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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 17:59
Non saprei dirti Roberto, non ho mai usato in condizioni simili le 2 pellicole. A me non piace molto sviluppata in microphen perche' nonostante le tiri fuori un filo in piu' di sensibilita' nelle ombre l'effetto finegranulante riduce si la grana, ma fa perdere anche abbastanza di definizione. Preferisco una grana piu' netta data da un rivelatore energico. Con ingrandimenti fino al 10X e' assolutamente accettabile anche nei toni chiari (dove in genere con le stampe analogiche la grana e' piu' visibile) Con l'ingranditore e i software di scansione e' tutta un altra musica. In genere se si lascia fare al software in automatico lui applica una bella dose di maschera di contrasto, cosa che rende la grana molto visibile e assai poco piacevole. Se dovessi pensare solo alla scansione probabilmente non usere la Delta 3200 ma "tirerei" la TMax 400 a 1600 ASA facendo attenzione a non esagerare con lo sviluppo. Alla fine gli scanner piani digeriscono e recuperono assai meglio i negativi leggerini, mentre lavorano proprio male nelle alte densita'. La delta con il suo velo molto scuro e' ha gia' praticamente tutti i toni li dove gli scanner piani faticano. Sarebbe diverso chiaramente se le scansioni fossero fatte con uno scanner a tamburo. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 18:02
Per l'oscillazione del corpo, la posizione del fotografo è un piede leggermente avanti e dritto, e l'altro, che rimane arretrato, deve essere in posizione orizzontale, cioè con la punta verso l'esterno. Non conosco quell'obiettivo, sarà anche datato, ma ha una data nel quale gli Zeiss erano già famosi, quindi è sicuramente buono. Per quanto un obiettivo lavori bene a tutta apertura, sicuramente qualche diaframma più chiuso lo migliora. In ogni caso come dicevo anche a tutta apertura potrebbe essere sorprendente, considera che questa tutta apertura è un 3.5 e non un 1.4. Certamente che in termini di qualità un f5,6/8 risulterebbe imbattibile. Ma sarà comunque un successo. Non so se hai mai usato uno Zeiss ma ti sorprenderà in tutto e per tutto rispetto ad un ottica giapponese, non importa se l'ottica giapponese potrebbe avere un test MTF superiore, quello nel suo complesso sarà emozione pura |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 18:05
L-perro si, IlFord suggerisce quei tempi a 20 gradi per 3600 ASA. Probabilmente sono fatti tarandosi su un tono medio e il valore e' fortemente sballato dal velo della pellicola. Io con la mia catena rivelatore/ingranditore/carta/rivelatore mi trovo un contrasto troppo alto nonostante il velo. La espongo per 1.250 ASA e la sviluppo per 11':30'', soluzione B, 20 Gradi, per uno sviluppo N. Poi andrebbe variato a seconda del contrasto della scena. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 18:13
Grazie Marinaio, era solo una curiosità...tanto la t-max non posso più usarla Sono sempre stato un amante delle pellicole Kodak in bn, naturalmente mi piace anche la Ilford, nello specifico le due classiche fp4 ed hp5, anche se in versione plus non mi garbano molto, mi piacevano di più le vecchie, che adesso dovrebbero/potrebbero essere le Kentmere. Però ultimamente, guardando delle immagini, sto rivalutando le Delta, che comunque ho sempre considerato buone pellicole ma preferivo altro. Forse forse adesso preferisco una Delta ad una t-max 100/400 che anche se quest'ultima la trovo una pellicola perfetta non ho quasi mai usato perché l'ho sempre trovata un po' standard nella sua resa, insomma un bianco e nero che per quanto perfetto non mi ha mai emozionato più di tanto. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 18:31
“ Non e' una pellicola molto adatta alla scansione fatta con macchine amatoriali o scanner piani, ha un velo piuttosto scuro, quindi lo scanner finisce per lavorare li dove da il suo peggio; nei toni scuri. (Ho l'Epson 750 e questa e' una delle pellicole che esce peggio dalle scansioni) A me piace molto da stampare con l'ingranditore. Non trovo la grana affatto esagerata, ma questa e' una questione di gusti. In genere la espongo a 1.250 ASA e la sviluppo in HC 110 soluzione B. Ho avuto buoni risultati sulla grana anche in soluzione A, quindi con uno sviluppo molto energico, e un tempo di sviluppo ancora piu' corto. Rimpiango il fatto che non esista piu' per il 4x5, sarebbe una mano santa per certi tipi di foto. „ Sinceramente quei pochi rullini 135 che ho usato non mi hanno fatto impazzire... ma potrebbe anche essere colpa di qualche errore mio. Soprattutto per la grana, davvero tantissima, già su 13x18 se ne vedeva a palate. Buono a sapersi che esce bene in HC110... alla prima occasione do un'altra possibilità alla delta 3200. |
user46130
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 19:14
La vostra è una conoscenza preziosa, che noto con estremo piacere che condividete! Io ho provato ultimamente le kodak 100 e 400 ma le ho trovate piuttosto "scialbe", la Delta ha forse una resa, se mi passate il termine, più moderna (metro di paragone Oly + Zuiko). Ma forse sono soltanto mie sensazioni. No Roberto, mai avuto uno Zeiss, sto testando questo ma non sono mai andato oltre f/5. Vorrà dire che sarà un ulteriore test! Marinaio, purtroppo devo capire bene come funziona, per questa volta penso che opterò per i valori del bugiardino e spero che siano un buon compromesso tra grana e contrasto Soprattutto sperando di contenere la grana... Come sviluppatore come reputi quello dell'agfa? |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 19:27
L_perro parli del Rodinal? Ottimo come tanti altri sviluppi. Tra parentesi se guardi i tempi del rodinal sul bugiardino Ilford sembra piu' coerente di quello del HC 110. Aumenta molto meno tra 1600 e 3200 i tempi di sviluppo. Quei 14 minuti dell'HC 110 non possono essere giusti! Non hai ancora detto pero' se stamperai le foto in camera oscura o se scansioni. Se stampi in camera oscura credimi, 3600 nelle ombre non li otterrai mai dalla delta 3200 e se sviluppi per 14 minuti avrai un negativo sottosposto e sovrasviluppato, la cosa peggiore possibile da mettere nel portanegativo! Se invece scansioni e basta se hai sottoesposto te la cavi comunque, se sovrasviluppi no, perche' piu' e' denso il negativo meno lo scanner legge. Inoltre piu' sviluppi e piu' la grana diventa grossa ed evidente con un rivelatore energico tipo rodinal o hc-110. Io non l'ho ancora mai provato, sembra che sia ottimo anche lo sviluppo di Ars Imago. Al momento ho un buono stock di HC-110, appena cala provo l'Ars Imago, sembra un buono sviluppo per ottenere un po' di sensibilita' in piu' dalle pellicole. |
user46130
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 19:39
Credo che andrò in co e farò delle prove di stampa. Credevo di sottosvilupparle con il Rodinal (si giusto) tenendo il valore di tempo per il 1600, quindi 9' in modo da avere il negativo sovraesposto di uno stop e sottosviluppato sempre di uno stop. Ti può sembrare coerente? |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 20:36
Sovraesposto, tranquillo non e' sovraesposto, e' leggermente sottoesposto ma non e' drammatico. Il discorso e' lungo, i tempi di sviluppo dati sono calcolati sui toni medi, per cui volendo riesci ad ottenere qualsiasi tono variando lo sviluppo. In realta' purtroppo lo sviluppo non incide in modo uguale su tutti i toni. Agisce con grande variabilita' nelle luci e con molta meno variabilita' nelle ombre. Cosa comporta questo, che se aumenti l'energia data allo sviluppo ottieni densita' molto maggiori nei toni chiari, una buona variazione nei toni medi e una variazione molto minore nelle ombre. (L'energia data allo sviluppo e' data da concentrazione rivelatore/temperatura di sviluppo/tempo di sviluppo/agitazione) Per questo in genere con i negativi si dice di esporre per le ombre e sviluppare per le luci; in pratica entro certi limiti hai un supporto che puo' essere adattato all'ampiezza tonale della scena. Ora tu hai scritto che vuoi scattare in interni. Se scatterai con la luce che viene da una finestra ampia avrai una bella luce morbida, con poco contrasto, quindi potrai permetterti tempi di sviluppo piu' lunghi; se invece scatti la sera, con la luce artificiale della casa avrai in genere tanto contrasto e se allunghi i tempi di sviluppo avrai un contrasto difficilmente stampabile in camera oscura. Insomma purtroppo non esiste una ricetta standard, io ti ho dato la mia per contrasto N, poi va adattato alla scena variando lo sviluppo a seconda del contrasto. Non voglio comlicare troppo la cosa pero' i miei tempo vanno bene con la mia catena, usando una carta, un rivelatore e un ingranditore. Senza spaccarsi troppo la testa puoi provare ad esporre a 1.600 ASA, sviluppa per 10 minuti in rodinal 1+25 a 20 gradi (forse anche 11 soprattutto se la scena ha un contrasto N o minore) e guarda il risultato. PS se scattassi a mezzogiorno una scena bella al sole con ombre nette di consiglierei di sviluppare meno. PPS come leggerai l'esposizione? |
user46130
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 22:31
Marinaio e Roberto, vi ho inseriti nel gruppo di amici sperando di non farvi cosa sgradita. Quindi per aumentare il contrasto dovrei usare tempi più lunghi, al contrario invece con luci forti e dure, con stacchi pesanti, dovrei ridurre il tempo di sviluppo. Spero do aver capito bene. Cosi come è preferibile utilizzare un rullino per ogni tipo di situazione (ad esempio per interni, esterni, ecc.) per poter fare uno sviluppo dedicato, a prescindere dagli ISO. Questo viene facile con i MF che hanno solo 12 pose. La Rolleiflex non ha l'esposimetro e non ne ho ancora uno esterno (visto che ho sempre avuto macchine dotate di esposimetro esterno e quello della Oly lo conosco...). Quindi userò (come sempre fin'ora) quello della 6D. Spot su una zona in ombra media e poi studierò le inquadrature anche in base alla luce. Al massimo faccio come ora che lavoro con il diaframma se devo regolare (sommariamente) l'esposizione. Lo so che non è il massimo ma fin'ora non ne ho cannate |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 23:21
Grazie L_perro per l'amicizia. Hai capito bene, con l'energia dello sviluppo regoli il contrasto. Il sistema e' nato prima dei rullini, il modo piu' semlice per applicarlo e' scattare con le lastre oppure con le macchine dotate di magazzino separato puoi caricare un magazzino e usarlo in una situazione. Comunque senza esagerare, in caso di necessita' si puo' anche fare una media e sviluppare per quella. L'esposimetro spot della 6D andra' benissimo, i puristi potrebbero storcere il naso, in realta' se e' tarato bene funziona alla grande. In teoria dovresti puntarlo nella zona in ombra piu' scura in cui vuoi dettaglio e mettere quella lettura in zona III (quindi esporre per quella lettura -2 stop) Io spesso cerco la zona piu' scura con l'esposimetro e non l'ombra media. Considera che la zona III e' nero in cui hai ancora dettaglio, non grigio; quindi e' una zona molto scura. Poi guardo nelle luci e cerco il valore piu' alto per capire quanti stop ci sono nella scena e regolarmi con il contrasto. Su carta avrai piu' o meno 5 zone con dettaglio tra neri e bianchi, III IV V VI e VII, questo viene chiamato sviluppo N; nella stampa puoi avere piu' zone ma quelle oltre saranno stampate senza dettaglio. Se nella scena hai bisogno di dettaglio nella zona VIII in lettura puoi comprimere le scene sviluppando per un tempo piu' corto, lo sviluppo che registra dettaglio in una zona in piu' si chiama N-1, e andrebbe cercato con dei test. Togliere un 20-25% dal tempo puo' darti una prima indicazione. Per i ritratti n luce naturale io spesso la luce incidente, anche qui i puristi possono storcere il naso; la verita' e' che altrimenti e' molto difficile gestire l'incarnato a seconda delle tonalita' della pelle. Visto che nel ritratto spesso il viso e' piu' importante della resa nelle ombre io prediligo quello. Sono tutte regole che possono essere infrante per ottenere un risultato voluto, e' importante conoscerle per interpretarle nella foto |
user46130
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 23:52
Grazi a te Marinaio! L'esposimetro della 6D l'ho tarato da poco e funziona egregiamente adesso. Grazie per la pazienza e la spiegazione sul sistema zonale, che ho sempre rimandato di studiare... Più o meno la utilizzo già nel digitale cercando di tenermi tra i -2 e i +1,5 stop con una breve occhiata alle varie zone interessate tra ombre e luci. Con l'analogico è tutto più difficile ovviamente, a questa difficoltà si aggiunge l'ulteriore variabile dello sviluppo, a cui purtroppo sono alle prime armi. Grazie per tutte le dritte!!! Grazie davvero, spero di saperle mettere a frutto! |
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inviato il 23 Dicembre 2015 ore 0:02
Sono sicuro che le metterai a frutto benissimo, hai l'approccio giusto! L'analogico ti da una possibilita' in piu' rispetto al digitale. Con il digitale la latidudine di posa nelle luci e' fissa, con l'analogico e' modulabile attraverso lo sviluppo. Per contro il digitale recupera benino nelle ombre ed ha piu' sensibilita' a disposizione, l'analogico ha bisogno di luce! Le ombre vanno esposte bene. |
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inviato il 23 Dicembre 2015 ore 10:06
Marinaio, a me non convince molto il tempo di sviluppo. Non sarebbe meglio stare più bassi di quanto consigliato da ilford? Solitamente loro danno tempi per ottenere un contrasto già bello alto, soprattutto se si usano ingranditori con testa a condensatori. Sinceramente mi sono sempre trovato meglio accorciando i tempi da tabella (il mio ingranditore è a condensatori). Sinceramente, poi, punterei ad ottenere un negativo poco contrastato piuttosto che molto contrastato, e, se necessario, aumenterei il contrasto in stampa, che è meno complicato e da risultati migliori di un negativo troppo contrastato. In interni con luce artificiale (che in questo periodo è tipico usare), poi, il contrasto è già bello alto... Insomma, se il bugiardino propone 9', secondo me sviluppare per 8' non è sbagliato. |
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inviato il 23 Dicembre 2015 ore 10:30
Grazie L_perro contraccambio con piacere |
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