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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 17:34
"vallo a dire ai Dream Theatre" Io a Jordan Rudess gli direi di smettere di fare dei soli con suoni di chitarra elettrica campionata. Sì, è un suono ridicolo. Poi per la necessità si avere pochi componenti si utilizzano le tastiere. Ma una tastiera non è un' orchestra. L' analogia con la musica la vedrei più tra campiomenti, musica elettronica ed effetti contro strumenti veri ed alta fedeltà. La musica è arte e i Depeche Mode hanno fatto arte con abuso di elettronica. Ma non credo sia proprio la regola, mi sembrano più l' eccezione. Diciamo che ultimamente va molto di moda il trap italiano anche im fotografia. |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 17:49
Dove vuoi tu. |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 18:16
Non meniamo il can per l'aia... ho scritto "può" essere quella riflessa da uno specchio! Ha un valore soprattutto allegorico. L'essere umano, pur non potendo visualizzare la realtà "assoluta", deve avere un suo riferimento di "realtà" altrimenti (l'umano) diventa instabile... (in effetti...) e da qui immaginare un confine dove questa muta stato e gli impone una reinterpretazione e quindi se ne allontana divenendo "finzione"... (ricordo che lo scopo è trovarlo relativo alla postp.) Qual'è il confine? Ps... Per favore non andiamo a controllare su Wikipedia e definizioni canoniche varie. Cerchiamo di cucinare con le nostre robe in dispensa... |
user111807
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 18:38
Seguo con interesse anche se penso che non ci sia risposta è da Platone che l'umanità si interroga su cosa sia la realtà. |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 18:40
Ulisse, il problema che il confine è oltre che soggettivo anche molto "ballerino" si può collocare ovunque. Tralasciando il discorso "artistico" e volendo fare una sorta di sfida come reallizare la foto più "reale" possibile. potrei passare ore per ... no apetta non si può fare. Quello che chiedi è un paradosso. Io scatto una foto, la foto scattata in quell'istante dal momento che è stata interpreatata da una macchina non può essere "affidabile" devo elaborarla. Si aprono due strade. A) Vado a casa e tocco SOLO i colori, con molta cura e molta perizia, passandoci magari molte ore, (la teoria meno assaggi su PP più reale non vale, è fasulla) riportando la foto a quello che era la realtà, ERA, che vuol dire che è un ricordo, non più affidabile perchè viziato da tanti fattori.Non posso giurare che sia reale, come lo era allora. B) ho un computer sul campo, elaboro la foto quanto più in fretta. Comunqeu del tempo passa e anche qui non abbiamo a certezza che il momento riportato in foto sia effettivamente quello reale fotografato. Ci sarebbe poi una terza, forse l'unica percorribile, ma non sarebbe comunue "reale" e cioè adoperarsi con tutti i mezzi possibili, cartoncino grigio, digradanti e altre cose che onestamente non so e scattare per cui nlla in fto abbia un minimo segno di movimento. Diciamo che fra tutte mi stuzzica parecchio l'ultima. Verosimilmente faccio la foto, la lavoro a casa avendo cura di fare l'erba verde, le montagne marroni il cielo azzurro, non clonare nulla. Ciao LC |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 19:06
“ Quello che chiedi è un paradosso. „ Lo è! Infatti non dobbiamo trovare la realtà né la finzione, ma un criterio che ci avvicini il più possibile alla prima condizione per poter poi giudicare dove va l'altra, ovviamente secondo la percezione individuale e da confrontare con quella altrui, identificando possibilmente alcune parti intermedie. |
user111807
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 19:29
Escher |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 20:30
Ulisse come ti ho già scritto molti post fa, per come la vedo io non può stare in piedi la premessa che tu fai.....questa fortissima ricerca della "realtà" all'interno di uno scatto non può essere imposta come l'unica via GIUSTA.... Ho da poco acquistato quello che ritengo essere uno dei più bei libri di fotografia naturalistica pubblicati negli ultimi anni (apuane terre selvagge di Lorenzo shoubridge)..... Si tratta di un lavoro in cui la natura è presentata con una fortissima interpretazione personale... Peraltro molti degli effetti usati sono realizzati in fase di scatto...ciò nonostante si tratta di un'opera che caratterizza in modo spettacolare un ambiente, fornendo informazioni molto REALI al fruitore..... |
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inviato il 27 Gennaio 2019 ore 21:06
Come si fa a parlare di foto "reale" quando la scelta di diaframma, tempo e lunghezza focale non hanno una equivalenza nella visione umana? Solo il fatto di scegliere una inquadratura rispetto ad un'altra è una mera questione soggettiva. Se non c'è oggettività non può esserci una riproduzione reale della scena. Detto questo il mio parere l'aveva descritto bene qualcuno qui sul forum e più o meno diceva che una foto é "reale" quando qualunque modifica in pp poteva essere fatta prima dello scatto (ad esempio clonare un filo d'erba che si poteva strappare). |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 10:53
Anche l'uso del flash o delle luci falsa la realtà... |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 11:32
Però dobbiamo rimanere in un ambito dove un fatto sia riconoscibile come "vero", sia nella forma sia nel colore, sia nell'emozione che suscita. L'assoluta fedeltà non è possibile! Vero che anche il lampo falsa, ma qui in discussione non è quello che è indispensabile per ottenere una foto utile, ma quello che il fotografo fa "dolosamente", per dotare le sue immagini di fascino visuale, alienandole dalla realtà da cui provengono. La realtà è un soggetto astratto e quindi sfuggente, magari sarebbe rintracciabile un un punto temporale infinitamente piccolo e non ci è utile, però siccome menzioniamo relativo alla PP, dobbiamo (dovremmo), definire il limite dove la si fa per avvicinare l'immagine alla realtà che si osservava al momento della ripresa (quindi ovviare a ciò che non si e tecnicamente potuto fare), o si vuole costruire una differente immagine per comunicare o rafforzare un'emozione che tale immagine non offriva e il fotografo invece la cercava e vuole riprodurla. Al tempo della pellicola, tranne elaborazioni palesemente artefatte, in dilemma reale/fittizio non era così stringente, ma oggi che anche il Jpeg può venire ottimizzato, siamo sicuri che la fotografia non abbia perso una parte della sua anima etica? Come Lord ha accennato, è un paradosso, da cui però un equilibrio, seppure instabile, bisognerebbe trovare. |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 12:24
Ulisse, non mi è chiara però una cosa, e cioè cosa intendi tu per "falso". Per me, a parte che non parlerei di falso, ma diciamo che il togliere e mettere in una foto rientra nel "falso". Cosa che invece affatto non lo è, anzi è un atto dovuto, è la certosina correzione dei colori e dei contrasti. Il bilanciamento del bianco, ad esempio, è un operazione che investe tutta la foto. Spesso accade che al tramonto o alba il cielo terso è di un celensto molto freddo e le nuvole sono cariche di un rosso/arancione fuoco molto saturo, il bilanciamento del bianco media tutto, allora io che faccio, perdo molto più tempo dei famosi tre click oltre i quali diventa "fotoritocco" secondo qualcuno qua dentro. se metto un cielo nuvoloso in un cielo originariamente terso ho commesso un "falso". Quindi quale è la relatà, quella che elaborata nei colori, è più fedele al RAW. Ciao LC |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 12:33
Quando ad esempio si fotografa un paesaggio di pomeriggio con un cielo nuvoloso e in post si trasforma in un tramonto secondo me è già stravolgimento, valore 0 (nonostante tale esempio sia usato per pubblicizzare programmi di postproduzione) |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 13:43
“ Ulisse, non mi è chiara però una cosa, e cioè cosa intendi tu per "falso". „ Lord ho scritto "falsa" come falsare, riferendomi a Stefanob. E' diverso. "Falso" è una condizione compiuta. Falsare è un'azione che vi tende ma non snatura l'oggetto. Perlomeno quando non sostenuta da un avverbio, tipo falsare totalmente ecc.. Frakat00 ha fornito un esempio di ciò che intendo. Probabilmente la questione si può meglio inquadrare come intenzione! "Pippizzo" per migliora la coerenza allo scenario originale, o lo faccio per il messaggio in sé! Ovvio che le due cose sono enormemente differenti. Posso togliere un po' di luminosità al tramonto per rafforzarlo e in fondo anche un occhio diverso potrebbe vederlo meno luminoso, ma se creo uno scenario da "Enemy mine", è un'altra cosa. Bellissimo indubbiamente, ma un'altra cosa. |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 20:31
“ Al tempo della pellicola, tranne elaborazioni palesemente artefatte, in dilemma reale/fittizio non era così stringente „ I paesaggi con una Velvia sono reali? |
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