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inviato il 31 Agosto 2015 ore 13:27
“ Corretto quello che dici ma credo che in quel senso, se vogliamo solo rendere al meglio un paesaggio, restiamo più nella pianificazione che nella progettualità. „ “ La pianificazione senza progetto non può esistere!!! Per pianificare bisogna per forza partire da qualcosa... Diamo profondità ad i nostri discorsi ma non cadiamo nel giro vizioso della catalogazione. Gianguido. „ Credo anche io che prima di tutto nasce un progetto, un idea che poi pian piano si evolve in pianificazione; il mio di "progetto" è rappresentare al meglio le Dolomiti e per farlo devo "pianificare" al meglio ogni mia uscita fotografica |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 13:37
Semplificando un po', spero non troppo, se vuoi rappresentare o documentare pianifichi, se desideri fortemente raccontare come vedi le Dolomiti ed il tuo rapporto con loro sei nella progettualità. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 13:45
Giusto. La cosa importante ragazzi è non mettere barriere. Non ci devono essere limiti quando si va a scattare. :) |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 14:05
“ La cosa importante ragazzi è non mettere barriere. Non ci devono essere limiti quando si va a scattare. :) „ Della serie: La prima regola in fotografia è che non ci sono regole |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 14:15
“ se vuoi rappresentare o documentare pianifichi, se desideri fortemente raccontare come vedi le Dolomiti ed il tuo rapporto con loro sei nella progettualità. „ Bellissime parole, Grande Caterina, in barba a risposte del tipo: se non rispetti le arcinote regole compositive non sei nessuno e devi per forza farti un corso o leggere libri per imparare come vede il mondo tal "fotografo artista" che ti piaccia o no ..... |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 14:23
“ Della serie: La prima regola in fotografia è che non ci sono regole „ Più o meno si. Esistono delle strutture, delle pianificazioni, ma esiste anche il contrario. Prendiamo ad esempio la regola più famosa in ambito fotografico, cioè la regola dei terzi.. non sempre è ideale utilizzarla, e se si riesce ad infrangere questa regola, utilizzando in qualche modo una soluzione che crea equilibrio dinamico, l'impatto visivo ed emotivo, spesso e volentieri sarà superiore a ciò che avremo con la regola dei terzi. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 15:12
Nello specifico del paesaggio è difficile distoglirsi dall'elemento documentaristico inserendo elementi personali. Primo perché apesso è l'elemento paesaggio che condiziona il nostro essere di quel preciso momento. Secondo perché imprimendo una forte caraterizzazione personale inevitabilmente mutiamo l'essenza della foto. Prendiamo ad esempio un paesaggio di Giacomelli come la serie degli scatti aerei o i paesaggi con i lenzuoli. Entrambi sono effetivamente paesaggi, ma perdono completamente la loro forma attraverso la caratterizzazione dell'autore. Diventano inevitabilmente autoritratti che parlano intimamente di Giacomelli e eliminano quasi totalmente il rapporto con l'ambiente. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 15:21
“ Secondo perché imprimendo una forte caraterizzazione personale inevitabilmente mutiamo l'essenza della foto. Prendiamo ad esempio un paesaggio di Giacomelli come la serie degli scatti aerei o i paesaggi con i lenzuoli. Entrambi sono effetivamente paesaggi, ma perdono completamente la loro forma attraverso la caratterizzazione dell'autore. Diventano inevitabilmente autoritratti che parlano intimamente di Giacomelli e eliminano quasi totalmente il rapporto con l'ambiente. „ Concordo con Gianguido. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 17:37
Io penso che chi ha abbracciato la fotografia di paesaggio, o rimane coinvolto per sempre o prima o poi la ritiene poco interessante e fine a se stessa, e facendo di tutta l'erba un fascio, la bolla come foto da cartoline, e la abbandona. Ma questo discorso si potrebbe fare con tutti gli altri generi. Se ne rimani coinvolto per sempre significa che il tuo rapporto con la natura è cosi forte che quando hai di fronte agli occhi quelle viste le ritieni una ricchezza, sino al punto di invidiare chi vive in determinati posti e che ha quindi la possibilità di godere di questa ricchezza nelle sue varie sfumature. Io fotografo da tanti anni e sinceramente vivo ogni genere fotografico come un grande progetto all'interno del quale si possono poi derivare tanti piccoli progetti. Un progetto fotografico può non esaurirsi in una vita o può anche partire all'improvviso perchè l'idea ci coglie in un determinato contesto: i.e l'altr'anno girando per Londra oltre che portare avanti il mio percorso (ancora non so se è un progetto ma è sicuramente un percorso) legato alla street photography, dovendo prendere accidentalmente un autobus a due piani mi venne l'ispirazione di fare scatti dal piano superiore che quindi avessero un POV un po insolito rispetto al classico taglio street, ne sono venuti fuori degli scatti interessanti che magari un domani potrebbero essere raccolti in un progetto "from the bus" più ampio che coinvolga più citta del mondo o che magari sia già completo in un progetto "London from the bus". Ma rimane un progetto all'interno del grande progetto che è lo studio è il coltivare la passione della street, con annesse e connesse letture di libri, biografie e foto degli autori rappresentativi. Per un amatore come me, (non un fotografo ma nient'altro che quel bambino che non più bambino continua a giocare con lo stesso entusiasmo) , risulta difficile pensare che un progetto sia finalizzato con tanto di scadenza, non sono costretto da un programma di scadenze e lo vivo in piena libertà. Se, per assurdo, chiamassero me a fare le foto di Belen allora dovrei studiare e progettare con il fine di ottenere un risultato più che soddisfacente ma è una situazione completamente differente: sto lavorando su commissione ed anche in team e li la progettualità è condizione necessaria ma non sufficiente per fare bene un lavoro, spinta fino al punto di studiare ogni dettaglio, ma quello non sono io è un fotografo che campa di quello. Il discorso della progettualità che ha fatto Benedusi, sinceramente a me non ha portato nessuna novità è un discorso di fondo sempre valido ma non serve una cultura dettagliata e documentata per comprenderlo. Quel discorso è ne più ne meno il discorsetto iniziale che i docenti, almeno i più bravi, ti fanno ad inizio corso base in molte scuole di fotografia. Magari poi scopri che chi tiene i corsi lavora al ministero e fa quello di secondo lavoro ed è tutt'altro che un fotografo, ma gli hanno dato il discorsetto ciclostilato, che bada bene gli servirà poi per strutturare il corso in progettini vari che faranno il filo conduttore poi a uscite o sessioni di studio. Sono perfettamente d'accordo: quello è il metodo per iniziare per ragazzi che aspirano a diventare fotografi professionisti. Però sono argomenti triti, ritriti e poi macinati e non possono giustificare lo sparare a zero nei confronti della fotografia amatoriale. Anche perchè molti amatori quel discorsetto anche non essendo "photographers" lo conoscono già. Essere un fotografo amatoriale non significa essere ignoranti di fotografia e sua relativa storia. Poi se riesce o non riesce a far uscire fuori foto belle o "buone" è un'altra discorso. Quando si è fotografi "professionisti" si lavora sempre, o è almeno auspicabile, su commissione e più o meno ogni lavoro rappresenta un progetto, ripeto si lavora su commissione quindi si lavora inequivocabilmente su un progetto, poi starà al professionista sviluppare i suoi progetti personali che gli permetteranno di dare "libero" sfogo alle sue pulsioni artistiche e magari un giorno riuscirà pure a vendere o rimarranno incompiuti. E' famosa una foto di Ansel Adams dell'opera The National Parks, che fu stampata 3 volte in 30 anni, con differente interpretazioni del sistema zonale che lo rese celebre ed è a tutt'oggi vivissimo anche se molti lo ignorano quando si misurano con la PP su foto di ampia gamma dinamica. Il progetto della teoria zonale di Adams è un'esempio di grande progetto, cosi grande ed importante di non terminare con la sua morte, tenuto da lui in vita e sviluppato per tutta la sua vita professionale. Concludendo il prolisso intervento direi che più o meno molti di noi, qui su questo forum, abbiamo un progetto che stiamo portando avanti e se questo magari ha come soggetto centrale il paesaggio, non sentiamoci degli edonisti che fanno delle foto di merda che non dicono niente e non servono a niente; rimaniamo invece consapevoli del fatto che insieme senza "vati" tra le balle, in questo percorso comune abbiamo innanzitutto imparato ad essere critici con se stessi sottoponendo i propri lavori agli altri e ad accettandone o almeno ascoltando le critiche costruttive ma anche le distruttive in quanto in ogni critica anche la più faziosa ne è celata una verità. Continuiamo nel nostro progetto, nel nostro villaggio senza farci deprimere da chi oramai vede questo nuovo mondo di "foto di merda" come un potenziale pericolo per gli introiti della propria casta. Show must go on, continuiamo a divertirci cosi come lo fanno i bambini. Per chi vuole invece fare della fotografia una professione allora inizi a procurarsi dei lavori retribuiti, e li dovrà misurarsi con la progettualità finalizzata allo scopo che è sicuramente molto difficile e quindi non avrà penuria di progetti da svolgere. E non dimenticate che: se fotografate un pò di cicche e gli mettete la cornicetta figa non è un progetto è anche essa una "foto di merda" solo che te la stanno vendendo come progetto, che si buttano tante cicche in spiaggia non fa notizia e il corriere non te la pubblica...poi magari se conosci qualcuno. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 18:00
certamente non seguo tutte le discussioni sul forum........sarei un pazzo maniaco..........ma di questa discussione mi piace vedere interventi di persone che vedo raramente intervenire...........li trovo molto interessanti portano nuovi punti di vista |
user62173
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 19:04
Se le foto che hai ottenuto sono di tuo gradimento e tu sei soddisfatto... tutto il resto passa in secondo piano. Piuttosto, vogliamo vedere la foto. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 20:45
Come sempre è abbastanza difficile spiegarsi su certi argomenti. Ci provo con un paio di scatti.Così accotento Felix Il primo è questo www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=83173 Una delle foto più popolari su questo forum, ha richiesto una accurata preparazione, per mesi ho seguito i bollettini del mare controllando la webcam tutte le volte che la situazione sembrava interessante, ho cercato un pdr che garantisse una composizione efficace e che fosse sicuro ed accessibile anche durante una forte mareggiata, sapevo in anticipo quale ottica averei usato e che tempo tenere per avere il mosso contollato sull'onda e che nella giornata giusta qualcuna sarebbe arrivata molto in alto. Ma tutto questo è pianificazione non progettualità. Ciò non toglie che l'immagine sia interessante, gradevole, possa emozionare, stupire e raccontare, lo fa in modo oggettivo semplice e diretto, ma non c'è nulla di me in quella foto se non l'impegno e la tecnica nella realizzazione La seconda è questa www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=1277928 In una giornata di fine inverno ho visto in una stazione di periferia un alberello selvatico che provava a fiorire sferzato dalla tramontana, incastrato tra un new jersey ed un muro di cemento armato, mentre tutto il resto intorno era ancora secco e spoglio, mi ha dato un senso di tristezza per il presente, per la sua condizione incerta, ma anche resa felice per una primavera che stava arrivando ed una vita che s'affermava ostinata su tutto. Avrei voluto raccontare quella storia ma la luce era troppo forte, il cemento chiaro si confondeva con i fiori bianchi. Ho aspettato che una giornata di pioggia incupisse il tutto facendo risaltare il bianco dei fiori e poi cercato con divesi tentativi il giusto mosso che rendesse più importante e dinamico l'albero fiorito e contribuisse a nascondere un brutto contorno in cui l'altro albero spoglio sullo sfondo mantiene comunque il suo ruolo di contraltare. Questo secondo scatto è sicuramente meno bello, infatti è piaciuto molto meno, ha un racconto che richiede uno sforzo decisamente maggiore all'osservatore per essere colto, ma qui c'è qualcosa di me, c'è progettualità, non solo pianificazione. |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 20:55
Sarebbe bello raccontare le immagini così come ha fatto Caterina |
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 20:57
Brava Caterina, efficacissima. |
user62173
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inviato il 31 Agosto 2015 ore 21:23
Grazie Caterina. Ovviamente anche io ti ho cliccato la prima e non la seconda...sarebbe utile cogliere la consapevolezza del perché hanno fatto la stessa cosa in tanti, probabilmente in questo c'è una risposta importante a quale è il senso comune sulle fotografie. Paco...mostra anche tu la foto. |
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