user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 7:59
“ La legge parla chiaro „ Black, potresti indicare da quale atto normativo hai tratto l'articolo che hai citato prima? Perché nel D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 (che mi risulta essere l'unico dispositivo nazionale al riguardo) non l'ho trovato. Per quanto ne so, la disciplina in materie non esplicitamente normate da quel decreto (es. le norme di comportamento, tra le quali la possibilità di effettuare riprese fotografiche o video) spetta all'ente proprietario del cimitero (fatta salva la tutela della privacy), che di solito è il Comune. Edit: “ Quella della Polizia Cimiteriale che ho inserito nella prima pagina „ Esite, a livello nazionale, un Regolamento di Polizia Mortuaria (non cimiteriale), che ho citato sopra, che risale al 1990. Non ho notizia di successivi atti legislativi, ma ti prego di correggermi se hai informazioni diverse. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 8:01
“ Quella della Polizia Cimiteriale che ho inserito nella prima pagina, che io sappia la Polizia Cimiteriale agisce in tutta la nazione, poi ovvio che un cimitero privato come quello acattolico romano può darsi delle regole diverse... Ci mancherebbe. „ ma quella dipende dal Comune, sono i "vigili" che, tuttalpiù applicano un regolamento del Comune, comunque devono esporre anche un cartello, altrimenti di cosa parliamo? Non è che un Comune, ad esempio, può istituire un senso vietato e non mettere il cartello! Secondo me non esiste nessuna legge dello Stato al riguardo, se qualcuno la conosce.... |
user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 8:06
“ Secondo me non esiste nessuna legge dello Stato al riguardo, se qualcuno la conosce... „ Esiste un regolamento di polizia mortuaria, l'ho citato prima, ma si occupa delle procedure di gestione delle salme. Non esiste (che io sappia) una norma nazionale riguardo al comportamento nei cimiteri, che essendo (di solito) di proprietà dei Comuni, spetta all'ente locale disciplinare. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 8:11
i regolamenti sono di competenza dei singoli Comuni.... |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 8:13
Ormai sono in giro con il cellulare, stasera controllo meglio. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 8:44
e poi un po' di buonsenso..... in tutte le chiese italiane si fotografa tranquillamente, tuttalpiù vietano il flash e il cavalletto, ovviamente non è bene farlo durante le funzioni religiose, anche agli Uffizi e al Louvre si può.... sono tutti luoghi ben più "sensibili" dei cimiteri che, secondo me, andrebbero più assimilati a dei giardini o parchi pubblici che a delle chiese o musei. Che poi qualche giunta comunale un po' ottusa partorisca dei regolamenti illogici ci sta, quei regolamenti vanno rispettati, ma credo che vadano altrettanto criticati e se ne debba tenere conto quando si vota. |
user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 9:54
Sulle foto nelle chiese ne so qualcosa, per via di un progetto che sto portando avanti da un po' di tempo. Uso sempre il treppiede, quindi mi sarebbe difficile sfuggire all'occhio del sagrestano o chi per lui. L'ente proprietario della chiesa, e di tutti gli arredi in essa contenuti, è la diocesi alla quale appartiene. Tuttavia, il soggetto incaricato della sua conservazione è il parroco: bisogna quindi avere un via libera di massima dalla diocesi (le più grandi hanno in ufficio relazioni con il pubblico, in quelle più piccole bisogna chiedere) e poi il permesso specifico del parroco. Ne ho incontrato solo uno che mi ha osteggiato (fotografo solo un tipo particolare di arredo sacro, non opere d'arte, reliquie, altari, etc.), forse perché ha capito che non sono credente. Peraltro, in tutte le chiese con qualche pregio storico-artistico ho trovato l'esplicito divieto di fotografare e videoriprendere. In alcuni casi riguarda specifiche opere, e mira a tutelare il diritto (economico) allo sfruttamento delle immagini delle opere stesse. Per l'eventuale pubblicazione, l'autorizzazione va chiesta alla diocesi. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 10:20
“ Questo è un articolo della Polizia Cimiteriale, quindi è SEMPRE vietato, a meno che tu non richieda e ottenga un'autorizzazione. „ Black, se l'hai preso da questo link, fai riferimento ad una delibera del Comune di Roma che quindi vale solo per Roma..... www.cimitericapitolini.it/public/files/servizi/normativa/regolamento_p |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 10:29
Therealb allora viviamo in Paesi diversi Io ho sempre fotografato nelle chiese (per uso personale e senza cavalletto) e non ho mai avuto problemi Parlo di Roma Firenze ed altre grandi città Agli ingressi vedo solo divieti di usare il flash Ovvio che, dovessi pubblicare le foto, chiederei l'autorizzazione |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 10:33
Senz'altro occorre chiedere agli uffici comunali se vi sia un regolamento in proposito ed eventualmente chiedere l'autorizzazione. Tenete conto che quando si fotografano le parti monumentali dei cimiteri ci si può semplicemente appellare al decreto legge “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n. 83) che liberalizza le riprese fotografiche dei beni culturali. E questa sì è una legge dello Stato che quindi vale su tutto il territorio nazionale. Vale anche in chiesa... Purché non vi sia scopo di lucro. Vi copio parte dell'art. 12 comma 3: “ Sono in ogni caso libere le seguenti attivita', svolte senza scopo di lucro, per finalita' di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale: 1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni bibliografici e archivistici attuata con modalita' che non comportino alcun contatto fisico con il bene, ne' l'esposizione dello stesso a sorgenti luminose, ne', all'interno degli istituti della cultura, l'uso di stativi o treppiedi; 2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro, neanche indiretto.». „ |
user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 11:49
@Gian Carlo Anche a me capita di superare i limiti di velocità senza essere multato, ciò non toglie che stia infrangendo una norma. La chiesa non è in luogo pubblico, ma aperto al pubblico. Significa che il suo proprietario può condizionare l'accesso e normare il comportamento all'interno di esso. Anche qualora non vi siano indicazioni esplicite di divieto, vale la regola del diritto all'immagine, dell'individuo e delle sue proprietà. Potrei legittimamente vietare che vengano fatte foto nel mio negozio (me ne guardo bene, per ovvi motivi di opportunità). Così come posso vietare che venga fotografato in capo di abbigliamento o un gioiello che indosso, anche se chiunque può vederlo. @Ale No, non vale in chiesa perché non è una proprietà dello Stato o di un ente territoriale. Come dicevo, il progetto fotografico personale che sto seguendo concerne proprio alcuni specifici elementi di arredo sacro, e mi sono informato in modo piuttosto accurato, con tanto di telefonate ed email ad una decina di diocesi e arcidiocesi. Che poi, essendo ateo e mangiapreti, immaginate quanto mi faccia piacere avere a che fare con le strutture ecclesiastiche... |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 12:13
“ @Gian Carlo Anche a me capita di superare i limiti di velocità senza essere multato, ciò non toglie che stia infrangendo una norma. „ alt.... però c'è un cartello che mi indica il limite e comunque ci sono delle leggi che li stabiliscono per tutto il territorio nazionale. Se entro in una qualsiasi chiesa (a Genova, Verona, Roma, Firenze, ecc.) di norma vedo solo il cartello che, giustamente, mi vieta l'uso del flash, come del resto in qualsiasi museo, ma mai ho visto il divieto di scattare foto. Comunque mi pare chiaro quanto ha scritto Ale Z “ Sono in ogni caso libere le seguenti attivita', svolte senza scopo di lucro, per finalita' di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale: 1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni bibliografici e archivistici attuata con modalita' che non comportino alcun contatto fisico con il bene, ne' l'esposizione dello stesso a sorgenti luminose, ne', all'interno degli istituti della cultura, l'uso di stativi o treppiedi; 2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro, neanche indiretto.». |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 12:50
nelle chiese anche io non ho mai visto divieti, se non quelli di usare il flash. Ovviamente il buon senso va sempre usato, nel senso che se c'è una funzione non si fotografa, ad esempio mi è capitato di entrare in una chiesa piccolissima e un poco nascosta (quindi non molto turistica, ma davvero bella!) e trovare una suora che stava sistemano i libretti sulle panche. ovviamente ho chiesto se potevo fare un paio di foto e mi sono trattenuta meno di quanto avrei fatto se fossi stata sola...per non recare disturbo. tutto questo è piuttosto comico perchè anche io come @RealB sono totalmente atea, ma l'arte sacra mi piace davvero un sacco. un gran bel controsenso però anche li nonostante ci sia una legge nazionale, credo che vari da chiesa a chiesa. ad esempio c'è una bellissima chiesa sulle colline qui della versilia, la chiesa di Montigiano, che è sempre chiusa al pubblico, una volta ci sono stata e per caso ho trovato il custode che sistemava un paio di cose nel suo giardino - abita li accanto - gli ho domandato quali fossero gli orari di apertura e lui mi ha detto "mai, solo per la messa della domenica" ma ha chiamato la moglie che è venuta subita e l'ha aperta appositamente per farmela visitare e fotografare! è stato davvero emozionante, e un'esperienza unica, un po' perchè ero sola (e raramente capita nelle chiese turistiche), un po' perchè era completamente spoglia di luci e candele, ma illuminata solo dalla luce naturale delle finestre (per fortuna avevo con me il cavalletto, altrimenti non avrei potuto fare niente) quindi un'atmosfera e una luce diversa da quella che si trova nelle classiche chiese. direi quasi antica...come doveva apparire un tempo, senza illuminazione artificiale. infatti se si cerca online non ci sono foto degli interni... quindi spesso sta alla gentilezza e disponibilità delle persone che ti concedono visite o ti permettono di fotografare. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 14:20
TheRealB, avendo noi due in comune la "posizione filosofica" rispetto alla religione, ti suggerirei un possibile approfondimento. Il DL che ho citato fa esplicitamente riferimento al Codice dei beni culturali (Dlgs. 42/2004) che nella definizione di "bene culturale" all'art. 10 comma 1, recita: "1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico" Quindi anche i beni culturali appartenenti alla chiesa ricadono sotto quanto prescrive la Legge. Naturalmente se lo chiedi alla diocesi locale.... ti rispondono quello che fa loro comodo... Ti faccio un esempio (non fotografico). Avevo un amico che abitava a Fiesole e (beato lui) aveva sul soffitto del salone un affresco rinascimentale. Essendo quel dipinto un bene tutelato dallo Stato, pur all'interno di un'abitazione privata, se qualcuno suonava alla sua porta chiedendo di vederlo, lui era obbligato a mostrarlo... Tanto per dire che l'accesso ai beni culturali non è limitato a quelli d proprietà dello Stato o degli enti territoriali. Lo dico così, tanto per darti qualche elemento per rompere le scatole a chi sai tu... |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 14:27
“ Avevo un amico che abitava a Fiesole e (beato lui) aveva sul soffitto del salone un affresco rinascimentale. Essendo quel dipinto un bene tutelato dallo Stato, pur all'interno di un'abitazione privata, se qualcuno suonava alla sua porta chiedendo di vederlo, lui era obbligato a mostrarlo... Tanto per dire che l'accesso ai beni culturali non è limitato a quelli d proprietà dello Stato o degli enti territoriali. „ questo è vero, ho un amico che è nobile di nascita (è principe) e quando gli ho chiesto se avevano ancora ville di proprietà mi ha detto che hanno venduto tutto allo stato. Mi ha spiegato che oggi giorno poche famiglie nobili ancora vivono "alla vecchia maniera" in castelli o case nobiliari perchè è piu una rottura che altro. Infatti se vivi in un'abitazione storica o di qualche alto pregio artistico, sei OBBLIGATO a lasciare una parte dell'abitazione aperta al pubblico, tipo museo. Ad esempio questo accade a villa Pfanner a Lucca, che nonostante sia abitata dagli stessi Pfanner tuttora, ha il giardino aperto ai visitatori e un'ala del palazzo visitabile. A piano terra invece ci sono gli appartamente privati. |
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