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La fotografia naturalistica


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avatarjunior
inviato il 20 Ottobre 2014 ore 23:42    

Ciao a tutti, sono da poco un fotografo digitale (due anni) e faccio foto a 360°, naturalistica, paesaggi, viaggi, sport ecc. Credo che ognuno abbia la sua predisposizione nel fare foto "naturalistiche", alcuni pur di portare a casa l'oggetto montano posatoi, capanni ed ogni genere di struttura e aspettano ore per fare una foto eccezionale. Io sono per la foto estemporanea non ho pazienza di aspettare che il soggetto mi capiti davanti, preferisco cacciarlo e se non lo trovo pazienza, andrà meglio la prossima volta. L'importante è creare le occasioni, girare, tentare. Nelle prime fasi, quando uno è un neofita, come me, e non ha una tecnica sopraffina può andar bene provare dove è più facile trovare i soggetti da fotografare (es spettacoli di falconeria) ma poi quando sei padrone della tecnica i trucchi non valgono, devi veramente cercare l'occasione. Meglio una foto non perfetta, ma veramente selvaggia, che una "artefatta".

avatarsenior
inviato il 20 Ottobre 2014 ore 23:55    

"falconeria"..."artefatta"... occhio Ciccio59, rischi la lapidazione! MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 6:29    

Ciccio59 Giobol ha ragione, rischi la lapidazioneMrGreen.
A parte gli scherzi la falconeria è contro la natura. Gli animali selvatici stanno in libertà non in gabbia coi laccetti e cappuccio e men che meno devono essere utilizzati dai saltimbanchi per i loro tornaconti economici e per soddisfare una puerile smania del possesso/dominio.
Ad ogni modo anche qui c'è una soluzione per consentire ai neofita di poter fotografare uccelli senza avere attrezzatura specifica e costosa.
In ogni provincia d'Italia ci sono i CRAS (Centri recupero animali selvatici). Lì si trovano gli animali (curati da ferite ecc.) in attesa di essere liberati.
Si può andare lì a fotografare e rendersi conto anche di quello di cui siamo capaci noi umani....
E' bellissimo poi quando si assiste alla liberazione di un animale......Gli uccelli, capita spesso che fanno un passaggio come per ringraziare chi li ha curati prima di volare via. I mammiferi si fermano, guardano e poi prendono la loro strada.
Sono sguardi che a nessun falconiere saranno mai riservati

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 6:40    

Scusate l'OT ma devo rispondere a Giobol che me l'ha chiesto.
In precedenza quel metronomo si chiamava oggetto da distruggere........si racconta che un giorno ad una mostra in cui l'oggetto era esposto un avventore lo prese e lo sbatté a terra distruggendolo per davvero.
L'autore allora lo rifece stavolta chiamandolo a scanso di equivoci oggetto indistruttibile.
Poi ci sono anche altre interpretazioni (più filosofiche) del perchè si chiama così.....a me piace questa.
Un'ultima cosa, l'artista che l'ha creato è un grande fotografo del novecento Man Ray.
Faceva parte della corrente del dadaismo di cui ti scrivo una breve sintesi (tratta da wikipedia)

........politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.

Un po' mi ci ritrovo......;-):-P

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 9:24    

Meglio una foto non perfetta, ma veramente selvaggia, che una "artefatta".
dici così perché non hai pazienza ? cosa c'è di artefatto in una foto di un passeriforme su di un ramo con sfondo pulito rispetto alle tue ? alle volte penso che siccome uno non ha voglia di buttare il suo tempo o fare fatica , allora si dice che il resto fa schifo , nel mio caso oltre a far del bene a loro cerco di fare foto più belle , non mi sembra che ci sia niente di artefatto......
qui potete vedere come lavoro

www.facebook.com/groups/371478899675849/




avatarjunior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 9:58    

Scusate non vorrei essere frainteso, non voglio dire che amo la falconeria, mi pare di aver capito dai blogs che qualcuno fa foto durante questi spettacoli sfruttando la facilità con cui si riescono a catturare i soggetti. Non voglio assolutamente dare giudizi sui fotografi che stanno ore dentro un capanno o costruiscono posatoi, semplicemente la mia personale inclinazione e ambizione è quella di cercare di catturare la preda senza "artefatti". E' solo uno dei tanti modi di interpretare la foto naturalistica, io sono d'accordo con Marco Martinelli, ma questo non vuol dire che mi sento in diritto, né voglio farlo, di contestare quelli che fanno diversamente.

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 10:25    

Meglio una foto non perfetta, ma veramente selvaggia, che una "artefatta".
dici così perché non hai pazienza ? cosa c'è di artefatto in una foto di un passeriforme su di un ramo con sfondo pulito rispetto alle tue ? alle volte penso che siccome uno non ha voglia di buttare il suo tempo o fare fatica , allora si dice che il resto fa schifo , nel mio caso oltre a far del bene a loro cerco di fare foto più belle , non mi sembra che ci sia niente di artefatto ......

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 11:18    

Mi sento di quotare Maggie.. sicuramente non voglio criticare chi fa diversamente.. all'inizio ero anch'io così.. caccia vagante senza nessuna preparazione..in quanto cercavo di investire il mio limitato tempo libero nel fotografare anzichè dedicandomi ai preparativi.. ma risultati zero.. anche perchè dal mio punto di vista il risultato poi deve essere buono.. e in caccia vagante a soggetti come per esempio passeriformi è veramente molto difficile portare a casa risultati degni di nota, questo almeno secondo la mia limitata esperienza. Da quando ho iniziato a fare un paio di posatoi con relative mangiatoie ho avuto innumerevoli occasioni di fare buone foto, e ho avuto soggetti che non avevo nemmeno mai visto prima, o solamente mentre ormai erano in volo e stavano scappando.
Per questo genere di foto la pazienza è una cosa essenziale.

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 12:14    

Scusate l'OT ma devo rispondere a Giobol che me l'ha chiesto.
In precedenza quel metronomo si chiamava oggetto da distruggere........si racconta che un giorno ad una mostra in cui l'oggetto era esposto un avventore lo prese e lo sbatté a terra distruggendolo per davvero.
L'autore allora lo rifece stavolta chiamandolo a scanso di equivoci oggetto indistruttibile.
Poi ci sono anche altre interpretazioni (più filosofiche) del perchè si chiama così.....a me piace questa.
Un'ultima cosa, l'artista che l'ha creato è un grande fotografo del novecento Man Ray.
Faceva parte della corrente del dadaismo di cui ti scrivo una breve sintesi (tratta da wikipedia)

........politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.

Un po' mi ci ritrovo......

Grazie delle info, non sapevo di questa storia. Anche a 55 anni non smetto mai di apprendere conoscenze nuove. ;-)


avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 12:28    

Mi sento di quotare Maggie.. sicuramente non voglio criticare chi fa diversamente.. all'inizio ero anch'io così.. caccia vagante senza nessuna preparazione..in quanto cercavo di investire il mio limitato tempo libero nel fotografare anzichè dedicandomi ai preparativi.. ma risultati zero.. anche perchè dal mio punto di vista il risultato poi deve essere buono.. e in caccia vagante a soggetti come per esempio passeriformi è veramente molto difficile portare a casa risultati degni di nota, questo almeno secondo la mia limitata esperienza. Da quando ho iniziato a fare un paio di posatoi con relative mangiatoie ho avuto innumerevoli occasioni di fare buone foto, e ho avuto soggetti che non avevo nemmeno mai visto prima, o solamente mentre ormai erano in volo e stavano scappando.
Per questo genere di foto la pazienza è una cosa essenziale.

Si, però tutto questo si può fare solo con l'avifauna, perché se vuoi andare per cervi che fai? Ti porti dietro una balla di fieno? MrGreenMrGreen

Intorno a casa mia c'è un po di avifauna variegata: ghiandaie, merli, cinciallegre, picchi (li sento martellare), cuculi, poiane, codirosso ed altri passeriformi.
Il problema è che non voglio mettere a rischio la loro vita, visto che sono costretto a vivere con dieci gatti in giro per casa.
A mezzo chilometro ho trovato un'area piena di rovi dove c'è vitalità, inoltre già dopo un'ora dal sorgere del sole si illumina, quindi c'è una buona luce. L'amico con cui vado a fare caccia e che ha il capanno sul Ticino mi ha già detto di darmi da fare a mettere posatoi e cortecce per i semi di girasole.
Il problema è che sono pigro Sorriso, alla fine vado in giro per boschi e mi fermo nei pressi delle piccole radure erbose in attesa che passi qualche ungulato a pascolare.

Non so quale delle due tecniche sia più facile o più faticosa...;-)

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 12:52    

Alan , un'altro motivo che mi ha spinto a questo metodo x riprendere gl'animali e che li si può aiutare , anche se tutti possono mettere una mangiatoia e alimentarla una volta alla settimana in inverno , anche chi non ha tempo di fare posatoi e allestire una postazione , tutti coloro che hanno a cuore il loro bene, ma attenzione a ciò che gli date, informatevi prima, non improvvisate cibi a caso , poi c'è una cosa che non ha prezzo che fino ad ora è stato trascurato , il fatto di seguire una postazione fissa invece che vagante , ti permette di entrare quasi nella loro vita quotidiana , al picchio ormai non gli scatto neanche più , avrò migliaia di foto , però se un giorno non viene incomincio a preoccuparmi, penso che gli sarà successo , starà bene ? Poi torna e sono felicissimo , x quasi 18 mesi ho seguito mamma picchio con i suoi due piccoli , li ha portati a far conoscere il posto , li ha cresciuti , poi il dramma , un piccolo nel tirare un'agguato all'altro piccolo, lo ha ciecato da un'occhio ,
Di solito a fine giugno ognuno va x la sua strada , ma in quella occasione il picchio giovane ferito non era pronto ancora , lo dovuto seguire fino a febbraio , 8 mesi più del solito , sono convinto che la perdita della vista di un'occhio gli ha creato non pochi problemi , tanto da farlo rimanere fino a ché si sentisse sicuro di spostarsi lontano da dove era nato , queste esperienze sono impagabili , e come questa ne ho molte altre che ho vissuto , vi assicuro che fotografie o no questi sono momenti che rimangono x sempre , nessuna caccia vagante o altro tipo al di fuori di una vostra postazione potrà mai regalarvi queste emozioni , avrete la possibilità quasi di riconoscere i soggetti che vengono di più , vi sentirete coinvolti pienamente con loro , ogni volta che vado anche se è anni che frequento , provo sempre le stesse emozioni e sensazioni di gioia a vederli SorrisoSorriso , x capire dovete provare , è un consiglio che di posso dare , ci saranno momenti duri ma alla lunga sarà premiata la vostra bontà nei loro confronti , quando vedo un picchio addormentarsi sul posatoio , mi dico che quello che ho creato è diventata casa loro , si sentono sicuri come in una tana SorrisoMrGreen

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 13:45    

@ Giorgio: beh questo é chiaro, parlavo di passeriformi e avifauna. Il cervo o capriolo sicuramente non sale sul posatoio, anche se in inverno sicuramente si avvicinano alla balla di fieno, questo è poco ma sicuro. Per il resto con i volatili penso che per ottenere buoni risultati o trovi il nido (chiaramente rimanendo a distanza di sicurezza per non arrecare disturbo) oppure prepari dei punti di ristoro per attirarli a mangiare e per fargli qualche foto.

@Maggie: concordo ancora una volta con te. Anche nel mio caso ho cercato di preparare tutto per l'inverno in modo tale che abbiano sempre il pasto assicurato, e chiaramente sperando che si concedano per qualche servizio fotografico Sorriso . Per quanto riguarda il cibo mi sono informato moltissimo sul forum e anche su altri siti, alla fine ho acquistato dei mix di semi online, palle di grasso, mais intero per la ghiandaia, sacco da 12kg di semi di girasole piccoli, spighe di panico, arachidi, strutto, camole della farina essiccate ecc... Ho gia speso all'incirca un centinaio di euro di cibi per i nostri amici pennuti, cercando di selezionarli al meglio in modo tale che possano rifocillarsi le specie più varie. All'inizio il mio intento era la pura fotografia, ma ultimamente mi sono accorto che ho passato più tempo dentro il capanno solamente ad osservarli mentre mangiano per via del poco tempo che ho per le foto.. devo dire che è uno spettacolo comunque Sorriso anche se da me per ora non ho molti soggetti ma perlopiù cince... le avrò viste un milione di volte, ma nonostante questo esco sempre dal capanno e entro in casa con il sorriso stampato in faccia (ho il capanno sul poggiolo di casa)..
Ho realizzato nuovi posatoi e mangiatoie in un nuovo posto, nel quale ho anche costruito una casetta in legno adibita a capanno a due posti. Ho iniziato a fornire cibo (semi vari, mais, noci e nocciole) e dopo 3-4 giorni hanno già fatto visita picchio rosso, ghiandaia e varie cince.. non male direi... e sicuramente continuerò a fornire cibo fino alla fine dell'inverno.

avatarjunior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 14:00    

Appunto, come dicevo sono modi diversi di fare fotografia naturalistica, ognuno ha le sue ragioni e ognuno si "diverte" in modo diverso. L'importante è il rispetto per la natura in genere. Chi non costruisce posatoi o non si camuffa in attesa per ore della preda non avrà la pazienza di farlo, ma magari affronta lunghe e faticose camminate con il peso dell'attrezzatura sempre con lo stesso scopo: beccare l'oggetto delle sue fatiche.

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 14:00    

@maggie, il cibo dipende dalle specie che vuoi attirare. Mi pare che il picchio verde mangia solo insetti, mentre il picchio rosso mangia altro.
L'amico che ho accennato, è abbastanza esperto anche su queste cose e mi suggerisce correttamente. Addirittura lui va a raccogliersi le piante di girasole e poi le mette a seccare.
Mi ha detto che la sua fortuna è stata quella di aver imparato le tecniche dal suo amico Ernesto Torti, che lo faceva di mestiere.

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 21 Ottobre 2014 ore 14:07    

Goorgio quando metti una mangiatoia invernale non devi pensare da fotografo .

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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