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Dubbio su Iperfocale.


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avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2017 ore 22:31    

Adesso non ci rimane che attendere il responso delle URNE:

chi vince, secondo Voi, tra PDC e CDC???

SorrisoSorrisoSorriso

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2017 ore 22:33    

MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 9:06    

Buona pasqua.

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 11:30    

prova HyperFocal Pro una App valida imposti distanza e diaframma e ti calcola la iperfocale
Sorriso

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 12:44    

La definizione della PdC comprende anche il concetto di CdC , dire che la PdC è pari a zero vuol dire che si prende in considerazione un CdC nulla (fisicamente impossibile) o non aver capito la definizione di PdC.

Detta in modo corretto sarebbe:
La PdC è pari a 0 solo e soltanto quando la CdC è, matematicamente, nullo. Questo è possibile solo nella fisica teorica, in quanto si tralasciano certi concetti della fisica, oltre a non essere praticamente fattibile nello stato dell'arte


Resta ora da capire come mai si vuole portare forzatamente la CdC pari a 0, dato che sul lato pratico non ha alcuna utilità... a quale scopo?




Ah ... già ... il Circolo di Confusione!
Che per la cronaca è solo il primo dei parametri arbitrari che si inventano per sostenere la tesi dell'esistenza della PdC ... e per calcolarla addirittura.
Gli altri, per chi non li conoscesse, sono: l'ingrandimento lineare dela stampa; la distanza di osservazione della stampa stessa e quello che è il parametro più arbitrario di tutti: l' occhio medio dell'osservatore.
Ma medio di chi scusami: il mio ... il tuo ... quello del cigno ... provate un po' a spiegarmerlo va ...

Comunque, tornando al CdC, mi spiegate per quale motivo, un motivo che sia serio e reale ovviamente e non certo e come al solito arbitrario, si debba prendere per buona la tesi che pretende che un punto di luce equivale a un cerchio avente il diametro di 0,03 mm?
Non potrebbe essere di 0,01 mm invece?
O addirittura di 0,001 ... oppure 0,0001 mm che per quanto pochi sono comunque più dello 0 (zero) teorico, del tutto inutile (sono parole tue), che citi nello specifico?

Anzi sapete che c'è ... provate un po' a calcolarmi la PdC adottando un CdC del genere dai!

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 13:01    

Come dice il compianto professor Giampaolo Bolognesi in una risposta pubblicata su TF 1/96 a pag. 114:

... Caro amico, preferirei non dire, come fa lei, che il cerchio di confusione è ammesso , ma solo arbitrariamente scelto, in modo tale che una stampa, vista a distanza normale , senza usare lenti per ingrandire, mostri una soddisfacente nitidezza; posso scegliere, per un risultato di alta classe - ottica e pellicola permettendo - anche 0,01 mm, al posto dei 0,03 mm, usati di solito per il 135: la PdC, quindi, non esiste, è una convenzione mediamente accettabile. ...

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 13:30    

Paolo:

Il CdC è semplicemente una variabile che ognuno di noi può definire in base alle proprie esigenze, possibilità tecniche o strumentali. È il parametro che definisce cosa è nitido e cosa è sfocato.
Usare un CdC pari a 0 vuol dire che consideri ogni foto che fai, qualsiasi tecnica e strumentazione utilizzi, completamente sfocata...da gettare nel cestino in pratica.
Se te vuoi utilizzare un cerchio di
0,0001 mm
per distinguere cosa è a fuoco da cosa non lo è fallo pure ma ricorda che è facilissimo cadere in diffrazione, vedere i limiti di un obiettivo e avere una PdC ridottissima...

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 15:07    

Usare un CdC pari a 0 vuol dire che consideri ogni foto che fai, qualsiasi tecnica e strumentazione utilizzi, completamente sfocata...da gettare nel cestino in pratica.



Non proprio ... significa solo che si assume che un punto venga riprodotto per quello che effettivamente è ... ossia un punto.
E non un cerchio!
Che poi questo porti delle conseguenze pratiche nella difficoltà non tanto di utilizzarle queste ottiche teoriche quanto piuttosto di idearle (e produrle) è un altro paio di maniche, ma stai pur certo del fatto che anche con un CdC pari a 0 il piano a fuoco è e resta a fuoco ... mica si sfuoca solo perché è difficile da focheggiare!
Al limite, ed è questo il punto, l'occhio non potrà più illudersi di vedere a fuoco anche quello che in realtà a fuoco non è ...

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 15:44    

No, non credo che hai capito bene cosa significhi CdC.. (o non ho capito cosa intendi dire)
Modificare il CdC non significa modificare un qualcosa di una foto ma piuttosto modificare il senso critico verso quella foto.
La stessa foto può risultare completamente sfocata (CdC piccolo) o perfettamente a fuoco (CdC grande).

Poi in fotografia esistono tabelle con valori di CdC in base al alla grandezza del sensore, sono valori puramente indicativi e valevoli solo se si visualizza l'immagine nel suo intero. Nulla vieta a utilizzare altri valori se quelli non ti piacciono

con un CdC pari a 0 il piano a fuoco è e resta a fuoco

Oltre a non avere nulla a fuoco a causa della profondità di campo ridotta a 0mm (quindi a un piano) devi anche calcolare la diffrazione che è sempre presente qualsiasi cosa fai. Un punto non potrà mai essere riprodotto come un punto di 0mm di diametro da un sistema ottico.
Per questo ho detto che un CdC uguale a 0 è di dubbia utilità

Aggiornamento:



avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2017 ore 16:19    

CdC = Cosa dici Curiosone???

SorrisoSorrisoSorriso

user46920
avatar
inviato il 16 Aprile 2017 ore 17:08    

PaoloMcmlx:
Ma medio di chi scusami: il mio ... il tuo ... quello del cigno ... provate un po' a spiegarmerlo va ...

forse dovresti usare il tasto RICERCA e provare a leggere qualcosa di serio in questione. Ho aperto un topic sul CdC in cui discuto con Pdeninis e credo che lì dentro ci siano tutte le info che cerchi.

Oppure apri un topic ad hoc dal titolo Dubbio sul CdC .. perché questo dell'Iperfocale è già stato risolto.

Come dice il compianto professor Giampaolo Bolognesi in una risposta pubblicata su TF 1/96 a pag. 114:

... Caro amico, preferirei non dire, come fa lei, che il cerchio di confusione è ammesso , ma solo arbitrariamente scelto, in modo tale che una stampa, vista a distanza normale , senza usare lenti per ingrandire, mostri una soddisfacente nitidezza; posso scegliere, per un risultato di alta classe - ottica e pellicola permettendo - anche 0,01 mm, al posto dei 0,03 mm, usati di solito per il 135: la PdC, quindi, non esiste, è una convenzione mediamente accettabile. ...

Non so chi sia questo
professor GB
ma a naso mi pare che non avesse ancora capito nulla.
Oppure stava contestando un'altra cosa e quindi allora bisognerebbe leggere tutto il discorso completo e non solo una frase mal estrapolata, anche se il pezzo
la PdC, quindi, non esiste
detto da un
professor
suona parecchio male!

La PdC esiste nel momento che esiste una riproduzione bidimensionale della realtà tridimensionale, ottenuta tramite la fotografia (Luce ed Ottica).
E la convenzione è regolata sulla capacità visiva dell'uomo.

Bernalor ti ha suggerito che
Il CdC è semplicemente una variabile che ognuno di noi può definire in base alle proprie esigenze, possibilità tecniche o strumentali. È il parametro che definisce cosa è nitido e cosa è sfocato.
per cui è chiaro che non ha senso usare un valore assurdo come lo proponi
Non potrebbe essere di 0,01 mm invece?
O addirittura di 0,001 ... oppure 0,0001 mm
proprio perché non ti serve!
Ma bisogna capirle le cose, prima di sparare sentenze assurde! .. ed è più che evidente che non le hai ancora capite.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2017 ore 16:24    

Ok cigno ... vuol dire allora che le cose le hai capite tu.
E se è così, credimi, mi fa piacere per te.

Non vorrei però che tutte le cose che hai capito tu le abbia capite come hai compreso la storia di Muhammad Ali ... perché se così fosse significherebbe che non ha capito alcunché!

user46920
avatar
inviato il 17 Aprile 2017 ore 19:07    

Paolo:
Ok cigno ... vuol dire allora che le cose le hai capite tu.

le cose le possono capire tutti !!

riguardo a quello che vai dicendo inconsapevolmente...
Non proprio ... significa solo che si assume che un punto venga riprodotto per quello che effettivamente è ... ossia un punto.
E non un cerchio!

... il punto più piccolo che può essere rappresentato e quindi esistere nell'immagine è quello disegnato da un pixel o da un singolo grano della pellicola (ecc).

Ora, se lo ingrandisci fino a vederne i contorni e/o la forma, vuol dire che stai vedendo il suo corpo, la sua struttura e lo stai vedendo non più come un punto , ma come un ipotetico cerchio, quadrato, "pistolotto" o cmq come una qualunque superficie di forma arbitraria con tanto di area superficiale.

Il diametro del CdC può essere scelto fisicamente tra due dimensioni limite: una è quella del pixel (e con questo parlo in generale della più piccola parte che compone l'immagine, ma vale appunto anche per la grana della pellicola o il DOT della stampa a inchiostro, ecc, ecc) e quindi non è possibile una dimensione più piccola; e l'altra è per convenzione da un bel pò di anni, la dimensione del diametro del CdC convenzionale, stabilito all'epoca dopo una serie di test effettuati e che una commissione ha accettato come valore accettabile .

In realtà però questo valore mediamente accettabile, come sto cercando di spiegare da anni, è solo un valore molto blando che non tiene conto dell'effettiva acutezza visiva di ognuno, ma adddirittura fa rientrare tutti quanti i valori della maggior parte della popolazione mondiale, in quanto quel valore corrisponde a circa 5/10 di acutezza visiva umana.

Qui c'è il punto fondamentale, difficile da comprendere.

Ognuno di noi esseri umani ha un preciso valore di acutezza visiva (il mio è 14/10) per cui, davanti alla stessa immagine, vedrà una PdC differente dagli altri che hanno un valore differente.

Lo ho già spiegato in giro da qualche parte più volte e lo trovi anche nel topic che ho aperto in tema e che ti ho consigliato: in pratica, se la stessa immagine registrata, calcolando il diaframma e la maf con il CdC convenzionale, fosse osservata rispettivamente da 4 persone con 5/10, 10/10, 15/10 e 20/10 di acutezza visiva, solo il primo vedrà la PdC come da copione (come da convenzione). Le altre tre persone vedranno rispettivamente una profondità di campo inferiore , proprozionale al loro valore di acutezza visiva.

Nell'esempio, di una immagine ripresa calcolando l'Iperfocale (per stare in tema) con il valore convenzionale, è logico che il primo vedrà tutto a fuoco nitidamente, dalla metà della distanza iperfocale fino all'infinito.
Ma gli altri tre tenderanno invece a veder a fuoco nitidamente soltanto la zona più prossima alla distanza Iperfocale (che corrisponde al piano di maf), ovvero una PdC proporzionalmente sempre più ristretta, man mano che la loro acutezza visiva sia maggiore rispetto ai 5/10 (che è cmq un'acutezza visiva talmente scarsa, per cui a nessuno di loro è concesso legalmente il permesso di condurre auto o motoveicoli).

In pratica ognuno dei tre, noterà (ad esempio) che le montagne poste all'infinito nell'immagine, saranno meno nitide e magari il tizio con 20/10 di acutezza visiva, noterà proprio una sfocatura evidente di queste montagne.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2017 ore 7:31    

@L'occhiodelcigno

Condivido in pieno.

Acutezza visiva che con l'età si modifica e che cambia in funzione della distanza.

L'esempio classico è per chi è presbite ed osserva una foto senza occhiali (scarsa acutezza visiva da vicino) poi mette gli occhiali per vedere da vicino.

Prima tutto a fuoco (o per meglio dire tutto leggermente sfocato per cui non si capisce l'iperfocale), poi si vedono i particolari e quindi si apprezza o meno l'iperfocale.

Ho inteso correttamente OCCHIO?

P.S.
Questa Tua profonda conoscenza del mondo "oculare", mi pone una domanda a riguardo dei Tuoi interessi ed eventualmente lavoro ...
Sono curioso.

Puoi rispondermi anche in MP.

;-)Sorriso

user46920
avatar
inviato il 18 Aprile 2017 ore 16:26    

Tony:
Condivido in pieno.

Acutezza visiva che con l'età si modifica e che cambia in funzione della distanza.

L'esempio classico è per chi è presbite ed osserva una foto senza occhiali (scarsa acutezza visiva da vicino) poi mette gli occhiali per vedere da vicino.

No, no .. l'acutezza visiva, se si modifica, è per altre ragioni e non per la presbiopia. .

L'acutezza visiva è una misura angolare , quindi non cambia assolutamente in funzione della distanza di osservazione.

Non confondiamo troppo le cose, altrimenti la storia non finisce più e si danno per sbaglio informazioni insensate: tecnicamente la miopia, l'ipermetropia o la presbiopia (che è una cosa diversa) non influiscono sull'acutezza visiva, in quanto si ragiona e la si misura, volendo, anche solo dove è possibile misurarla, quindi volendo anche senza occhiali e alla distanza giusta/necessaria.

L'acutezza visiva di quella persona ha quindi un unico valore.


Poi, sia la stanchezza o il tipo di luce o il momento della giornata possono indebolire la nostra capacità massima per un qualche periodo di tempo, oppure al contrario addirittura, correggendo con l'occhiale gli Astigmatismi, è anche possibile che aumenti il valore di acutezza ...
Comunque, una volta corretto l'occhio con le lenti per vedere a fuoco dove serve, se non è l'occhiale a modificarne in peggio il valore in caso sia lui ad essere l'anello debole della catena, dobbiamo tenere per buono che una persona possiede un determinato valore di acutezza visiva e fermiamoci lì.



ps:
Questa Tua profonda conoscenza del mondo "oculare", mi pone una domanda a riguardo dei Tuoi interessi ed eventualmente lavoro ...

non sono un ottico né un oculista Sorriso .. mi interesso della realtà in cui viviamo fin da quando ero bambino e per capire come stanno le cose, la fisica è uno degli strumenti più adeguati .. oltre all'esperienze e la curiosità.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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