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inviato il 11 Marzo 2019 ore 0:26
Paura del futuro? si certamente. Ho 68 anni e non so quanto mi resti ancora da vivere, ma non ho paura di morire. Quello che mi atterrisce è lasciare coloro a cui mancherò, paura di non poter fare tutte le cose che avrei voluto fare, ma che, sia per la mancanza di disponibilità economica,sia per impossibilità fisica o temporale, non potrò fare. Poter riascoltare i miei 6000 cd o leggere tutti i libri che sono stati finora scritti, il non poter mai avere la possibilità di muoversi nell'universo.... in una parola essere limitato da una breve esistenza. Ma forse è questo che da proprio valore alla caducità della vita umana. No meglio non pensare al futuro, altrimenti mi rattristo! |
user117231
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 6:47
Bergat.. il problema dei 6.000 CD lo risolvi subito, buttandoli tutti nell'immondizia. Mai affezionarsi a cose materiali. Ti legano a qualcosa che è destinato a finire. Tu credi finirà tutto..ma non è così... .. Ma i norvegesi sono quelli che ci ha fatto vedere Checco Zalone in QUO VADO ?!? Quelli che in fila al supermercato, loro con un carrello pieno e tu con un panino.. non ti fanno passare, ma si credono civili ?! I figli dei vichinghi civili ?! |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 7:03
Quando ieri dicevo che il mondo 50 anni fa era più bello intendevo che l'ambiente, le città, le campagne erano più belle. Non c'erano ancora case, palazzi, auto, strade e parcheggi ovunque. Ovvio lo standard di vita è migliorato di parecchio, ma questo ha dei costi indiretti, che iniziano a manifestarsi agli occhi di tutti. La capacità di rigenerazione del pianeta è stata superata da un pezzo e ora iniziano gli squilibri. Non dico che bisogna tornare sugli alberi, ma cerchiamo di sfruttare le conoscenze che abbiamo acquisito per ridurre il nostro impatto sul mondo che ci ospita e che ospiterà i nostri figli. Questa smania di aumentare produzioni e consumi è pura follia. È tutto un meccanismo che si regge sull'aumento continuo di ogni cosa. Ma non può funzionare all'infinito! La stabilità dovrebbe essere il motore, e la riduzione di tutto ciò che è superfluo e inutile, per limitare gli impatti negativi. Buon lunedì a tutti! Roberto |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 13:53
"Piuttosto mi dispiace per ciò che lasciamo ai nostri figli. In 50 anni abbiamo portato il mondo allo sfascio, in tutti i sensi. Io me lo ricordo com'era quando avevo 9 anni. Tutt'altra cosa! Di questo mi preoccupo. Si parla sempre e solo di CRESCITA, in tutti i campi. Sarebbe invece meglio tirare i remi in barca e darsi una regolata. Siamo tutti colpevoli, c'è poco da dire... DECRESCITA dovrebbe essere la nuova parola d'ordine. E anche veloce!" Finalmente qualcuno che pensa anche a noi... Ma quale decrescita! Crescita e anche rapida! Ma non crescita da italiano degli anni '60 o, peggio, degli anni '80 che costruisce ipotecando il futuro delle generazioni successive. Quanto al futuro, dipende: se intendi il futuro in termini di cosmologia, la fine dell'Universo, allora non ho minimamente paura; se invece intendi come dovrò fare per vivere nei prossimi anni, più che altro mi spaventa la fatica che dovrò fare, non di non riuscirci. E comunque vedo che il sentimento predominante, per quest'ultimo pensiero è la paura e questo è una conferma del risultato delle nostre elezioni... |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 14:02
E comunque vedo che il sentimento predominante, per quest'ultimo pensiero è la paura e questo è una conferma del risultato delle nostre elezioni... E io direi perlomeno qualcosa si muove finalmente. Ma la strada è lunga. Prima che si riformi lo stato, riscrivendo da zero la costituzione, la giustizia, mettendo in primo piano le necessità, i programmi e i costi, forse ci vorranno più di 300 anni.. Vedo molti altri stati e mi chiedo, ma cosa dobbiamo fare noi per arrivare al loro benessere? |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 15:21
“ Sandro... se sei un contadino hai ben chiaro il concetto di futuro. Il futuro è gramo se oggi non semini e non coltivi nulla. Di questi tempi siamo tutti contadini.. senza campi da seminare e coltivare. E la cosa è voluta... „ Ma quì il discorso cambia I-Felix, io semino godendomi il momento, senza pensare a cosa mi accadrà in un futuro che non esiste, vedasi per esempio quei ragazzi che hanno fatto sacrifici di studio per il loro "futuro" e poi è bastato un incidente, una malattia per spegnere il tutto, quindi si può seminare senza porsi domande inutili, per questo dico sempre che la vita è troppo breve per sprecarla a guardare avanti visto che la nebbia fitta copre il tutto Se poi parli del futuro del pianeta, dimostrazione pratica ed evidente che non interessa a nessuno visto i miliardi che girano intorno ti pare? I grandi che prendono decisioni, lo fanno solo se gli conviene, tanto loro appartengono al "presente" |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 15:36
@Jack_96: “ Quanto al futuro, dipende: se intendi il futuro in termini di cosmologia, la fine dell'Universo, allora non ho minimamente paura; se invece intendi come dovrò fare per vivere nei prossimi anni, più che altro mi spaventa la fatica che dovrò fare, non di non riuscirci. E comunque vedo che il sentimento predominante, per quest'ultimo pensiero è la paura e questo è una conferma del risultato delle nostre elezioni... „ Per futuro non intendo i prossimi 10 anni, né tanto meno il prossimo milione di anni, ma i prossimi 20-50-100-200 anni. Alla terra in quanto pianeta (boccia rotante intorno al sole) interessa ben poco dei nostri piccoli e precari equilibri. Sopravvive benissimo anche con i danni che facciamo. Siamo noi in quanto specie umana, popoli e individui che dovremmo iniziare a preoccuparci un pochino della nostra (unica) nave spaziale. I governi faranno ben poco finché gli individui non lo chiederanno apertamente e a gran voce. Siamo noi come individui che dobbiamo iniziare nel nostro piccolo a fare qualcosa. Come detto, non è necessario tornare sugli alberi. La vedo dura... per chi oggi ha 20 anni, per i nostri figli e nipotini. Infatti molti ragazzi di oggi, quelli che hanno un po' di cervello, si preoccupano, e direi a ragione. Probabilmente la spinta al cambiamento delle abitudini e di certi atteggiamenti verrà proprio da loro. Eh, a noi che ci frega?!?!? Ho appena ordinato l'auto nuova. L'ho presa ibrida, visto che sono attento all'ambiente |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 17:56
“ Come si fa ad avere paura di una cosa che non esiste? Il futuro è ciò che ipoteticamente dovrebbe arrivare, ma è solo ipotetico visto che non si sa se arrivi . Insomma meglio pensare al presente che al futuro, il presente lo stai vivendo il futuro no perchè non c'è! „ Beh, a logica è l'ignoto a spaventare, non il noto: se sai che ti aspetta una cosa, per quanto brutta, ti prepari e l'affronti Apri un bel problema, più che altro, è il presente che non esiste: non esiste l'adesso, perché è un flusso continuo; al massimo puoi dire che non ti interessa cosa succederà fra 20 anni: poi però non lamentarti se ti si ritorce contro “ I governi faranno ben poco finché gli individui non lo chiederanno apertamente e a gran voce. Siamo noi come individui che dobbiamo iniziare nel nostro piccolo a fare qualcosa. „ Purtroppo quando sarà chiaro a tutti, sarà troppo tardi: ci vuole cultura per capire  |
user111807
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 18:42
Spero che i giovani come jack siano tanti e nel tempo non rimangano disillusi come é stata per la mia generazione post 68 per poi entrare a far parte del sistema che abbiamo sempre criticato... |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 18:43
“ Beh, a logica è l'ignoto a spaventare, non il noto: se sai che ti aspetta una cosa, per quanto brutta, ti prepari e l'affronti ;-) Apri un bel problema, più che altro, è il presente che non esiste: non esiste l'adesso, perché è un flusso continuo; al massimo puoi dire che non ti interessa cosa succederà fra 20 anni: poi però non lamentarti se ti si ritorce contro „  Ti dirò, è l'ignoto che mi attizza, pensa che noia se potessimo prevedere anche il futuro Si concordo il presente non esiste perchè al momento che lo vivi è gia passato Non è che non mi interessa cosa succederà tra 20 anni, semplicemente non ci penso, è come dire chissà quando morirò, ma chi se ne frega, tanto è scontato che succeda, quando raggiungi questa consapevolezza vivi sereno |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 18:43
Più che paura...direi amarezza per il futuro....non tanto per me...ma per il prossimo...proprio oggi non ho fatto a meno di notare quanto degrado esiste anche in piena campagna...plastica ovunque...e se non bastasse..nei campi vengono concimati con fanghi che tolgono il respiro...una volta si usava solo il letame...una cosa è certa...la terra ci farà ingoiare tutto quello che gli diamo...se questo è benessere e progresso...non oso immaginare come sarà la terra fra 100 anni... |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 18:46
  “ Paura del futuro?? Come si fa ad avere paura di una cosa che non esiste? Il futuro è ciò che ipoteticamente dovrebbe arrivare, ma è solo ipotetico visto che non si sa se arrivi . Insomma meglio pensare al presente che al futuro, il presente lo stai vivendo il futuro no perchè non c'è! „ condivido fino a qui ......poi bisogna pur pensare al futuro in qualche modo. a volte è meglio di no! |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 19:15
“ Non è che non mi interessa cosa succederà tra 20 anni, semplicemente non ci penso, è come dire chissà quando morirò, ma chi se ne frega, tanto è scontato che succeda, quando raggiungi questa consapevolezza vivi sereno;-) „ Che è un discorso che va bene per la tua morte, un po' meno per la mia: chi se ne frega se sto facendo debiti, se sto intossicando altre persone, tanto fra 20 anni non ci sarò; magari qualcun altro fra vent'anni ci sarà e non gli piacerà quello che gli lasci  |
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