user104642
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 11:42
“ Penso che conti il risultato finale „ non so... Colorare,tagliare e incollare, appiccicare elementi per far apparire quello che non c'era è, per me, molto discutibile |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 11:51
Molto legato è il tema di questa discussione che avevo proposto, e che per me è stata molto utile. E' diventata un fiume e leggerla è lungo. Conclusioni che ne ho tratto è che ci deve essere una sola regola: Non ledere la dignità delle persone. Questo dev'essere il punto centrale in qualunque foto di street (incluso il reportage di viaggio). Automaticamente esclude dai soggetti il barbone che defeca per strada (al limite può essere una foto di denuncia del degrado, a scopo puramente reportistico, ma non certo una foto da forum di fotografia). Purtroppo, il metro che giudica se una foto leda o meno la dignità del soggetto è solo il fotografo. Ci sono spesso casi borderline (su alcune foto che ho pubblicato di recente - non qui - ho alcuni dubbi). Lo scopo della foto è sempre quello di essere interessante (non bella, non tecnicamente perfetta, queste cose non contano nulla). Purtroppo siamo tutti un po' morbosi (basti vedere il numero di click nella sezione nudo), e l'interessante sconfina a volte con qualcosa che la dignità la mette a rischio. E no, il fine non giustifica i mezzi. Non è solo il risultato finale a contare. L'importante, per me, è usare la propria coscienza e non pubblicare foto imbarazzanti solo per attirare click. Per il resto, la privacy (quando la foto non lede la dignità!) è una colossale baggianata, e che si parli di minori o adulti nulla cambia. La legge sulla privacy è il frutto di una società malata. A queste mortificazioni burocratiche dobbiamo ribellarci ogni volta che possiamo. |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:12
Nella street scatti qualcosa di "interessante", non condivido il pensiero del scattare comunque e come se non ci fosse un domani. Ormai ci sono miliardi di "fotografie" nel web, ma sempre meno contenuti degni di nota. Nelle mie street evito decisamente le situazioni estreme poiché non è l'essenza della street dal mio punto di vista. Street -> fotografia/reportage di ambienti e azioni quotidiani all'interno di un ambiente urbano. Tendo quasi sostanzialmente al concetto di isolamento della scena, quindi scattando a TA e cercando una rapida composizione che permetta ciò. Evito i clochard, i mutilati etc, (evito di far "soldi" con le sfortune degli altri in pratica) |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:18
aggiungo un piccola considerazione che non riguarda il genere o questioni legali... ma di quelle foto, quante sono davvero buone, quante sono davvero foto che valeva la pena scattare? secondo me è una considerazione da fare. Un po' autocritica ma valida |
user67391
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:25
Il limite credo solo che sia una questione di rispetto e sensibilità. Poi per la questione del si può o non si può, io la affiancherei anche, al ne vale la pena o no? Comunque, come detto sopra, contano i risultati. |
user104642
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:41
“ Comunque, come detto sopra, contano i risultati „ Quindi, Andrea, anche per te è giustificato lo stravolgimento pur che serva al risultato? |
user67391
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:50
No, per me no, ma magari per qualcuno si. Io quando parlavo di risultati, mi riferivo semplicemente al risultato finale, se cioè la foto riesce a comunicare qualche cosa o meno. |
user104642
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 12:59
“ No, per me no, ma magari per qualcuno si „ Grazie |
user46920
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 13:46
“ Conclusioni che ne ho tratto è che ci deve essere una sola regola: Non ledere la dignità delle persone. „ e quello è il punto principale, onnipresente, proprio delle leggi che regolamentano la fotografia e la loro pubblicazione, almeno in Italia ... quindi, direi che se non si parte da qui, siamo già fuori da qualsiasi discorso. Poi, d'accordo su tutto, tranne per questa sufficienza sui minori: “ Per il resto, la privacy.... è una colossale baggianata, e che si parli di minori o adulti nulla cambia. „ cambia tutto, invece! ... e la regolamentazione parla chiaro, indipendentemente dalla dignità lesa o meno, le foto ai minori non possono essere utilizzate, pubblicate, ecc, senza una delibera specifica. E su questo sono pienamente d'accordo con la legge, per un semplice motivo: l'impegno necessario improponibile auspicato e dunque l'impossibilità di poter poi interpretare ogni singolo scatto nel modo corretto, non è contemplabile. Così, in questo modo la legge taglia la testa al toro, per mettere un bel punto sull'argomento. punto. Siccome non c'è nessun motivo di dover fotografare i bambini senza l'accordo preventivo dei genitori o chi per loro, chiunque si permetta di rubare fotografie di minori, è solo in malafede. |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 13:59
Occhio non intendevo questo. Se sei ricco puoi permetterti una buona attrezzatura il talento non è in vendita. La street non è reportage ma una lontana parente. Se mi piace uno scatto non vado ad indagare per poi dire bello o brutto perché ho scoperto da una fonte su Internet che ha clonato ecc. Se L'autore mi piace approfondisco i suoi lavori e il percorso artistico. Manipolazione immagine è altro ed anche in questo caso si fa confunsione tra cambiare il senso della scena ed aggiustarla per esigenze tecniche. Se sai farlo dubito che qualcuno possa avere qualcosa da dire...Se non ammettere la propria ignoranza in merito...Non parlo a riguardo al reportage di guerra o documentazioni simili. |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 14:03
Ha più di vent'anni ma ancora pare sconosciuto ai più, parlo del famoso decalogo di Ando Gilardi: " Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati. Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte. Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia. Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti. Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima. Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo. Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno. Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino. Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie. Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria, la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori ×e fotografiche si commettono in nome del diritto all'informazione. Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica. Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale. Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla × che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine ? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo ed un flash sparato in faccia possano giustificarti? " |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 14:08
“ Ha più di vent'anni ma ancora pare sconosciuto ai più, parlo del famoso decalogo di Ando Gilardi: „ Peccato per le "x" dovute alla ridicolissima censura automatica... |
user104642
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 14:11
“ Manipolazione immagine è altro ed anche in questo caso si fa confunsione tra cambiare il senso della scena ed aggiustarla per esigenze tecniche. Se sai farlo dubito che qualcuno possa avere qualcosa da dire...Se non ammettere la propria ignoranza in merito.. „ Vincenza, mi sembrava abbastanza chiara la mia domanda. Parlavo di alterazione di ciò che era la realtà per aggiustarlo a proprio piacimento. Se fotografo una persona con una maglietta bianca, non cambio il colore della maglietta per farlo diventare uguale all'insegna (anche questa di altro colore) o alla tappezzeria delle sedie da bar\ristorante, o applicare una faccia su una maglietta che richiami un oggetto o motivo all'interno della composizione. Questo si chiama barare. Cosa diversa è un ritaglio per aggiustare la composizione o un timbro per eliminare un piccolo disturbo (che non si è potuto eliminarlo in fase di scatto improvviso (che è la street)) |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 14:12
Mi trovo non spessissimo, ma abbastanza all'interno dei carceri, e debbo dire che può essere un buon spunto fotografico. Specie per alcune atmosfere del mio genere in BN. Non mi sono però mai posto il problema delle foto. Bisogna che mi informi meglio, ma potrebbe essere davvero un tema interessante. Anche senza necessariamente ledere la privacy di alcuno. P.S. Per MARIO, ciò che dici è giusto, ma poi vediamo (appunto) le foto di McCurry (ancora) che fotografa proprio tutto quello che dici, solo che lo fa nei paesi del terzo mondo ed allora va bene? E magari è pure una posa da palcoscenico ... Io sono per la caccia libera. |
user104642
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 14:13
“ potrebbe essere davvero un tema interessante „ Molto interessante |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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