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inviato il 15 Luglio 2017 ore 11:57
Non vedo cosa c'è di male o di strano, se voglio dare una copia digitale delle foto fatte in vacanza agli amici, nello scandirle e dargliele. O anche nel pubblicarle sul web. È chiaro che è un di più, rispetto alla proiezione (o anche alla stampa, si è sempre fatta sebbene la dia nasca x non dover obbligatoriamente passare attraverso la stampa) o alla visione con i visori, magari stereo (private la stereo fotografia, è molto bella). |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 12:17
Beh, devo dire che le mie vecchie dia sono rimaste per anni nell'armadio. quando ho voluto rivederle, complice il proiettore che si e' sfasciato, e la poca voglia di allestire tutto l'ambaradan, le ho scansite ( scannerizzate, scannate ? ) tutte e 4000. Almeno le vedo sul PC. Pero' quando sono partito con le dia l'intenzione era di vederle con gli amici su telo. Mino |
user90373
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 12:32
@ Diebu “ Non vedo cosa c'è di male o di strano, se voglio dare una copia digitale delle foto fatte in vacanza agli amici, nello scandirle e dargliele. O anche nel pubblicarle sul web. „ E' chiaro che non c'è nulla di male e che ognuno è libero di fare quel che vuole dei suoi scatti ma...... Personalmente se partissi per un viaggio portando l'analogico dia o negativo fa lo stesso, lo farei in previsione di una bella proiezione "classica" magari in dissolvenza e sonorizzata, per quel che riguarda le dia, oppure di un'esposizione di stampe "classiche" per il negativo. Vien da se che la pubblicazione sul web richiede la digitalizzazione, ma se il fine fosse solo quest'ultimo non vedo il perchè di tutte queste complicazioni che le fotocamere digitale risolvono già in partenza. Se poi il passaggio analogico>digitale serve a promuovere l'evento primario "proiezione o stampa" allora siamo nel giusto atteggiamento. |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 12:32
Anche se può sembrare strano di dice "scandire", quindi "scandite". |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 13:57
Ettore, premesso che il "giusto atteggiamento" è relativo e molto personale, io non porto in viaggio macchine digitali perché non ne ho né ho intenzione di averle (neanche quella che mi presterebbe mio papà), quindi, assodato che per me l'unica soluzione x fotografare è la pellicola una volta che sono sviluppate io le uso in vari modi: proiettate, viste con visori (le stereofoto), stampate (i negativi B&N e anche le diapositive, queste ultime previa scansio e), condivise via web ed eventualmente consegnati i file agli amici. Mi pare di avere a disposizione un notevole ventaglio di opzioni a partire dallo stesso scatto, non vedo perché per alcune di queste opzioni (web, invio via mail, stampa delle diapositive ) dovrei usare una macchina e una tecnologia diversa quando posso fare tutto a partire dal medesimo scatto. Perché mettere limiti alle possibilità di"contaminazione" tra diversi processi e tecnologie? Tra l'altro oggi per stampare da diapositiva devi per forza passare dalla scansione quindi per chi come me ama le diapositive ma le vuole anche stampare non ci sono alternative. |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:00
Scattare su pellicola o su diapositiva per poi condividere i lavori esclusivamente su device digitali è, secondo la mia soggettiva e opinabilissima opinione, una forzatura della stessa natura dell'analogico. La diapositiva va proiettata con i passati proiettori a lampade, trovo una complicazione gratuita scandire un rullino fotogramma per fotogramma per poi riprodurlo con uno (proiettore) digitale o su schermo, non vedo vantaggi rispetto ad una ripresa nativa numerica. Stessa cosa per il negativo colore o B/N, nascono per esser stampati su carta e non visualizzati su uno schermo. Anche qua non vedo i benefici legati alla scansione del negativo rispetto alla classica ripresa con una fotocamera digitale. E' intrinseco che per divenire novelli Steve o Sebastiao non basta usare l'analogico, serve altro . Sorriso Sacrosanto |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:09
Non vedo cosa c'è di male o di strano, se voglio dare una copia digitale delle foto fatte in vacanza agli amici, nello scandirle e dargliele. O anche nel pubblicarle sul web. È chiaro che è un di più, rispetto alla proiezione (o anche alla stampa, si è sempre fatta sebbene la dia nasca x non dover obbligatoriamente passare attraverso la stampa) o alla visione con i visori, magari stereo (private la stereo fotografia, è molto bella). Infatti hai ragione caro Diego, ma ammetterai che certi particolari, a iniziare proprio dalle più tenui sfumature cromatiche, per quanto buona possa essere la scansione si finisce sempre per perderli. Se ne vuoi una conferma prova a fare un giro sul mio profilo, dove ho appena aggiunto una dozzina di scansioni di Velvia (scansioni peraltro di ottimo livello visto che sono state ottenute con un Nikon Coolscan 5000 ED), noterai subito che per esempio già solo la resa dello sfocato diviene più dura rispetto all'originale, e anche l'estensione delle sfumature cromatiche, pur molto buona in assoluto, è alquanto inferiore a quel che invece si ottiene in proiezione. Certo, alla fine ci si deve pure un tantino accontentare, e tutto sommato è pure un gran bell'accontentarsi ... ma alla fine si tratta sempre di un compromesso nel compromesso. |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:19
“ del resto diamo in italia no? „   |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:22
“ viste con visori (le stereofoto), „ Spiega. UNA diapositiva è SEMPRE bidimensionale, per vederle tridimensionali devi usare strumenti che scattano due diapositive alla distanza dei due occhi, poi vederle con visualizzatori tipo il caro e vecchio Viewmaster. it.wikipedia.org/wiki/View-Master |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:26
Quando lavoravo con l'analogico, quindi prima del 2003, scattavo con rullini dia, sia b/n che colori. I motivi principali erano: Risparmio nello sviluppo perché non dovevi stampare per vedere la qualità dello scatto ma bastava il lentino; Erano meno soggette a grafi, per via del telai; Le riviste chiedevano esclusivamente diapositive; Stampe con qualità superiore al normale negativo, anche se costava di più; 2 mesi fa mi sono ripreso la mitica eos5 e ho ripreso a scattare in analogico. Fantastico. Questa è una diapositiva dell'epoca: instagram.com/p/BQVdrCujO2g/ |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 14:54
Paolo, certo, la proiezione è il massimo, lo sappiamo bene essendo entrambi estimatori di tale modalità di fruizione, ma con ottimi scanner come il tuo o il mio i risultati sono eccellenti e comunque il massimo ottenibile da una pellicola x la stampa o la condivisione a distanza o sul web. Poi stiamo parlando di finezze che solo noi maniaci della pellicola notiamo e apprezziamo (almeno finché non educhiamo gli altri, poi le notano anche loro). Giobol, scatto due diapositive traslando (per mezzo di una slitta) lateralmente la macchina fotografica di 6,5cm poi monto le due diapositive negli appositi telaietti stereo della Lomo (o in quelli autocostruiti con cartoncino per passepartout) quindi le vedo cin l'apposito visore stereo (nel mio caso sempre della Lomo). |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 15:05
“ Giobol, scatto due diapositive traslando (per mezzo di una slitta) lateralmente la macchina fotografica di 6,5cm poi monto le due diapositive negli appositi telaietti stereo della Lomo (o in quelli autocostruiti con cartoncino per passepartout) quindi le vedo cin l'apposito visore stereo (nel mio caso sempre della Lomo). „ Interessante, approfondisco. |
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inviato il 15 Luglio 2017 ore 15:52
D'ora in avanti declinero' scansionare. Mi sembra il piu' corretto. Scherzavo anche un po' con lo scannare. |
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