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inviato il 07 Agosto 2018 ore 9:34
be Gaga da alcune risposte ho imparato che quando usavo (esclusivamente) le diapositive scegliendo la Velvia per la natura - la provia per il reportage l'astia per i ritratti.. facevo post-produzione.. Durante gli eventi uso jpeg (si pubblica a evento in corso (es sport).. Non mi piacciono i Jpeg Sony- adoro quelli Fuji - ma ho Canon... quindi faccio post-produzione? probabile che la faccia la redazione che pubblica. Forse il quesito è si può scattare in Jpeg e vivere felici?. Premesso che utilizzo il Raw per lavori importanti e quindi faccio post-produzione, grazie al mitico nostro amico Raamiel (che mi ha elaborato un file di un evento teatrale con i suoi profili: mi ha aperto un mondo) che approfitto per ringraziare. Sergio |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 9:46
“ si può scattare in Jpeg e vivere felici? „ assolutamente si, credo che in certi casi sia anche quasi un obbligo, penso a eventi sportivi in cui c'è necessità di mandare foto quasi in tempo reale. Importante essere consapevoli che il file subisce comunque una manipolazione, credo che sia tutto qui il discorso. Poi uno può decidere che il risultato va benissimo così e non gli interessa avere un maggiore controllo perchè la fotografia che fa non lo esige senza per questo essere un fotografo di serie B |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 9:54
Mah.... Io faccio solo una considerazione : il fotografo era considerato un lavoro artigianale per la lavorazione in camera scura più che per la fase di scatto . |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:14
Concordo con Mtbo: la grandezza del fotografo non sta nell'uso o meno di post, e nemmeno di super attrezzature; la fanno le foto, se siano poi capolavori. Come poi per gli artisti, pittori scultori letterati teatrali e simili, qualche volta si grida al capolavoro solo perché sono famosi, anche se magari siano opere mediocri. In quel caso forse l'aiutino di una post efficace può servire. Da quando sono su questo sito ho imparato a migliorare il risultato dei miei scatti correggendo in post raddrizzamento, timbrica colore se ci siano dominanti sbagliate e clonazioni macchie del sensore |
user117231
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:17
Esatto Marmor. Il senso è proprio quello. Mettere a posto a sensibilità personale, quanto la macchina da sola non può fare. In poche parole.. personalizzare le proprie foto o immagini. |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:20
Ma ragazzi, è assolutamente lecita la post produzione, si è sempre fatta. Ma è altrettanto lecito non farla, utilizzando ad esempio i jpg. Ma perchè si finisce sempre per fare gli assolutisti? Poi il decidere di fare post produzione o no può essere una questione di praticità, di tempo, o anche una scelta stilistica. Mi ripeto, l'unico limite a mio avviso è che ad un certo punto troppa post produzione, o anche mal fatta, fa perdere credibilità alla fotografia stessa, sempre che quello che si propone lo si proponga come opera fotografica... |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:23
La post produzione è ovviamente necessaria. Quanto essa debba essere "aggressiva" dipende dai contesti. Durante un master a cui ho preso parte, Stefano Unterthiner (National Geographic) diceva che lui lavora la foto per non più di un minuto, National Geographic non ammette neppure i crop ... . Ci ha fatto vedere direttamente i pochi parametri su cui lavora in Lightroom. Per altri generi, diversi dalla naturalistica, il discorso è ovviamente diverso. Certo, in molti casi, si vedono eccessi. Soprattutto nella paesaggistica, con colori psichedelici totalmente innaturali. |
user158139
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:26
A mio avviso, si tratta di un'affermazione equivalente (nel bene e nel male) a "gli atleti veramente bravi non si dopano". |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:41
personalmente non mi importa niente anche della innaturalità della foto... a volte può essere meglio del naturale... |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 10:50
"....se vi sembra che io abbia detto delle sciocchiezze." E belle grosse. |
user67391
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 11:34
Non si capisce la necessità di questa discussione |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 11:39
Sarebbe bene che molta gente, maggiorenne, aprisse gli occhi e la smettesse di credere a Babbo Natale, alla Befana, alla Fata Turchina ed ai cocomerai che dicono di fare le fotografie "senza toccare nulla". |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 11:40
In effetti sono talmente tanti i modi per creare una falsa immagine della realtà, anche senza taroccare nulla in post, che di fatto annullano la logica di queste discussioni (se effettivamente il problema è reale contro irreale) |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 11:41
“ National Geographic non ammette neppure i crop „ Come no... “ Soprattutto nella paesaggistica, con colori psichedelici totalmente innaturali. „ Niente cartoline pompate please, solo vera fotografia. |
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inviato il 07 Agosto 2018 ore 11:49
Ma dico, un osservatore una Fotografia se la guarda e se la giudica come gli pare e solo per quello che è. E stop. Tutto quello che ci sta dietro e che non si vede nella Fotografia che si guarda non conta nulla, assolutamente nulla, zero. E' da poveri di mente, da persone di scarsa intelligenza, andare a chiedersi come e con che cosa è stata fatta, non sono razzi di chi la osserva ma di chi la fa quella fotografia. Un osservatore attento ed esperto vede subito eventuali errori e/o cialtronate, e se non ci sono, la Fotografia va bene così. Farsi delle pippe mentali non è mai una buona idea e non porta a nulla di costruttivo. Se una bella foto è stata fatta con uno scatto al volo, oppure con una preparazione di giorni e relative spese immani, a chi la osserva non gli cambia assolutamente niente, è e resta una bella foto. Conta solo la Fotografia, quello che si vede, e stop. |
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