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inviato il 17 Dicembre 2015 ore 20:07
Se vuoi un lavoro fatto bene dovresti tagliare in diagonale anche il piano del tavolo, fidati, so che è dura da capire ma credi a me |
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inviato il 17 Dicembre 2015 ore 23:01
“ ...tagliare in diagonale... „ Ottenendo così due tavoli con tre gambe, solo con due deboli in quanto "mezze"? |
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inviato il 18 Dicembre 2015 ore 9:19
Ottenere un tavolo robusto con tre gambe e un tavolo da muro con una gamba. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 11:31
Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo qui su Juza ed è per me un piacere farlo in un post che che parla di foto e pp. Per me non è molto difficile arrivare a una conclusione che mette d'accordo tutti: La post produzione può migliorare evidentemente tutte le foto, ma le belle foto sono belle e funzionano perchè nascono già belle e funzionali (composizione, luce, forma, significato, momento decisivo ecc ecc). Quindi se si vuole crescere e fare belle foto, la post produzione è l'ultima cosa. La prima e più importante è "pensare fotografia", fotografare con la mente e cercare di trasformare questo pensiero in un'immagine. E' un processo lungo e tortuoso (ma doveroso). Il resto viene dopo, la tecnica fotografica si impara, la post produzione diventa sempre meno necessaria. Un saluto a tutti, e visto che ci siamo.. buone feste! |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 11:52
Mi concedo due puntualizzazioni. La prima è che la postproduzione non diventa mai meno necessaria, in quanto corrisponde a quello che con la pellicola era lo sviluppo e la buona parte della stampa. Direi di si, oggi la PP copre anche diverse delle funzioni che si facevano con l'ingranditore, perchè il bilanciamento dei colori, l'apposizione di filtri, il taglio, la gestione del contrasto e della luminosità, molte cose che prima erano coomprese nella stampa adesso fanno parte della PP. Al massimo la PP diventa meno invasiva, meno sbilanciata verso il fotoritocco, ma la sua necessità è assoluta e indiscutibile. La secondaè che la genesi della foto non deve essere per forza greve e "micraniosa": ci sono generi quali ritratto, macro o still life, in cui la meticolosa preparazione del set e dello scatto sono la base di una buona riuscita, ma esistono anche scatti istintivi e spensierati (vedi la filosofia della lomografia...) che non valgono meno per il fatti di derivare da un semplice "point'n shot". Penso alla street (basta vedere le bellissime cose di Vivian Maier per capire il valore della spontaneità), ma anche alla naturalistica itinerante: prova a preparare meticolosamente un gheppio in "santo spirito" o un pellegrino in volo... La fotografia è passatempo e arte, può anche essere interpretata con leggerezza. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 11:53
“ Ottenere un tavolo robusto con tre gambe e un tavolo da muro con una gamba. „ ...e un bel po' di segatura sul tappeto del salotto!! Lo passi tu, l'aspirapolvere?? |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 12:25
Hai ragione Andrea, spesso anche nel paesaggio la foto buona può essre figlia, ad esempio, di una reazione istintiva ad un momento di luce, in questi casi come dice Freeman il fotografo pesca inconsciamente da un proprio database di scatti individuando istantaneamente la soluzione migliore, quindi più è ampio e vario questo archivio più diversi ed interessanti saranno i risultati, arriviamo quindi al "più immagini vedi più migliori come fotografo " di Robert Mapplethorpe Sicuramente poi ci sono altre situazioni in cui invece l'accurata preparazione dello scatto è fondamentale, paradossalmente può succedere anche quando si tratta di cogliere un attimo che spesso bisogna saper prevedere, comunque anche in questi casi il "database" mantiene tutta la sua importanza, in questo caso, con tutto il tempo di pensare, anche in senso opposto, nel senso di non ripetere uguale il già fatto! |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 14:08
Condivido in pieno il pensiero di Andrea, evidentemente anche quello di Caterina. Mauro, per quel che riguarda la PP, se scatti in Jpg si può non fare, ma perché? Perché è il software della fotocamera che elabora al posto tuo. Se invece si scatta in Raw la PP diventa assolutamente necessaria, basta mettere i parametri tutti a zero e si capisce il perché....va letteralmente sviluppato, e se non lo vuoi fare non resta che schiacciare il tasto automatico di Lightroom, allora anche in questo caso il software lavorerà al posto tuo generando un risultato mediocre e molto standard. Come detto da molti la PP è strettamente necessaria per valorizzare la luce dell'immagine e per creare uno stile proprio, al di la del contenuto dell'immagine e dalla sensibilità del fotografo o dal modo di agire più o meno riflessivo o istintivo. E' un completamento dell'opera. Esattamente come si faceva con l'analogico. Che poi ci sono modi più leggeri o più spinti o addirittura artefatti per elaborare un immagine è un altro discorso. Il fatto che da una parte la fotografia va presa in leggerezza è senz'altro vero, ma bisognerebbe chiedere a quei fotografi che lavorano su commissione nei più disparati campi se è sempre così. La differenza è uguale in qualsiasi altro settore o sport che si pratichi per diletto o professione. Voglio dire che a livello professionale le pressioni aumentano sensibilmente, si hanno molte più cose da considerare. Andrea il tavolo lo seghettiamo sul balcone |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 16:28
Io ho sempre pensato che la fase creativa in fotografia si consuma nel momento dello scatto; sin dai tempi in cui sentivo i discorsi da circolo con mio padre e magari vedevo stampe di un albero ripetute 50 volte in camera oscura fino ad ottenere quel cielo saturo, quella sfumatura, ecc... Foto di albero rimaneva. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 16:35
“ stampe di un albero ripetute 50 volte in camera oscura fino ad ottenere quel cielo saturo, quella sfumatura, ecc... Foto di albero rimaneva. „ Alph non ho capito bene, intendi dire che sarebbe bastata la prima stampa senza ripeterla 50 volte? |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 16:40
Non esattamente, ma trovavo fossero foto che in se e per se dicevano poco, ma che erano stampate e ristampate in modo maniacale... parlo di b/n... con uso di filtri, mascherature, per ottenere effetti certo particolari, ma privi di momento artistico... Non saprei definire meglio la cosa |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 16:45
Ok Alph, non avevo capito bene il concetto, grazie. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 21:06
Seguo con interesse. Sul discorso del poter prevedere o intuire la buona resa di una foto in un attimo improvviso, mi trovo d'accordo in quanto mi é capitato di recente a Venezia di vedere la scena finale dell' immagine ancora prima di scattare...sensazione meravigliosa che mi stimola a continuare ad ampliare il mio bagaglio fotografico. |
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inviato il 22 Dicembre 2015 ore 21:11
Andrea, si era trattato solo di un'incomprensione, nessun problema |
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