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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 8:06
Innanzitutto ti ringrazio perché non li conoscevo. Detto questo se su Uelsman effettivamente riconosco che si tratta di fotografia in qualche modo, con Goossesns faccio decisamente più fatica pur piacendomi (ho sempre amato Magritte). Sicuramente il punto di partenza sono delle fotografie ma l'approdo per me è già "illustrazione"... Comunque il tuo punto di vista è assolutamente valido, non c'è una verità assoluta quindi ben vengano spunti diversi. |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 8:24
Il punto non è il fotomontaggio in sè, ma cosa dichiara (o sembra dichiarare) l'immagine; un'immagine surrealista dichiara già di non essere un semplice documento, quanto piuttosto il "montaggio" di un'idea, indipendentemente dal fatto che questo montaggio sia stato eseguito a monte del singolo scatto o in post. Il confine vero non risiede nel come quell'immagine sia stata realizzata, ma in ciò che trasmette: se si maschera da documento, o viene presentata come tale senza esserlo, allora si che c'è qualcosa che non quadra. Tra l'altro, per realizzare certe immagini surreali occorre una valida idea di partenza, tanto se la si costruisce in studio quanto in post, e non è detto che la costruzione in post sia veramente "più facile"; occorre una certa dose di conoscenze e abilità per creare una post assolutamente verosimile, per quanto surreale possa essere: quante volte vediamo montaggi con situazioni di illumunazione poco credibili, che se fossero stati realizzati "sulla scena" non presenterebbero quell'errore? Il problema del "dichiarare" come si è arrivati a quell'immagine, in altre parole di "cosa abbiamo fatto", è generalmente irrilevante, tranne quando quella foto viene presentata fuori dal proprio contesto, come normalmente avviene in un forum come questo, soprattutto se è stata estrapolata da progetti più complessi di cui, fuori contesto, si perde il significato e il messaggio (oltre al fatto che in un forum di fotografia si è interessati, proprio per una forma mentis tipica del fotografo, anche agli aspetti tecnici) |
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inviato il 10 Gennaio 2019 ore 8:33
In Fotografia normale la realtà non esiste, ma non da oggi, ma da sempre. ………... nella Guerra di Secessione americana, qualche immagine di soldati morti fu architettata dai fotografi, che con cadaveri e fucili "misero su" delle scene fotograficamente macabre ma accattivanti, le vendevano bene, ci sono poi dubbi anche sulla foto di Capa sul miliziano morto colpito mentre cade col fucile in mano, etc. La gente si dà da fare a far soldi, e la Fotografia non fa alcuna eccezione. La Fotografia va giudicata e basta e soprattutto SENZA che l'autore apra bocca. Se l'autore mi deve spiegare che cosa voleva dire con l'immagine, perché io non la capisco, l'immagine è un emerito cesso sempre e comunque, e l'autore è un emerito incompetente. Se l'autore dichiara "vera", intonsa, una foto frutto di un fotomontaggio, è solo un…….. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 14:13
Secondo me togliendo alcune eccezioni manipolare in post è lecito ( poi son punti di vista) e rientra in fotografia. Ci sono molti fotografi che spiegano come hanno realizzato scatti (tra l'altro ben pagati!!!) per campagne pubblicitarie e non solo. Che dire sono fotografi di tutto rispetto che definirli t*fatori vuol dire non approfondire sul lavoro che c'è dietro. t*fare è tutt'altro. Certo la foto di una coppia di sposi fotografata in un contesto che non c'è mai stata è barare (se l'intenzione è quella di mostrare ai conoscenti cosa non vera) ben diverso se il fotografo ha eliminato qualche oggetto di disturbo o avvicinato un qualcosa che era presente ma sbilanciava la composizione. A volte son cose calcolate prima dello scatto altre perché ci è accorto dopo di qualcosa che guasta ma non è t*fa è conoscenza tecnica. Secondo me c'è da fare distinzione quando è t*fa è quando non lo è altrimenti anche i paesaggisti che fanno più scatti e poi li sovrappongono son t*fatori ma sappiamo che si tratta di tecnica. Più volte Gastel ha spiegato come ha realizzato alcuni suoi scatti...mi sembra che si tratta di un fotografo nonostante ci siano stati interventi da parte di grafici sulle immagini. Quindi da un mio punto di vista in alcuni generi non va toccato nulla se non regolazioni di base in altre fanno parte o di lavori specifico o semplicemente per dare un aspetto che migliori l'immagine. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 14:34
mi pare che in fotografia pubblicitaria non si lavori quasi mai sul prodotto, ma essenzialmente sui mokup. Arrivando in alcuni casi limite a fotografare l'oggetto non ancora prodotto. Quasi sempre le campagna pubblicitarie, per esempio di cosmetici, sono fotografate utilizzando modelli in resina oneoff o addirittura direttamente dai rendering ricavati dai modelli cad-cam che verranno utilizzati per la realizzazione degli stampi. Insomma la fotografia si e' sempre prestata a questo tipo di elaborazione. Certo che se ti fotomonto un bozzo sulla fiancata di una spider per fregare l'assicurazione ricado ampiamente nella t*fa. NON e' quindi la fotografia che fa la t*fa, Bensi' l'uso che se ne fa di quella fotografia. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 14:50
“ NON e' quindi la fotografia che fa la tru.ffa, Bensi' l'uso che se ne fa di quella fotografia. „ questa frase mi piace particolarmente, veramente ben detto @Salt , anche io la penso come te fondamentalmente il confine tra fotomontaggio buono e fotomontaggio cattivo è l'uso che ne viene fatto. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 15:40
Condivido. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 17:38
Anch'io. Che poi IO interpreto il termine in altro significato è un altro discorso. Concordo al 100%. |
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inviato il 12 Gennaio 2019 ore 17:38
Anch'io. Che poi IO interpreto il termine in altro significato è un altro discorso. Concordo al 100%. |
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