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Petizione in difesa della lingua italiana.


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avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 16:26    

Tornando al tema in questione a me il linguaggio (non solo la lingua) sta a cuore e penso che tutti dovrebbero essere educati e sforzarsi al suo corretto utilizzo. Corretto utilizzo però non si scontra con la naturale evoluzione del vocabolario e della sintassi.


Il "dovrebbero" non vale in Italia. Le regole sanzionate costituiscono l'unico moto per costringere l'individuo italico, notoriamente poco sensibile alla "coerenza di gruppo", a agire nel giusto, diciamo così...

Di fatto, il 90% degli italiani non capiscono i dialoghi "misti" e se vogliamo rispettarli, considerato che sono quelli che in genere lavorano e pagano le tasse, reputo congruo costringere politici e addetti all'informazione pubblica, a utilizzare un idioma il più possibile "neutro".

Rispettare la gente, significa anche questo...


avatarjunior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 16:29    

La globalizzazione è un processo forzato e inaspettato, addivenuto in seguito alla dismissione dell'Unione Sovietica e alle aperture delle frontiere della Cina comunista, ansiosa di liberarsi demograficamente
.

Globalizzazione...

Prima della caduta del muro di Berlino, il mondo era diviso abbastanza chiaramente: l'occidente democratico, il blocco sovietico e la cina comunista, il terzo mondo.

La caduta del muro ha portato nell'est non la democrazia ma l'anarchia. La democrazia non si esporta, ma si costruisce lentamente, e si è visto che attecchisce male dove c'è povertà. Il blocco sovietico si è squagliato, sono iniziate le delocalizzazioni industriali mentre il terziario creava i lavori che si perdevano nell'industria, ma senza rimpiazzarli tutti.

Poi in Cina, Deng Xiaoping disse: " arricchirsi è glorioso ". Lo disse perché il sistema comunista, che nel blocco sovietico aveva creato povertà e disastri ( che a loro volta generarono lo sbriciolamento del blocco ), stava iniziando a fare i conti con un miliardo e mezzo di persone stufe di vivere a riso e cipolle. Partì l'industrializzazione della Cina, che poteva contare su una immensa forza lavoro a bassissimo prezzo, governata da una dittatura: niente sindacati, niente diritti, eccetera.
E' stato l'inizio di quella che noi chiamiamo globalizzazione, un processo che sta impoverendo l'occidente, tagliando anche quello stato sociale che era il vanto della democrazia. La cina non ha interesse a liberarsi del peso demografico ( non si sono fatti problemi ad imporre la politica del figlio unico nei modi più assurdi ), ma dovevano dare alla gente, centinaia di milioni di contadini poveri, qualcosa in più delle parate militari e del libretto rosso di Mao, nel quale non credono più da un pezzo neanche loro.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 16:49    

Ulisse, concordo con tutto quello che hai detto (non "QUOTO tutto quello che hai detto MrGreen), anche a me fa imbestialire l'utilizzo di termini inglesi al posto dei cortidpobdenti in italuano. Tra l'altro alcuni vengono utilizzati impropriamente, non si dice fare footing ma jogging, la parola wellfare mi risulta (correggetemi se sbaglio però) che non si udì nei paesi anglosassoni. Insomma facciamo una figura ridicola.
E perché dire meeting invece di riunione? O dire "o un lavoro pending" Eeeek!!!x dire che ho un lavoro in sospeso? Quante brutture sento al lavoro, beh, forse di sentono più internazionali?
Pochi giorni da un giovane dirigente ha detto "venire nel mio ufficio che vi APDATO (da update) su ...) Eeeek!!! ! Se fossi io il suo capo e sentissi una cosa del genere... minimo gli stronca la carriera. Ah no, scusate, il duo capo è uno che per incontrarti di persona ti scrive "facciamo un incontro 121"! Si esatto, 121, nella sua testa (non dico di cosa) significa un incontro ONE TO ONE! Triste

avatarsupporter
inviato il 01 Luglio 2017 ore 16:49    

Lucida e impeccabile la tua analisi, Watson.

user81826
avatar
inviato il 01 Luglio 2017 ore 17:22    

Perdonami Diebu ma confermi solamente quanto dico, ovvero che il linguaggio è importante e deve seguire la logica.
I tuoi aneddoti sono più che altro menzioni di un cattivo uso del linguaggio, che poteva avvenire tanto tramite inglesismi quanto tramite un cattivo italiano, l'uso del dialetto o altro ancora.
Quanto da te detto, per'altro, non prova in alcun modo che lo sviluppo naturale della lingua sia dannoso.

Ulisse, la storia insegna, o almeno a me ha insegnato la mia esperienza, che le rivoluzioni più significative partono dal basso.

Trovo anzi molto italico, nonché problematico, il voler cambiare "pastore" per istruire le pecore.

L'istruzione all'interno di una società parte dalla famiglia e sopratutto dalle scuole ed è qui il vero problema per il popolo italiano e per saperlo bisogna viverlo in prima persona.

Vero che la televisione, anche dopo aver perso molto terreno con l'avvento di internet, riveste ancora un ruolo importante nel diseducare.
Troverei molto più interessanti proposte come l'obbligo per le emittenti in Italia di inserire una certa percentuale di trasmissioni culturali, film sottotitolati in lingua originale, la diminuzione di trasmissioni demenziali e così via.

Concludo dicendo che le citazioni in lingue straniere
si sono sempre fatte anche se erano più comunemente in latino, francese, greco e tedesco e trovo assolutamente ovvio che oggi, visto che l'inglese è una seconda lingua per tutti noi, la lingua della comunicazione europea ed internazionale, e vista la globalizzazione, essa venga usata sempre più spesso dalla gente comune.

user81826
avatar
inviato il 01 Luglio 2017 ore 17:28    

Watson, non so dove hai letto la definizione di globalizzazione ma essa è un processo continuo che può essere ricondotto a processi fisici indipendenti dalla volontà o meno, non è un fattore su cui prendere posizioni a favore o contro, al massimo si può cercare di prevederne gli effetti positivi e negativi.
Capisco il ragionamento in termini di storia contemporanea e post-contemporanea, e capisco anche quanto esso sia limitato ad una visione stretta della storia stessa.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 17:34    

Lucida e impeccabile la tua analisi, Watson.


Forse lucida ma a dir poco imbarazzante e superficiale a voler essere proprio gentili.

Meglio parlare della lingua italiana e della petizione piuttosto che lanciarsi in improbabili passi molto più lunghi della propria gamba.

Depennare più di 70 anni di storia con 10 parole prese poco più che da credenze popolari non fa onore nè a chi le scrive nè a chi le legge.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 18:11    

Tra l'altro alcuni vengono utilizzati impropriamente,


Questo è soltanto un aspetto della questione. Quello che più mi irrita è che da "buoni" italiani, crediamo di apparire intelligenti a fingerci poliglotti, mentre gli europei ci ridono dietro.
Non abbiamo neppure un politico, tra quelli che arrivano "nella stanza dei bottoni", a sapersi esprimere in inglese in modo decente e le figuracce sono ormai una prassi.

La seconda lingua in Germania è molto diffusa a ben parlata e che la persona italiana sia acculturata in modo approssimato, è opinione comune (ci ho vissuto otto anni...).

I francesi sono molto rigorosi in tale aspetto e addirittura rifiutano il vocabolo computer, tenendosi il loro "ordinateur". In qualche modo, facciamo sempre la figura del papero nero...

Comunque la mia petizione è una mera questione di principio. I 100.000 voti per presentarla in parlamento sono un'utopia, per un'iniziativa personale senza l'appoggio di un partito o di un movimento politico "visibile".


avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 19:23    

Ma se vogliamo dirla tutta dovremmo promuovere raccolte firme per salvare l'italiano ma non da ll'inglese quanto da sè stessa.. le parole vengono usate senza più attinenza con il significato originario:

- "democrazia" viene usato per dire che ognuno più dire quello che gli pare ma in realtà contraddistingue una tipologia di governo che niente ha a che fare con la libertà di espressione ed opinione (ci può essere libertà di espressione anche in un regime di oligarchia per esempio)

- la parola "razzismo" viene usata completamente a caso, anche in casi di avverisone religiosa, quindi confondendo la razza con la religione: se io dico che sono contro i musulmani vengo etichettato come "razzista" quando invece non argomento sulla razza del musulmno ma eventualmente sulla sua religione

- tralascio per carità di patria di parlare degli "apposto" e delle K che per lo meno all'inizio venicano utilizzate per sostituire le "CH" ma che ora vengono utilizzate come sostitute "as is" (appunto) delle C scrivendo per esempio EKKO invece che ECCO...

- poi gli "apposto" e compagnia cantante richiedono fruste e catene per quanto mi riguarda.

Questo per dire che a volte si vogliono usare parole prese in prestito da altre lingue e vengono usate a spropostito però penso che ci dovremmo prima occupare della lingua italiana alla sua base, molto prima di pensare agli inglesisimi e compagnia cantante.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 19:44    

le parole vengono usate senza più attinenza con il significato originario


I casi che menzioni però, obbediscono perlopiù a una strategia di comunicazione politica dove un'etichetta impropria, ma denotata di maggior accezione dispregiativa, effetta più efficace nel lato emotivo.

Questo purtroppo non credo che possa mutare, ma promuovere maggiore attenzione all'uso corretto della lingua, potrebbe apportare benefici anche in quel contesto.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:03    

Che pagliacciata

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:09    

Sì lo so non è esattamente quanto di cui tu parlavi.. ho solo lasciato andare qualche pensiero.

Per quanto concerne più precisamente quanto sostieni, penso che sia molto difficile fare di tutta l'erba un fascio o meglio scremare i vari comportamenti.
voglio dire, in certi ambiti "tecnici" considero giusto utilizzare parole anglofone perchè anche all'estero vengono utilizzate .. mi riferisco per esempio a quelle relative all'economia/finanza come spread eccetera.. perchè molto di questo mondo (schifoso) è basato nella City cioè a Londra..

Poi io vivo in un posto dove le tradizioni sono tenute più che in palmo di mano ma allo stesso tempo tutti parlano un ottimo inglese ed i film/serie non sono doppiati ma sono trasmesse in lingua originale.. quindi mi viene onestamente difficile criticare certi comportamenti.

Detto da me poi che avevo una professoressa (!!) di inglese alle superiori (!!!) che diceva "magazaines" (!!!!) quando parlava dei megazines (!!!!!!!)

Io ringrazio me stesso e il dio della lingua straniera per dove sono adesso e per quello che faccio, ma sinceramente pur capendo il tuo punto cercherei di focalizzare i miei forzi in altre più profique direzioni.

Cioè come dicevo salvare prima l'italiano da sè stesso, poi si vedrà

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:20    

Buttare qua e là qualche parola inglese (spesso pronunciata pure scorrettamente o usata a sproposito) è molto "scenografico" (tutto fumo per coprire la mancanza dell'arrosto).
Per esempio io al lavoro ho a che fare con consulenti Accenture che si trovano ad affrontare "problems a cui forniranno una solution".
Per tacere delle (ridicole) qualifiche in inglese che gente italiana che lavora in Italia per aziende italiane utilizza come firma nelle mail o della "mission" di un'azienda e via discorrendo (gli esempi sono quasi infiniti).
Come detto, tutto fumo per coprire il vuoto cosmico e, spesso, la crassa ignoranza che c'è sotto...

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:26    

Io ringrazio me stesso e il dio della lingua straniera per dove sono adesso e per quello che faccio, ma sinceramente pur capendo il tuo punto cercherei di focalizzare i miei forzi in altre più profique direzioni.


Se ho capito cosa intendi, ho il massimo rispetto per la lingua inglese e i miei "sforzi" sono in ambito letterario e abbastanza impegnativi. Se digiti il mio nome su Google li vedi.

Cioè come dicevo salvare prima l'italiano da sè stesso, poi si vedrà


Su questo non sono d'accordo. Il nemico dell'italiano sono gli italiani, a cominciare da quelli dell'Accademia della Crusca, che non capisco cosa ci stia a fare se si limita a fare il "docente" di una lingua che non protegge.

avatarsenior
inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:33    

Detto da me poi che avevo una professoressa (!!) di inglese alle superiori (!!!) che diceva "magazaines" (!!!!) quando parlava dei megazines (!!!!!!!)


Negli '80 avevo un collega che si era innamorato dell'espressione "more or less" e la proferiva parecchie volte al giorno. Non lo potevo evitare in quanto era un meccanico della macchine utensili che vendevo.

La pronunciava "morronles"... Lo detestavo veramente di "cuore".


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