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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 15:53
??? |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 16:22
Penso che i critici se ci sono e con qualche competenza,possano sbagliare,ma qualcuno evidentemente no a quanto pare.La fotografia trasborda da tutte le parti ed ha inglobato tutto,poi di tanto in tanto qualcuno si accorge che anche gli spazi apparentemente senza confini,sono piu' ristretti di quel che si potrebbe pensare. Non è proprio l'ideale mettere un ritrattasta a valutare un paesaggio,oppure un astrattista che frammenta particolari urbani,non solo ci sono fotografi di paesaggio diversi per concetto e tipo di approccio,senza contare il referente del pubblico molto eterogeneo,per usare un eufemismo. C'è un approccio di tipo psicologico che deriva dalla scuola di pensiero dello psicologo in questione,puttosto pragmatico,il quale proponeva un metodo basato sullo studio dei comportamenti e delle dinamiche messe in atto per trarne dei tratti comuni,riscontrabili...Ne deriva secondo la tesi che il famoso "personale" sia anche la conseguenza di una serie di passi in sequenza.Se il giudizio che si va a trarre è frutto della conoscenza che è esperienza- cultura ,la fotografia democratica sovverte qualunque tipo di divisione o barriera....ma non finisce qui.... ciao |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 16:37
ALLA FACC' DU'CAZZ |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 17:51
A me da veramente fastidio quando si usano aggettivi tipo brutta, inguardabile, schifezza ecc. nei confronti di una qualsiasi cosa, auto, moto, foto, scarpe, divano, caffettiera, aereo insomma una qualsiasi cosa costruita, creata, progettata e di conseguenza pensata da altri che sicuramente hanno conoscenze cultura e sensibilità loro. Io credo sia fondamentale sempre rispettare le idee e il lavoro altrui. Trovo invece onesto e costruttivo dire: a me questa cosa non piace, e se richiesto motivarlo. |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 17:59
“ Trovo invece onesto e costruttivo dire: a me questa cosa non piace, e se richiesto motivarlo. „ io la penso diversamente Trovo invece onesto e costruttivo dire: a me questa cosa non piace, e motivarlo trovo altresì utile per chiunque dire: a me questa cosa Piace e motivarlo |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 18:14
Ci devono essere per forza dei canoni che permettano di inserire la foto nella categoria di quelle potabili o di quelle non potabili. |
user90373
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 18:23
Una fotografia non dovrebbe far parlare di se stessa, ma portare altrove, non inteso come avverbio di luogo o di moto a luogo fisici. |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 18:30
secondo me una fotografia può essere EFFICACE o MENO , eseguita correttamente o meno, ma il gusto è personale e non va preso in considerazione (o almeno nella giusta misura) |
user90373
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 18:42
Se invece di gusto si trattasse di sensibilità personale cambierebbe qualcosa? |
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inviato il 18 Febbraio 2019 ore 19:07
no, come la spieghi e la "codifichi" la tua sensibilità? per me il nodo gordiano sta proprio nell'efficacia di una foto, ad esempio quando guardo le gallerie se una foto mi attira lo sguardo è efficace se passo avanti, può essere tecnicamente ineccepibile ma non lo è, prendi ad esempio le foto pubblicitarie, se ti fanno vendere un prodotto sono efficaci altrimenti NO la bellezza è un concetto che non ha codice, non è possibile inserirla nei commenti il tutto IMHO ovviamente |
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inviato il 19 Febbraio 2019 ore 16:22
"prendi ad esempio le foto pubblicitarie, se ti fanno vendere un prodotto sono efficaci altrimenti NO " Cioe' se soddisfano il gusto del possibile acquirente? Altrimenti nemmeno le guardano, o sbaglio? |
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inviato il 19 Febbraio 2019 ore 16:31
No, una foto pubblicitaria che fine ha? creare interesse nel prodotto reclamizzato , giusto? se guardando la foto passo oltre, essa non è efficace se invece mi crea interessa e mi fa da apripista per un possibile acquisto (o quello che è ...) allora il committente ha fatto bene a pagare quel fotografo OVVIAMENTE parlo dal punto di vista del FINE di quella fotografia, poi se la stessa non fa vendere un prodotto ma viene pluripremiata e pluririconosciuta dalla critica fotografica son felice per chi l'ha scattata , meno per l'agenzia che l'ha commissionata |
user90373
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inviato il 19 Febbraio 2019 ore 16:43
“ Il gusto personale non è una regola fotografica riconosciuta „ Nonostante questo sembra essere la più diffusa. Chessifà? |
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inviato il 19 Febbraio 2019 ore 17:38
Il gusto personale si applica quando si lavora per se stessi e non dare conto a nessuno, se si lavora su commissione bisogna entrare nella mente del committente e realizzare ciò che lui vuol vedere. |
user90373
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inviato il 19 Febbraio 2019 ore 18:40
@ Vincenzo Virus “ Il gusto personale si applica quando si lavora per se stessi e non dare conto a nessuno, se si lavora su commissione bisogna entrare nella mente del committente e realizzare ciò che lui vuol vedere. „ Esatto, trattasi in definitiva di soddisfare un gusto diverso, quello del committente che non è detto sia privo di soggettività. |
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