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inviato il 03 Giugno 2012 ore 23:06
Durante le escursioni fotografiche e non consiglio di spruzzare dei repellenti seguendo questa procedura: -abbassare il calzettoni e spruzzare dalle caviglie a sopra i ginocchi -alzare i calzettoni e spruzzare su di essi -spruzzare sui pantaloni fino alle coscie (ci sono repellenti antimacchia) Scarponi , calzettini al ginocchio e pantaloni lunghi sono molto importanti per aumenatre le difese. Altro consiglio al ritorno da un'uscita fotografica e non , è di procedere ad un'accurata ispezione di tutto il corpo, con l'aiuto di un'altra persona per le zone difficilmente esplorabili. ...“ Tante paure per le zecche... derivano dalle propagande marketing delle case farmaceutiche per la vacinazione. Il rischio rimane comunque basso „ Paralisi flaccida ad esito mortale nell'1% c.a. dei casi non lo considererei un dato trascurabile Una delle patologie più serie causata in alcuni casi dal morso della zecca è il morbo di Lyme, la seconda è la meningoencefalite da zecche o TBE. La meningoencefalite TBE: www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/meningoencefalite.asp La Borreliosi di Lyme: www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/borreliosi.asp |
user1802
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inviato il 04 Giugno 2012 ore 8:39
Lauro, non so dove hai preso la tua statistica... ma quel 1% mi sembra un po' esagerato. Dal 0.6 al 2.5% sono le possibili zecche infette nelle zone a rischio. La probabilità di infezione dipende soprattutto dal tempo che la zecca rimane attaccata al corpo. Per quello che ho trovato io, riportato dall'Università di Neuchatel (ovviamente per la Svizzera) il 70-90% delle persone che riscontrano l'encefalite non se ne accorge nemmeno. Meno del 10% sviluppa fasi secondarie con febbre e dolori La morte sopraggiunge in casi molto rari (0.05 a 0.1%). www2.unine.ch/files/content/sites/cnrt/files/shared/docs/TIK_FR.pdf Purtroppo non ho trovato in italiano. Questo è quello che c'è scritto su quello che hai linkato e mi sembra diverso. “ la mancanza di prove certe che la prevenzione sia efficace e la bassa probabilità di sviluppare sintomi dopo la puntura di una zecca (circa l'1%), il loro uso non è strettamente raccomandato. „ Vuol dire che hai 1% di probabilità di contrarre la malattia di lyme da un morso di zecca “ encefalite, paralisi flaccida a esito mortale nell'1% dei casi). „ Vuol dire che l'1% di chi contrae la malattia di lyme può avere un esito mortale. Riassumendo, si ha il 0,01% di probabilità di morire per una puntura di zecca!! A questo punto allora ci sono molti insetti potenzialmente pericolosi: L'ape, la vespa, il calabrone, la zanzara tigre, lo scorpione, ... o la processionaria che può avere esiti abbastanza gravi a dipendenza del contatto. |
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inviato il 04 Giugno 2012 ore 9:18
Riguardo l'encefalite virale tick-borne non c'è molto da fare, se non evitare di essere punti, ma almeno per la Lyme (che trovo anche l'eventualità più comune), basta fare attenzione alla presentazione tipica (classico rash "a bersaglio" migrante e tutta una serie di altri sintomi) e andare dal medico senza perdere tempo. |
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inviato il 18 Giugno 2012 ore 12:51
ieri sera sono andato per macro e mi sono procurato un repellente da spruzzare sui vestiti anti zaqnzare,mosche,zecche,fagiani,orsi e pinguini..in più ne avevo un altro per la pelle contro le zanzare tigri e (visto le dimensioni) zanzare elefanti risultato: circa 10 milioni di zanzare di ogni tipo che hanno approfittato di me per un festival internazionale di danza ronzante con grande banchetto a base di fotografo. devo provare con una doccia di nafta? |
user1802
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inviato il 18 Giugno 2012 ore 13:02
Meca, probabilmente hai il sangue tanto buono che le zanzare se ne fregano dei repellenti... ... prova con l'app dello smartphone ad ultrasuoni XD |
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inviato il 18 Giugno 2012 ore 16:04
intanto oggi sono andato a farmi un prelievo per degli esami...ho avuto un allucinazione...ad un certo punto l'infermiera mi sembrava un grosso zanzarone con il camice bianco!!!! per lo smartphone ho sentito che respinge le zanzare ma attira gli pterodattili!!! |
user1802
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inviato il 18 Giugno 2012 ore 16:10
“ lo smartphone ho sentito che respinge le zanzare ma attira gli pterodattili!!! „ WOWWWW stasera provo! |
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inviato il 18 Giugno 2012 ore 21:01
“ ma attira gli pterodattili!!! „ Sai che scatti con il trecentone? Se ne vedono pochi oggigiorno nella sezione avifauna, è da provare! |
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inviato il 30 Agosto 2013 ore 11:11
sei stato morso? io uso dei lacci in fondo ai pantaloni per non far entrare ospiti indesiderati. poi tutti i repellenti del mondo sulle parti scoperte ma...non sempre funzionano |
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inviato il 24 Agosto 2016 ore 20:29
Segnalo questo interessante articolo apparso sul numero della rivista speleologia "Sopra e sotto il Carso" (aprile 2013) del Centro Ricerche Carsiche Seppenhoffer di Gorizia compare un interessante e completo capitolo sulle zecche. COSA SONO LE ZECCHE E DOVE SI TROVANO? Le zecche sono dei piccoli parassiti ampiamente presenti negli ambien-ti naturali. Le loro dimensioni variano a seconda dell'età, da una testa di spillo a poco più di 2 mm. Quando sono in età adulta e ricche del loro alimento preferito (sangue), possono raggiungere anche i 5 - 8 mm. Le zecche si nutrono di sangue e per questo aggrediscono sia gli animali che l'uomo. Il loro morso non provoca dolore ed è per questo che possono rimanere attaccate al loro ospite per giorni se nascoste in luoghi non visibili. Le zecche vivono abitualmente tra l'erba e le foglie preferendo luoghi umidi ed ombreggiati. Si trovano a quote al di sotto dei 1.500 metri, solitamente nei boschi o nei prati dove vi è la presenza di animali selvatici o al pascolo. Montagna, collina o pianura non fanno la differenza. La loro presenza copre i mesi che vanno dalla primavera all'autunno con pic-chi da marzo a giugno. CHE MALATTIE POSSONO TRASMETTERE? Le malattie più frequenti e più temibili che possono trasmettere sono la malattia di Lyme (batterio Borrelia burgdorferi) e la TBE (virus della meningoencefalite). LA MALATTIA DI LYME Si manifesta solitamente con un arrossamento della cute che può avvenire nella sede del morso di zecca (in alcuni casi anche in al-tre sedi del corpo) solitamente da 7 a 30 giorni dopo il contatto. L'arrossamento ha un aspetto caratteristico dettato da una area centrale più chiara ed un alone esterno più marcato he tende ad allargarsi (eritema migrante). Può inoltre comparire febbre, males-sere, lieve rigidità della nuca, mialgie ed artralgie; più raramente paralisi dei nervi cranici ed infiammazioni dell'occhio. La malattia và curata con tempestività in quanto l'infezione non trattata può causare nel tempo danni severi al sistema nervoso, al cuore ed alle articolazioni. Spesso la malattia è talmente subdola da non essere avvertita in modo conclamato dall'individuo. Se i sintomi sono chiari prima dei 40 giorni (eritema mi-grante), ci si dovrà sempre rivolgere al proprio medico per iniziare precocemente la terapia. Talora l'eritema può mancare ed è per questo che le persone morse da una zecca, non prima di 40 giorni dal contatto che sia durato almeno 48 ore o in caso di non corretta rimozione della zecca, possono rivol-gersi al loro medico di famiglia per effettuare un prelievo di sangue allo scopo di determinare la pre-senza o meno dell'infezione (si dosano gli anticorpi antiborrelia ? se ci sono gli anticorpi vuol dire che c'è stata l'infezione). La cura della malattia prevede la somministrazione di antibiotici scelti e dosati dal medico. Una terapia corretta e tempestiva è in grado di fermare l'infezione ed evitare le compli-canze. Per questa malattia non esiste un vaccino e ci si può ammalare più volte. LA TBE O MENINGOENCEFALITE DA ZECCA: Colpisce il sistema nervoso e la sua azione può avere risvolti molto gravi. Si manifesta spesso con sintomi non chiari che vengono attribuiti ad una influenza (cefalea, febbre, dolori muscolari) che compaiono da 7 a 15 giorni dopo il contatto. In una percentuale che varia dal 20 al 35% dei casi, la sintomatologia migliora temporaneamente, ricadendo poi con febbre elevata,cefalea, stato di confusione mentale, dolore alla schiena, insensibilità e paralisi degli arti. Spesso è necessario il ricovero ospedaliero; i tempi di guarigione sono molto lunghi ed in una piccola per-centuale di casi lascia dei danni permanenti. E' una malattia data da un virus e non da un battere (come nel caso della malattia di Lyme) e proprio per questo non può essere curata con gli antibioti-ci (in quanto gli antibiotici non hanno alcun potere sulle malattie causate da virus). L'unico modo per prevenire la TBE è la vaccinazione che viene altamente consigliata e raccomandata a chi vive o frequenta spesso le zone a rischio d'infezione. La vaccinazione prevede l'inoculazione per via intramuscolare di 2 dosi di vaccino distanziate da un mese con una dose di rinforzo entro l'anno ed un unico richiamo a tre anni. Il vaccino esplica la sua azione di protezione solo dopo due settimane dalla seconda dose. La decisione se procedere o meno alla vaccinazione spetta al medico di famiglia o al medico degli Ambulatori Vaccinali delle Aziende per i Servizi Sanitari, ai quali ci si può rivolgere per un consulto. Questi saranno anche in grado di stabilire l'effettivo rischio di contagio sulla base delle informazioni che fornirete loro; le zone a rischio sono costantemente monitorate ed identificate dal Servizio Sanitario Nazionale. La vaccinazione prevede l'inoculazione per via intramuscolare di 2 dosi di vaccino distanziate da un mese con una dose di rinforzo entro l'anno ed un unico richiamo a tre anni. COME SI PREVENIRE IL MORSO DI ZECCA Visto quanto detto in premessa, quando si frequentano zone o situazioni a rischio di presenza di zecche, e bene: 1 - Prevenire le infestazioni negli animali domestici e nelle aree di proprietà; 2 - Indossare capi di vestiario che coprano il più possibile la pelle (pantaloni lunghi infilati all'interno di calzettoni, scarpe che co-prano la caviglia, camicie a maniche lunghe infilate dentro i pantaloni); 3 - Scegliere un abbigliamento di colore chiaro che fa identificare prima la presenza del piccolo parassita; 4 - Evitare di camminare a ridosso o in mezzo all'erba (soprattutto se alta), preferendo sentieri o percorsi separati; 5 - Non sedersi a terra nell'erba o frequentare zone con alta vegeta-zione incolta; 6 - Utilizzare sostanze repellenti contro gli insetti, facendo molta attenzione a non eccedere: sono in ogni caso prodotti che ad alte dosi esplicano la loro tossicità anche sull'uomo (leggere le istruzioni); 7 - La zecca non si attacca subito al suo ospite. Solitamente cammina per trovare un luogo più adatto al suo habitat (zone umide e calde come ad esempio le pieghe cutanee). Pertanto è bene controllarsi di tanto in tanto ed al rientro a casa. E' utile farsi aiutare per le zone che non sono facilmente visibili (parte posteriore del corpo o tra i capelli). COME SI TOGLIE UNA ZECCA E' bene ricordare che il morso di zecca non è un'emergenza. La rimozione della zecca è un'azione che il singolo individuo può fare da solo e senza ricorrere al Pronto Soccorso. Il ricorso all'aiuto del proprio medico o del Pronto Soccorso, è da riservarsi ai casi in cui la rimozione non sia avvenuta in modo completo e si necessiti di un intervento un po' più complesso. E' importante invece, rivolger-si al proprio medico quando compaiono i sintomi sopra descritti e si sa di essere venuti a contatto o di aver frequentato zone a rischio infezione. 1 - Indossare un paio di guanti puliti; 2 - Utilizzando una pinza pulita, afferrare il parassita il più possibile vicino al piano cutaneo facendo attenzio-ne di non lesionarlo; 3 - Effettuare una leggera trazione verso l'alto e contemporaneamente girare il parassita in senso antiorario; 4 - Procedere fino a quando il parassita si sgancia completamente; Controllare con attenzione che non siano rimaste parti del parassita all'interno della cute; se così fosse rivolgersi al proprio medico o al Pronto Soccorso; 6 - Eseguire un'accurata disinfezione con un comune disinfettante o con acqua e sapone; 7 - Identificare bene la zona del morso per controllare nei giorni successivi l'eventuale comparsa di eritemi da attribuire alla malattia di Lyme; 8 - Annotare sul calendario la data; 9 - In caso di comparsa dei segni o sintomi descritti in precedenza (sono significativi anche se non c'è ricordo del morso di zecca) rivolgersi al proprio medico di famiglia; 10 - Eventualmente (attacco della zecca prolungato oltre le 48 ore o rimozione non corretta della stessa e solo in assenza dell'eritema caratteristico) e trascorsi 40 giorni dal morso, rivolgersi al proprio medico per effettuare un prelievo di sangue allo scopo di determinare la presenza o meno dell'infezione (si dosano gli anticorpi antiborrelia se ci sono gli anticorpi vuol dire che c'è anche l'infezione). COSA NON FARE 1 - Non coprire il parassita con unguenti, oli o pomate allo scopo di ucciderlo per agevolare la rimozione. Questa procedura utilizzata fino a qualche anno fa, ha dimostrato che nella fase della morte il parassita rilascia molta saliva aumentando il rischio di infezione. 2 - Non sottovalutare il morso di zecca; 3 - Non rimuovere il parassita in modo aggressivo con il rischio di romperlo; In commercio esistono delle pinze idonee dedicate alla rimozione delle zecche;si possono trovare in farmacia o nei negozi specializzati. www.seppenhofer.it/files/sopra_e_sotto_il_carso_4_-_2013.pdf |
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