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inviato il 23 Gennaio 2014 ore 23:19
Nel 1996 la leica costruì per la r8 a pellicola un'applicazione con la quale diventava in tutto e per tutto una digitale da 16mg, e faceva anche dei bei file l'unico difetto se si può dire era che oltre il costo già proibitivo del corpo macchina 24 x 36, era l'applicazione che costava circa 5000 euro, non sò postare foto ma se a qualcuno interessa vederla, ( google ( leica r8 digitale)). saluti. |
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inviato il 24 Gennaio 2014 ore 0:05
@enrico,infatti ho fatto alcuni ritratti con la FG che sono molto curioso di vedere,per capire se sono riuscito a rendere bene le idee che ho avuto,solo che continua a piovere e sono in sessione d'esami,e la pellicola è ferma a 13 fotogrammi e vorrei troppo vedere il risultato.. inoltre mi sto informando sulle pellicole e ho trovato delle pellicole davvero interessanti come la velvia 100 e la kodak porta 160 e non vedo l'ora di provarle,dalle foto su internet la resa sembra davvero davvero buona portra
 velvia
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inviato il 24 Gennaio 2014 ore 0:05
Le medioformato tipo Hasselblad e le grande formato a standarte possono montare qualsiasi idoneo dorso digitale senza problemi, e ci sono validi costruttori di questi costosi 'accessori', la cui sofisticazione e prezzo li riservano ad un pubblico rigorosamente professionale in genere (che peraltro spesso li compra in leasing tanto per chiarire in che campo da gioco siamo come prezzi). Nelle Hasselblad, macchine configurabili completamente, si puo' sostituire obiettivo (beh..), dorso (e qui vi voglio) e mirino (pozzetto o pentaprisma o altri tipi ancora, io ho usato solo questi 2) e vetro maf smerigliato. Il corpo macchina e' di forma cubica e ognuno si sceglie le componenti che preferisce e si configura la macchina per ciascun lavoro. Il digitale diventa una naturale opzione, comunque c'e' sempre stato, per dire, il dorso Polaroid a sviluppo istantaneo per verificare 'in diretta' lo studio prima di cominciare le riprese (o durante le medesime per verificare le luci o ...). Diverse 35 mm professionali avevano un certo grado di configurabilita' anche se parliamo di poche macchine: Contarex, Nikon F e Canon F nelle varie serie e la Pentax LX, credo poco altro, nessuna Minolta o Leica R ebbe mai per dire il mirino intercambiabile. Il dorso intercambiabile era gia' piu' frequente, cosa che permetteva di caricare le 35mm con bobine di pellicola a metraggio invece che con il classico caricatore di rullino 35mm, ma non, ripeto non, di sostituire la pellicola durante la ripresa con altro tipo di emulsione mantenendo la tenuta luce come possono fare le Hasselblad. Questo fatto permette, in astratto, di sostituire il dorso (sarebbe meglio dire l'aletta o sportello di chiusura del dorso) con un dorso digitale, ma mi risulta che la complessita' operativa (si usano di fatto 2 macchine, una per ottica e otturatore e un altra confinata nel dorso per la ripresa), i costi ed altri fattori abbiano confinato queste cose al rango di esperimenti o poco piu', non impedendo pero' a taluni coraggiosi di progettare camere forate in modo da poter ospitare un sensore CCD di terza parte. Vidi un progetto interessante fatto partendo da una Zenit. Le Nikon EM e derivate come la FG non avevano dorsi intercambiabili per quanto ne so. La macchina effettivamente e' ben messa, l'ottica e' come corretto una serie E (non Nikkor) che erano ottiche semplici e relativamente economiche per equipaggiare i modelli piu' correnti di casa Nikon. Ai tempi erano detti essere morbidi a tutta apertura rispetto agli ottimi Nikkor. |
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inviato il 24 Gennaio 2014 ore 7:39
Se non sbaglio Leica ci aveva provato sulla R, ma poi ha abbandonato l' idea.. www.reflex.it/leica-dorso-digitale/ Opss visto ora che lo avevano già scritto, scusate.. |
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inviato il 16 Febbraio 2014 ore 10:40
Come sono usciti gli scatti con la FG? Ne hai postato qualcuno? |
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inviato il 16 Febbraio 2014 ore 15:25
non ho ancora finito il rullino perchè ho avuto pochissimo tempo e la sessione d'esami non mi lascia molto tempo,per non parlare degli unici giorni liberi con la pioggia :) |
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inviato il 16 Febbraio 2014 ore 15:36
scatta con la pioggia!! scherzo che pellicola stai usando ora? |
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inviato il 16 Febbraio 2014 ore 19:20
ora una kodak 200 che avevo in giro,appena la finisco inizio a provare qualche pellicola più interessante,maledetta laurea! |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 17:38
ciao a tutti rispondo a enrico e matteo. tra non molto, sono tre anni che il progetto è iniziato e siamo arrivati alla fine kickstarter una star up ha progettato e già testato alcuni prototipi di dorsi che si possono applicare alle 35 mm che hanno la levetta per estrarre il dorso e avere così una analogica che diventa digitale full frame utilizzando gli obiettivi vecchi. ho aderito al progetto quattro anni fa e mi hanno avvisato recentemente che stanno stampando tutti i componenti inclusa ovviamente la parte digitale e presto potrò usare la mia canon a1 con gli obiettivi di una volta. andate sul web e cercate kickstarter e digitate I'm back 35. troverete tutte le info sul progetto comprese le macchine con i dorsi dedicati. buona giornata a tutti |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 17:56
“ ...avere così una analogica che diventa digitale full frame utilizzando gli obiettivi vecchi. „ Non è Full Frame, il sensore è molto più piccolo, l'immagine viene proiettata su un vetro smerigliato e poi rifotografata su un sensore piccolo. Se ne è parlato varie volte di questo giocattolo negli ultimi anni e appunto di questo si tratta: un giocattolo. |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 18:00
“ Ci sono delle reflex con il dorso intercambiabile, (non hanno le forme di queste reflex) che da analogiche, con l'avvento del digitale, possono diventare digitali cambiando il dorso. Purtroppo non conosco bene l'argomento e sarebbe interessante se qualcuno lo spiegasse in dettaglio. Non vorrei aver detto cavolate „ No, in realtà sul mercato reale l'unica reflex 24x36 a pellicola per la quale venne sviluppato un dorso digitale (ma di formato ridotto, se non ricordo male) è stata la Leica R8-R9. Periodicamente apparivano fake news di dorsi digitali adattabili alle diverse marche (Canon, Nikon, Pentax…) ma non se ne fece nulla. Saluti. |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 18:21
In realtà non vedo che senso avrebbe oggi un dorso digitale su una reflex del passato. Una reflex a pellicola usata costa spesso una inezia, il dorso digitale è impossibile che costi poco. Che senso avrebbe se una discreta digitale ormai non costa tanto? Avrebbe senso creare un simile accrocco senza le possibilità offerte oggi da una moderna digitale? E in più in un'era in cui una ML permette di utilizzare una marea di obbiettivi del passato? Ha ragione Diebu |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 18:24
“ Ci sono delle reflex con il dorso intercambiabile, (non hanno le forme di queste reflex) che da analogiche, con l'avvento del digitale, possono diventare digitali cambiando il dorso. Purtroppo non conosco bene l'argomento e sarebbe interessante se qualcuno lo spiegasse in dettaglio. Non vorrei aver detto cavolate „ “ No, in realtà sul mercato reale l'unica reflex 24x36 a pellicola per la quale venne sviluppato un dorso digitale (ma di formato ridotto, se non ricordo male) è stata la Leica R8-R9. „ Credo si riferisse a reflex Medio Formato, visto che parla di dir si intercambiabili e di forme differenti; in tal caso è vero che esistono dir si digitali per reflex Medio Formato. |
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inviato il 24 Luglio 2022 ore 18:50
C'è stata un po' di confusione. Oggi se vuoi una reflex con sensore FF devi necessariamente comprarti una reflex FF digitale. Se vuoi scattare in pellicola si hanno a disposizione un oceano di possibilità nell'usato a quattro soldi e ci si può permettere reflex che un tempo si potevano solo sognare. @DUNA: scusami ma non è esatto dire che nessuna Minolta aveva i mirini intercambiabili. L'ottima Minolta XM del 1972 li aveva. Inoltre la serie E era comunque formata da obbiettivi Nikon nati insieme alla Nikon EM del '79, una reflex automatica assemblata con tanta plastica e nata per portare in Nikon anche chi non aveva o non voleva investire somme cospicue per la fotografia. Nacque insieme ad alcuni obbiettivi marcati " Nikon series E" abbastanza validi, leggeri grazie al notevole uso di materie plastiche, obbiettivi che, però, ben presto non furono più prodotti. Si dice in genere che la produzione successiva con anello cromato sia migliore. Nacquero con l'attacco AI. La EM ebbe molte critiche perché non ritenuta all'altezza del marchio Nikon. Io stesso, studente squattrinato, non la presi in considerazione e presi la FM.Unico pregio riconosciuto della EM il design Giugiaro |
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