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inviato il 21 Novembre 2015 ore 5:36
quoto memy anche nelle virgole! |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 7:44
Mi spiace che molti qui non abbiamo capito il senso molto profondo del mio 3d. Molti invece lo hanno capito e centrato in pieno. |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 7:45
Alessandro, con me sfondi una porta aperta con i tuoi ritratti e lo sai. Sai anche di quante volte mi son complimentato in privato con te. |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 7:59
Parlando di comunicazione è meglio non dire " non hai capito " ma partire da un bel " forse non mi sono spiegato bene....... Sarà un caso che chi secondo te non ha capito è chi non fa quel genere di foto mentre chi non ha capito è chi quelle persone le ha incontrate e fotografate ? |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:03
In questo caso al massimo avrei dovuto dire che il mio post non lo hanno compreso perché continuano a parlare di altro. |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:22
rimane il fato che se non abbiamo capito forse un difetto di comunicazione c'è... " Argomento molto delicato...argomento che spesso mi viene in mente ogni qual volta vedo un ritratto del genere. Mi spiego meglio. Spesso vedo ritratti di gente che vive ai margini della società in zone da terzo o quarto mondo, persone che non hanno nulla, nemmeno la dignità spesso. Di questi ritratti ne è pieno il mondo fotografico da sempre, ma la differenza tra i ritratti di molti autori famosi e che hanno fatto la storia della fotografia di denuncia o di guerra e i ritratti che spesso vedo anche qui sul forum da parte di autori amatoriali o professionisti alle prime armi è è enorme. Un ritratto del genere dovrebbe prima di tutto avere il consenso della persona ritratta, e non parlo in termini di liberatoria e mante varie, ma di consenso a fotografare la sua vita in quello status sociale di miseria. Spesso son scatti rubati. Spesso vedo il disappunto nella persona ritratta. Spesso vedo la ritrosia nell'esser ripresi o solo tanta vergogna nei loro occhi. prendo il ritratto più famoso del mondo fatto alla famosissima Sharbat Gula...in quel ritratto c'è la sofferenza di un popolo ma al tempo stesso la dignità della persona che esplode in quegli occhi. Ora dirò una cosa forte. Nei ritratti di quasi tutti gli amatori o professionisti di bassa leva vedo solo l'ego del fotografo occidentale e benestante che si manifesta nel compiacimento di riprendere una scena al limite della sopravvivenza per poi fregiarsene come trofeo fotografico da esibire sui social...non so...sarò sensibile io...a voi che sembra? Vi hanno mai dato fastidio determinati scatti? " io continuo ad interpretarlo allo stesso modo... Tu dici che le foto che critichi e che, come abbiamo chiarito, se non rispettano il soggetto non piacciono nemmeno a me....le vedi spesso qui sul forum e questa, dopo il discorso povertà/mancanza di dignità ( che mi ha fatto scattare e mi ha fatto intervenire . " persone che non hanno nulla, nemmeno la dignità spesso " è una frase quantomeno infelice ) è stata la seconda cosa che mi ha infastidito... Se avessi fatto un discorso diverso senza puntare direttamente sul forum e di conseguenza sugli utenti, forse il discorso si sarebbe potuto sviluppare in modo diverso.... Per essere concreti, parlando dello Juzaforum, oltre ad Alessandro, se penso a chi posta più spesso foto scattate nel " terzo mondo ", non me ne ne viene in mente nessuno che lo faccia in modo scorretto, banalizzano e tantomeno ridicolizzando il soggetto... non uno ! per fare solo i primi nomi che mi vengono in mente, e mi scuso con chi non cito: Alessandro Vannucci, Canopo, Sergio Pan, Takayama, Jekow, John Moulds, Casanovami etc... |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:28
Capisco perfettamente il senso del tuo topic, Gidi. Importante è il tipo di messaggio che si vuole dare ed il proprio stile fotografico. C'è chi cerca di abbellire ,di trovare quella dignità o quel poco di buono che c'è in quelle condizioni di vita disagiate. Altri calcano sulla miseria ed abbruttiscono ( magari scimmiottando qualche nome importante della fotografia) oltre il dovuto..... Conosciamo tutti i ritratti da fame del mondo.....quegli occhioni su visi deformati dal grandangolo di turno. Ormai un cliché.... |
user67902
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:31
“ quale era il messaggio pubblicitario della foto del bambino morto sulla spiaggia turca ? secondo me quella foto, nella sua tragicità, ha colpito più di qualsiasi altra parola................. ed ha costretto molti ad un presa di coscienza... „ presa di coscienza? sai quanti bambini muoiono ogni giorno? per fame, per bombe, per malattie? in africa, in sud america, in asia? forse a te interessa solo un aspetto, solo la tua prospettiva. Con i soldi che qui dai rifugio a 100.000 persone potresti aiutarne 1.000.000 se non di piu nel loro continente. Potresti costruire pozzi e rendere potabile l'acqua, potresti insegnarli l'agricoltura come tante altre cose. Estirpandoli dal loro territorio, cosa risolvi? ne salvi 100, ma per gli altri 900 chiudi gli occhi e fai finta di non vedere. E' come se al mondo ci fossero solo quei due o tre conflitti che riempiono le pagine dei giornali, metre se vai in africa vedrai che non esiste solo l'eritrea e in medio oriente la siria. Ci sono interessi politici ed economici, punto e basta. Dietro a quella comunicazione c'è business, è quello che chiodono i media.. e poi ti meravigli di giornalisti che fanno gli sgambetti per avere il valore aggiunto al servizio, per poterlo vendere. Però tutti inorriditi, però solo a parole. |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:31
Ho detto forum e social, quindi tutto quello che concerne questo mondo qui. Non ho attaccato nessuno in particolare ma ho solo detto che spesso queste foto fatte in modo grossolano a me infastidiscono. Mi spiace se qualcuno si sente colpito. Io non ho fatto nomi ne tantomeno mi son mai permesso di commentarle negativamente queste foto. Le vedo e vado avanti. Mai una parola. |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:33
Grazie Giuliano per aver compreso il tutto |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:34
Memy sarà mia premura comunicartelo in privato il prossimo ritratto che troverò e ne discuteremo insieme, ma sempre in privato |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 8:59
Fermo restando che siamo tutti d accordo che bisognerebbe aiutare le persone sul posto non mi sembra che dietro a quella foto ci fosse una strategia.. anche perché è diventata un simbolo grazie alla condivisione spontanea stata di un mare di persone Mi chiedi se so quanti bimbi muoiono di fame o di guerre a casa loro? Mi prendi per i-m-b-e-c-i-l-l-e??? credi di parlare con uno s-t-u-p-i-d-o ??? Mi dici di andare in Africa o India per vedere di persona???? Beh, grazie del consiglio, forse un giorno la farò. ......................................... |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 9:00
Si deve sempre trascendere |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 9:01
“ prova a fare un viaggio in India o in Africa, vai in un villaggio povero e mettiti accanto a queste persone, scambia con loro dei gesti, fagli vedere la macchina fotografica e la maggior parte vorrà una foto. Spesso bisogna viverle le situazioni „ “ VIAGGIARE DI PIU', PARLARE DI MENO. „ |
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inviato il 21 Novembre 2015 ore 9:03
Il problema è che c'è sempre chi deve fare attacchi personali immotivati per altro senza avere idea della persona con cui si sta parlando... e basterebbe un click..... Non sopporto la mancanza di rispetto dell' interlocutore, si può pensarla in modo opposto ma non si deve mai pensare a priori di avere a che fare con un i-m-b-e-c-i-l-l.e anche perché se si pensa questo perché perdere tempo? Il sig. Louiscuni aveva letto gli interventi sul thread ?  |
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