user39791
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 17:50
Il concetto di “realtà” parte dall'esperienza di ogni singola persona. La mia “realtà” è l'insieme delle mie percezioni sensoriali. Per un'altra persona, è l'insieme delle sue percezioni sensoriali. Poi, interagendo tra di noi, troveremo dei punti di convergenza tra quanto abbiamo percepito. |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 17:54
Escluso il rapporto io-Occhio, che interagendo troviamo prevalentemente il punto di divergenza Occhio.... con affetto sempre sommo, sia chiaro eh!!!! Ma già lo sai! Ciao F |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 18:00
Loccchiodelcigno, di sicuro non sai disegnare. Sapessi le sensazioni che dà tracciare una linea che da sola vale tutto il disegno... ma non puoi capire. |
user39791
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 18:24
“ Escluso il rapporto io-Occhio, che interagendo troviamo prevalentemente il punto di divergenza MrGreen „   |
user46920
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:11
“ Occhio, dubito potremo mai capirci Cool Se per reale significa che io esisto, possiamo anche metterlo come punto fermo „ vedi che ci siamo già capiti! “ Ma vado sulla foto che hai postato, la seconda: ti pare che ci dica che il bambino esiste e basta? „ sinceramente, a me dice che il bambino, tra un quarto d'ora, non esisterà più ... ... infatti non capisco nemmeno perché dici questo: “ E' evidente che, per te, realtà è il fatto che esisti. „ la realtà esiste anche senza di me! ... checcentro io? non mi baso certo solo su di me per dire che il mondo su cui sto vivendo, attira anche te gravitazionalmente e tutti gli altri che ci camminano intorno e che tutto questo fa parte della realtà, indipendentemente che qualcu'altro ci creda o meno ... Quello che può fare la fotografia è che può riprenderla questa realtà, indipendentemente da quale sia il momento, la prospettiva, l'inquadratura, o se quello che riprende sia solo una fiction. Provo a ripetere, magari non è chiaro: E' proprio questo il motivo principale per cui le persone “ sono erroneamente "sicure e tranquille" che quello che vedono nella fotografia sia reale „ è il fatto che la fotografia PUO' riprendere la realtà (un pezzo, naturalmente), che possa creare questa situazione! Ma lo stabilire a priori, nelle proprie menti, che la fotografia non possa riprendere la realtà, solo per sfuggire senza danni al fatto che può anche "trasportare la finzione" e quindi che possa mentire , non giustifica il non accettare il mezzo fotografico come registratore di immagini fotografiche (= il disegno della luce, del reale, del visibile, ecc...) .. non lo giustifica affatto! E senza accorgertene, anche tu sei condizionato come gli altri, da questa realtà o da questa caratteristica naturale della fotografia “ Il più autorevole poeta palestinese diceva che Arafat veniva sempre proposto (fotograficamente) con rappresentazioni orribili, per darne una cattiva immagine. Non so e non mi interessa che sia vero, ma SO che è certamente possibile. „ lo dice il tuo "certamente possibile" e insieme al fatto che hai ben specificato "(fotograficamente)" se la stessa "tecnica palestinese" avesse usato dei disegni o dei cartoni animati, non avrebbe raggiunto lo stesso scopo! ... è questo il punto. mi dilungo un po' riprendo qui un pezzo di prima e poi altri: - “ La fotografia mente, e questo è un fatto che prescinde l'intenzione. „ la fotografia di per sé non mente (se è e resta fotografia), è il fotografo semmai che può "mentire" più o meno intenzionalmente e quindi “ Poi ci sono limiti differenti che possiamo porci, e ci sono chiare strumentalizzazioni. E in questo senso ben venga l'auspicio di atteggiamenti, per certa fotografia, che rispettino un'etica di qualche tipo. „ aggiungerei a cominciare dal prodotto: il prodotto fotografico è, come diceva bene Filiberto, reale o realtà, mentre se il prodotto non è più reale, non ha nemmeno più senso parlare di fotografia. Mentre, mi sembra che (e sottolineo mi sembra) il dipingere la fotografia come mezzo menzognero ed incapace di riprendere la realtà, questa realtà che tra l'altro per qualcuno non esiste , ecc ... siano solo dei subdoli appigli per poter poi fare tutto e il contrario di tutto, con i software di grafica! ... comunque concordo, eh: - “ al sistema di diffusione dell'immagine....Interessa se sei bello o brutto, se ti infili le dita nel naso o se tagli la coda alle lucertole. Le immagini provocano sensazioni, e non in funzione del fatto che una cosa esiste, ma per il contenuto che promuove, in relazione a una qualche scala di valori, a un qualche sistema di bene e male. „ beh, penso che lo abbia spiegato molto bene anche Ls83, ma questo fatto reale o comunque molto verosimile, non dovrebbe intaccare la fiducia o comunque la consapevolezza nella fotografia e nemmeno quindi nella sua funzione principale (quella non la si può intaccare). - “ Ma "conoscere i fatti" (e non un singolo e particolare aspetto di un fatto) ovvero la presunta realtà, attraverso la fotografia è utopia. Da sempre. „ io non ho mai detto né voluto dire che si può scrivere un libro sulla copertina; una singola fotografia certamente non può raccontare 10 anni di storia, ne servono almeno due ... e poi sarebbe come credere di conoscere una donna, dopo una sola notte !! |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:18
Occhio, non insisto perchè non è una gara a convincerci, ma ti ripeto un aspetto del mio punto di vista che ritengo inequivoco: la fotografia mente per definizione, indipendentemente dall'intenzione del fotografante. Che poi questi possa avere particolari fini ed essere deliberatamente strumentale è un altro discorso. Ma quello di cui io parlo è una caratteristica connaturata al mezzo, e non un elemento circostanziale. Detto ciò non aggiungo altro, che sarebbe unicamente ripetizione a questo punto |
user46920
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:20
“ Occhio.... con affetto sempre sommo, sia chiaro eh!!!! ;-) Ma già lo sai! „ .. certo che lo so: sei un grande Gerr:“ Loccchiodelcigno, di sicuro non sai disegnare. Sapessi le sensazioni che dà tracciare una linea che da sola vale tutto il disegno... ma non puoi capire. „ non è neanche quello
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:22
Occhio, sei un artista. Senza se e senza ma! |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:24
Come godo....appena crolla il pupo mi aggiorno ed intervengo |
user46920
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:42
“ ..ti ripeto un aspetto del mio punto di vista che ritengo inequivoco: la fotografia mente per definizione, indipendentemente dall'intenzione del fotografante. ... Ma quello di cui io parlo è una caratteristica connaturata al mezzo, e non un elemento circostanziale. „ io credo sia più una conformazione mentale di ciò che ci convinciamo essere sia la fotografia ... ovvero come dicevi, siccome la fotografia riprende o può riprendere solo un pezzo della realtà alla volta, un pezzo del tempo molto breve, uno scorcio di questo infinito, una misera particina, ecc ecc ... ci si convince che questa non è una pipa! ... ma la cosa non dice nulla: è solo e nemmeno filosofia. E' certo che quella non è una pipa, perchè è un caxxo di disegno che rappresenta una pipa e quindi non ci puoi fumare, con quella pipa ... .. è solo uno sciocco giro di parole per dire nulla e tutto, allo stesso tempo, ma non basta per dire che la realtà non esiste o altre cavolate del genere (scusa la poesia ). poi se prevedi/intuisci che non riesco io a capire quello che intendi dire con "la foto mente", fammi un disegnino , perché l'esempio dei fiori è lapalissiano, evocativo, ma incongruente con l'affermazione che hai sottolineato: è logico che non si può scrivere un libro con una parola sola! ma la fotografia è fatta così: raccoglie le immagini una alla volta e per scrivere una frase di senso compiuto, magari c'è bisogno di molte fotografie ... alcuni per farla più facile, utilizzano il cinema |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:56
Ragionando per contrari la realtà esiste e la forografia ne è la prova. Qual'è? Boh ognuno la vede a modo suo sta realtà...proprio come una fotografia. Quindi la realtà esiste, ma non sappiamo vederla. |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 19:57
È il pdr che è sbagliato |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 20:13
Comunque dovete chiarirvi un attimo. Parlate di volta in volta della fotografia ponendola una volta come mezzo, una volta.come fine ed un'altra come substrato gelatinoso di cristalli d'argento. Partendo da quest'ultimo è sempre reale, leale e fedele. Se è un fine è solo menzogna. Se è mezzo...beh ha ragione filiberto ed anche occhio. È un due al quadrato ma non è più neanche fotografia. Semplicemente arte. Io sono un ignorantone ma una volta mi facevo le canne ed in fattanza pensavo un sacco, ecco. Mettiamola così. |
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 20:29
@Locchiodelcigno Secondo me stiamo discutendo tanto sulla realtà della fotografia, ma non stiamo considerando tutti lo stesso concetto di realtà. Se intendiamo per realtà, la "realtà fisica", quella comune, quella in cui se inciampi sullo spigolo del letto ti fai male, sono d'accordo con te tra distinguere le fotografie "reali" fatte fisicamente con lo strumento della fotocamera e la "grafica" creata partendo da elementi presi da fotografie, che a quel punto è equiparabile ad un dipinto. Se intendiamo per realtà, la tua esperienza, la tua percezione, quello che ricordi dal tuo punto di vista, quello che tu hai provato, che per forza di cose è solo soggettiva in quanto è interpretata dal tuo cervello, non da un altro, sia la tua realtà, che la realtà della fotografia è "menzognera per definizione" in quanto soggettiva come dice anche Francesco. Ed è menzognera sia una singola fotografia che un reportage di centinaia di fotografie, perché tutte rappresentano dei singoli frammenti di luce impressa su un supporto e non ti possono dare l'esperienza sensoriale e sociale completa che ha vissuto il fotografo. La percezione della realtà è sempre soggettiva sia che tu la racconti a voce, in un libro, con una foto o un video. Prova a chiedere un resoconto del g8 di Genova prima a un poliziotto e poi a un black block... Entrambi li nello stesso giorno, a vivere la stessa manifestazione, magari nella stessa piazza nella stessa ora, ma il racconto sarà profondamente diverso. Da una realtà "fisica" unica vengono percepite tante realtà "soggettive" quanti sono i partecipanti a quella stessa situazione. Non esiste la realtà "oggettiva" da raccontare, da fotografare, da riportare in un articolo o in un libro di storia, ma sempre e solo una realtà filtrata da un punto di vista. Anche per questo il dibattito etico di come deve essere fatta informazione (scritta, parlata, fotografata, video, ecc ecc) è ben aperto... Non potendo creare un'informazione oggettiva, si ha l'obbligo morale di creare una comunicazione etica, obiettiva ed equa che non è sempre facile da perseguire. Ben vengano le foto dei gattini e dei cocktail in discoteca, hanno comunque una loro funzione sociale e/o psicologica, ma se si cerca di usare la fotografia per raccontare una testimonianza, diffondere un informazione non si può pretendere che la propria percezione della realtà sia unica, oggettiva e inconfutabile... |
user46920
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inviato il 11 Luglio 2016 ore 20:35
L'articolo iniziava così: [...] Ma la fotografia, non l'avevano inventata per "riprodurre la realtà"? Per copiare, ricalcare la realtà come una maschera di cera, come un frottage, come un calco di gesso? Non le avevano proibito (primo fra tutti Baudelaire) di "invadere il dominio dell'impalpabile e dell'immaginario"? Che ci fa proprio lì, allora, sulla porta dell'invisibile, sbirciante dal buco della serratura? E che ci fa... fa la fotografia. Che altro? Una cosa che non si è mai fatta ingabbiare da nessuno in una divisa, in una mansione, in un recinto. Macchina meravigliosa delle ambizioni e delle contraddizioni di un'epoca, di molte epoche, splendido ossimoro che manda in bestia gli studiosi nomenclatori e gli storici dell'arte che hanno sbagliato indirizzo. ... La fotografia è "retina dello scienziato", per l'astronomo Janssen, e la sua non è solo una metafora: è davvero la protesi oculare che è sufficiente portarsi dietro ovunque, dalle ascensioni in mongolfiera alle esplorazioni del sottosuolo, puntare sull'infinitamenrte grande dell'universo come sull'infinitamente piccolo della microbiologia, e lasciar lavorare, perché ci porti a casa quello che non si poteva vedere prima. Così, ha ragione Zannier, la fotografia diventa, paradossalmente, una macchina per vedere l'invisibile. Oserei dire che la fotografia ha conquistato la propria credibilità non perché sembrava capace di riprodurre il visibile, ma proprio perché si vantava di mostrare l'invisibile. E il bello è che lo fa davvero... ... Bisogna forse rimettere un po' a posto le nostre categorie storiche, per quanto riguarda la fotografia, e spostare al Novecento l'affermazione del fotografico come riproduzione del reale visto, come registrazione, archiviazione e condivisione di una testimonianza. Un'ideologia che si afferma potentemente con il fotogiornalismo. [...] e poi: [...] Il terzo secolo della fotografia cambierà ancora paradigma? ... I segni dicono che la fine ... sta aprendo la strada a un ritorno della fotografia ... delle immagini che reinventano la realtà. Che non raccolgono ma propongono immagini del mondo. [...] che non raccolgono, ma propongono = immagini che reinventano la realtà rileggendo, credo che si stesse riferendo proprio "ai disegni e alla pittura", ovvero a quella menzogna indegna di essere chiamata fotografia! |
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