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inviato il 16 Marzo 2015 ore 19:41
“ "fattore fortuna" „ Con Franco scattiamo spesso negli stessi luoghi, a volte ci alterniamo con i giorni per motivi lavorativi, beh lui porta sempre a casa qualche scatto, a differenza mia che spesso " imbianco ". Sarebbe facile pensare al destino, ma la verità è che la sua esperienza gli permette di fare quasi sempre la scelta giusta, io sono ancora molto acerbo da questo punto di vista. Diverso il discorso se uno ha tanto tempo libero, tante uscite vogliono dire molte possibilità, la probabilità di fare scatti aumenta. L' avifauna è un genere estremamente difficile, va pianificato quasi tutto, soprattutto se si cercano scatti belli e particolari. Molti scattano da capanno fisso nelle oasi, dietro a vetri, in quel caso un' ottima attrezzatura e una discreta tecnica è tutto quello che serve...ma farai foto prive di identità, uguali a tutti quelli che si affacciano da quelle finestre |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 19:58
potremmo creare una sezione di "imbianchini" siamo già in due!! comunque si, la passione è quello che, secondo me, scavalca tutti gli altri fattori. Con la passione si creano le occasioni per una buona foto. Con la passione si arriva alla tecnica giusta. Con la passione si prevarica il fattore culo...anche se va buca...fa niente...o quasi! con la passione si può anche fare a meno del materiale migliore e accontentarsi, tirando fuori il massimo da quello che si possiede!! e aggiungo...è difficile trovare,ad esempio nelle oasi protette, dove ci si ritrova in 20 fotografi, qualcuno con la passione che pontifica sul proprio metriale, denigrando quelli che hanno qualcosa di inferiore (a detta loro..)...facilmente stanno in un angolo, silenziosi, aspettando il momento giusto...assaporando la loro passione! |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 20:13
all'epoca in cui ero in giro ricordo che se non andavi a fare i matrimoni con hasselblad eri un ×....e dovevi avere anche il famigerato 150 per i ritratti...eh caspita!!!! poi conobbi di più il mondo della moda e degli accessori...a milano usavano soprattutto la mamiya rz 67. E i matrimoni si facevano molto bene anche con quella. Lasciai hasselblad per mamiya lasciando investiti almeno la metà dei soldi!!! Le immagini venivano molto bene lo stesso!!! Ma guai a dirlo in giro...scatti con rz67...seoi matto????  |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 20:33
mio zio fa avifauna da 35 anni, e già all'epoca qualche risultato lo aveva con obiettivi a messa a fuoco manuale... oggi ovviamente un'altro mondo con 7d+300 2.8 is, però come dice sempre lui, la buona attrezzatura è una tua comodità, ma è l'occhio che sta dietro che conta |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 22:03
In realtà ho proposto questo 3d dopo aver dato un'occhiata alle gallerie di Juza che dichiara apertamente di preferire un'attrezzatura minimalista e super leggera. Gli stavo per scrivere "che ne hai fatto del tuo 300 is e delle tue meravigliose foto alla fauna?" Visto che nnegli ultimi mesi ha scattato solo a paesaggi colorati più o meno in pp... Poi ho pensato che in molti forse diamo troppa importanza all' attrezzatura e alle scimmie che imperversano nel forum e ho aperto questo post. Credo che conta molto il manico e un'attrezzatura media, con ottiche e fotocamere adatte. Qui sul sito ci sono fior di fotografie con 150-500 sigma e 150-600 tammy: ottiche leggere versatili nella foto d'azione e anche performanti. |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 23:01
Per fare certe tipologie di foto ci vogliono gli obiettivi buoni ed i sensori giusti, altrimenti ci si accontenta. L'alta qualità costa cara. I sistemi ottici sono strumenti tecnologici altamente sofisticati ed in questo ambito la qualità aumenta insieme al prezzo. Con l'aumentare del progresso tecnologico diminuisce anche la necessità di saper scattare una foto. La fotografia però rimane un'attività che solo pochissimi riescono a fare ad alti livelli. C'è poi la caccia fotografica e l'avifauna che rientrano in una sorta di attività bucolica o di caccia vera e propria, in questo caso l'altissima qualità di una immagine può anche passare in secondo piano, ma se c'è tanto di guadagnato, infatti quando si fa caccia fotografica quello che conta di più è l'avvicinamento alla "preda". |
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inviato il 16 Marzo 2015 ore 23:49
" Roy72chi " ...sono comunque daccordo che l'occhio e la coltura fa la differenza ;) " Dipende dal tipo di coltura. Quella di patate, per esempio, è impegnativa da gestire inviato il (16 Marzo 2015)" Bwahaha mi hai battuto sul tempo XD. Tornando in tema a prescindere da tutte le pippe mentali Dell genere "fotografo" la cosa fondamentale rimane la luce. La luce giusta può restituire una miglior qualità a uno scatto fatto con un fondo di bottiglia di plastica tipo sigma 70 300 apo macro che con un 300 4 L con luce non favorevole.quindi alla base di tutto sta : 1 conoscenza dei soggetti e dei luoghi che frequentano e tanta perseveranza 2 l attrezzatura supertecnologica o meno che sia deve essere in buono stato ,inutile avere una macchina con 51 punti a croce e un ottica superveloce se poi guardi bene e il punto di maf non è mai dove Lo vuoi quando con una vecchia 20d e un vetro da 300 euro non sbagli un colpo. Qui non dobbiamo parlare di quanto serva o non serva la nuova tecnologia bisogna iniziare a capire quanto uno vuole applicarsi per sfruttarla al meglio. Io Ho la vecchia 40d da 3 anni ormai e per quante volte legga il manuale Ho sempre la sesazione di sfruttarla si e no al 60% |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 2:19
Premesso che anch'io ho iniziato con pellicola e fuoco manuale, penso che sicuramente il progresso tecnologico sia di enorme aiuto, ma vedo che, specialmente nell' avifauna, si tenda a confondere la qualità dell'immagine con la bellezza della foto. Immagini banali e ripetitive, ma con dettaglio eccezionale, vengono esaltate in nome della perfezione intrinseca (cioé della visione ingrandita su monitor di qualità), a scapito della qualità estetica, che puó esistere anche in presenza di difetti tecnici o imperfezioni. Questo si lega con la ricerca dell'attrezzatura sempre più avanzata e costosa. Mi sembra che nell'era del digitale questa tendenza sia molto piú marcata, ma magari sbaglio e comunque sono anc'io un povero fotoamatore che spende troppo per cercare di migliorare, sia chiaro... |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 7:03
Interessante dibattito...credo di essere la dimostrazione che SI possa fare bene anche con modeste attrezzature invito a vedere la Mia galleria... |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 9:20
Interessanti anche gli ultimi interventi, infatti non si vuole far passare l idea che una migliore attrezzatura sia inutile, anzi ben venga, ma che il più delle volte ci si sofferma principalmente sulle qualità tecniche dell attrezzatura a scapito di tutto il resto. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 9:37
Porto quella che è la mia esperienza, ho iniziato parecchi lustri fa a fare fotografie, naturalmente con l'analogico. Andavo spesso in nel Parco D'Abruzzo a fotografare i camosci, usavo una Nikon FM ed un 400mm f4,5 Ennalyt in metallo, intorno ai 4kg, totalmente manuale, eppure su in Val di Rose riuscivo a fare delle belle foto. Certo richiedevano dedizione, fatica e passione, però era una grande soddisfazione. Ora ho una D750 e da un paio di mesi un 80-400, la prima volta che sono andato a fotografare ai pantani del Parco del Circeo sono rimasto basito, autofocus veloce, scatto a raffica, un altro mondo, molto più facile tirare fuori qualche foto decente, e magari beccare il momento che la garzetta prende un pesce. Quella mattina ho scattato 700 foto! Questo per dire che benedico la tecnologia, rende tutto molto più semplice, anche se la devi conoscere bene per poterla usare al meglio, così come devi conoscere bene gli animali, le loro abitudini e l'ambiente in cui ti trovi (come una volta). In sintesi, non tornerei mai indietro, sia benedetta la tecnologia, il problema nasce quando ci facciamo guidare da lei, quando perdiamo di vista l'essenza della nostra passione, quando inseguiamo mezzi sempre più sofisticati, non ci bastano più 51 punti af oppure una raffica di appena 7f/s. In questi casi non scordo mai cosa facevo 30 anni fa per beccare un camoscio in Val di Rose! |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 9:50
Leggo ora l ultimo intervento dell amico Roberto Marchitelli, non dategli retta che anche lui sa il fatto suo, la sua qualità principale è la passione e costanza, come del resto anche altri utenti del nostro gruppo, cito Gentili, Arienzo, Piccolino , tutte persone che non escono a caso ma si recano nei luoghi prescelti con la chiara intenzione di fotografare un determinato soggetto, con ricognizioni del luogo e tutto quello che gli ruota intorno, poi è anche vero che puoi perdere una giornata andando in bianco ma questo fa parte del gioco, anzi è proprio questo che ti fa apprezzare questo genere fotografico. Naturalmente bisogna conoscere il terreno su cui si intende fotografare una determinata specie, è inutile piazzarsi in un punto con acqua alta adatto alle anatre sperando di fotografare un limicolo, anche tra due pozze simili bisogna trovare quelle tracce che ti fanno scegliere quella giusta, poi nessuno vieta che ci si può appostare in un punto qualsiasi e aspettare di fotografare quello che passa, tutto va bene, anche considerando quel pizzico di fortuna che non guasta mai, infatti in questi genere nulla è prevedibile. Fatta questa premessa ben venga un attrezzatura professionale che aiuta sempre, ma io sono del parere che anche con un attrezzatura simile ci vogliono gli stessi accorgimenti che si userebbero con un attrezzatura più economica, è inutile avere una Dhkm15 e scattare magari appoggiato a un sostegno senza alcuna stabilità, con una mano sola e con tutti i 600 punti di maf attivati, affidandosi alle doti della fotocamera. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 9:57
non molto tempo fa ho mandato tele e macchina in assistenza per pulizia e taratura af. sono rimasto senza tele per buone 3 settimane, per poter scattare lo stesso mi hanno prestato un vecchio 600 f5.6 ai-s. all'inizio ero un po dubbioso, pero alla fine presa confidenza con la messa a fuoco manuale mi sono reso conto che ho fatto esattamente le stesse identiche foto che facevo normalmente con la mia attrezzatura ipertecnologica e i risultati sono stati piu che soddisfacenti. Saltimpalo nonostante ciò la scimmia da attrezzatura ancora non mi e passata |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 10:02
Cadl: condivido in pieno che la nitidezza di una foto va distinta dal suo valore estetico. Se gli utenti del forum capissero che pubblicare tante foto fotocopiate e fatte dallo stesso capanno non è granché dal punto di vista estetico e artistico.... ma fotografare uccelli in Italia è difficile e chi comincia può non riuscire a fare una foto significativa nel territorio libero per mesi o anni, e perciò si rifugia nel solito capanno n.3 del CHM di Ostia. Sarebbe più utile accompagnarsi a un fotografo esperto, magari offrendo la propria macchina per gli spostamenti. Vigna88: il cuore del dibattito è proprio questo, il consumismo al potere e l'uso improprio e inefficace dell'attrezzatura posseduta. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 10:08
Sempre più interessante. Non c'entra nulla con l'argomento, ma sto trovando tante similitudini con una mia passione: la pescasub. |
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