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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 11:58
idem gli acidi, poi parliamo di digitale e pellicola, c'è gente che fotografa a lastra facendo ottime cose, usa strumenti antichi con gusto moderno, un esempio è Dennis Ziliotto ( www.dennisziliotto.it/ ) che lo fa anche come professione arrivando ad avere una percentuale significativa di guadagno proprio grazie a queste tecniche |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 12:10
“ Il digitale per diventare "umano" avrebbe bisogno di poter esser "toccato" ma per sua natura vive nei chip che meno vengon manipolati meglio è. „ Che poi fa il paio con quello che dissi qualche giorno fa, la fotografia analogica è una cosa reale e tangibile, la fotografia digitale è virtuale fino a che non si stampa e quindi in un certo qual modo non esiste in quanto non è materia, è appunto virtuale |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 12:26
“ Il controllo espressivo che hai è più alto a costi accettabili e questo permette a più persone di avvicinarsi e di esprimere meglio e in modo più accurato l'idea che si ha. „ Questo è quello che non mi piace, mi spiego meglio. In epoca analogica qualunque fotoamatore evoluto (lasciamo stare il fotoamatore domenicale per foto ricordo) aveva una CO in B/N o aveva uno stampatore di fiducia con cui confrontarsi per tirare fuori il meglio dal suo lavoro ed a colori faceva prettamente diapositive, il negativo colore era relegato alle ricorrenze (matrimoni) e foto ricordo. In questo modo aveva il controllo totale anche sul colore, in quanto la Diapositiva si giocava tutta in ripresa. Io stesso avevo la mia CO, ma alcuni lavori più delicati, le mostre ad esempio, avevo come punto di riferimento uno stampatore con cui confrontarmi. Oggi ognuno fa tutto in propio dietro un monitor del PC togliendosi il cappello da fotografo ed indossando quello del grafico e senza alcun confronto e senza confronto. Assodato che senza confronto non si cresce ecco che allora il nostro Fotografico (Fotografo + Grafico) si butta sui social ed in base al numero di like cerca il famoso confronto. Ecco questo iter non mi piace, ancora oggi in analogico ho trovato un professionista stampatore con cui confrontarmi ed anche per strappargli un consiglio/idea su come realizzare e migliorare una stampa, anche se non è nella mia città, mentre non ho trovato un grafico con cui confrontarmi su un'elaborazione digitale ed avere un confronto/consiglio su come arrivare ad un certo risultato |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 12:30
anche in digitale ho trovato stessa cosa, si calibra monitor, si trova stampatore di fiducia che lavora bene, si hanno tutti i profili in base alle carte (che influiscono tantissimo sul risultato finale), non è cambiato nulla solo la metodologia. Sinceramente tuo discorso lo trovo snobbistico, nel senso che ha me sa di: prima pochi potevano ora lo fanno cani e porci. Vero ci sono porn food, selfie al cesso e una marea di donne scattate a caso con stile che era gia vecchio 30 anni fa, ma ripeto che ci sono una marea di fotografi di alto livello che fanno cose eccezionali. io ho proprio uno stampatore di riferimento e lo hanno tutti quelli che fanno un lavoro fatto meglio di quello che faccio io che sono solo un amatore. L'elaborazione digitale.. be ci sono tanti post producer, prima lo scherma e brucia, il ritocco di un certo tipo lo faceva stampatore ora la figura è diversa, puoi farlo anche tu, puoi imparare, non sempre è facile confrontarsi se il livello sale, semplicemente ti servono altre conoscienze, come prima non è che usare la camera oscura veniva in immediato si doveva studiare, ora devi studiare l'elaborazione digitale, ma non è che è cambiato il processe, c'è lo scatto e lo sviluppo e poi la stamapa |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 13:56
“ Il digitale ha tolto alla fotografia tutta la parte di "contatto con la materia", anche il semplice caricare/riavvolgere il rullino lo è. Non che questo sia fondamentale, " in fondo è il risultato e non come è stato ottenuto che conta" , ma pensiamo alla possibilità di produrre sculture con una stampante 3D, oppure far dipingere un quadro ad un robot mediante un preset sviluppato dall'ingegnere informatico di turno. Ecco, credo che guarderemo l'operato delle macchine, pur se impostate dall'uomo, con occhi diversi rispetto ad una scultura od un quadro creati mediante il vil "contatto manuale". Anche una semplice lettera scritta a mano, a parità di contenuti, ha un qualcosa che Word non riuscirà mai a trasmettere. Piccolezze che, nella vita fanno la differenza, in un monitor no. Sorriso Il digitale per diventare "umano" avrebbe bisogno di poter esser "toccato" ma per sua natura vive nei chip che meno vengon manipolati meglio è. ;-) Forse non ce l'ho con il digitale in se, ma per il modo in cui viene "imposto" a tutti i livelli quasi si voglia creare una sorta di "dipedenza" espressa nella formula: libertà e controllo. „ QUOTO PURE GLI SMILE E GLI "ACCAPO" di questo post impeccabile a firma Ettore P. Chapeau! |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:01
@ labirint Conosco musicisti CONVINTI che sostengono la superiorità e la maggior intonazione/precisione degli strumenti elettronici rispetto a quelli reali, moltissimi ormai ritengono che chitarre/basso/piano/batteria in formato digitale surclassino i rispettivi strumenti "analogici". Ognuno è libero di avere la propria opinione, ma qualcuno confonde le opinioni CON I FATTI NON OPINABILI. Bisogna pure fare distinzione tra tutto quello che ci viene propinato dal web e dal marketing e quella che è la PROFONDA CULTURA E CONOSCENZA DELLA MATERIA, frutto di anni e anni di esperienza. Il web e il marketing hanno memoria corta e esperienza zero (e sguazzano nella sub-cultura internettiana). Le nuove generazioni hanno praticamente TUTTO a disposizione eppure alla prima difficoltà anche banale sembra che non sappiano NULLA. Meditiamo... |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:09
Puma mi spiace non parlerò con chi non è capace di fare un discorso e crede di essere depositario della vera fede, mi spiace ma in questo brutto mondo digitale si dice don't feel the troll e rispetterò questo pensiero anche perchè a me non nè viene in tasca nulla, resta convinto di quello che vuoi e scrivi pure quello che credi, io però ti dico una cosa: ci sono autori che con i cellulari fanno grandi lavori, ho visto un paio di mostre davvero di alto livello, ora guardando le foto che hai caricato direi che hai qualche problemino che non è legato a pellicola o digitale, ma proprio di base. Magari le tue foto a pellicola sono migliori, ma allora perchè perdere tanto tempo a caricare cose buttate li a casaccio? |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:09
“ Sinceramente tuo discorso lo trovo snobbistico, nel senso che ha me sa di: prima pochi potevano ora lo fanno cani e porci. „ Credo di non essermi spiegato .....dicevo solo che: - io non mi sento in grado di fare tutto da solo e quando credo che sia perfetto vado da uno che me la stampa, ma difficilmente avrò un confronto ......almeno questa è la mia esperienza e mi sono sentito più solo (forse è proprio un problema del tempo moderno e di internet) - nessuno discute che qualcuno fa lavori egregi con il digitale, e ci mancherebbe altro, dico solo che c'è molta più presunzione da parte di molti che è tutt'altra cosa. In sostanza nessun snobismo, però convieni che è un dato di fatto allargare molto la base ha reso pochi bravi sempre più staccati da massa media o anche medio-basso i motivi sono molteplici e questo è però innegabile |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:10
“ ico solo che c'è molta più presunzione da parte di molti che è tutt'altra cosa „ questo è vero e non posso che darti ragione su questo punto Non è cambiato nulla bisogna sempre studiare e conoscere, bisogna impegnarsi, a volte ci si sopravvaluta, non credo basti più fare una foto correttamente esposta per avere qualcosa di valido ci vuole maggiore impegno. Poi sono il primo a fare scatti anche solo per il gusto di farli e di divertirmi, io non sono nessuno ma davvero credo che ci siano fotografi che stanno facendo ottime cose e non è questione di pellicola o digitale, è come dici tu |
user90373
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:12
C'è una cosa che nel digitale mi manca: l'imprevedibilità del risultato, oddio non è che sia una cosa del tutto positiva, ma un pò di phatos viene a mancarmi. Vedo lo sviluppo digitale come un processo chiuso, in un certo senso scollegato dagli eventi esterni che non possono influire sul risultato finale, dove tutto deve essere previsto, misurabile, modificabile, ripetibile, questo avvicina la fotografia alla scienza. In un sistema aperto, gli eventi esterni potranno andar ad incidere sul prodotto ultimo rendendolo in qualche modo "imprevisto". Ripeto non sono tutte rose, e le spine probabilmente le apprezzo solo io, ma le ritengo parte della vita, così come i limiti. Ovviamente son considerazioni personali, nessuna verità. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:12
Sinceramente tuo discorso lo trovo snobbistico, nel senso che ha me sa di: prima pochi potevano ora lo fanno cani e porci. Più che altro la soglia di ingresso presentava una maggiore difficoltà, quindi chi si approcciava a quel particolare mondo era, in media, più motivato e concentrato, portando quindi ad una maggiore consistenza nel risultato... ovviamente stiamo parlando a grandi linee perchè lo schifo c'è sempre stato, in qualunque epoca su qualunque supporto. Ma non possiamo negare che con l'accesso facilitato al mezzo si hanno sì più persone in grado di esprimere qualcosa di interessante/bello da vedere, ma anche molta, ma molta, ma molta più spazzatura tra cui cercare e che ha un livello di esposizione mediatica che prima era impossibile. Qui pro quo. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:16
C'è una cosa che al digitale manca: l'imprevedibilità del risultato, oddio non è che sia una cosa del tutto positiva, ma un pò di phatos viene a mancarmi. Concordo che è un elemento che manca, ma non necessariamente un elemento necessario al valore del risultato finale. Di certo io lo apprezzo, ma qui poi entriamo nel merito di un altro fattore, ovvero non il risultato finale, ma il percorso per raggiungerlo. Io personalmente ritengo questo percorso importante tanto quanto il risultato stampato, anche perchè spesso questo percorso poi aiuta a crescere per ottenere risultati ancora migliori, e di certo il digitale, con la sua comodità, a volte spinge ad una certa "eccessiva" velocità operativa che un po' ci priva di questo elemento. Ovviamente nulla ci vieta di approcciarci in modo più lento e metodico, ma qui siamo noi a fare la differenza non il mezzo. |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:16
“ Ma non possiamo negare che con l'accesso facilitato al mezzo si hanno sì più persone in grado di esprimere qualcosa di interessante/bello da vedere, ma anche molta, ma molta, ma molta più spazzatura tra cui cercare e che ha un livello di esposizione mediatica che prima era impossibile. „ vero questo è inconfutabile |
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inviato il 24 Ottobre 2017 ore 14:25
“ Puma mi spiace non parlerò con chi non è capace di fare un discorso e crede di essere depositario della vera fede, mi spiace ma in questo brutto mondo digitale si dice don't feel the troll e rispetterò questo pensiero Cool anche perchè a me non nè viene in tasca nulla, resta convinto di quello che vuoi e scrivi pure quello che credi, io però ti dico una cosa: ci sono autori che con i cellulari fanno grandi lavori, ho visto un paio di mostre davvero di alto livello, ora guardando le foto che hai caricato direi che hai qualche problemino che non è legato a pellicola o digitale, ma proprio di base. Magari le tue foto a pellicola sono migliori, ma allora perchè perdere tanto tempo a caricare cose buttate li a casaccio? „ Perchè le mie foto-vacanze (quelle ho postato) nella sezione AUTHENTIC valgono più del trashume imperante E DI TENDENZA nella fotografia digitale odierna. Scusami la schiettezza, ma sono un TOSCANO DOC che fa dell'AUTENTICITA' e della GENUINITA', una ragione di vita. Oggi, credimi Labirint, viviamo in un mondo dominato da trash e fake (sopratutto nei rapporti interpersonali): almeno nelle poche passioni personali che ho (audio, foto, uncinetto ) ricerco emozioni che solo L'ANALOGICO è in grado di offrire. |
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