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dalla pellicola al digitale


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avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2017 ore 10:47    

discussione già affrontata tante volte in altre parti del forum: io, che sono partito dall'analogico negli anni '70, penso sempre che ognuno si deve divertire come gli fa più piacere. Ho stampato a lungo in bianconero, ma la mia "fissazione" , fin da quando ero ragazzo, era di stampare da me il colore (non riesco proprio a digerire il fatto che qualcuno metta le mani su una mia foto o la "interpreti" a modo suo. Magari saranno anche mediocri, ma è lo stesso che mi succedeva col bianconero che stampavo da solo a casa). Finalmente, col digitale, ho potuto stampare degli A3 o A3+ delle mie foto a colori e ne sono contento, soprattutto mi diverto. Certo, ho dovuto informarmi di cose che non conoscevo affatto, sicuramente anche più complesse di quelle di una volta, ho frequentato un corso base, ne voglio fare un altro perchè l'argomento è vastissimo. Scatto pochissimo con il digitale (la mia D800 di 4 anni ha solo 5000 scatti) così come facevo (più o meno) con l'analogico. Ho trovato semplicemente la mia dimensione e la felicità di stampare finalmente in casa a colori: ho anche io migliaia di diapositive e il classico zeiss ikon perkeo per proiettarle, ma non digerivo allora il fatto di proiettare immagini che non potevo avere tra le mani. Era un'angoscia continua. La stampa da dia con cibachrome era incostante e non mi piaceva. Per me è solo la stampa l'originale della foto. Sbaglio? Forse, ma, al netto di tante discussioni, è la "mia" dimensione. Infatti, le mie foto qui su Juza non sono regolate per il monitor, ma hanno le regolazioni che ho adottato in stampa e possono esserci piccole differenze, scostamenti. C
Come ho già detto altre volte, ognuno può produrre la foto che vuole e come vuole, per me conta il risultato. Tra vent'anni ci sarà un altro modo? Sicuramente sì, è così che funziona la vita. Ma se esisterà ancora uno spazio per la pellicola, per me va benissimo. Se campo vedremo: il mondo non finisce certo qui e oggi.

avatarjunior
inviato il 13 Ottobre 2017 ore 20:24    

Ben Harper (tanto per fare 1 nome "vip") e tanti altri artisti più o meno conosciuti CHIEDONO E OTTENGONO di essere "acquisiti" in ANALOGICO: la fase del MISSAGGIO é fatta ancora in analogico nel 70% dei rec studios e una parte di essi addirittura va di MASTER SU NASTRO ANALOGICO. Quindi, chi sostiene che i vinili provengano fa master digitale SEMPRE, scrive cose false. Informarsi meglio, please.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2017 ore 20:41    

anche gli albini sono una realtà, rara. ;-)

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2017 ore 21:08    

Gli alpini anche;-)

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2017 ore 22:44    

Il problema non è incidere sul vinile o fotografare a pellicola. Sono scelte soggettive, artistiche e anche commerciali, ma non puoi dire che il vero musicista incide solo su vinile (che non è così perché gli stessi album sono anche in cd) o che un vero fotografo lavora in analogico. Ognuno decide la tecnica che gli pare e se le immagini non trasmettono nulla a chi guarda poco importa che sia analogico o digitale.

avatarjunior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 9:29    

Vincenzo sto dicendo che l'analogico é vivo e vegeto grazie alle lacune del digitale nascoste dal marketing e oggi MAL SOPPORTATE dall'appassionato evoluto o dal fotografo PRO che non s'accontenta.
Punto.
Idem con patate, lato audio.

avatarsenior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 9:37    

più che di appassionato evoluto nell'audio parlerei
di sperimentatore,
di specie in via di estinzione,
di non rassegnato,
di molto anziano,
di giovane ricco e alternativo.
ecco, in tutto sono 5. MrGreen

avatarjunior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 9:46    

Poi: il digitale ce lo facciamo andar bene perché é comodo/pratico e manipolabile a piacimento? Ok, DACCORDO AL 100%.
Ma dobbiamo digerire "il boccone amaro" di una qualitá APPROSSIMATIVA e scordarci di fare confronti con una stampa da pellicola, altrimenti subentra la smania.

avatarjunior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 9:54    

@ Ooo
Wax
Punto Rec
Fonoprint
giusto i primi nomi di rec studio analogici che mi vengono in mente.
I fonici esperti sostengono che il digitale HA FATTO PASSI DA GIGANTE e riesce perfino a simulare "il sound" di macchine analogiche (come accade in fotografia con la simulazione delle pellicole di Fuji).
Aggiungendo che LA TIMBRICA DI UN SET ANALOGICO resta superiore ma troppo alta da sostenere per artisti e producer.

avatarjunior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 9:58    

Ci sono però un bel pò di studi che stanno regredendo alla Qualitá e alla Naturalezza dell'analog recording puntando su numeri più piccoli ma realizzazioni state-of-the-art che si mangiano a colazione il digitale a 128bit (sará lo standard nel 2027)

avatarsenior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 11:24    

Se vuoi aumentare la qualità puoi farlo, è sufficiente aumentare il compionamento.
Se aumenti il campionamento puoi mettere un'unico brano di 3 minuti in un HD da 1 Tera e che occupi tutto il suo spazio (per altro soluzione meno costosa degli alembiccoli analogici) e poi vediamo dove sta la qualità più alta.
Ad un certo punto, aumentando il campionamento, neanche un pipistrello sarebbe in grado di fare una distinzione tra fonte originale, es. suono di un violino, e fonte riprodotta, se non fosse per il limite fisico che non è dato dalla fonte ma dal diffusore, che resta sempre e sempre resterà l'anello debole nell'audio a causa delle coloriture che introduce, delle fluttuazioni dinamiche rispetto l'originele, dell'inesattezza d'equalizzazione perchè per quanto possa essere lineare non lo sarà mai come un'elettronica.
Ma soprattutto l'ambiente d'ascolto è colui che "inquina" maggiormente la fonte originale.
Con il digitale potresti tranquillamente riprodurre i 2.000.000 di Hz, dico, due milioni di Hz che nessuno è in grado di ascoltare, infatti i giovani al massimo arrivano a percepire i 23.000Hz. Cosa impossibile con l'analogico. Si tratterebbe comunque di high end, di cose elitarie.
E anche lì, di nuovo, sarebbero gli eventuali altoparlanti in grado di riprodurre quei suoni i maggiori artefici di distorsione, coloritura, in una parola degrado del messaggio originale.
Qui invece mi pare che l'analogico, che ci mette sempre del suo, venga in qualche modo esaltato.
Ma posso anche capirlo il perchè. PERCHè è FATTO DI MATERIA! è fatto come noi, e quindi ci aggrada, ci piace, lo riteniamo più umano.
Ma questa è solo una "deviazione carnale", ci dimentiamo che anche noi siamo 01, anche noi siamo digitali. Le nostre sinapsi funzionano a messaggi elettrochimici solo per dare codifiche che siano o 0 o 1. Quindi tutto il nostro funzionamento fisico, chimico, elettrico, è finalizzato alla codifica digitale per ottenere il messaggio.
Il nostro pensiero è fatto di 01, solo che poi c'è una continua conversione elettrochimica, e quindi conseguentemente fisica, ma anche gli esseri viventi nella loro natura più profonda sono "digitali".
La natura è digitale. Al di sotto di una certa misura non ci sono sfumature, o è SI o è NO.

avatarjunior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 11:38    

Ooo vai al cinema e ascolta bene cosa dice "una replicante" in un dialogo del film-capolavoro assoluto di Dennis Villeneuve (BladeRunner 2049): si lamenta del fatto che É LIMITATA a quelli 0 e 1 che sono la base di un sistema MONCO e APPROSSIMATIVO qual é il sistema binario.

avatarsenior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 12:22    

ma la natura stessa è binaria.
taglia una fotografia con una lametta. Nel solco se vai ad ingrandire non ci sono sfumature, ci sono atomi.
Quando sei passato con la lametta hai fatto si che alcuni atomi restassero da una parte mentre altri sono andati dall'altra, ma non hai tagliato alcun atomo a metà o ad 1/4 + 3/4.
o tutto o niente,
01.

user90373
avatar
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 12:24    

@ Ooo

Il nostro pensiero è fatto di 01, solo che poi c'è una continua conversione elettrochimica, e quindi conseguentemente fisica, ma anche gli esseri viventi nella loro natura più profonda sono "digitali".


Questo è anche vero e, se aggiungiamo che "secondo alcune tesi" l'umanità è semplicemente un esperimento degli "alieni", ecco spiegato l'immediato successo del digitale: è un pò tornare a casa. Sorriso

avatarsenior
inviato il 14 Ottobre 2017 ore 12:32    

"... telefono casa ..."
Un complotto intergalattico, quindi? Chi lo avrebbe mai detto, la pellicola soppiantata dagli alieni.
Non resta che rassegnarci, allora.

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