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Salgado e la fotografia con lo smartphone


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  4. » Salgado e la fotografia con lo smartphon...





avatarsenior
inviato il 03 Giugno 2018 ore 21:34    

Per come l'ho capita io e proprio analizzando con senso critico (comprese le conoscenze pregresse sul personaggio) non intendeva assolutamente legare la faccenda al mero strumento utilizzato ma il discorso sottinteso è ben altro e non capisco come si possa, con la sua storia di uomo, anche solo pensare ad una roba del genere.
Poi ci si può benissimo sentire gli unici furbi e superiori ad un personaggio di quel calibro se questo può far bene alla propria autostima spesso esageratissima da fenomeni da forum, legittimo.
Forse sarò un pecorone di cui sopra ma almeno cerco di leggere tra le righe ed informarmi invece che fare il bastian contrario per sembrare "alternativo" ma senza avere capito nulla.
Purtroppo ha ragione lui, ci sono più finti fenomeni che arrosto. CVD.

avatarsenior
inviato il 03 Giugno 2018 ore 22:30    

Per come l'ho capita io e proprio analizzando con senso critico (comprese le conoscenze pregresse sul personaggio) non intendeva assolutamente legare la faccenda al mero strumento utilizzato ma il discorso sottinteso è ben altro e non capisco come si possa, con la sua storia di uomo, anche solo pensare ad una roba del genere.
Poi ci si può benissimo sentire gli unici furbi e superiori ad un personaggio di quel calibro se questo può far bene alla propria autostima spesso esageratissima da fenomeni da forum, legittimo.
Forse sarò un pecorone di cui sopra ma almeno cerco di leggere tra le righe ed informarmi invece che fare il bastian contrario per sembrare "alternativo" ma senza avere capito nulla.
Purtroppo ha ragione lui, ci sono più finti fenomeni che arrosto. CVD.


Ma ce l'hai con me?
Ma sei serio?

Salgado dice:
"Non è né negativo, né positivo, semplicemente non c'entra niente con la fotografia. Quello che viene fatto con questi dispositivi è una cosa completamente diversa, usiamo la tecnologia per trasformare le immagini in un linguaggio. La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria"

E mi dispiace ma non posso essere d'accordo....

Maltsev
Io non ho bisogno di pompare il mio ego in alcun modo....E mai ho dichiarato di sentirmi superiore a Salgado....
Ho semplicemente detto che il suo discorso, al pari di quello di Gardin sulla postproduzione, va preso per quel che è...Credo che i grandi fotografi abbiano tanto da insegnarci, ma non tutto ciò che dicono deve essere preso come oro colato....
Io non so cosa ci sia da vedere "dietro" a questa intervista

"Oggi possiamo dire che forse i veri fotografi sono meno di quelli che esistevano 30 anni fa."

Per me questo modo di porsi non è mai corretto...Ha un sapore nostalgico, troppo nostalgico, che fa perdere credibilità anche alle parole di un mostro sacro come Salgado....


Quando mi scrivi questo
almeno cerco di leggere tra le righe ed informarmi invece che fare il bastian contrario per sembrare "alternativo" ma senza avere capito nulla.


Mi sembri più un tifoso che uno che vuol ragionar di fotografia

Mi perdonerai se ritengo che anche la fotografia che viaggia sotto forma di bit e non di carta baritata 320 gr può avere il suo ruolo in quanto FOTOGRAFIA intesa nell'accezione più elevata del termine....

Mi perdonerai se trovo in tutta l'intervista un alone di superiorità (ci sta, lo ho scritto prima, Salgado è nell'olimpo della fotografia) che se letto con approccio critico può apparire un pò indigesto...

Tutto questo, a mio avviso, senza per forza dover essere un "fenomeno da forum" e senza voler per forza sembrare "alternativo"







avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:31    

Salgado, nonostante il titolo di questo articolo, spiega che ciò che lo "angustia" è che tutti fanno foto senza stampare.
CHe è un discorso che lascia il tempo che trova, perchè se prima stampavano le foto fatte con la "machinetta" era perchè non c'era altro modo di fruirne.
Già con le dia e il proiettore tanti, che non erano fotografi o appasionati, non le stampavano.
Le vedevano sul muro e bon.
Oggi chi vuole stampare stampa, chi non frega nulla del supporto non lo fa.

Non lo so, non capisco il discorso di Salgado

user90373
avatar
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:45    

Molto probabilmente per Salgado la fotografia è una cosa "profonda", diversa dalla superficialità che sembra pervadere quella fatta "così tanto perchè il telefonono ha un obbiettivo". Credo ci sia la stessa differenza che esiste tra "la memoria" ed "i ricordi".

user104642
avatar
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:45    

Non lo so, non capisco il discorso di Salgado

Ma hanno abolito la professione dell'Umarells?

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:46    

[/QUOTCredo che Salgado da persona dotata di una certa intelligenza, faccia riferimento fondamentalmente a due aspetti cruciali: in primis, l'esasperato processo di democratizzazione a cui la fotografia sta andando incontro grazie all'accessibilitá dello strumento e la facilitá di condivisione. Poi il lato spudoramente commerciale di tali strumenti. Sostanzialmente, entrambi tratti che hanno portato il media fotografico ad essere appannaggio di molti (forse troppi per Salgado) pseudo fotografi, che di fatto mancando di contenutistica, annullano il concetto stesso di fotografia. Non per nulla in una delle risposte fornite nell'intervista, dice che vi sono meno "veri fotografi" rispetto a 30 anni orsono. E]


in parte è vero, però semplicemente i "pseudo fotografi" sono quelli che una volta avevano una automatichina e facevano foto di famiglia.

Le foto della maggior parte dei fotoamatori vengono equivocati (anche da loro stessi, si auto equivocano) perchè sono semplicemente persone che fanno foto ricordo.
Il problema non è la democratizzazione, anzi, è l'effetto Kruger che ti fa percepire in senso sbagliato il tuo lavoro, che da foto ricordo (magari belle), diventa fotografia in grado di trasmettere concetti, progetti, insomma, qualcosa di diverso.

E succede che in realtà non sono proprio pochi i fotografi buoni oggi.
Altrimenti vi chiedo di partecipare a qualche concorso come quello ad Atene del Centro Ellenico della Fotografia, un premio Bastianelli o andare a qualche fiera e vedere le case editrici indipendenti.

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:46    

" Non lo so, non capisco il discorso di Salgado"
Ma hanno abolito la professione dell'Umarells?


come scusa?

user104642
avatar
inviato il 04 Giugno 2018 ore 10:55    

" " Non lo so, non capisco il discorso di Salgado"
Ma hanno abolito la professione dell'Umarells?
"

come scusa?

..si però mettici un po di verve eh MrGreen
Tra lui e Berengo..... Confuso
Umarells



avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 11:05    

Il problema non è la democratizzazione, anzi, è l'effetto Kruger che ti fa percepire in senso sbagliato il tuo lavoro, che da foto ricordo (magari belle), diventa fotografia in grado di trasmettere concetti, progetti, insomma, qualcosa di diverso.

Hai ragione Matteo. Credo tuttavia che l'effetto Kruger sia una conseguenza dell'esasperato processo di democratizzazione, del politically correct e dell'abuso di temini "ombrella" come arte e artista. ;-)

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 11:37    

..si però mettici un po di verve eh MrGreen
Tra lui e Berengo..... Confuso
Umarells


ahhhhh capito

eh belin, è lundì mattina, non puoi chiedermi verve :)

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 11:43    

Hai ragione Matteo. Credo tuttavia che l'effetto Kruger sia una conseguenza dell'esasperato processo di democratizzazione, del politically correct e dell'abuso di temini "ombrella" come arte e artista.


guarda, il problema è che sono discorsi che riguardano i fotoamatori.
È il solito problema di benedusi. A parte il carattere e le boutade, il suo seguito è di fotoamatori e si rivolge ai fotoamatori, senza poi proporre qualcosa di concreto.
Lamentela, polemica, due frasi fatte, poi bon.

E ti assicuro che la storia delle foto con il cellulare, per quanto in fondo tutti ritengono che il mezzo sia importante ma è un "mezzo", non il fulcro attorno cui ruota tutto, questi discorsi finiscono per rimanere nei forum o sotto qualche post sui social.
E mi dispiace, perchè persone come Salgado sarebbero delle ottime teste di ponte per affrontare altri discorsi o presentare determinati tipi di visioni topografiche.
Magari lontane dalla loro, però raggiungerebbero un sacco di persone.

per me, queste sono occasioni perse.

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 11:53    

Matteo, comprendo, ma credo anche che non sia certo da un'intervista piuttosto "striminzita" come quella introdotta nel topic che si possa intuire appieno il pensiero di un autore come Salgado. Tuttavia potrebbe essere intesa come opportunitá per approfondire insieme, argomenti (come hai giustamente sottolineato) molto interessanti. Per esempio, occhio a confondere il fotoamatore di oggi con quello di 30 anni fa. Un saluto ;-)

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 12:04    

Fortunato io credo che molto genuinamente i grandi fotografi di un'altra epoca siano realmente infastiditi da questa diffusione di massa della fotografia....esiste ovviamente un enorme lato negativo nella evoluzione recente di questa disciplina. Inutile stare a disquisirne ora.
Però ritengo che sia importante distinguere il fenomeni socio/culturale dal mezzo, anche se è ovvio che siano fortemente connessi...

Ho letto numerose interviste a grandi fotografi del passato (e non solo)....e raramente mi è capitato di pensare che si trattasse di interventi realmente funzionali ad una evoluzione del linguaggio fotografico del ventunesimo secolo....

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 12:07    

Beckerwins:
Sostanzialmente, entrambi tratti che hanno portato il media fotografico ad essere appannaggio di molti (forse troppi per Salgado) pseudo fotografi, che di fatto mancando di contenutistica, annullano il concetto stesso di fotografia.


Matteo Fiorelli:
in parte è vero, però semplicemente i "pseudo fotografi" sono quelli che una volta avevano una automatichina e facevano foto di famiglia.


Salgado però è molto esplicito nell'attribuire grande valore proprio alla cosiddetta "foto ricordo", che appunto assolve, nell'ambito familiare, quella funzione di memoria che lui ritiene necessaria nella vera fotografia:

La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria. La fotografia è quella cosa che i tuoi genitori ti hanno fatto quando eri bambino e hanno messo in un album, che magari si sfoglia insieme molti anni dopo e che raccontano la tua storia. Quella fotografia sarà magari un po' rovinata, un po' spiegazzata, ma ci sarà ancora quando i tuoi genitori non ci saranno più e la potrai conservare.

avatarsenior
inviato il 04 Giugno 2018 ore 12:20    

Infatti Iron, non vi é nessuna allusione dispregiativa nei confronti della foto ricordo o comunque di chi fa un uso "genuino" della fotografia. Io credo che alla domanda relativa agli smartphone ha risposto, come avrebbe risposto ad una eventuale domanda sulle ML o reflex. Il discorso non é relativo ad uno strumento nello specifico, ma é molto ampio e riguarda la contenutistica. Basterebbe leggere di piú sull'autore per comprendere quanta importanza lo stesso abbia da sempre dato alla sostanza di una fotografia. ;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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