori di canapa destinata alla produzione di fibre (Cannabis sativa-NC 5302 10 00), che ha riunito le numerose disposizioni approvate in precedenza. La Circolare stabilisce che: la canapa seminata deve appartenere a una tipologia compresa nell'elenco europeo delle varietà con tenore di Thc inferiore allo 0,2%, certificata dal cartellino rilasciato dall'Ente Nazionale Semi Elette; alla nascita delle piante, deve essere inviata una comunicazione della coltivazione alla più vicina stazione delle Forze dell'Ordine; controlli amministrativi e casuali possono essere effettuati dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (Cra oggi Crea) di Bologna e dalle Forze dell'Ordine locali.

Per cui "il felpa" ha poco da minacciare, se è consentita la coltivazione, la produzione e la vendita dei derivati allora anche i negozi che ne vendono foglie e fiori sono legali. Altrimenti se cambiasse la legge in modo proibizionista verrebbe ammazzata tutta l'industria della canapa.

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 15:55    

Tranquillo che il felpa c'ha poco da fare. E' tutta na mossa per accaparrarsi voti, come l'ENORME problema causato allo 0,000000001 % degli zingari (che non sono zoingari, ne nomadi, ne rumeni, e ne rom) residenti in Italia.
Però una regolamentazione sarebbe d'auspicio perchè allo stato attuale, sono in atto le coltivazioni e si sono aperti negozi, senza sapere a cosa si va realmente incontro. Per esempio vietare la vendita ai minori, per dirne una.
Poi ci sono pure i disonesti che la vendono per curare il cancro, e li altro che chiusura del negozio. Gli darei la galera a sti pezzi de c..a

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2019 ore 18:08    

io pure sono piuttosto liberista riguardo a molti temi.
e sono del parere di Nikmeditato " sempre che non danneggi gli altri "
daccordissimo anche sulla questione "mafie ed evasioni".
Personalmente rispetto ai molti centrimassaggi-bordelli cinesi, vedo che il moralismo bigotto fa fare affari all'illecito e perde il controllo sanitario.

Sarebbe molto meglio avere dei bordelli in piena legalità, con tanto di partita iva e ginecologo.
Non mi importa nulla se il pretino di turno che va a mignotte sarebbe costretto a venire allo scoperto. (in senso metaforico, perchè verrebbe indoor Cool).

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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