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sottrattori di energia, Dalai Lama


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avatarsupporter
inviato il 08 Agosto 2017 ore 15:59    

My two cents.

Vedo molta confusione.
Uno dei principi base del Buddismo è la compassione verso TUTTI gli esseri viventi.
Quel punto 1 va letto in modo diverso. Lo state leggendo come se fosse uscito dalla bocca dello psicanalista quando state sul suo lettino.
Le filosofie orientali sono disarmanti nella semplicità dei loro detti/aforismi, ma spesso chi vive nel mondo occidentale (e non solo) non ne comprende la profondità.

avatarsupporter
inviato il 08 Agosto 2017 ore 16:03    

Per chi fuma, un aneddoto recente legato anche alla fotografia.

Mugello, uscita della San Donato.

Mi si avvicina un signore che chiede come va la 5D4, e che gli piacerebbe ma non può permettersela. Lui ha una 6D.
Mentre parliamo inizia a fumare. Mi offre una sigaretta. No grazie non fumo. E continua con il fatto che la 5D4 costa davvero troppo e non sa cosa darebbe per potersela permettere e che la sua 6D ha già 4 anni. Gli chiedo quante sigarette fuma e mi risponde un pacchetto al giorno.

5€ x 360giorni = 1.800€ x 4anni = 7.200€. Ci viene una 1DXII o una D5 più un buon obiettivo.

La sua priorità è ovviamente un'altra... e ciascuno di noi spende quello che può come vuole.

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 16:09    

dici bene Mauro, ma qualcuno spesso fraintende sia la compassione buddhista sia il buddhismo stesso con un atteggiamento di passività, con una genuflessione incondizionata verso tutto e verso tutti, nulla di più errato.
I buddhisti contemplano la difesa di sè stessi!
Certo, con i cinesi gli è andata molto male, si sono visti prima annettere il Tibet alla Cina e poi si sono visti ridurre il Tibet nella linea di confine, il tutto contro la loro volontà.
Oggi Lhasa è una città cinese, come molte altre città tibetane. Lo scontro è stato duro è i tibetani hanno subito il peggio.
Ma la compassione enorme, di cui sono dotati i buddhisti, non significa accettare qualsiasi cosa, qualsiasi sopruso.
La compassione verso una persona che ti adopera come un cestino dove vuotare la sua spazzatura esiste, ma questo non significa essere disponibili a fare da cestino.

avatarsupporter
inviato il 08 Agosto 2017 ore 16:21    

Se non combatti, non perdi. Ma anche questo non è così semplice.
Per chi non ha studiato (non dico praticato) il Tao o il Buddismo, diventa davvero difficile attraversare il ponte e quindi tornare da questa parte. Noi siamo già da questa parte, ma non abbiamo (forse) mai prima attraversato il ponte.

Considera anche che il Buddismo Tibetano è un po' particolare.
Altrove non hanno il Dalai Lama, è inconcepibile una simile figura per il Buddismo non Tibetano.



avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 16:31    

Beh ma poi tutto dipende anche dalle persone, ci sono quelli che sono cestini con grandi capacità arrivando addirittura ad essere camion della nettezza urbana (che so tipo gli psicoterapeuti, gli assistenti sociali ecc) altri che invece al massimo sono dei posacenere. Ognuno fa quel che può sempre secondo me, non esiste una misura unica per tutti dato che tutti siamo diversi. In ogni caso ci vuole il giusto equilibrio in ogni rapporto, se è solo per fare da cestino non mi sembra un rapporto che porta a qualche beneficio ad entrambi, se in un rapporto si dà e basta è un rapporto parassitario, il giusto sarebbe un rapporto dove si dà e si riceve (rapporto simbiotico, termini biologici rilevati dai rapporti tra vari organismi ma che secondo me calzano a pennello nella discussione). Infatti dice che solo, fanno solo quello, la compassione potrebbe stare nel spiegarglielo ma poi ognuno per la sua strada se non cambia

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 17:38    

del buddhismo esistono 1200 sette, non poche. ciò che è più importante sono i fondamenti.
attenzione Trimoto, gli specialisti sono ben felici di ascoltare tutte le negatività perchè è come percepire gli indizzi.
da questi indizzi ricavano una mappa ed interagiscono con la persona che curano.
Sono formati per fare questo, non sono persone qualsiasi.
è un po' come dire che i carabinieri sono cestini che raccolgono la spazzatura dei misfatti, non è così, è un'altra cosa. Loro sommano elementi di crimine, comportamentali, per fare al meglio le indagini.
Essere cestino presuppone una certa incapacità (mica tutti devono essere psichiatri o carabinieri) di interagire correttamente con chi scarica immondizia.

Alcune persone ne hanno fatto un'attitudine, una professione.

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 18:33    

puo' una scala sbagliata portarti di fronte alla verita'?.

Io credo che la comprensione della filosofia buddista richieda tempo e dedizione. Altrimenti rischia di restare un approccio superficiale. Come del resto tutte le filosofie o le religioni.
Per un certo periodo mi ero interessato alle filosofie degli stregoni sudamericani. Ma, alla fine, anche in quel caso rischi di scalfire solo la superficie e di raccogliere solo l'aspetto piu' deleterio: quello esteriore.

Insomma,detto in due parole, forse il percorso e' un po' piu' complesso di quel che sembra a prima vista e, credo, non sia possibile condensarlo in 10 regolette.

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 18:42    

quei 10 punti sono solo aspetti pragmatici buddhisti, non portano al buddhismo.
chi vuole conoscere il buddhismo per curiosità può farlo, attraverso molte letture del Dalai Lama e non, in rete, ecc...
concetti come la non esistenza dell'io, il karma, il samsara, possono sembrare facili da capire come se fossero un'idea un po' strana, ma non è semplice interiorizzarli e sentirli propri nella vita di tutti i giorni.
Non è semplice se al momento in cui si apprendono sono molto lontani da noi, dal nostro modo di vedere le cose, di pensare.
nel buddhismo è un po' come se quello che normalmente reputiamo concreto e solido fosse qualcosa di meno reale di un sogno. è una manifestazione, una rappresentazione che usiamo per avere un'idea di cosa sta accadendo, ma questa idea è proporzionata alla nostra natura.
Se siamo un gatto è tutto, il predare, il dormire, il cibo, il territorio da difendere, quello è tutto.
Se siamo umani il tutto diventa più grande sia fisicamente, sia mentalmente e spiritualmente, il territorio lo vediamo come qualcosa di limitato, e scopriamo che siamo sulla Terra e tale Terra è una cosa infinitesimale. Ci rendiamo conto di come le cose che viviamo in fondo sono meno incarnite e assolute di quanto invece lo sono per il gatto.
Il passaggio nell'essere buddhisti è quello di riconsiderale, dargli un valore che è decisamente più basso rispetto ad una realtà che è invisibile fino a quando non cominci a vederla.

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 19:04    

Sì ok la formazione ma si deve essere portati, io non ci riuscirei a vivere in mezzo a tutta quella negatività.
Ho studiato all'università 3 anni per diventare psicologo ma poi mi sono accorto che non mi piaceva il contatto con i malati, la troppa empatia porta troppa sofferenza, ci vuole un certo distacco che io non riesco ad avere

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 19:09    

non c'è nulla di male Trimoto,
spesso si intraprende una professione d'aiuto perchè sentiamo che quello d'aiutare siamo noi stessi. Ci si avventura nel tentativo di poter aiutare gli altri perchè è con la nostra sofferenza che sentiamo vicini gli altri che soffrono.
Ma è una specializzazione, non adatta a tutti gli esseri umani.
Fortunatamente aggiungerei, perchè l'umanità è fatta di tanti aspetti, non solo del prendersi cura in modo professionale di chi è in difficoltà.
Un contadino fa altro, ma il cibo che mangia chi aiuta gli altri lo deve al contadino.
e gli strumenti che adopera sono fatti da un'infinità di persone che fanno altro.
Quindi guai se tutti facessero professioni d'aiuto. Non è una gerarchia, non è che chi fa una professione d'aiuto sia ad un livello superiore di un contadino.

avatarsenior
inviato il 08 Agosto 2017 ore 19:52    

Mai pensato ad una gerarchia in base al lavoro che si fa, da cattolico anzi sono i più poveri, gli ultimi, ad essere i primi, cosa condivisa anche dal buddismo visto che anche i monaci buddisti e il Dalai Lama vivono in povertà ;-)

Non credo che il lavoro nobiliti l'uomo, al contrario, molto più spesso lo rende solo schiavo. Per me i gesti nobili devono essere gratuiti se per quello che si fa si ottiene qualcosa non c'è niente di nobile, è solo lavoro, baratto o scambio di favori e un medico starebbe al di sotto del contadino in un'ipotetica gerarchia dato che senza cibo non ci sarebbe nessuno da curare e non potrebbe sopravvivere nemmeno il medico MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2017 ore 9:48    

che poi OOO, la base di questo pensiero e' quello comune a tutte le religioni.
Direi che e' la prova dell'esistenza del pensiero stesso. Un gatto non decide di essere buddista o cristiano.
Un gatto semplicemente e'... ed usa i suoi sensi.
Un uomo al contrario e grazie al pensiero decide a quale religione appartenere...
Ma poi bisogna andare oltre... crescere...
Per fare un esempio brutale...
Se seguendo la via degli stregoni sudamericani ti fermi al consumo di peyote forse sei solo divenuto un tossico..
molte religioni sono piu' sottili

avatarsupporter
inviato il 09 Agosto 2017 ore 10:07    

Le religioni, TUTTE, sono solo il desiderio dell'uomo di essere in qualche forma immortale. Non si accetta di chiudere gli occhi e raggiungere il nulla, quindi ci si inventa *un dopo*.
Nessuna religione risponde ad una logica.



avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2017 ore 10:10    

ma non e' detto.. l'immortalita' e' forse solo un aspetto secondario.. una sorta di trappola..

avatarsupporter
inviato il 09 Agosto 2017 ore 10:19    

Non vedo altra spiegazione.
Nascondiamo la paura della morte dietro a improbabili *al di la*.
Poi che ci sia anche chi si è/si approfitta della cosa per altro, è stato/è ben visibile.

La morte è solo una conseguenza dell'essere nato, per noi uomini come per una stella.
Non accettando questo, ci si è sempre inventati qualcosa che proseguisse *dopo*.

NOTA. Nessun problema con chi crede in qualcosa. Ho solo espresso il mio punto di vista in un thread che parla di Buddismo dove vedo un po' di confusione fra religione buddista e filosofia buddista (o anche taoista, da dove certe correnti buddiste hanno pescato a piene mani). E tendiamo a occidentalizzare un pensiero che non è della nostra cultura estrapolando quello (poco/tanto, dipende) che riusciamo a capire.


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