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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 15:08
“ Secondo voi è possibile coltivare questa capacità „ In linea di massima direi di sì, anche se probabilmente l'insight ( it.wikipedia.org/wiki/Insight ) ha una componente innata o formata così precocemente che da adulti ormai si ha oppure no... Certo "stare sul campo" aiuta a sviluppare meglio le capacità che possediamo. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 16:11
Avete da consigliare un testo che tratta la fotografia da un punto di vista più "filosofico"? Che magari sviscera gli argomenti di cui stiamo parlando? Potrebbe essere fonte di ispirazione |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 16:35
E' facile lavorare sull'effettistica e su un'eventuale perfezione tecnica, mentre é difficile, anzi difficilissimo lavorare su percezioni e sensazioni. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 16:41
In che senso filosofico? Dovresti essere più specifico. Se intendi saggi che indagano il rapporto tra forma e contenuto e che fanno dei pipponi sul messaggio fotografico so che ce ne sono a iosa ma no so quanto possano aiutare ad ampliare la propria visione personale. Se vuoi qualcosa che ti aiuti a ragionare sui possibili contenuti di una foto non è male "Educare lo sguardo" di Angier: è abbastanza vario e propone anche qualche esercizio da fare. Ma non è incentrato sulla ricerca di una propria strada personale. Comunque secondo me conviene cercarsi autori su cui si è in sintonia e comprarsi qualche lavoro più significativo. Magari non si impara nulla ma almeno in mano ti resta un bel libro da sfogliare... Comunque se cerchi nel forum ci dovrebbe essere qualche topic sui libri consigliati... |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 16:56
“ Avete da consigliare un testo che tratta la fotografia da un punto di vista più "filosofico"? „ Ti sconsiglio di leggere il testo a mio avviso più sopravvalutato del mondo della fotografia: "la camera chiara" di Roland Barthes. Io ho trovato molto interessanti "fotografia creativa" di Franco Fontana e "lezioni di fotografia" di Luigi Ghirri. Ma alla fine, come dice Opisso, dipende molto dal tuo modo di scattare. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 16:57
Piuttosto... In giro ci sono spesso dei workshop interessanti che si occupano più dello sguardo che della tecnica. Prova! :-) |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 17:19
“ In giro ci sono spesso dei workshop interessanti che si occupano più dello sguardo che della tecnica. „ Davvero? Dove?? Pf contattami in privato per evitare di violare qualche norma del forum. Per quanto mi riguarda, dopo il corso base, in giro si trova ben poco (e spesso si tratta del brodo del corso base allungato con qualche approfondimento), mai nulla che esuli dalla pura tecnica comunque; spesso perché, effettivamente, tutte 'ste competenze in giro non ci sono (c'è un sacco di gente che campa di fotografia più con i corsi che che con gli scatti), altre volte perché chi sa qualcosa non lo condivide poi così facilmente... |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 20:40
Anch'io ti consiglio le lezioni di Ghirri. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 23:13
“ Ho la macchina sempre dietro e se non vedo situazioni interessanti scatto comunque insensatamente anche quando forse non dovrei. E a complicare le cose ogni tanto becco qualche scatto "casuale" buono. „ Non sempre lo scatto "casuale" è così casuale.. non ti è mai successo di aver intravisto qualcosa con l'occhio, comporre in un istante, scattare senza saper bene perchè? Poi vai a casa, guardi la foto e lo capisci. E' goduria, quando vai di istinto. E' anche abbastanza raro se non si ha talento, ma "scatta scatta scatta" secondo me questo talento alla fine lo alleni. E' palestra (“ come fanno molti sportivi: si allenano per anni per poi... „ ). D'altronde "le tue prime 10000 foto etc etc etc" Quello che voglio dire è che i contenuti sono si la cosa importante, sacrosanto e nobilissimo, ma una buona base di savoir faire è indispensabile. Io adesso scatto a 360 gradi, in mille modi diversi, sperimentando molto. La macchina ce l'ho sempre con me, non si sa mai. I contenuti arriveranno, con calma, con tempo, un po' sarà il caso a mettermi nelle situazioni. Per i libri letto Ghirri (va riletto), i prossimi sono Fontana, Geoff Dyer e John Berger perchè mi ispirano. C'è qualche bel libro sul fotogiornalismo. In ogni caso credo che leggere qualsiasi cosa comunque aiuti a fotografare, dal momento che leggendo spesso la nostra mente crea delle immagini.. Adesso per esempio vado a leggermi Patagonia Express  |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 9:23
“ Non sempre lo scatto "casuale" è così casuale.. non ti è mai successo di aver intravisto qualcosa con l'occhio, comporre in un istante, scattare senza saper bene perchè? Poi vai a casa, guardi la foto e lo capisci. „ Si mi è successo. Ma quando ti capita 1 volta su 1000 ti chiedi se non sia statistica... Poi certo alla fine hai una foto buona e meglio forse anche un 1/10000 che uno 0/36. Alla fine magari componi anche un buon portfolio ma qualche domanda te la fai su quanto conti l'intuizione dello scatto piuttosto che la selezione a posteriori. Ma forse è proprio inutile la domanda? In fondo in fotografia ci si mette anche il caso e la macchina fotografica. A questo punto forse la domanda potrebbe essere: da 1/1000 posso passare a 2/1000? O mi accontento di passare a 2/2000? Il fatto è (riportandomi un attimo in topic) che anche cercando di capire e carpire le tecniche dei "maestri" si trova tutto il contrario di tutto. Chi scatta a caso, chi no. Chi pianifica il progetto, chi no. Chi porta sempre la macchina fotografica con se, chi no. Ecc. ecc. |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 10:53
“ Si mi è successo. Ma quando ti capita 1 volta su 1000 ti chiedi se non sia statistica... Poi certo alla fine hai una foto buona e meglio forse anche un 1/10000 che uno 0/36. Alla fine magari componi anche un buon portfolio ma qualche domanda te la fai su quanto conti l'intuizione dello scatto piuttosto che la selezione a posteriori. „ Verissimo! Dovessi fare un conteggio delle foto che mi soddisfano, nei momenti in cui giro con la macchina fotografica in mano e scatto tanto, alla fine mi ritrovo un paio di foto ogni tantissime che ne scatto... Non chiedersi se sia statistica è un po' come nascondersi i propri limiti... Perché poi, anche tra queste, quante sono dovute ad una vera intuizione? A volte la scena si racconta da sé, serve solo essere lì ed aver tolto il tappo all'obbiettivo, a volte sei in mezzo ad un evento curioso, che offre tantissime opportunità, ed allora una la porti a casa. Poi arriva anche quella dove ti dici: "qua sono stato bravo!"... io forse ancora l'aspetto... Un bel test sarebbe: mi do 13 foto, devo portare qualcosa di bello a casa... |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 11:17
Inoltre, proprio sull'onda della foto su 10000, credo ci sia una questione di metodo su cui conviene stare attenti... Scattare molto è, come abbiamo detto, un esercizio, una palestra. Secondo me deve rimanere tale. Il rischio è di finire in un approccio, a mio avviso sbagliato, alla fotografia: non più a cercare la fotografia con lo scatto ma a cercare la fotografia tra gli scatti, scattare molto per vedere se, in quel mucchio, è uscito qualcosa... A mio avviso il confine è piuttosto sottile e il rischio di caderci, per un principiante, concreto. |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 11:19
Secondo me è normalissimo che le foto "buone" siano una percentuale più o meno piccola di quelle scattate. Salgado, per esempio, per realizzare "il sale della terra" ha impiegato diversi mesi. Non possiamo sapere quante foto abbia scattato ma sono piuttosto sicuro che sono tantissime, in relazione a quelle che ha selezionato. |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 11:36
Non fatico a crederlo, salvo che con i suoi scarti mi ci riempirei la casa di quadri mentre le mie migliori affaticano solo il pc Scherzi a parte è normalissimo per chiunque, ma non cadrei nel trabocchetto digitale di puntare alla quantità... |
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inviato il 05 Ottobre 2016 ore 11:46
“ Il rischio è di finire in un approccio, a mio avviso sbagliato... „ Be' come dice Sebastiano si e no. Vero è che probabilmente la 1/10000 del foto amatore diventa 2000/10000 per uno bravo e quindi il nostro "capolavoro" verrebbe tranquillamente cestinato. Ma se un professionista non scatta a caso (o meglio con più cognizione di causa) ha comunque tutto l'interesse, specie in certi ambiti, a fare più scatti possibili per ottenere risultati i più vicini possibili all'apice che può ottenere. Comunque tanto per fare un esempio. Americans di Robert Frank: 83 foto pubblicate (croppandole) su oltre 24000 foto scattate. Ok era un lavoro con un'impostazione particolare ma stiamo parlando di rullini non di digitale... E Winogrand? Il genio della Street. Quando è morto aveva ancora migliaia di rullini non sviluppati. |
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