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inviato il 16 Agosto 2017 ore 17:34
Pensa che sfgato Michael Kenna! E vogliamo parlare di Ansel Adams!? |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 18:08
non facciamo sfociare il tutto in una rissa virtuale.. mi piace sentire pareri e pensieri di teste diverse finché non si dicano kakate come quella si prima..che é più un offesa..basta pensare e riguardare le prime foto che tutti noi abbiamo fatto..se ci sono stati dei miglioramenti sicuramente siamo sulla strada giusta..questa è la mia strada. |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 18:09
Prcollins si è espresso in modo improprio però in parte è anche il mio pensiero. Sarà che vedo la fotografia come un linguaggio e a seconda di quello che voglio dire è inevitabile che debba mutare. Anzi più che tematica la fotografia la vedo proprio progettuale. Ogni messaggio che voglio trasmettere ha bisogno di un progetto. Alcuni possono durare anni, altri si esauriscono anche in un ora o il tempo di un clic... poi ci sta che uno decida di raccontare una sola storia per tutta la vita, non è nelle mie corde, ma caratterialmente può essere coerente. |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 18:13
Gianguido sono disorientato.... Mi stai quindi dicendo che se uno fa solo naturalistica potrà raccontare solo una storia e non tante storie differenti? |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 18:50
La mia personalissima impressione è che da un bel po' di tempo la fotografia sia diventata marketing: vedo cose orribili mascherate da " progetto di ricerca sull'anabasi teoretica in ambito sociale delle periferie degradate ", e via cantando. Ogni giorno il web ci propone milioni di nuove immagini, e quelle buone sono migliaia. Fare qualcosa di nuovo è virtualmente impossibile, a meno che per nuovo si intendano le foto fatte coi droni o dal satellite o dal sommergibile, confondendo il fine con il mezzo. In ogni caso è vero che ognuno cerca la sua strada, e lo si fa per esprimere qualcosa che si ha dentro. E' ingiusto dire che il fotografo deve saper fare tutti i generi, quando a te ne interessa uno solo. Sarebbe come dire che un calciatore bravo deve saper fare tutti i ruoli bene alla stessa maniera. Per quel che conta la mia opinione, dopo tanti anni di pellicola l'arrivo del digitale mi ha spiazzato non poco, le possibilità offerte erano esponenzialmente aumentate così come i fotografi o sedicenti tali, me compreso. Mi fermai a riflettere, basta panorami e street, e su suggerimento di una amicizia ho provato a prendere una strada scivolosa ma molto, molto di nicchia ( non dico quale sennò mi fregate l'idea ), con qualche buon risultato nonostante il tema davvero irto di questioni e pregiudizi. |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 18:53
Scusate avevo il cell imbizzarrito... Dipende da quello che ti senti tu e da quello che esprimi attraverso le immagini. O anche come lo leggono gli altri. Che non è da sottovalutare... Chiaramente un immagine ed una serie di immagini sono due cose differenti. Se le immagini non dialogano fra di loro è inevitabile che la storia non possa essere unica e viceversa. Molti autori famosi hanno avuto un unico percorso narrativo, altri invece sono in continuo cambiamento. Quale è la strada giusta? Direi entrambe. Io ho espresso il mio parere sul come mi sento intimamente IO. Volubile, differente da giorno e giorno. Questo comunque non vuole dire che un progetto sia statico o ingabbiato, spesso è giusto che i progetti si riaprano o si fondano narrando nuove storie. |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 19:02
Mi hai giustamente parlato di progettualità..... Cosa ben diversa dal concetto espresso (malamente dall'utente che è intervenuto prima.... La realtà è che si può raccontare tante storie anche concentrandosi su un unico genere.... Anzi, specializzarsi in un genere ed approfondirlo permette di utilizzare sfumature di linguaggio impossibili se ci si ritrova a gestire 10 diversi generi.... |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 19:13
secondo me si..anche stando su un unico genere si puó fare..dopo si diventa esperti..non so perché ma mi viene in mente una persona qui su juza che coi fiori racconta tante cose e secondo me é bravissimo in quello che fa..basta un titolo ad aprirti la mente su quell immagine proposta..un immagine senza titolo la vedo davvero spoglia..perché non si riesce a dare un titolo a un lavoro o solo a una foto che fa parte di un progetto o di qualcosa che si vuole trasmettere? |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 19:13
Assolutamente d'accordo con Angus Ciao LC |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 19:37
Secondo me, occorre anche distinguere tra fotografia amatoriale e quella professionale, perché i fotografi specializzati credo che siano molto più ricercati di quelli che sanno fare "di tutto un po". Se io devo far fare delle foto di architettura, preferisco un fotografo che fa quello dalla mattina alla sera, perché ha molta esperienza e competenza sul campo. Non si può sentire che se un professionista sa fare bene solo un determinato tipo di foto mentre il resto è così così, allora è uno sfigato. E' semplicemente un fotografo specializzato.. |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 20:59
Molto interessante, ora non posso ma seguo |
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inviato il 16 Agosto 2017 ore 21:09
Il mio pensiero è quello che ho esposto. Appoggio il concetto di non fossilizzarsi davanti ad un unica narrazione. Dialogando con diversi linguaggi credo vi sia un arricchimento personale. Comunque come detto ognuno è giusto che si esprima come crede! Soprattutto nell'amatoriale, dove non vi sono vincoli contrattuali e di coerenza dialettica con il pubblico. Anche se molti fotografi hanno notevolmente variato negli anni la visione fotografica. Fontana, Migliori, Barbieri solo per citarne qualcuno. La fotografia ha un potere fortissimo che è quello di fare uscire quello che abbiamo dentro. E questo può servire sia a noi che ad altri. Mi viene sempre in mente l'esempio di Hans Bellmer e le sue bambole meccaniche. Se non avesse avuto lo sfogo attraverso la fotografia ed il disegno sicuramente la sua morbosità sarebbe sfociata in ben altri atti. Quindi per un fotoamatore la fotografia dovrebbe servire a questo... E non voglio dire che tutto deve concettualizzarsi. Anzi normalmente sono per il messaggio semplice, funzionale e diretto. Questa per me è la strada... Gianguido. |
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inviato il 17 Agosto 2017 ore 0:14
Io ho seguito la passione per il mare, faccio sport nautici dall'eta di 13 anni, diciamo che ho il mal di terra Dopo un esperienza di uno studio fotografico in società con mio fratello nel 2000 è capitato di fotografare una mareggiata fantastica con i migliori windsurfisti Sardi in azione. Li ho deciso il mio futuro. In questi ultimi anni gli incassi sono calati molto e un amico, quest'inverno, mi ha consigliato di diversificare, indovinate cosa ho fatto? Mi sono iscritto su Juza Questo mi sta dando stimoli diversi, non più solo il momento adrenalinico dello sport, ma foto dove bisogna valutare bene e con calma la foto che si vuole realizzare e mi sto accorgendo che la mia tecnica sta migliorando. Non abbandonerò mai la mia passione per il mare, ma diversificare aiuta molto. R. |
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inviato il 17 Agosto 2017 ore 0:41
Ho provato diverse volte a fotografare la luna piena ma mi usciva una bella palla arancione o bianca, grazie a Juza sono riuscito a fare questa foto; www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2447273&l=it R. |
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inviato il 17 Agosto 2017 ore 0:42
vero anche questo! |
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