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Vala' che hai ragione e hai capito benissimo dove sta il business. Dai una hasselblad argentica in mano ad un neofita e vediamo se da 30 rullini ne tira fuori una foto decente. Dai una 5d da 300 euro usata allo stesso neofita e su 2500 scatti postprocessati in modo assassino i 10 scatti più o meno presentabili (all'occhio del profano) ci escono.
Le case produttrici li' stanno andando...
Leo.. le distorsioni del mercato ci son sempre state ma vengono corrette facilmente. Son come le increspature su di un'onda da trenta metri. Quella che ti affoga e' l'onda grande.. non l'increspatura che ti finisce negli occhi. Qui l'onda grande e' rappresentata dalla massificazione dello strumento. Scatti e hai un set preimpostato che ti trasforma l'immagine scimmiottando uno stile.
La domanda cardine e': sei tu che usi la fotocamera o e' la fotocamera che usa te? Nel secondo caso..il più frequente tra la "gente".. come di definisce il prodotto ? ossia il prodotto e' la fotocamera o sei tu che vieni "usato" dalla fotocamera e in conseguenza di quest'uso vieni reindirizzato (e venduto) su altre aree di mercato?
user46920
inviato il 17 Dicembre 2016 ore 14:21
... l'ho sempre detto che il fotografo è un "treppiedi" che scoreggia e magari ha anche qualche figlio a carico!
Salt, il problema non è nella massificazione dello strumento.
Torno sul paragone culinario che mi viene meglio.
Anche McDonald e le kebabberie hanno asfaltato il pianeta (onda grande), ma, dato che il gusto è un senso "che fa il difficile", ci riesce abbastanza facile capire che tra spendere 7 euro e spenderne 45 la differenza, mediamente, c'è. E qui, la massa si divide naturalmente.
Nella fotografia, sappiamo bene tutti, il meccanismo è lo stesso: il problema è che la in aggiunta alla diffusione dello strumento (onda lunga, inevitabile nel mondo attuale) ci si mette la "grossolaneria" del nostro senso della vista.
Vivendo in un paese di analfabeti funzionali (e qui tralascio il pippolotto sulperchè siam messi così), il buon gusto e la capacità di giudizio per quanto riguarda l'immagine (e non solo) è pressoché nullo. Si sente dire, mediamente, che le nuove televisioni fanno immagini belle: ipercontrastate e/o ipersaturate, con colori marziani.
A questo, aggiungiamo le valanghe di "Ciccio Pasticcio Photography" (con partita IVA) sorti negli ultimi 20 anni, che hanno abituato le persone a immagini con sfocati allucinanti e cornicette improbabili per coprire la propria incapacità tecnica e una sensibilità artistica da analfabeta funzionale, per l'appunto.
Non vorrei si demonizzasse il mezzo per proteggere una categoria che all'interno ha le sue belle mele col baco, assieme a delle eccellenze, per l'appunto che si possono trovare solo in Italia.
Ecco, alla fine credo che espellere i bachi e tenere la mela, magari la salva dal marcire, anche se ormai la vedo un po' dura.
Ognuno dice cose giuste, ma tornando all'articolo in questione mi piacerebbe sapere come CNA vorrà agire. Spero che non voglia creare l'ennesimo "albo" di categoria con gli iscritti che pagano il fee d'accesso e magari anche un fondo assicurativo e una pensione Aggiungiamo anche un sindacato con bandiere a diaframma e siamo a posto!
Ma se su queste stesse pagine si legge con preoccupante frequenza di amatori pagati, poco e al nero, dai professionisti per fare il terzo fotografo ai matrimoni! Pare ovvio che dopo due o tre matrimoni il terzo diventi un concorrente al nero direi che la categoria dei matrimonialisti ama crearsi serpi in seno
“ Oggi si entra distrattamente in una macchinetta e per 5 euro hai sei fototessera e due da patente. „
Non più si entra nell'agenzia pratiche auto dove rinnovi la patente, o alla scuola guida, e te la fanno con lo smartphone che poi tu sia riconoscibile, non dico venuto bene dico riconoscibile e forse anche visibile, in quella foto è un altro discorso
A dire il vero più o meno tutti gli "studi" che nel wedding lavorano sui numeri utilizzano fotoamatori, chi in nero chi con ritenuta, non potrebbero fare altrimenti, per fare i numeri ci vuole il "prezzo" ed a quel punto i professionisti che lavorino per 150/200€ fatturati non li trovi (e vorrei vedere). Ma mica solo come terzo fotografo, come primo e unico! E sì, hai perfettamente ragione, alcuni di loro prima o poi diventano concorrenti, ma nella mia esperienza non così tanti in percentuale, di solito preferiscono piuttosto cambiare studio ma restare operatori, per non caricarsi delle responsabilità e dei rischi. In realtà, sempre nella mia soggettiva esperienza, tra gli abusivi ho incontrato più improvvisati che ex operatori, gente che dopo qualche settimana/mese dall'acquisto di una reflex o ML si mette sul mercato. L'effetto Dunning di cui parlava l'articolo che ha dato origine al post, suppongo. Comunque, in termini di concorrenza opaca e/o autolesionista, hai perfettamente ragione, nel nostro settore (matrimonio) i primi distruttori sono gli attori principali, le "industrie" del matrimonio che fanno il mercato del bestiame. Ed infatti un po' tutte le associazioni di categoria lavorano in senso opposto. Come per ogni altra cosa però, un comportamento sbagliato (eticamente/fiscalmente/legalmente) non ne giustifica né autorizza un altro. Comunque speriamo che questo MiBACT non sia l'ennesimo inutile sollevamento di polvere.
Io non voglio disquisire in merito alla diatriba professionista - amatore. Voglio riportarvi la mia esperienza con CNA avendo avuto la partita iva (in tutt'altro ramo) e ben 10 anni di iscrizione alla confederazione artigiani: lasciate perdere. É solo un carrozzone, un poltronificio a caccia di iscritti da mungere per sostenersi e giustificare la propria esistenza e richiesta di fondi allo stato. Propongono prestiti con garanzie che paghi profumatamente, servizi di contabilitá che fanno schifo e costano come un commercialista normale, non vi danno un consiglio ma vi mandano il giornalino semestrale con notizie stravecchie e a volte sbagliate. Non propongono incontri e eventi tra associati di diverse categorie che potrebbero essere interessati alla interconnessione delle aziende. Vai bene solo se sei un amico degli amici, vai alle cene in periodo di elezioni e sponsorizzi il loro candidato politico territoriale...
“ ... si legge con preoccupante frequenza di amatori pagati, poco e al nero, dai professionisti per fare il terzo fotografo ai matrimoni!... „
Chi di spada, ecc.
Oltre al fotoamatore che si crede un artista, esiste pure la figura del professionista che si crede tale. Avendo una P.IVA "fotografo", avendo attrezzatura "professionale", avendo la tesserina CANON o NIKON pro, si crede di essere realmente un fotografo, invece è solo un fotoamatore con la partita IVA. Ovviamente il nostro eroe lavora poco e la colpa è del fotoamatore evasore che gli arrubba i clienti.
@Mtdbo: la sostanza di ciò che scrivi è sicuramente corretta, però non riesco a non osservare che la forma con cui la esprimi è molto "italiana". Voglio dire, il professionista scarso (e ce ne sono molti, certamente, ancora troppi direi), potrà avere tutti i limiti che si vuole ma è ufficiale, l'Erario sa che esiste, la GdF può controllarlo, se combina un danno al cliente ne risponde da professionista, non da cuggino. Insomma sarà anche un incapace ma è nell'alveo della correttezza. Certo potrà fare del nero anche lui (sbagliando) ma potrà essere solo una parte e comunque corre rischi ben diversi (fiscalmente parlando) dall'impiegato del catasto che fa i matrimoni la domenica. Le ragioni per cui l'uno o l'altro lavorano più o meno sono tante e non necessariamente tutte connesse con la perizia tecnica o la sensibilità estetico-comunicativa (anzi), resta il fatto che i numeri (seppur stimati) parlano più delle chiacchiere e le stime dicono che l'abusivismo sommato alla ritenuta d'acconto raccoglie tra il 20% ed il 30% dei matrimoni. Quindi chi si lamenta del fenomeno non è necessariamente un piagnone incapace.
Tra l'altro, premesso e sottolineato che non mi sto riferendo a nessuno in particolare, noto spesso (troppo) questa forma mentis che non sono mai riuscito a capire e tutt'ora non capisco: la giustificazione, anzi, la legittimazione dell'abusivismo in fotografia. In tutte o quasi le categorie professionali non tutelate dagli albi professionali, esiste il fenomeno del nero e dell'abusivismo. Magari con diverse consistenze, ma esiste. Però mi pare che solo in fotografia esista il concetto diffuso che sia legittimo, non è raro che l'abusivo beccato in flagrante, anziché tenere un basso profilo e cercare di defilarsi, alzi la cresta e cominci a citare il nero dei professionisti, la leggenda dell'amatore tanto ma tanto più bravo, ecc. ecc.
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