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inviato il 11 Settembre 2015 ore 7:56
“ Chi ha mai letto meglio ladro che fotografo? „ Presente!!! Seguivo Ando ai tempi di progresso fotografico, un grandissimo!!! |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 8:17
Sono d'accordo sul fatto che l' arte essendo espressione debba essere libera, che troppo spesso ci facciamo contagiare da "formule" per ottenere un riscontro positivo più immediato. Ma secondo me esiste un "bello" e un "brutto", poi se non vogliamo cercare di capire il perché una certa opera ci risulti bella, andando a scomporla in regole e regolette mi può star bene, ma negare che ci sia un "bello" e un "brutto" non è regolare. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 8:24
Non so, magari mi sbagliero', ma tutta sta filosofia, questo scontro di postulati, queste elucubrazioni piuttosto fini a se stesse, mi da l'impressione che creino esse stesse delle gabbie, altro che liberta'! Qui siete l'un contro l'altro armati, e ognuno a difendere concetti elevatissimi, sulla base della propria cultura o ostentata tale. Vi siete contati? Vi accorgete che siete sempre in meno? Che gli interventi stanno diventando sempre piu' "demolitori" del pensiero e delle affermazioni altrui ? Che l'unico proposito che vi muove e' soverchiare, annullare chi e' intervenuto e dimostra di appartenere alla fazione opposta?! Ci rendiamo conto che l'importante e' "insegnare a imparare" e soprattutto "imparare come si deve imparare"? E questo al solo scopo di spremere tutte le possibilita' che l'informazione ci mette a disposizione usarla come rampa di lancio al servizio della nostra intelligenza e fantasia, se le abbiamo ovviamente,per diventare uomini migliori e fare cose migliori ! Se poi si parla di fotografia, ogni volta che guardo le mie foto, ne trovo di vecchie, scontate, superare dai miei stessi gusti. E mi sembra di riuscire a produrne di migliori, almeno fino alla prossima. E, ammesso che le mie impressioni siano giuste, a che cosa lo devo se non alla elaborazione e digestione di ciò che di osservo, leggo, a quanto di fattivo e non retorico posso accedere tramite i mezzi che la tecnologia mi mette a disposizione ? Mica seguire una linea, confrontarsi, deve essere per forza crearsi una gabbia e mettersi dei paletti attorno. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 8:36
Anch'io sono persona semplice e lontana dalle competenze di uno storico dell'arte. Ma a mio parere vanno evitati i pasticci. Se sento un cantante, puo piacermi o meno la sua melodia. Ma se stona, bella ai miei occhi o meno, il suono è disarmoinico e mi respinge. Stesso dicasi per l'arte in ogni accezione: è arte se in essa vi è un soffio inneffabile di armonia... |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:13
Sapete con cosa sono daccordo con I Felix? nel fatto che siamo un forum di fotografia. Va benissimo non servono regole, metodi, giudizi ecc.. Mi mettete qualche vostra foto che sia possibile vedere e di cui discuterne serenamente e senza polemica insieme che rompe i canoni ed è un'opera che va al di la delle regolette? |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:15
Mi sembra, con tutto il rispetto per tutti, l'incipt di molti interventi sia "io non ci capisco molto di arte però..." oppure "certo io sono ignorante però..." ora è vero che come diceva Socrate "il miglior saggio è colui che sa di non sapere" (lo aveva scritta mia fratello sul muro della cameretta!) però è pur vero, che la domanda viene spontanea...ma se non sapete nulla di arte e di estetica dell'arte, filosofi, Kant e altri che hanno dibattuto e tutt'ora dibattono sull'arte e i suoi codici..ma de che state a parlà? Parliamo a questo punto anche di Fisica Quantistica, è la stessa cosa. Leoconte, io sono come il saggio di Socrate, (avendo vista quella scritta per tutta l'adolescenza mi sono convinto ) sapendo di non sapere, infatti non mi permetto di esprimere alcun giudizio nè in un senso nè in altro, che non sia limitato solo al "soggettivo" quindi inutile, però ti dico e lo chiedo anche agli altri che sentenziano, che basi avete? Quali strumenti oggettivi avete per parlare? Lo chiedo per farvi capire, ammesso che ce ne sia bisogno, che anche nel giudizio estetico di un opera d'arte c'è studio, c'è capacità, ci sono codici, che gente autodefinitasi "inesperta" del settore completamente ignora. Quindi la base fondamentale e che DEVI per correttezza di chi legge, da qui in futuro, è distinguere: 1) la fase ed il giudizio oggettivo, codificato, studiato e soggetto a scala di valori ecc... 2) quello soggettivo, "a me Bresson mi fa schifo, il Jazz peggio e non so chi ca**o sia Avedon!". Del primo se ne può parlare, anche se ripeto, me per primo, l'ignoranza dilaga e ti dovresti confrontare in altri lidi filosofia e storia dell'arte, del secondo mi interessa relativamente, perchè di sicuro, hai ragione tu essendo un TUO punto di vista. Ciao LC |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:31
Leoconte, ho letto ora il tuo messaggio iniziale e l'ho messo nel segnalibri per poterlo utilizzare ogni volta che incontrerò uno dei soliti vecchi bigotti (anche 30enni) che la sanno lunga. Grazie. ciao |
user20639
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:37
L'oggettoind.@ Certo, per tanti versi l'arte è anche una follia, data la sua mole di grande impresa, di enorme fatica. Sapienza umana, non accademica, di sorprendente umiltà. C'è però un giochetto che molti "professori" riescono a fare senza farsi notare. Un trucco, una furbizia (naturalmente è un inganno). Si mettono ad assorbire di tutto, leggono, studiano, vanno a scoprire tutti i possibili bassi fondi della creatività, osservano attentamente i loro allievi: quando con occhio allenato scoprono una intuizione originale di qualche emerito sconosciuto, non lo informano di nulla, ma si appropriano del suo tassello di originalità facendolo passare per proprio, nella totale sicurezza che nessuno si accorgerà del furto di idee. Un pò, come è successo alla storia di Giulietta e Romeo, che sembra sia stata scritta da un anonimo sconosciuto, molto tempo prima che un celebre scrittore per teatro(Shakespeare )se ne appropriasse, anche se bisogna dare il merito di averla elaborata magistralmente. Praticamente, l'arte è piena di rimandi e di furti di idee... In tutti i casi, anche se l'artista è un pò a corto di soggetti originali, può rielaborare le invenzioni di altri, ma sarà tutto suo il merito di aver migliorato l'idea iniziale. Lo vediamo tutti i giorni in fotografia, quando una inquadratura, una intuizione visiva che piace non viene colta solo da un navigato artista dello scatto, ma viene imitata da una miriade di altri fotografi, questo ci da una idea di cosa ha comportato il Web: il pericolo di carpire una buona intuizione e nel giro di poco tempo bruciarla nel marasma di mille interpretazioni simili. Ecco, che allora, diventa essenziale che il proprio lavoro sia protetto se si tratta di materiale fotografico e che non venga assolutamente digitalizzato l'originale. L'artista vero, non va alla ricerca di soggetti in viaggi famelici. L'artista va a cercare la propria originalità dentro di se, il viaggio lo compie con la sua fantasia e vi assicuro, che non è meno faticosa di un viaggio fisico. E' nelle dimensioni del sogno, anche quello onirico, che l'artista vero trova grandi quantità di materiale originale da trasferire in immagine fisica. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:40
@i-felix “ Ma quando si comincia a commentare delle foto INGUARDABILI e senza senso, e ci si sente dire che per capire la foto bisogna documentarsi e capire l'autore.... allora ho la conferma che certe cose alcuni le affermano solo perchè le hanno sentite enunciare da altri, ed è quindi solo uno stupido passaparola che non arriva mai davvero al cervello. Si ferma sempre un attimo prima, dopo aver nominato l'autore famoso di turno. Questo atteggiamento non mi sta bene. Non è onestà intellettuale.................o nel mio caso da semplice ignorante, non è sincerità !!! „ In che modo valuti se una foto è guardbile o inguardabile? Quale sono le tue conoscenze in campo artistico per dire oggettivamente, visto che in HBC parli di oggettività, se un'opera è una merda o un capolavoro? Sicuramente ci sono critici o galleristi o altri che incensano opere solo per portare acqua al loro mulino. E ci sono sicuramente persone che parlano di qualcosa solo perchè riportano discorsi sentiti da altri. Ma secondo me tali certezze e giudizzi netti che non sono frutto di una conoscenza approfondita dell'argomento non sono egualmente onesta intellettuale. Cerco di spiegarmi meglio se vedo un'opera e non capisco cosa comunica posso cercare di documentarmi, su autore, periodo storico in cui è collocata, stato del dibattito critico su di essa ecc. Dopo aver fatto tale ricerca posso scoprire che quell'opera in fondo comunica qualcosa oppure che per me continua a essere una bruttura senza senso. In ogni caso almeno potrò esprimere un giudizio quanto meno consapevole e non semplicemente mettere una bolla estremamente soggettiva su qualcosa. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:46
Leoconte, a volte mi perdo nelle mille righe degli interventi, cerco una sintesi e ti pongo una semplice domanda. Ho visto le tue gallerie e tu (come il 99% degli utenti di JZF) fai foto migliori delle mie, lo riconsco. Non ho gia fatto una scala di valori? |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:47
Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Trallallerotrallalà.... A me può piacere a te no, pari patta e si ritorna al via. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:51
“ Dunque - la logica è inattaccabile - non esistono valori condivisi nell'arte, ne tantomeno nella fotografia. Conta il nostro solo giudizio incoronato dalla nostra cultura soggettiva (che sia molta o poca è indifferente). „ Valori condivisi nell'arte come in altri campi esistono eccome e sono frutto di studi e dibattiti critici in continuo mutamento. Certo anche attaccarsi a certi assunti come fossero scolpiti nella pietra non è completamente giusto perchè gli studi sia nell'arte sia nella scienza sono in continua evoluzione. Non per questo però possiamo dire che tutto è soggettivo perchè altrimenti non si va da nessuna parte. In fondo ogni grande scoperta rivoluzionaria o corrente artistica che ha scardinato regole è concetti è partita dalla conoscenza di ciò che già c'era e dalle regole che vigevano in quel momento. “ L'espressività artistica non è legata alla conoscenza o alla cultura o alla tecnica ma alla capacità di ciascuno di noi di osare, di immaginare, di far spaziare il proprio pensiero appunto oltre la conoscenza......è quasi follia.....non è un caso che tantissimi artisti fossero dei visionari.....non è un caso se alcune tecniche siano nate dal nulla. L'arte può essere senza progetto può essere senza nè capo nè cosa fregandosene altamente di quello che tu o io pensiamo. „ L'espressività artistica è legata alla conoscenza e alla cultura Pollock non ha cominciato a dipingere con il dripping dopo un'illuminazione estemporanea, Fontana non ha tagliato la prima tela perchè era un folle, Mirò non ha fatto i suoi arazzi e le sue sculture dopo aver ricevuto un illuminazione dall'alto. Tutte le nuove correnti artistiche che hanno rotto regole ormai sedimentate sono frutto della voglia di osare di andare oltre di una capacità di interpretare e di vedere incredibile ma poggiano le loro basi sulla conoscenza di ciò che c'era prima. Andate a vedere cosa dipingevano Picasso, Mirò, Kandinskij prima di fare qualcosa di innovativo. Lo stesso Banksy noto per la sua street art e per la sua audacia ha una conoscenza profonda della storia dell'arte. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:55
Si, ha ragione Max57. Questa è una discussione (bislacca) che nasce solo dal desiderio di chi l'ha aperta di combattere qualcun altro (io e pochi altri) che non hanno, paradossalmente, mai sostenuto quello che Leoconte rimprovera. Nessuno qui ha proposto dogmi e regole inamovibili, nessuno ha fatto "accademia" e nessuno si è sognato di limitare la libertà dell'arte e degli artisti. Qui nessuno vuole costruire gabbie. Direi che, se proprio vogliamo parlare di qualcosa, non sarebbe male restringere il campo degli argomenti e parlare soprattutto di fotografia anziché di arte, di massimi sistemi, del futuro dell'uomo e di tutti quei temi tanto cari a Leoconte quanto da lui stesso espressi con una dialettica scalcagnata che mi ricorda più il mago Otelma che un tribuno di libertà dell'arte. Libertà che, ripeto, non è stata messa in discussione da nessuno. Ci piaccia o no, esiste nella fotografia (e in tutte le arti) un sistema di attribuzione di valori. Sistema imperfetto, che non raggiungerà mai la piena oggettività ma, se vogliamo discutere di qualcosa, è l'unica strada che funziona da sempre. Se Felix (scusa è solo un esempio) pubblica una foto del mercato del pesce e si chiede come mai quella sua foto non è paragonabile ad una simile (solo secondo lui!) di Scianna, vuol dire che qui nel forum siamo in presenza di una metastasi di valori. E Felix, paradossalmente, ha ragione perché il relativismo da operetta e le dinamiche da forum portano, specie chi è alle prime armi, a valutazioni palesemente errate. Ed è proprio per aiutare Felix e tanti altri che proponevo l'acquisizione di una "minima" scala di valori. Non certo per ingabbiare nessuno. Felix può e deve fare il suo percorso fotografico in piena libertà ma, se nel farlo, avesse avuto un minimo di consapevolezza, certi svarioni di valutazione non si sarebbe neppure sognato di farli. Se non acquisiamo consapevolezza di quello che siamo, di quello che facciamo e di quello che vorremmo fare resteremo sempre ai blocchi di partenza a discutere di aria fritta. Invece di parlare delle nostre fotografie continueremo a citare Van Gogh, Ligabue, a fare ciechi volo pindarici che servono solo ad allontanarci dalla nostra piccola, ma tangibile, realtà. Io ho indicato (solo per chi ne è interessato) la strada dell'impegno, dello studio, della cultura (oltre che della pratica naturalmente). Non è un dogma o una regola ma altre non ne conosco. Se voi ne conoscete, sono tutto orecchi. |
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 9:57
Seguo il thread dalla sua apertura e stamattina mi sono imbattuto in un'intervista di cui riporto un paio di passaggi che mi sembrano, in qualche modo, attinenti all'argomento della discussione: «Non so cosa voglia dire essere artisti. Particolarmente oggi che nell'arte si produce soprattutto merda» «E pensare che il cervello è la macchina più potente che ci sia! Ho sempre insistito con i miei allievi: usatelo. Uscite dal conformismo. Dimenticate i libri e le pubblicazioni scolastiche. Ragionate con la vostra testa» Intervista completa qui: www.dagospia.com/rubrica-31/arte/enzo-mari-designer-oggi-nell-arte-si- PS: ho come l'impressione che la divisione in "fazioni" contrapposte sia solo apparente e dovuta più che altro alla tendenza, appunto, a contrapporsi. Non voglio dire che non ci siano effettivamente "tendenze" differenti (ad esempio tra chi vorrebbe trovare un sistema "oggettivo" per formalizzare la "fotografia", magari basandosi sugli autorevoli pareri di illustri fotografi o critici, e chi invece non riconosce alcuna regola esteriore o autorità che non sia quella della propria interiorità), però alla fin fine credo che nessuno neghi l'importanza della tecnica (necessaria ma non sufficiente) che sta alla base della fotografia ("ars sine scientia nihil est") né che esista un "bello" o un "brutto", o meglio, che esistano degli scatti significativi e degli scatti insignificanti. |
user62173
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inviato il 11 Settembre 2015 ore 10:04
Jeronim.... tu vuoi aiutare me, io voglio aiutare te. Siamo messi così. Ma resta il fatto che una foto a dei pesci è sempre e solo una foto a dei pesci...che l'abbia scattata io o il mio compaesano Scianna. E sono certo che a luci spente...uno come Scianna ti direbbe la stessa cosa !!! |
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