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inviato il 13 Luglio 2016 ore 15:58
Ma scherzi? Dagli assistenti, oltre alle borse fotografiche, mi faccio portare anche camicia di ricambio e borsa frigorifera. Il peso della reflex è l'ultimo dei miei problemi |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 16:00
 sei uno schiavista |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 16:34
Ma va la, neanche avessi detto il....barbecue... |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 17:04
Meno macchine fotografiche e niente distrubutori e tutti col telefono d'ora in poi... ma poi chi paga? che fine fa questa industria?Se qualcuno domanda una foto fatta ancora con certa perizia,potra' richiedere che corrisponda ad un livello qualitativo di un determinato standard?oppure ci pensa l'amica della damigella col telefonino o il cugino fotoamatore. nella nuova concezione nazional popolare per la serie scatto e posto,il fotografo è quello con la macchina fotografica che ci mette testa e cuore,non è piu' l'artigiano di bottega o il professionista.Il fotografo è quello col telefonino ,annamo bene. Niente piu' zainetto e discussini sui materiali scimmie varie... meno apertura delle ombre e recupero luci sulla foto del mi piace,ipotizzerei qualche problematica in piu' nella gestione del blending |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 18:52
Beh così il discorso si fa drammatico suvvia ... Anche se non hai torto, con questo avanzamento di tecnologia ci stiamo facendo i conti tutti, i miei clienti -ad esempio- vengono spesso con ricerche fatte su Google (nella migliore delle ipotesi eh) i più vintage, invece, si affidano a forum... Detto ciò non nego che per l'ultimo viaggio in Filippine mi sono affidata più a go pro e cellulare che alla reflex, per praticità (ed economicità), c'è anche chi mi ha detto che mi vengono meno peggio le foto col cell Ma sicuramente, se dovessi picchiare fortemente la testa e decidere di risposarmi, mi affiderei nuovamente ad un professionista e non ad un amico appassionato, così faccio col medico, estetista, parrucchiere ecc ecc L'unica cosa vorrei che Giorgio mi offrisse un po'di cm ... in altezza cosa avete capito!?!? |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 19:14
Cara "Mariangela", (visto il tuo selfie avatar) non più di quello potrei concederti  |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 19:40
Dal vivo sono anche peggio! |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 20:06
Be' il fotografo del mio matrimonio mi ha soddisfatto alquanto mentre le foto dei miei amici, specie in chiesa, erano inguardabili ma non penso che la Phaidon abbia intenzione di farne una pubblicazione :D Potrei anche fare una battuta sul fatto che una foto con qualità cellulare i miei genitori manco se la sognavano... ma voglio dare un altro spunto spero più interessante: Due persone si sposano... mentre il fotografo è distratto nel cercare di fare una foto di gruppo in cui nessuno chiuda gli occhi accade qualcosa di inaspettato e "magico" (non so tipo il padre della sposa che era contrario al matrimonio si emoziona e gli scende una lacrimuccia o cose del genere fate voi io non ho molta fantasia...). Un invitato col cellulare riprende la scena e la posta immediatamente su qualche social. La foto, ancora prima che il fotografo sia tornato al suo studio per lavorare con Lightroom, ha già 200 "like" ed è stata vista da tutti i parenti (quelli presenti e quelli in America che non sono potuti venire). Inoltre mentre le foto scattate in chiesa dall'invitato sono "inguardabili" questa scatta all'esterno ha anche una bella luce ed è anche stampabilissima in un 20X30 da appendere sopra il caminetto. Insomma lo scatto col cellulare diventa "la Foto" del matrimonio e anche gli altri invitati a distanza di anni se la ricordano (mentre probabilmente manco hanno visto quelle fatte dal fotografo). Le domande sono : 1) Tutto questo è verosimile? 2) E se la prima risposta è si allora forse, almeno in alcuni casi, il cellulare è "superiore" alla reflex. Dove come "superiorità" intendo sia le maggiori occasioni e possibilità di scatto dovute alla probabilità e diffusione e maggior facilità a condividere i contenuti... |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 20:32
Opisso, siamo nel 2016 la fotografia oggi è questo. Ti dico di più, sporadicamente gli sposi non mi concedono contrattualmente la liberatoria di pubblicazione, quindi le mie foto (con la F maiuscola) sono le uniche a non poter essere pubblicate online. Quando arrivano al ristorante hanno già la bacheca di FB piena di fotacce terribili scattate da amici e parent , ma nel mio studio me la menano a morte due ore sul loro diritto alla privacy. Così è Opisso, io sorrido e fotografo, se dovessi dare troppo peso al resto diventerei pazzo dopo un solo we di lavoro. |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 20:40
Parole sante Milone .. Io purtroppo mi in× tutti i we ... Non riesco ancora a non badarci |
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inviato il 13 Luglio 2016 ore 21:05
seguo ......seguoo |
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inviato il 14 Luglio 2016 ore 9:09
Credo che le foto ufficiali del mio matrimonio le abbiamo viste solo io e mia moglie. C'è da dire che "allora" (cioè "pochi" anni fa!!!) il digitale non era così diffuso. Il nostro fotografo scattava ancora a pellicola... Oggi il digitale ha di sicuro spinto al massimo il concetto di "tutto subito" e in questo trova nel cellulare il suo più grande alleato. Mi viene in mente l'altra volta a Genova mentre scattavo insieme a un mio amico. A un certo punto ha visto una scritta divertente, e pur avendo la reflex (digitale) in mano, ha tirato fuori il cellulare, ha scattato e condiviso subito su fb; ed è l'unica foto che ho visto della sua sessione di scatti... Quando come dicevo prima Shore si è messo a scattare su Instagram... beh penso che non lo ritenga "migliore" del banco ottico. Semplicemente voleva esplorare con la sua classe questo linguaggio di "appunti", di "diario del quotidiano". Che può dare anche buoni risultati... Per questo mi fa un po' sorridere chi "snobba" il cellulare. Tra l'altro, apro una parentesi, in molti concorsi anche "seri" online ti chiedono di mandare foto ridimensionate e se le condizioni di scatto sono buone la qualità di quelle fatte al cellulare è quasi indistinguibile. Così come se fai una stampa 10*15 (o anche 20*30). Ma non volevo soffermarmi su questo... volevo dire che è un po' come paragonare il cinema alla televisione e dire che il primo è "superiore" perché i film si vedono meglio sul grande schermo. Vero ma non puoi non considerare che è presente in ogni casa... E che alcuni contenuti, a prescindere dalla qualità che mediamente è bassa ma può essere pure molto alta, anche se teoricamente proiettabili al cinema sono "nati" per essere veicolati tramite TV (telefilm, varietà, dirette, pubblicità ecc.). Ok, magari non è un esempio calzantissimo ma avete capito... |
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inviato il 14 Luglio 2016 ore 12:43
Mi faccio insistente. Siccome la fotografie è il frutto dell'applicazione congiunta di un complesso di dotazioni tecniche e strumentali (il "corredo") e delle qualità soggettive di una persona che le usa secondo il suo discernimento e la sua sensibilità, trovo poco logico separare concettualmente queste componenti, che invece formano un sistema integrato e si influenzano a vicenda. Penso infatti che le scelte artistiche del fotografo dipendano anche da cosa usa (dubito che uno capace faccia le stesse cose e usi gli stessi settaggi a prescindere dal fatto di usare uno smartfone, una compatta o un banco ottico...) e che le prestazioni degli strumenti dipendano da chi li usa. Da qui in avanti, tutte le disquisiziooni e le dispute sul "ci vuole il manico" o "ci vuole il vetro" o "ci vuole il corpo macchina" assumono un po' il senso della questione se c'era prima l'uovo o la gallina. Una foto è figlia del sistema uomo-macchina che l'ha prodotta, un altro sistema avrebbe prodotto qualcos'altro, senza un confine netto tra l'influenza del sensore e quella del fotografo. Altrimenti arriviamo a dire che il mondiale F1 lo vince il pilota a prescindere dall'auto, che uno slalom lo vince lo sciatore a prescindere dai materiali e così via.. Il risultato di un'impresa fotografica non è tutto o niente, bianco o nero, zero o cento. Ci si muove in un intervallo continuo di espressione qualitativa e il fare un po' meglio o un po' peggio dipende dalla sinergia che il sistema produce. Ci saranno cose che contano di più o di meno, aspetti più o meno facili da recepire, ma mi sembra difficile essere categorici e al contemp plausibili... In estrema sintesi, piuttosto che dire "ci vuole il manico" direi " ci vuole anche il manico", e soprattutto ci vuole quello che serve... |
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inviato il 14 Luglio 2016 ore 13:18
Vedi Andrea, il problema per quanto mi riguarda é semplice e chiaro. Se nella mia vita reale avessi dato ascolto a chi mi diceva di prendere una reflex ff perché migliore ad una ml m4/3 ,come succede qui,io avrei speso un sacco di soldi in più arrivando ben presto a capire che quel rumore generato in più dalla camera non avrebbe inficiato sulle stampe,e ne faccio molte,né avrei fatto foto significatamente migliori. Questo lo posso assicurare. Quello che mi preme dire é che la fotografia é un insieme di cose,gusto,cultura,idee,immaginazione,senso pratico ecc...che una macchina sulla carta un pelo più performante non può sostituire. Inutile avere grandi macchine con piccole idee,prima credo ci si debba buttare sulla cultura,vedere foto,leggere,ammirare mostre ecc..poi farsi un' idea di come si voglia rappresentare ciò che uno ha appreso,con quale linguaggio,quale atmosfera ecc..poi dopo ma dopo aver trovato dei limiti espressivo creati da una macchina salire di categoria. Farlo prima,per me é solo controproducente. |
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inviato il 14 Luglio 2016 ore 14:05
“ Altrimenti arriviamo a dire che il mondiale F1 lo vince il pilota a prescindere dall'auto, che uno slalom lo vince lo sciatore a prescindere dai materiali e così via.. „ Condivido il resto, ma in quanto all'analogia c'è da notare che nessun pilota di F1 potrebbe vincere su una carretta e nessuno slalomista con dei pezzi di legno ai piedi. Nulla invece impedisce che un fotografo possa produrre opere importanti usando una scatola di cartone con un buco ed esporle al MoMA, per esempio. O magari, per ottenere il risultato che vuole, avrà bisogno di lavorare con un banco 20x25 e ottiche eccellenti. È in questo senso che in effetti va inteso il "ci vuole il manico", che "è il fotografo che conta", non certo nel senso che la fotocamera sia irrilevante: caspita, è lo strumento principale che il fotografo utilizza! Pare una banalità, e dovrebbe esserlo, ma osservando come talvolta quest'idea sembri essere fraintesa sia nel senso che la fotocamera non conterebbe nulla sia al contrario come spesso si cerchi o si proponga la fotocamera che sarebbe "migliore" tout court, probabilmente vale ancora la pena di ribadirla. Volendo proprio ricorrere a un'analogia, pensare piuttosto a uno strumento musicale mi sembra possa funzionare abbastanza bene. |
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