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inviato il 24 Agosto 2017 ore 8:33
Il confronto che ho fatto forse (e dico forse) non ha senso dal punto di vista fotografico, ma qui non stiamo parlando di fotografia, bensì di teoria fotografica. In particolare, a partire dalla domanda di Germandowski, stiamo cercando di capire in che modo varia una grandezza (pdc) al variare di un'altra (cdc). Siccome sappiamo che la pdc, oltre a dipendere dal cdc, dipende anche dalla lunghezza focale, dal diaframma e dalla distanza soggetto-piano sensore, qualsiasi confronto DEVE mantenere costante le altre variabili. Pertanto vi chiedo, ritornando al confronto che ho fatto, se faccio un crop della foto ottenuta dalla FF a 50mm, fino ad ottenere la stessa inquadratura di quella ottenuta con la APSC, regolando perfino la risoluzione in maniera tale da avere anche lo stesso numero di Mpx nelle due foto finali, potrò fare un confronto corretto? E cosa otterrò? Non riesco a trovare il link, ma una volta ho visto proprio questo tipo di confronto (in particolare tra una 5D e una 60D), che dimostrava che a parità di tutte le variabili, le FF hanno MAGGIORE pdc delle APSC. P.S. grazie Ironluke, per la cortesia con la quale rispondi... ormai sembra essere diventata una merce rara |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 10:28
non sono riuscito a continuare a leggere perchè ieri mi si è flippato il pc (appena stavo iniziando a leggere, cattivo segno? ) Ora sono da un pc imprestato. “ si, ma non puoi disinteressarti al formato. „ Nella frase che mi hai quotato c'è anche scritto “ in base al formato. „ Mica me ne sono disinteressato “ La PdC dipende sostanzialmente da: a - diaframma usato b - focale dell'obiettivo c - distanza di messa a fuoco d - diametro del CdC o per semplificare, il CdC da inserire nella formula „ So cosa influisce nella pdc ma quello che non capisco è il cdc per quello ho aperto la discussione solo tra pdc e cdc “ Il valore del CdC è dato da: 1 - dimensione del fotogramma 2 - ingrandimento della stampa 3 - distanza di osservazione della stampa 4 - rapporto "diagonale fotogramma/distanza di osservazione" 5 - campo visivo binoculare dell'osservatore o un valore arbitrario 6 - acutezza visiva dell'osservatore o un valore arbitrario 7 - risolvenza del sensore o della pellicola „ Alcuni di questi punti non mi sono chiari di come influiscono ma prima di chiedere appena ho tempo leggo le discussioni arretrate che magari capisco. “ qui c'è la formula della PdC e qualche spiegazione „ Idem questo, leggo e ti dico. “ Nel frattempo, German, hai per caso capito la differenza tra CdC sull'immagine e CdC nella formula? „ No, ma perchè non ho ancora letto quelle discussioni, le leggo e ti dico Grazie |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 14:19
allora sempre nella discussione che ho messo il link prima (Profondità di campo DX vs FX) vediamo se ho capito. Supponiamo che faccio una foto prima in apsc e poi in FF con ottica equivalente e circa 1 stop in più di diaframma. Posso dire che ho la stessa foto con stessa pdc? poi vado avanti e faccio la domanda vera ma prima devo vedere se ho capito |
user46920
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 14:26
Anton:“ potrò fare un confronto corretto? E cosa otterrò? „ no e non otterrai nulla “ una volta ho visto proprio questo tipo di confronto (in particolare tra una 5D e una 60D), che dimostrava che a parità di tutte le variabili, le FF hanno MAGGIORE pdc delle APSC. „ si è paradossalmente vero, ma è appunto un modo assurdo di vedere le cose ... in quanto stai solo confrontando la stessa foto, affermando però che una l'ha fatta una fotocamera FF e l'altra una fotocamera apsc ... capisci l'assurdità? Queste si che sono solo pippe mentali da spostati webeti e fanboyati pro-contro FF Il mio consiglio, di tutto cuore e con tutta la gentilezza possibile, è che ti prendi con calma e fai tutto il giro del circolo di confusione, arrivando a capire tutto quello che è necessario capire riguardo alla PdC. In modo appunto da poter escludere queste assurdità inutili dalla tua memoria |
user46920
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 14:32
German:“ Supponiamo che faccio una foto prima in apsc e poi in FF con ottica equivalente e circa 1 stop in più di diaframma. Posso dire che ho la stessa foto con stessa pdc? „ con focali equivalenti e chiudendo il diaframma su FF di un valore pari al fattore di crop tra i sensori, avrai la stesso effetto di PdC |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 14:40
ok grazie... questo discorso cambia in base al formato che stampo cioè...se io stampo entrambe le foto 20x30 noterò quella fatta in FF con + pdc rispetto a quella apsc MENTRE se paragono la 20x30 FF con per esempio una 13x18 apsc vedrò più o meno che le foto hanno la stessa pdc. Scusatemi se ho detto una cavolata |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 14:53
“ si è paradossalmente vero, ma è appunto un modo assurdo di vedere le cose ... in quanto stai solo confrontando la stessa foto „ Scommetto che, invece, c'è solo un modo di vedere le cose ed è ovviamente è il tuo, giusto cigno? Ah... a proposito risparmiaci il solito pistolotto che quello che affermi è ottica, fisica, scienza, legge universale o Verbum Domini... Comunque vedo che, seppur obtorto collo , confermi quello che detto. |
user46920
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 16:02
“ Scommetto che, invece, c'è solo un modo di vedere le cose ed è ovviamente è il tuo, giusto cigno? „ pensala come vuoi, ma non è quello il senso! .. e quando potrai spiegare per filo e per segno cosa sia la PdC, perché saprai di cosa si tratta in tutti i suoi meandri, allora capirai perché parlo di assurdità. |
user46920
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 16:31
German:“ questo discorso cambia in base al formato che stampo cioè...se io stampo entrambe le foto 20x30 noterò quella fatta in FF con + pdc rispetto a quella apsc MENTRE se paragono la 20x30 FF con per esempio una 13x18 apsc vedrò più o meno che le foto hanno la stessa pdc. „ ma perché ti sei o ti vuoi focalizzare sul confronto tra i formati? Non capisco a cosa ti serve. Quello che dici qui sopra non ha nessun senso logico, in quanto la PdC cambia con l'ingrandimento (di stampa o di visualizzazione) e/o con la distanza di osservazione. Quindi domanda: ma se poi l'immagine si osserva da una distanza differente da quella convenzionata, che senso ha calcolare l'iperfocale o la PdC? |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 16:59
“ si, ma non puoi disinteressarti al formato. Come ho appena scritto, il valore del CdC della formula dipende anche dal formato „ Sto ancora cercando di capire la differenza tra cdc nell'immagine e nella formula (ho pensato che appunto nella formula c'entrasse qualcosa il formato) Scusami cigno evidentemente sono limitato mentalmente non riesco a capire. “ ma se poi l'immagine si osserva da una distanza differente da quella convenzionata, che senso ha calcolare l'iperfocale o la PdC? „ Ti dico cosa penso alla domanda che hai fatto al centauro e a me. Ti faccio un esempio assurdo ma non stare a vedere che è assurdo ma dimmi solo se il ragionamento è giusto. Metto una foto grande in un corridoio. Non ho per questioni di spazio la possibilità di osservare la foto alla distanza pari alla diagonale della foto. Dico giusto se affermo che nel calcolarmi la focale non posso più basarmi sul valore convenzionale del cdc ma devo capire quale sia il valore che mi da una pdc a me soddisfacente in quella circostanza? Perchè se io me ne frego e ottengo una certa pdc con il cdc-c (iniziamo a chiamarlo cosi va ) poi arrivo a casa lo appendo nella parete del corridoio e mentre ci passo di fianco e lo guardo mi accorgo che a quella distanza di osservazione non ho ottenuto la pdc che volevo avere al momento dello scatto. In sostanza se non sbaglio tu dici che c'è un limite superiore e inferiore del cdc. Il superiore è il cdc-c mentre l'inferiore è data dalla dimensione (mi sembra) dei pixel. Scusami se non sono preciso ma non ho voglia di ricercare dove lo letto. Questo significa che io ho un range di valori che posso scegliere per il valore della cdc. A che serve avere questa scelta? --> che è il motivo per cui sto andando fuori di testa nel tentativo di cercare di capire Io ho pensato appunto nell'esempio che ti ho scritto sopra del quadro. Purtroppo mi sto per arrendere...per voi sono concetti facili ma per me proprio no... Grazie comunque cigno per il tuo tempo mi spiace che forse sarà sprecato |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 17:20
“ Sto ancora cercando di capire la differenza tra cdc nell'immagine e nella formula (ho pensato che appunto nella formula c'entrasse qualcosa il formato) „ Sono convinto che chiamare quello nella formula "diametro massimo accettabile del circolo di confusione", come avevo fatto prima, invece che semplicemente "circolo di confusione", possa aiutare. Sei poi tornato su quell'articolo di Nadir? Precisamente quali passaggi risultano poco chiari? |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 17:29
Interessante seguo |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 17:31
“ Sei poi tornato su quell'articolo di Nadir? „ si si ma boh mi sembrava chiaro. Se secondo te non mi è chiaro qualcosa e hai voglia...prova a farmi qualche domanda cosi in base alla mia risposta capisci se ho chiaro il discorso o no Lo so che è come se fossimo a scuola ma almeno si va per passi pian piano a capire sto discorso del cdc Grazie anche a te iron per il tuo aiuto |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 18:03
qundo dovrai fare una foto per un determinato scopo le formule le lascerai ai matematici e vorresti avere vicino un fotografo, non un matematico. Le immagini grandi non si osservano quasi mai da UNA distanza, ma si osservano quasi sempre da differenti distanze. Quindi esisterà una distanza minima che se viene ulteriormente ridotta ti permetterà di vedere i cerchi di confusione. Usare un diaframma molto chiuso significa far intervenire pesantemente la diffrazione, e il beneficio di una maggiore pdc causa f chiuso può essere inficiata da una perdita di definizione diffusa. Se vuoi fare una stampa di dimensioni molto grandi e avere tutto a fuoco e che l'immagine non presenti problemi di tenuta qualità, il sistema migliore non è un calcolo matematico ma: 1. utilizzare un'ottica molto risolvente per il formato cui è dedicata. 2. avere un sufficiente n° di mpx sul sensore. 3. utilizzare gli iso nativi più bassi disponibili (di solito 100ISO). 4. evitare qualsiasi micromosso. 5. non riprendere alcun oggetto vicino, tanto più la focale è lunga. (ovvero più vai verso i grandangolari e più ti puoi permettere di includere oggetti abbastanza vicini (metri), più vai verso i tele e più questi vanno esclusi). 6. adoperare un diaframma che sia poco più chiuso rispetto al diaframma che dà la massima risolvenza ai bordi immagine. Tale diaframma nel full frame, per moltissimi obiettivi, è intorno a f8, f9. 7. Evitare di fare uno scatto dove sul campo esiste una gamma dinamica non gestibile dal sistema, se poi si vogliono apporre correzioni ombre che possono aumentare problemi di rumore. Inutile parlare di inquadrature o condizioni di luce, quelle si scelgono in base ai gusti e si opterà perchè siano ottimali. |
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inviato il 24 Agosto 2017 ore 18:13
grazie ooo per i consigli! mi sa che ho molto da leggere per quanto riguarda punto 1, 2 e 7. |
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