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inviato il 29 Maggio 2016 ore 19:25
Basta che sia ciò che voleva rappresentare l'autore....se a qualcuno non piace se ne scatta una jpg onboard camera per i fatti suoi, che rispecchi meglio le sue idee.....mica ti fanno pagare qualcosa per vedere quelle degli altri. Mettiti il cuore in pace, il problema che hai sollevato è un "non problema".....è assolutamente impossibile porre dei limiti su fino a quando una foto può essere considerata eticamente credibile oppure no...ed è assolutamente giusto che sia così. |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 19:38
Curve a destra..e poi a sinistra..,sotto i livelli del mare..,e maschere di carnevale.. !!La PP aiuta se lo scatto gia'di per se' ha delle potenzialita'ed e'ben realizzato,altrimenti sono discorsi al vento.Personalmente mi limito alla PP base con luminosita',ombre e contrasto..il resto come dice Califano..e'Noia!!Le foto che ho piu'apprezzato non hanno mai abusato di PP.La foto deve farla il fotografo,punto e basta!Ti compri una buona reflex,delle buone ottiche..e ancora non ti basta??Ti metti pure a post-produrre..??Esistono altri hobby.. |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:10
Se avessi tre palle, questi threads le rappresenterebbero ambetre |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:10
Sono d'accordo. Facendo una piccola ricerca in wikipedia ho scoperto che esiste un diritto della fotografia. Riporto tale e quali alcuni passi che la dividono in tre categorie: "Nel corso degli anni è stata elaborata una serie di criteri per stabilire l'appartenenza delle immagini a una delle tre categorie: *opere dell'ingegno di carattere creativo *semplici fotografie *fotografie documentali La principale distinzione tra le opere fotografiche e le semplici fotografie risiede nella presenza o meno di un elemento di personale interpretazione della realtà da parte del fotografo grazie al quale risulta evidente la differenza tra una riproduzione oggettiva della realtà e quella invece, creativa, realizzata dal fotografo. Molteplici sono state le definizioni dei giudici sulla fotografia come opera d'arte: “personale e sostanziale rielaborazione delle immagini da parte del fotografo”<ref>[Tribunale Roma, 24-02-1998] </ref>, “capacità di evocare suggestioni che trascendono il comune aspetto della realtà evocata”<ref>[Trib. Firenze 16 febbraio 1994] </ref> e ancora “impronta personale dell'autore risultante da più elementi”<ref>[App. Milano 5 novembre 1993] </ref>. Ciò che la giurisprudenza cerca di identificare in una fotografia per la corretta distinzione tra opera creativa e semplice fotografia è la presenza di un'impronta personale del fotografo che, di volta in volta, può essere individuata nella “fantasia”, nel “gusto” e nella “sensibilità”, nella capacità dell'immagine “di trasmettere le emozioni proprie del fotografo”<ref>[Trib. Milano 28-6-1993] </ref>" |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:18
.....fortunatamente wikipedia non ha alcuna valenza giuridica.....  |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:32
" La fotografia è la fusione di due attimi, indissolubili e distanti tra di loro. Da una parte il soggetto ritratto, dall'altra lo stato d'animo del fotografo. Il loro incontro fa nascere una possibile visione della realtà" dal sito citato sopra... |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:33
Ci siamo ormai dispersi nella sofistica pura... Da qui a qualche pagina avremo aggregato una maggioranza del 55-60% (non qualificata...sic!!) intorno al concetto di cosa sia una fotografia. Poi saremo finalmente felici!! |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:35
“ Ok. Ma si corre il rischio, forzandola molto, che essa non sia altro che una rappresentazione fantastica di quel momento più che una rappresentazione realistica... Una immagine che assomiglia a ciò che avremmo voluto vedere... „ pensa a quanto è "fantastica" una foto in b/n, e all'inizio c'era solo quella |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:40
Facile perdersi. Ma non dimenticare che io sono nuovo e ho bisogno di fondamenta... Comunque effettivamente, al momento, mi trovo d'accordo con la definizione della "fotografia fusione di due attimi". La fotografia si esprime, sostanzialmente, negli attimi precedenti e istantanei allo scatto... La PP, il dopo, rischia di alterare quella fusione di due attimi. Poi quella fusione non esiste più, è un'altra fusione, un'altra cosa. |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 21:42
Per Ooo: hai ragione. Devo rifletterci. |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 22:03
Kristianmanni.ha detto: "Una immagine che assomiglia a ciò che avremmo voluto vedere..." Per me è questo il fine ultimo delle fotografie che vorrei fare |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 22:06
Quindi, per te, il fine non è "vedere quello che è"... |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 22:19
ma io una domanda semplice l'avrei: perchè farsi tutti questi problemi? partendo dal presupposto che la macchina fotografica non ha una gamma dinamica ampia quanto l'occhio umano,passando dal fatto che noi guardiamo contemporaneamente la scena con 2 obiettivi e la macchina no,si arriva al fatto che una fotografia non potrà mai essere quello che noi vediamo in quel momento,ma una buona approssimazione. a questo punto dico,perchè invece di farci simili domande,non cerchiamo,secondo nostro gusto personale, di migliorare il più possibile lo scatto? |
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inviato il 29 Maggio 2016 ore 22:26
Ecco...mi hai anticipato. Migliorare lo scatto per approssimandolo il più possibile alla visione umana. Se è per questo fine, sono d'accordo sull'utilizzo delle Pp... |
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