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camera oscura cosa prendere?


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user5164
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inviato il 30 Novembre 2015 ore 18:12    

via... due stop non ti fanno buttare la foto con una 400 asa... ma se lo fai con una panf+?
poi se si cerca l'eccellenza lo sviluppo non e' prendo una ricetta e via, bisogna personalizzarlo in base al tipo di luce e il contrasto... il libro del buon adams lo buttiamo nella stufa? mi vuoi dire che esponendo in maniera approssimativa e sviluppando standard ottieni stampe fine art perfette?


avatarsenior
inviato il 30 Novembre 2015 ore 18:13    

1 La pellicola è facile da dominare. Confermo.
Io riesco a tirare fuori quello che ho in mente. Di solito le foto che ottengo sono esattamente quello che voglio.
Per dominare la pellicola intendevo dire che l'esposizione, anche se non perfetta, va bene lo stesso. Certo, otterrai un altro tipo di foto, ma comunque un immagine degna esce fuori ugualmente. Per toppare devi sbagliare l'esposizione di brutto, almeno 3-4 stop. Ma se sottoesponi di 1 stop o sovraesponi di 1 stop va bene lo stesso.


Va bene lo stesso nel senso che qualcosa esce comunque? Sicuramente.
Ma uno stop in più o in meno si vede, sia sul negativo che sulla stampa. Cambia il risultato. Prova semplicemente a fare bracketing ad uno stesso soggetto e vedi tu stesso. Le differenze sono evidenti.

Infatti esistono le famose Holga o Diana che hanno solo due diaframmi e un tempo solo... Se la pellicola pretendesse un'esposizione perfetta, queste macchinette non avrebbero senso di esistere.
Ripeto, è sempre bene esporre correttamente, ma se comunque, soprattutto nel medioformato, c'è qualche errore di esposizione è spesso recuperabile, sia nello sviluppo che nella stampa.
Ad esempio, quando uso la Holga preferisco sviluppare in stand o semistand in modo da recuperare gli errori di esposizione, anche se poi risulta più complessa la stampa da ingranditore.


Infatti quelle macchine non sono nulla più di giocattolini.
L'errore di esposizione lo vedi ugualmente sia nel 135 sia nel 120 sia nelle lastre. Non è questione di dimensione del negativo, ma di come viene impressionata la pellicola. La dimensione del negativo ha poi altri vantaggi.

2 Per quanto riguarda lo sviluppo, mi spiego meglio:
Voglio sviluppare una Fp4 con Rodinal. (potrei sceglierne un altro, ma ora dico questo)
Semplice.
Scelgo 1+50 (potrei scegliere 1+25 o 1+100, ma scelgo 1+50 in questo esempio), 20° per 9 minuti (non mi ricordo esattamente il tempo, è solo un esempio).
Ribalto per un po' e il gioco è fatto. Casomai è complicato tirare fuori qualcosa di specifico, ma se si segue la regola, cioè la giusta temperatura, la giusta miscela e i giusti ribaltamenti, viene tutto bene.


Ma no, non è così. Lo sviluppo fatto con tempi esatti da bugiardino lo fai per il C41 o per E6 che sono standard.

Lo sviluppo b/n è invece variabilissimo e le indicazioni dei produttori sono da prendere come un punto di partenza. Quello che scrivono è in pratica come ottenere, da un fotogramma esposto in maniera standard secondo loro standard, un negativo con indice di contrasto solitamente 0.65 (a volte 0.55, dipende dal produttore).
Il problema è che le condizioni standard NON esistono in natura e in secondo luogo 0.65 è un contrasto parecchio alto, che rischia di "tappare" le alte luci (o comunque renderle troppo dense) e con ingranditori a condensatori può rendere la stampa ostica. Quindi, solitamente, si riduce il tempo di sviluppo con l'esperienza.
In secondo luogo, studiare la fotografia analogica implica parlare di sistema zonale e quindi di sensibilità effettiva della pellicola, che è sempre inferiore a quella scritta sulla scatoletta e calibrare di conseguenza lo sviluppo per gestire le alte luci.
Ultimo e più importante, con lo sviluppo decidi come verranno resi i mezzitoni, luci e alteluci (oltre a contrasto, grana, microcontrasto, ecc ecc)... mi sembra un po' troppa roba per lasciarla decidere ad un bugiardino standard.

Che venga fuori qualcosa è vero, ma anche dalle DSLR usate in full auto viene fuori qualcosa. La differenza è esattamente questa.

Per quanto riguarda l'utente che ha aperto la discussione. Forse mi sbaglio ma mi pare di aver capito che è a digiuno con la pellicola. Il mio consiglio, che ha un approccio differente dal tuo, è prima di imparare a fare foto esposte bene, farle sviluppare da un fotografo, almeno le prime volte, poi imparare a sviluppare e infine stampare con l'ingranditore. Non può fare tutto insieme altrimenti impazzisce!! A meno che non abbia qualcuno che lo segue.
Ovvio però che in qualche modo queste foto le deve vedere quindi: o le fa stampare da un negozio, pagando, oppure, si prende uno scanner da poco, in modo tale da vedere più o meno, molto alla larga, qual è il risultato di ciò che ha fatto.


Io invece sono per fare tutto in casa.
Lo sviluppo è fondamentale per la resa del negativo... se lo fa fare ad altri difficilmente imparerà qualcosa.

La stampa si, è rinviabile... ma neanche tanto perchè la qualità del negativo e se è stato correttamente esposto e sviluppato... la vedi con la stampa.

Ho cercato di essere il più preciso possibile, ma so che ci sarà sicuramente qualcosa di terribile che ho scritto su cui ribattere. Se la discussione rimane costruttiva proseguo con i miei interventi, altrimenti abbandono.


Orsù, non serve essere così drastici...

avatarsupporter
inviato il 30 Novembre 2015 ore 19:29    

Juri devi scegliere il formato da sviluppare e da stampare. E' fondamentale per scegliere tutto il materiale dalla tank all'ingranditore e pure per i cilindri graduati.

Se sviluppi rulli fino al 120 e ti limiti a 2 alle volte vanno bene i misurini da 500 ml, a mio avviso e' meglio sempre lavorare almeno con 1L perche' molti chimici in polvere vanno preparati da L.
Se sviluppi 4x5 la tank e' da 1,5 L se prendi Jobo e credo sia simile per le altre.

L'ingranditore nell'annuncio va bene per il 6x6, non oltre. Se vuoi stampare 6x7, 6x9 o 4x5 hai bisogno di altro.
Io ho deciso di fermarmi al 4x5, per i miei generi basta e avanza ma ci sono anche 5x7, 8x10, 20x25 (non da ingrandire!)

Insomma non puoi scegliere il materiale per la camera oscura senza sapere cosa vuoi farci.

Edit, ti era gia' stato detto!

avatarsupporter
inviato il 30 Novembre 2015 ore 19:38    

Planar per me fare una sola cosa con la pellicola bn serve a poco. Esporre e far sviluppare ad un altro la pellicola bn significa non controllare almeno per meta' la resa del negativo. Scansire invece di stampare dara' solo informazioni sbagliate. Se poi lo si fa con uno scanner dedicato casalingo o peggio con uno scanner piano le informazioni sono ancora piu' falsate.

Capisco in parte il tuo punto di vista di procedere per step, puo' funzionare con la pellicola colore, con il bn se vuoi capire come funziona devi necessariamente controllare tutto il processo. E' troppo legato.

avatarsenior
inviato il 03 Dicembre 2015 ore 9:50    

Sono riuscito a montare e fotografare i pezzi più importanti:






















free image hosting

avatarsenior
inviato il 03 Dicembre 2015 ore 10:44    

Planar, ora riesco a capire meglio quanto dicevi... sono d'accordo nel caso in cui si abbia di fronte gente che di fotografia, in generale, è assolutamente principiante dell'arte fotografica in generale.

Ma in quel caso, sinceramente, farei imparare con il digitale, che secondo me è molto più comodo, pratico ed immediato per raggiungere lo scopo. Anche solo per vedere come cambia la pdc, basta che disponi le tre classiche pile, fai tre foto a, che so, f/2, f/5.6 e f/16, colleghi la fotocamera al proiettore/tv/schermo via hdmi e pochi secondi dopo aver scattato le foto fai vedere ai tuoi studenti la differenza, così capiscono subito. Idem per i tempi, la sensibilità (anche solo per far passare il concetto estremamente generico alta sensibiltà=compromessi sulla qualità) e tante, tante altre cose, inclusa la postproduzione.

Una volta che questi concetti generali sono "fissati", passerei a parlare del "mezzo", ossia della pellicola... ma lo farei sempre mantenendomi sempre all'interno del mondo analogico (no scanner, processi ibridi o simili) e spiegando fin da subito come stanno effettivamente le cose, scendendo nel dettaglio in maniera molto graduale e facendo fare tutto fin da subito.

avatarsupporter
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 1:12    

Raramente oggi l'analogico e' il primo passo nella fotografia.
Chi lo sceglie lo fa o perche' gia' lo conosce oppure perche' dopo aver scoperto la fotografia attraverso il digitale e' incuriosito a sperimentare altro.

Iniziare senza controllare il processo soprattutto con il BN non ha senso. Anche le tecniche di esposizione non vanno bene per tutti i sistemi, bisogna adeguarsi al supporto su cui si registra lo scatto e soprattutto al mezzo usato per stampare.

Espore la pellicola BN ad occhio poi puo' dare solo risultati approssimativi. Sfido chiunque ad occhio riuscire ad esporre correttamente per le ombre e stimare il contrasto per sviluppare adeguatamente senza un buon esposimetro spot.

avatarjunior
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 7:09    

planar ma tu dove li fai questi corsi che io ne avrei molto bisogno?

user5164
avatar
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 8:53    

Se esistesse una digitale completamente meccanica, allora farei scegliere allo studente.


esistono le fuji X....

avatarjunior
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 9:00    

Se ti può interessare io vendo un Durst 370 come nuovo

avatarsenior
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 9:07    

Planar sarei molto interessato anch'io al discorso corsi

avatarsupporter
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 12:22    

In interni è impossibile, ma in esterni si può tranquillamente esporre a occhio e non dà affatto risultati approssimativi.
Certo, ci vuole la conoscenza di qualche regola e un pò di esperienza di luce.
Personalmente quando vado a fare sessioni fotografiche in esterni con sole, nuvole, pioggia o neve, nemmeno me lo porto l'esposimetro esterno perchè riesco sempre a esporre a occhio. E sinceramente nel negativo b/n è anche piuttosto banale.


Ma di cosa stiamo parlando, di sistema zonale fatto ad occhio? Ma per favore!
Se invece parliamo della regola del 16, e' decisamente approssimativa.

Personalmente dopo la bellezza di 30 anni di fotografia prima analogica e poi digitale ho avuto la possibilita' di studiare le tecniche di stampa BN fine art con Andrea Calabresi e di assisterlo in camera oscura durante la realizzazione di alcune stampe di uno dei suoi ultimi lavori (le Lune).

Lo ritengo un grandissimo capace di svelare in poco tempo i segreti di questo mondo.

www.corsifotoanalogica.it/wp/andrea-calabresi


avatarsenior
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 12:37    

Ciao Di dove siete ? Io ho un pò di materiale da "donare" messo in garage a fare "muffa" Sono di Lecco.
Paolo

avatarjunior
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 13:06    

Se ti può interessare ho tutto quello che fa la caso tuo! e quando dico tutto dico che ho anche il superfluo (ero fatto così.....) è ancora montata se sei interessato la puoi vedere di persona.Ti do anche la colonna che mi sono auto costruito per evitare vibrazioni. Il mio ingranditore è un Durt M 605 ha anche la testa per il colore, il tutto perfettamente funzionante. Io abito in provincia di Como. Puoi visionare il tutto quando vuoi. Per il prezzo ne parliamo poi.

user5164
avatar
inviato il 04 Dicembre 2015 ore 14:54    

Sembrerà incredibile, ma il sole ha sempre la stessa luce

si... ma il contrasto di quello che stai fotografando non e' mai lo stesso...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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