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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:16
Mi trovi in totale disaccordo e ci sono molti esempi che potrei fare, ma sono dal cellulare e fatico un po' ma posso nominare coniugi becher |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:18
Per fare un esempio concreto, diciamo che se vado a vedere "Genesi" di Salgado le discascalie sono molto interessanti ma non indispensabili alla comprensione del lavoro, se vado a vedere una mostra della Shermann magari qualche info in più è necessaria, spesso in queste discussioni si ragiona esclusivamente pensando al proprio ambito, ma la fotografia è un variegato universo. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:19
Daniele: quello che ho sempre sostenuto, molti vogliono commenti costruttivi quando sono loro i primi a non darseli ;) Ooo: Ci sei riuscito bene ;) Fil: è la scelta di chi pubblica, sapere come presentarci il suo lavoro. Se non è capace....il lavoro perde di consistenza |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:21
Secondo me è una descrizione fa sempre bene, in una foto paesaggistica si può parlare di come è stato eseguito lo scarto, magari dal punto di vista tecnico o se sono stati usati filtri. In una foto naturalistica si può raccontare della scena che si sta fotografando o delle abitudini di quell'animale o di alcune sue criticità. nel reportage magari parlare del contesto in cui si è scattato |
user39791
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:25
Labirint se entri nel campo dell'arte concettuale, o della fotografia concettuale se arte non ci piace come definizione, allora entri in quel range di foto che avevo definito come eccezione alla norma. È evidente che in questi casi la singola foto non spiegata non ha quasi nulla da dire. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:30
Io parlo di foto in genere, come ha scritto Caterina non si può riferirsi a un solo ambito. Se vedo tutta la fotografia il reportage della simons va spiegato per capirlo, certe foto di fan ho bisogna solo ammirarle |
user39791
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:34
Tu hai bisogno della spiegazione per capire il contesto in cui si muove la Sherman, non hai bisogno che ti venga spiegata e titolata ogni singola foto della Sherman. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:37
Insomma...comunque li vivono come lavoro ma se Cindy pubblica qui senza scriver nulla e senza dirti che sono autoritratti dubito che qualcuno la comnenterebbe |
user14286
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:43
è semplicemente necessario sfatare il mito secondo cui l' immagine basta da sola. è pura leggenda metropolitana. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:48
“ Tu hai bisogno della spiegazione per capire il contesto in cui si muove la Sherman, non hai bisogno che ti venga spiegata e titolata ogni singola foto della Sherman. „ Anche qui dipende, per la Shermann in linea di massima è vero, il lavoro può essere spiegato nel complesso, un Jeff Wall invece va spesso compreso per immagine, ma ci stiamo perdendo nelle sottigliezze, l'importante è che si sia compresa la differenza tra tipi di foto sotto questo aspetto. |
user39791
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:48
Veleno se non hai dietro di te una buona formazione relativa alla cultura dell'immagine non serve nemmeno la didascalia o il titolo. Rimango però della mia idea che una fotografia, arte concettuale a parte, deve essere in grado di sopravvivere da sola se è una buona fotografia. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 13:04
Condivido con Caterina,ogni foto a meno che non faccia parte di un racconto corale,ha vita propria. |
user39791
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 13:21
Per rimanere all'esempio di Caterina di Jeff Walh con lui si entra in pieno nel campo della della fotografia concettuale, ma nel suo caso è come se volesse far partecipare chi guarda una sua foto invitandolo a costruire delle storie. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 13:39
vi riporto 2 immagini sperando che non le conosciate, ditemi voi le vostre sensazioni e provate a descrivere dove si ferma la vostra attenzione

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inviato il 26 Novembre 2016 ore 18:57
“ se una singola fotografia ha bisogno del racconto per essere interpretata è una foto che non funziona „ www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&bk=&t=2080961&show=2 Dici? QUi c'è una foto che da sola, forse vuol dire poco e poco rappresenta. Ma Annamaria la inserisce, la contestualizza in un racconto personale, che emoziona e suscita ricordi anche grazie ai riferimenti ad un personaggio amatissimo dai più. Ed ecco che l'espressione fotografica assume nuove forme. |
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