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inviato il 29 Aprile 2018 ore 20:31
Ti consiglio il Mavic Pro. Il Mavic Air ha una fotocamera migliore, ma purtroppo non ha l'Ocusync come il Mavic pro. Questo vuol dire che il protocollo di trasmissione tra RC e drone e' solo un enanched wifi, e pertanto soggetto ad interferenze che si traducono in perdita di immagine in trasmissione o perdita o lag sul controllo del drone. per le distanze da hobbisti: (aeromodellista) non serve licenza: 200 metri di distanza e 70 di altezza AGL ovvero dal punto di decollo, vuol dire che se sei sull'EVEREST che e' 8000 e passa metri puoi volare a 8070.....e sempre in contatto visivo diretto col drone. No su centri abitati proprieta' private, e zone aeroportuali militari ecc.... In pratica quasi da nessuna parte se stai a vedere. Usare il buon senso, non rompere le palle alla gente e stare ben lontano da strade, aeroporti, sentieri di discesa e partenza, e centri citta' aiuta a non avere casini. Dal sito ENAC: 1. Informazioni generali Cos'è un APR? APR è l'acronimo di Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi. Cos'è un SAPR? SAPR è l'acronimo di Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto. Cos'è un aeromodello e come si può utilizzare? Per aeromodello si intende un dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell'aeromodellista, senza l'ausilio di aiuti visivi. In particolare agli aeromodelli si applica la sezione VII del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto consultabile sul sito dell'ENAC al seguente link: www.enac.gov.it/La_Normativa/Normativa_Enac/Regolamenti/Regolamenti_ad Per un APR, ricevuto in regalo, acquistato nella grande distribuzione, online, etc., per uso ricreativo è necessaria l'autorizzazione da parte di ENAC per poterlo utilizzare per uso ricreativo? No, trattandosi di aeromodello è sufficiente attenersi alle disposizioni del Regolamento ENAC Sezione VII. È possibile progettare, costruire un APR per proprio conto e poi usarlo? Sì, in quanto al costruttore non è richiesta una particolare certificazione. Per utilizzarlo valgono le stesse norme di quelli acquistati già assemblati. Come si identifica un APR (marca, targa)? Un APR per uso professionale si identifica tramite una targhetta presente anche alla stazione di terra con i dati identificativi del sistema e dell'operatore; inoltre deve essere apposto sull'APR anche il QR code ottenuto dalla registrazione sul sito D-Flight. D-Flight (https://www.d-flight.it/) è il sito realizzato da ENAV in collaborazione con ENAC che permette la registrazione degli APR nella banca dati italiana e l'assegnazione di un codice univoco di identificazione per ciascuno di essi. Il portale offre, inoltre, informazioni utili per far volare i mezzi in sicurezza e in conformità alle normative vigenti. È previsto un Registro nazionale? È prevista la registrazione sul solo sito D-Flight. Tutti gli APR devono essere registrati? Tutti gli APR devono essere registrati quando sono usati per motivi professionali. Quali sono le modalità di iscrizione nel Registro nazionale? Successivamente alla dichiarazione sottoposta ad ENAC o, se del caso, a seguito della autorizzazione alle operazioni rilasciata da ENAC, si otterranno le credenziali da ENAV e quindi sarà possibile effettuare la registrazione sul sito D-Flight. È previsto un costo di iscrizione? Nel primo periodo non è previsto nessun costo. Si nota una certa incongruenza tra la semplicità con cui è possibile recarsi in un centro commerciale e acquistare un APR anche molto sofisticato e gli obblighi di legge imposti per utilizzarlo. Non sarebbe opportuno che anche chi vende il prodotto informi l'acquirente? Per quanto riguarda gli APR i canali di acquisizione sono molteplici, dall'acquisto in negozio, all'acquisto in rete, all'assemblaggio personale con componenti reperiti in svariato modo. Vista questa molteplicità di situazioni non sono previste azioni nel breve termine per una regolamentazione in tal senso; nel lungo termine si sta ipotizzando una campagna di comunicazione su diversi canali informativi. Quali requisiti deve rispettare il produttore di un APR per commercializzarlo in Italia? Non ci sono requisiti obbligatori analogamente ai Paesi esteri. Esiste comunque l'opzione, su base volontaria, di ottenere una certificazione di progetto che attesti le condizioni operative dell'APR. L'FPV (First Person View) in Italia è consentito solo in gara su circuiti regolamentari e con un copilota a fianco. I maggiori produttori di APR commercializzano i mezzi con tecnologia FPV. Ci sono margini per un possibile alleggerimento del limite, quanto meno per un impiego professionale? Il FPV per impiego professionale può essere considerato un ausilio per le operazioni oltre la linea di vista. L'ENAC ha in corso uno studio valutativo dei nuovi requisiti da applicare alle operazioni oltre la linea di vista e sta valutando se il FPV può essere considerato un ausilio in tal senso. |
user14103
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inviato il 29 Aprile 2018 ore 22:32
Bhe se lo dice uno come te sono tranquillissimo ... se non ne sai tu ... che pilota aerei.. Grazie FPL.. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 1:41
il fatto è che un drone non credo si possa sempre definire aeromodello in quanto ha sia un sistema di pilotaggio autonomo (quello che lo riporta al punto di partenza se perde il segnale) e soprattutto è dotato di ausili visivi alla condotta, o meglio i droni quelli un po' seri hanno entrambe le cose... Il regolamento postato da FPL è relativo agli aeromodelli veri e propri, ovvero gli aerei più o meno in miniatura che si usano per hobby, che infatti si possono comprare nella grande distribuzione o anche costruire più o meno facilmente, oppure per come si può leggere droni senza il pilotaggio automatico ne ausili alla condotta. Quello che ho messo io sempre dal sito enac è invece il regolamento specifico droni e la stessa pagina da cui è citata il post di FPL vi rimanda e che spiega nel dettaglio le definizioni di aeromodello e di APR. www.enac.gov.it/La_Regolazione_per_la_Sicurezza/Sistemi_Aeromobili_a_P Ora però il fatto è : il sistema del drone che lo riporta dove è partito in caso di perdita di segnale si può ritenere un sistema di pilotaggio autonomo? perchè di fatto lo è... il fatto di vedere nel radiocomando o sul cellulare l'immagine della telecamera del drone si può ritenere ausilio alla condotta? Perchè anche questo di fatto lo è. Perchè magari son pippe, sono cavilli, ma volendo rispettare la legge è giusto far chiarezza e capire, o meglio non sono propriamente cavilli visto che è ciò che distingue le varie tipologie e quindi eventuali sanzioni. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 1:45
Non compratelo! Fare prima! |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 2:19
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 7:29
Quella postata da FPL è l'attuale normativa di riferimento. Le osservazioni di Matteo sarebbero anche giuste, se non ci fosse stato l'intervento della stessa ENAC a chiarire che sono cose che non riguardano gli hobbysti ed i loro giocattoli, per quanto sofisticati e costosi. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 12:19
“ Si matrimoni.....gli sposi mi firmano che si accollano la responsabilita per loro é gli invitati...altrimenti NADA „ Immagino Gobbo, che la tua sia una battuta. Tale assunzione di responsabilità non ha nessun valore legale nel momento in cui tu (TU in senso generico ovviamente), operatore del drone, infrangi la legge volando dove ci sono persone. E questa è una regola generale. La responsabilità penale è sempre individuale, non può essere scaricata su altri. Inoltre vorrei conoscere lo sposo/a o il suo genitore al quale dico: "ti farò delle meravigliose riprese col drone! ovviamente se il drone cade e taglia la faccia a qualcuno* la responsabilità penale e civile è tua!". Vorrei proprio conoscerlo!! ciao Carlo * episodi accaduti. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 12:37
@marco Buono a sapersi, purtroppo come ogni legge italiana la comprensione non è mai del tutto immediata... |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 12:41
@Carlopi: la cosa assurda è che vedi photographers pubblicizzarsi sia via sito che via youtube con i loro meravigliosi video con drone che svolazza sopra un centinaio di invitati. E' un po' come la moda delle lanterne cinesi: dopo che han cominciato a bruciare case e fienili nei dintorni, forse han smesso. Forse... |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 12:52
@gianluca i miei post erano tendenzialmente critici per capire qualcosa sulla legislazione e chiarirmi o meglio confermare i miei tanti dubbi sui numerosi pirati del drone, gira che ti rigira il 90% delle foto fatte con il drone che trovi online sono tutte fuori legge, o perchè fatte in zone vietate o perchè facilmente proposte da gente che fotografa per lavoro ed è quasi sicuramente senza licenza. Tanto per dire qui in liguria abbiamo l'intera costa urbanizzata e sul mare c'è la ferrovia, poco oltre l'autostrada, tra le due c'è la statale con i vari paesi, va da se che le foto con il drone dovrebbero essere appannaggio di soli soggetti abilitati (e a Genova almeno uno per fortuna c'è)in quanto tutta la costa è off limits se uno va a vedere la legge... Che poi voglio anche vedere se beccano uno che fa volare un drone anche dove si può come si fa a dimostrare che non è lì per lavoro, ma sta solo volando per hobby o viceversa. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 13:33
Matteo: le percentuali probabilmente sono quelle che indichi anche tu. Quello che mi fa specie non è tanto il fatto di eludere una legge (cosa di cui siamo maestri in questo paese dove le interpretazioni si sprecano), ma il far volare un affare da più di mezzo kg, con tanto di eliche e camera attaccata sotto, magari sopra la testa degli invitati, spesso rappresentati anche da bambini. Se lo fai presente ti senti dire che sei un porta rogna, che stai gufando, ma vuoi che succeda proprio stavolta. Poi, come insegna la Legge di Murphy, le cose accadono. E allora, altra bella tendenza tutta nostrana, ecco la corsa allo scaricabarile, con i titoli sui giornali: drone maledetto, vento maledetto, pioggia maledetta. Tutto maledetto, tranne la manica di ×/criminali che non ha prestato necessaria attenzione nè alle norme, nè tanto meno al buon senso. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 13:43
eh quello purtroppo è un cancro del nostro paese, come è anche talvolta l'ingnoranza e il menefreghismo delle persone nei confronti anche delle banali leggi della fisica... personalmente il discorso mattone che vola (e che può cadere) quella è la prima cosa a cui penso, pensavo che la legge fosse decisamente più stringente a riguardo imponendo una cernita sugli utenti alla fonte, ovvero che chiunque facesse volare un drone sopra i 300g dovesse essere registrato, ma purtroppo non è così... come purtroppo c'è chi pensa che 2kg di affare che volano siano un giochino. Si pensi cosa potrebbe essere un drone che finisce sul vetro di un'auto ad una velocità anche urbana di 60km\h, completamente di sorpresa... e ce ne sono per così di video di droni ripresi in città dal diciottenne di turno con il giocattolo nuovo. |
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 14:34
Dji Spark per cominciare. È piccolo leggero ma di qualità e facile da pilotare. Al più lo rivendi e non ci perdi molto |
user14103
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inviato il 30 Aprile 2018 ore 14:40
io l'avrei trovato ...per questo servono permessi?
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