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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:26
Chissà cosa direbbe mio babbo..... Mi raccontava di quando mio nonno lo portava con se, dal paese in città (circa 45km) ci volevano due giorni di viaggio con il carretto trainato da un'asino. Per lui era un'avventura. Si partiva la mattina presto per essere a destinazione il pomeriggio. Si facevano le faccende, si dormiva nel carro e poi all'alba si rientrava. Oppure di quando, da piccolo soffriva il mal di denti e non c'era l'analgesico. Per non sentire il dolore al dente si pestava un dito per alternare il dolore. Fino a quando non arrivava dal dentista che, con un tirachiodi e una tenaglia gli faceva l'estrazione. Tutti abbiamo nostalgia del passato, ma rimane tale. Solo nostalgia di vecchi tempi passati. Io non tornerei più indietro. Con il digitale mi diverto come mi divertivo con la pellicola. Anzi.....forse di più. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:28
purtroppo occorre andare dietro al mercato e sopratutto alla tecnologia, certo era bello il perido che aspettavi lo sviluppo per "vedere" il negativo, quando per fotografare senza luce ci voleva per forza il treppiedi, quando aggiustavi una sottoesposizione con la carta n°3, ma ha ragione chi dice che c'era meno concorrenza, oggi tra iso automatici, program vari gli scatti sono tutti simili, cambia ancora, per fortuna, l'occhio del professionista, ma anche questo sta diventando solo un orgoglio del fotografo di professione, i clienti guardano le espressioni, i vestiti e....il costo!!!! |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:30
Non conosco l'autore del topic, e non so quindi esattamente quale senso volesse imprimere alla frase che lo caratterizza (il topic). Però voglio interpretarlo non in chiave tecnica: da questo punto di vista, in genere il progresso migliora le cose e il resto rischia di essere solo atteggiamento nostalgico. Per cui, parlando di questo, io pure nessun rimpianto. "L'analogico" dubito renda più felici. Però.... la scelta della parola "felice" (poi ognuno le dia il senso che più gli appartiene, ma quella è la parola scelta) credo presupponga qualcosa di molto diverso dall'avere più mezzi, fare foto migliori, sprecare meno quattrini. Credo sia questione di che cosa un certo approccio ci possa dare, a livello intimo. Di come ci arricchisca. E in questo senso, leggendo ogni giorno l'ansia di comprare un obiettivo che abbia una linea per millimetro in più, interrogarsi per giorni se è meglio spendere per Nikon o risparmiare con Tamron, inquietarsi perchè il modello di fotocamera che possediamo non recupera le ombre a sufficienza o il back focus ci sfibra (e si potrebbe continuare a lungo, come tutti sapete bene).... ecco, tutto questo è difficile considerarlo "felice" E non c'entra nulla col "si stava meglio quando si stava peggio" Poi ognuno potrà dire che personalmente questi problemi non ce li ha, ci mancherebbe. Ma facendo un discorso generale, se siamo appena onesti sappiamo che lo scenario è questo. Potremmo quasi definirci "i figli della scimmia" Per questo, io non penso che la questione sia "analogico o digitale" (non tornerei all'analogico manco morto credo), ma di un modo differente di vivere le cose della vita. Più ricco, più facile, più evoluto, oggi. Ma a livello interiore, forse, cresciuto più nell'ansia, nell'insicurezza e nelle competizioni che non nello star bene in se stessi. Vabbè: so da solo che, essendo in un forum di fotografia, sono piuttosto ot Buon week-end a chi è in linea F |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:32
il "fotografo" faceva uno ed unico scatto, adesso ci sono scatti a raffica, tipo....una verrà di sicuro bene |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:38
Felici non saprei,molto più giovani sì.C'è una netta differenza tra i due mondi,più riflessivo,forse,quello della pellicola,ma se uno non ha smanie,riflette anche oggi.Io parlo da chi fa più che altro paesaggi,per altri generi la riflessione non è un punto nodale.Però,il digitale ora mi da e lo da in generale,più libertà in tanti modi.Vuoi mettere vedere subito i frutti,anche se fai poche foto,senza aspettare che finisca il rullino per vedere se la foto che hai pensato ti è riuscita o no.Chi ha usato per anni la pellicola ed il suo mondo,conserva sempre un po di nostalgia,ma il presente non è da sminimizzare.Parere personalissimo,ovvio. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:40
"Ammettiamolo, con la pellicola eravamo più felici.....forse più poveri per i costi e senza anche lo juzaforum....ma più felici...questo è vero" No. Parla per te, non per gli altri. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:46
Che fai, Pollastrini, non ammetti? |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 17:17
E' proprio vero: si stava moooolto meglio quando si stava molto peggio!  |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 17:21
Pensa quando fra 20-30 anni dirai come era bello OGGI. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 17:23
No. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 17:54
Io ho incominciato nel 1946. Figuratevi che roba. Bambino con macchina economica a tracolla. Mi vien da piangere se penso alle acrobazie in camera oscura. Da 10 anni ho mollato tutto e sono passato al banale ma pratico e facile digitale. Che pacchia, ragazzi. Oggi con un ditino fai cose che ti sembrano capolavori e capolavori non sono. E' tutto facile facile. Ti basta Photoshop ed hai il mondo ai tuoi piedi che adora tutti gli effetti che ai cacciato in una foto. Il bello è che tutti sono di bocca buona pronti a lodare il bel tramonto rosso fuoco che non ti sei lasciato sfuggire. Ma era proprio rosso il tramonto? Non ha importanza, se voglio gli cambio colore e faccio un altro capolavoro. Che pacchia, oggi. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 18:01
io della pellicola non ho mai sopportato due cose: l'attesa necessaria per vedere gli scatti e l'assoluta perdita del controllo sull'inquadratura (crop) in fase di stampa. Per questo, meglio ora. Ovviamente parlo di stampe a colori, perché il bn bene o male lo si faceva in casa. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 18:03
“ Ammettiamolo, con la pellicola eravamo più felici.. „ Ciumbia, ammettilo non hai mai fotografato con la pellicola... |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 18:03
Con la pellicola era più felice chi ci lavorava, dato c'era meno concorrenza, più lavoro e meglio pagato. Per un amatore credo sia indifferente, io scatto sia in pellicola che in digitale, sono due modi di pensare e lavorare in maniera differente, ma altrettanto belli e felici. |
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inviato il 12 Novembre 2016 ore 19:34
“ Ma era proprio rosso il tramonto? Non ha importanza „ Chissà se i paesaggi di Ansel Adams erano veramente bianchi, neri e grigi E chissà se il mondo negli anni '80-'90 aveva veramente quei colori assurdi che dava la pellicola. Non ha importanza se il tramonto fosse rosso, marrone, arancione, viola o verde, a meno che non stessi girando un documentario. E anche in quel caso nessuno vieta di fare un documentario lisergico col cielo verde. |
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