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Vi è mai capitata una cosa come questa ?


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avatarjunior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 12:22    

No vi prego, non stuprate anche voi 1984. Orwell scrisse 1984 spinto da motivi bene precisi.

Orwell era un archico, da anarchico combatte la guerra civile spagnola, in un momento in cui le democrazie liberali appoggiavano i nascenti fascismi come alleati contro il socialismo e il comunismo. Esperienza che lo segnò moltissimo anche, anzi forse soprattutto, per i tradimento perpetuato dagli stalinisti spagnoli ai danni di anarchi e comunisti trotskisti.
Negli anni della seconda guerra mondiale Orwell si spostò su posizioni più vicine al socialismo democratico e visse il rovesciamento di campo in cui ora il Regno Unito e gli Stati Uniti erano disposti ad opporsi ad Hitler, ma solo al prezzo di accettare Stalin.

In sostanza Orwell temeva che il totalitarismo, nonostante la sconfitta di Hitler e Mussolini (il romanzo è del 1948) non fosse un fenomeno in declino, al contrario la scomparsa di Hitler avrebbe potuto significare il rafforzamento di Stalin, i milionari anglo-americani e tutti i piccoli fuhrers come De Gaulle.

Orwell pensava che tutti i movimenti nazionali in tutto il mondo, anche quelli nati per resistere alla dominazione tedesca, stavano assumendo forme non democratiche, raggruppandosi intorno a quelli che oggi chiameremmo uomini forti, come Stalin, Salazar, Franco, Gandhi, De Valera, etc...

Orwell ci parla del potere: la rivoluzione, il benessere economico, il nazionalismo non sono il fine del potere, perchè il vero fine è il potere stesso ( Il potere non è un mezzo, è un fine ).

Poi per l'amore del cielo, certamente censura, controllo sociale e propaganda sono importanti nel romanzo, sono le stampelle su cui il potere si regge, ma ogni volta veder ridotto 1984 ad un romanzetto distopico contro il controllo sociale mi fa piangere il cuore.



avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 12:48    

Nessuno qui l'ha fatto.

user117231
avatar
inviato il 02 Maggio 2019 ore 12:53    

A me 1984..
sembra oggi più attuale che mai.
Lo ha scritto 71 anni fa.

user175007
avatar
inviato il 02 Maggio 2019 ore 14:00    

ancora non mi è chiaro dove stia in un anarchico la parte democratica, una società senza autorità legislativa, giudiziaria ed esecutiva, significa una società di fatto senza regole, dove vige la legge del più forte senza limiti e il debole soccombe sempre

una società anarchiaca e un ritorno al paleolitico, personalmente trovo demenziale anche solo pensarla e auspicarla

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 15:23    

Secondo me nel paleolitico c'erano delle regole di convivenza ben precise: ognuno aveva il suo posto e il suo compito.
Di sicuro non vigeva l'anarchia.

Mi sa che i nostri bisbisbisnonni erano molto più civilizzati di noi. Sicuramente avevano più rispetto per i propri simili di quanto ne abbia l'uomo moderno.

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 16:13    

Più che altro, i pochi gruppi tribali del neolitico avevano spazi molto più ampi a disposizione e, conseguentemente, molte meno occasioni di contatto (e di scontro) con altri gruppi; da quando i gruppi indigeni amazzonici sono stati confinati in spazi sempre più ristretti, sembra che stiano diventando ben più bellicosi anche tra di loro; su questo pianeta sempre più stretto stiamo facendo tutti la fine del sorcio.

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 16:35    

Siamo troppi, e su questo non ci piove...
L'indole umana è purtroppo conquistatrice e arraffatrice. Alcuni individui hanno queste caratteristiche sviluppate in maniera smisurata, che se unita ad una certa dose di intelligenza e sommata alla totale mancanza di scrupoli genera le follie che vediamo ogni giorno nei telegiornali, e che si trovano anche in tutti i libri di storia. E' così da sempre, indipendentemente dalla densità della popolazione.
L'uomo ce l'ha dentro il gene bacato, è congenito e c'è poco da fare... Triste
Purtroppo nel genere umano la selezione naturale premia gli individui peggiori.

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 17:04    

Bella storia.Il paesaggio descritto sarebbe talmente idilliaco e tale la sensazione di pace al punto di immergersi nello spazio tempo,fino a tornare automaticamente ,dove tutto è cominciato.
Incredibile!Penso che per compiere questo tipi di percorso,sia necessario che anche il camminatore ,possa raggiungere una sorta di stato meditativo.
A me è successo di zizagare un po' a caso di nella vegetazione cercando un passaggio,oppure di trovarmi dentro una fitta nevicata e deviare lateralmente per trovare qualche punto di riferimento.
;-)

user117231
avatar
inviato il 02 Maggio 2019 ore 19:44    

Caputo...grazieeeeeeeee..
almeno tu hai compreso. ;-)

Io qui ho a.cche.ffare con teste di così così,
che non afferrano mai il punto. MrGreen

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 20:04    

Sono le sensazioni che si provano in montagna, specialmente nelle regioni poco frequentate, dove forse si incrociano 2 persone in una giornata, e a volte proprio nessuno. Dove si ha l'impressione che l'uomo non sia mai passato.

user175007
avatar
inviato il 02 Maggio 2019 ore 20:27    

A me succede solo in una città, Venezia di notte con la nebbia, quella miscela di arte, decadenza e solitudine ti fa entrare in un'altra dimensione, ci si ritrova a girare senza una meta con la nebbia che non da riferimenti e cominci a porti le domande della vita

... però signori non c'entra la matrice, e solo cazzeggio MrGreen

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 20:32    

Le matrici le facciamo noi, ogni giorno di più. Tra qualche anno ne saremo avvolti come in una ragnatela
Ci vuole anche un po' di sano cazzeggio: libera la mente.

user117231
avatar
inviato il 02 Maggio 2019 ore 21:03    

È tutto matrice.
E voi siete attrezzi d'uso nella matrice.
Fatevene una ragione..anche due..Cool

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 21:27    

Ma che matrice e matrice?!?!
Liberati la mente una buona volta! ;-)
Le matrici ce le facciamo da soli, o ci facciamo ingabbiare dagli altri.

avatarsenior
inviato il 02 Maggio 2019 ore 21:33    

Qualcuno ha nominato un libro, 1984 di George Orwell..
in quel libro si parlava del futuro rispetto al presente dello scrittore.
E del nostro presente.

presente.
nel libro si sottolinea il concetto del "grande fratello" ovvero un controllo completo delle masse attraverso l'occhio (telecamere), e la riscrittura della storia.
Cose che Orwell vedeva soprattutto addosso a Stalin e nel comunismo,
cose che si sono straverificate ANCHE nelle società capitaliste, anche attraverso l'uso nefasto della sociologia.
ci aveva preso quindi, ma aveva completamente errato nella partigianeria, poichè la sua previsione era trasversale, a sua insaputa. Forse l'accostamento a matrix è un po' forzato...

Una volta mi capitò di salire una montagnola a dicembre, di notte, con la neve al suolo. Ad un certo punto prese a nevicare.
Avevamo seguito la strada che conoscevamo a memoria per raggiungere il rifugio.
Non lo abbiamo trovato. La neve rendeva meno familiare quel posto ed i riferimenti erano pochi.
Cominciando a nevicare anche con le torce i riferimenti da pochi sono divenuti nulli. Ci siamo aperti le tende ed abbiamo passato la notte.
Alla mattina neve ovunque e cielo terso.
Il rifugio era a 40 metri che svettava e se la rideva.
Il tutto molto simpatico, sulla sensazione di libertà non saprei.

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