|
|
inviato il 22 Novembre 2015 ore 18:50
Ciao Carmelo, sarai come dici alle prime armi ma da quello che scrivi osservo che l'approccio è quello giusto, anch'io ho cominciato studiando e documentandomi sul comportamento degli animali africani. Ne ho tratto insegnamenti preziosi che poi ho messo in pratica nei miei numerosi Safari africani e con il tempo i risultati fotografici sono arrivati, osservando le foto degli ultimi anni rispetto a quelle dell'esordio la differenza è enorme. Se vuoi approfondire la materia consulta la mia pagina personale dove troverai gli ultimi 3D sull'argomento oltre a spunti tratti dalla mia conferenza sulla fotografia naturalistica. Buona serata Paolo |
|
|
inviato il 22 Novembre 2015 ore 18:55
Grazie tanto. |
|
|
inviato il 23 Novembre 2015 ore 18:20
Ciao Paolo, capisco ma che ci vuoi fare, il web è zeppo anche di "fine art photographer" che non hanno la minima idea di che sia la fotografia fine art e di conseguenza nessun rispetto delle sue regole...va così... la gente ci crede pure...sul web tutto è virtuale |
user28347
|
inviato il 23 Novembre 2015 ore 18:25
ma si ,è perchè fa figo scrivere fine art photographer  |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 8:45
“ Ciao Paolo, capisco ma che ci vuoi fare, il web è zeppo anche di "fine art photographer" che non hanno la minima idea di che sia la fotografia fine art e di conseguenza nessun rispetto delle sue regole...va così... la gente ci crede pure...sul web tutto è virtuale;-) „ O in generale è strapieno di "photographer" o "ph"... almeno da quello che si legge sulle firme delle loro foto . |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 9:47
Io voglio stare zitto ma quando leggo certe cose non c'è la faccio , ma chi parla di supermercato ha idea che sacrifici ci sono dietro anni di lavoro x pochi scatti ma credete che siccome non siete capaci l'unica fotografia buona e quella di andare in Africa , ma fatemi il piacere , forse conosco più io le abitudini degl'animali che prima di preparare un habitat mi documento sulle abitudini , scatti a pagamento li ho fatti anch'io , ma solo a soggetti che venivano in modo naturale , per quanto riguarda l'abitudine al cibo è una balla pazzesca , prima di parlare dovete provare di persona , in cinque anni che contribuisco ad alimentare nei mesi invernali a cince picchi e poiane non ho mai riscontrato alcuna anomalia , appena arriva l'inverno spariscono tutti , solo i soggetti più deboli approfittano dei posatoi ancora x un po poi vanno via anche loro , per abituarli bisognerebbe portare cibo tutti i giorni e x anni , dubito che una persona che non fà quello di mestiere lo possa fare , x quanto riguarda la fotografia con esche vive poi, io non lo definisco un fotografo naturalista , quindi il problema non si pone , se uno ama la natura e gl'animali non può accettare di uccidere un essere vivente x uno scatto |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 10:00
Ciao Paolo, Sai quanto ti stimo come fotografo e come naturalista, ma in questo caso non sono totalmente d'accordo con te... Mi spiego, personalmente non mi firmo Wildlife photographer perché semplicemente non mi interessa farlo e sono d'accordo con te sul fatto delle oasi dove vanno ormai tutti perché e' bello vincere facile.... E fino a qua tutto ok... Non sono molto d'accordo con te sul fatto che chi usa "trucchi ed inganni" non sia un Wildlife photographer... Mi spiego... Io vivo a Canazei in Trentino ed in questo periodo sto provando nuovamente a fotografare l'aquila reale... Certo fare la classica fotografia da sotto in su mentre passa ci sta, ma senza i cosi citati trucchi ed inganni e'. Impensabile poter fotografarla mentre e' posata o mentre sta arrivando con le ali aperte o studiare mentre si relaziona con le altre specie selvatiche in presenza di cibo eccc eccc eccccccccc... Fotografare l'aquila reale non e' per niente scontato anche con i trucchi e inganni... Prepararsi un capanno da solo implica tempo e fatica, in particolar modo se lo devi fare a due ore a piedi dalla macchina ed a 2300 mt di altezza... Devi scegliere il posto giusto, portarti tutta l'attrezzatura per fare il capanno compresi rami e rametti trovati da alberi già caduti o già tagliati per non rovinare il bosco, scegliere la location dove non rischi di andare in valanga e tante altre cose. Poi quando sarà il momento di fare gli appostamenti mettere in conto le famose 2 ore di camminata con zaino, fotocamera, treppiede, obbiettivo, e il famoso trucco e inganno (la carne) che pesa... Tregiorninfa avevo 25kg sulla schiena.... Poi arrivi ti sistemi e devi passare 8/9 ore filate dentro ad 1.30x2 mt al buio, da solo ed a -12/15 gradi... Non puoi uscire, non puoi fare la pipi, non puoi tossire ne muoverti più di tanto... Ok sono 10 giorni che faccio questo tipo di vita ( lo faccio perché ho una.passione che mi ribolle dentro) ma credimi che pochi grandi Wildlife photographers anche da te citati non resisterebbero 2giorni di fila in queste condizioni... Fatto sta che l aquila non si e' fatta ne vedere ne sentire e chissà se mai lo farà... Eppure in zona l'ho già fotografata 2 volte... Scusa se forse ho urtato il tuo punto di vista ma mi sono un po sentito chiamato in causa come se fossi uno che bara per fare una fotografia... Beh non mi pare e ripeto sono d accordo sulle tavole già apparecchiate... Ma se uno le cose le fa da solo studiando e rispettando la natura allora no, non sono d accordo con te.. Altro piccolo appunto sulla definizione di Wildlife... Pur stimando e pendendo dalle labbra di alcuni fotografi che la macchina.fotografica la sanno usare davvero bene e fanno delle opere d'arte e non semplici fotografie... Ma io di queste persone personalmente vedo solo fotografie fatti ad animali che per poterli fotografare devi spendere cifre alte moooooolto alte altrimenti ciccia... Dove ci sono delle location prestabilite con persone che comunque ti accompagnano nel dato luogo (e non mi riferisco solo all'Africa) o usano le radio per sapere da altri colleghi dove sono gli animali... Poi certo anche.li nulla e' scontato perché l ho vissuto di persona e trovare le situazioni fotograficamente giuste e saperle sfruttare non è per niente facile ma..... Non capisco perché queste persone che non hanno una foto di.un capriolo o di un cervo o di un aquila (pur con i trucchi e inganni) ma fatte in natura e con le proprie forze ed esperienze siano wildlifephotographers e chi come me e molti altri non lo siano.... Bah... In ogni caso era solo il mio punto di vista, la stima.che.ho per te rimane sempre grande!!!! Ciao Moreno |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 11:06
Qualche giorno fa lungo la strada che mi porta in ufficio, una strada molto trafficata, ho incrociato sopra un palo dell'illuminazione un gheppio, ho notato che tutti i giorni era in quel posto. Ieri con il traffico ridotto del sabato ho parcheggiato l'auto a bordo strada e sono rimasto due ore a vedere cosa facesse con il binocolo ho studiato i suoi movimenti, l'ho visto litigare con gazze e cornacchie, si spostava da un palo all'altro, l'ho visto in spirito santo mentre cacciava e ho capito che quello è il suo territorio. Ho fatto anche alcune foto, dall'auto e da lontano, foto evidentemente scarse di dettaglio, nessun primo piano, ma chissà perché le ho fatte con entusiasmo e soddisfazione. Tornato a casa ho cominciato a documentarmi sul suo comportamento e sulle sue abitudini, oggi tornerò sul posto per vedere se esista la possibilità di montare un capanno mobile per avvicinarlo. Mai e poi mai porterò cibo o esche, se arriverà da solo bene e se non arriva va bene uguale, sicuro che mi divertirò lo stesso. Su quanto scritto da Carlo, persona che conosco e stimo mi sono già espresso più volte anche in altro mio post. Forse non sono stato sufficientemente chiaro e voglio ribadire con una frase tratta dalla mia conferenza sulla fotografia naturalistica......... "prima che fotografo bisogna essere naturalista"...... l'affermazione mi sembra chiara anche se magari si presta a diverse interpretazioni. A prescindere non sono contrario a chi da cibo agli uccelli, penso però che chi lo fa deve sapere cosa sta facendo. Deve essere il naturalista e non il fotografo che "prepara la scena" ci vogliono pazienza, passione e soprattutto conoscenza. Io per esempio devo ancora studiare molto, non so che tipo cibo e come darlo al gheppio di cui sopra, e quand'anche lo sapessi onestamente non so se lo farei mai. Moreno grazie per la stima, forse anche tu mi hai frainteso, non sono affatto contrario ai capanni, li utilizzo anch'io e se potrò montarlo nella location del gheppio ne sarò felice; è invece l'utilizzo del capanno che fa la differenza, se è finalizzato alla conoscenza e poi alla fotografia allora OK. Ho visto e letto di tutto anche in questo forum; foto fatte con il grandangolo ai nidi, gente che si è presa a male parole e anche peggio (tempo fa in Brianza ho saputo che si sono presi a pugni per l'occupazione di un capanno) se sono questi i wildlife photographers siamo a posto. Anche sull'Africa mi sono già espresso, il capanno è la jeep ma l'utilizzo è analogo, ho visto cose da pazzi con driver che pur di beccarsi la lauta mancia vanno fuori pista distruggendo vegetazione e importunando gli animali, ho visto animali morire per colpa di comportamenti assurdi e solo per portare a casa la foto. Ho la fortuna di poter andare laggiù, mi sono ammalato parecchi anni fa di mal d'Africa e non intendo affatto curarmi, ma credimi prima ho divorato ore di documentari, chili di libri sul comportamento delle specie, solo dopo mi son reso conto di quanto gli ultimi Safari siano stati molto diversi dai primi e con essi ovviamente le foto, non mi interessa la qualità del file, non mi interessa la tecnologia più recente, quel che cerco è di trasmettere con le mie foto le emozioni che ho provato di fronte a certe situazioni. Lo stesso vale anche da noi , sempre nella mia conferenza sostengo che non è affatto necessario andare in Kenya per far belle foto agli animali; le nostre campagne e le nostre montagne offrono molte situazioni, ovvio che sia più complicato che in Africa ed è per questo che apprezzo moltissimo chi con sacrificio ma sempre con competenza insegue l'Aquila o il camoscio. Volete un nome presente sul forum? Emilio63 guardare le sue immagini mi emoziona, non tanto per la bellezza dello scatto e del file, ma perché le sue immagini mi fanno capire quanta passione e e competenza lui ha, prima come naturalista che come fotografo, e le foto di un vero naturalista queste sensazioni le trasmettono eccome. Mettele a confronto con foto fatte allo sparviere dietro ad un vetro, o ad un capriolo fatte in un parco cintato e ve ne renderete conto; come ho scritto a Torrile ogni tanto ci vado, ma lo faccio solo per passare qualche ora immerso nella natura e per temermi in allenamento o per sperimentare qualcosa di diverso non certo per fare la foto da premio, non fosse altro perché a fianco a me ho diversi fotografi che faranno foto uguali alle mie. In conclusione, ma è solo il mio personale parere, prima di pensare alla foto come al prossimo EP o per ricevere tanti "ma quanto sei bravo" proviamo a pensarla come un qualcosa per trasmettere emozioni e sensazioni, proviamo a pensarla come tanti "interessante" e non "bella", proviamo a pensarla come ad un qualcosa che faccia capire quanto sia splendida la natura e quanto sia importante la sua conservazione. Qui chiudo, vado dal gheppio, e siccome oggi polenta e salsiccia a pranzo, gliene porterò un piattino. Poi vi racconterò. Buona domenica Paolo |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 17:53
Rientro dopo la caccia al gheppio. Negativa, lì vicino c'erano dei pakistani che giocavano a cricket, ovviamente casino e niente gheppio. e così mi son magnato la sua polentina con salsiccia. Consentitemi un'altra osservazione con una punta polemica sui capanni italici. Ho fotografato il Martino a Cervara, bei file, soggetto vicino e sfondo, preparato, di grande effetto, risultato tanti commenti e corrispondenti like al prezzo di 30 euri. Ho fotografato il Martino in riva al "mio" fiume dopo averlo seguito per più giorni con alcuni amici, a costo zero; foto in condizioni precarie, rami e rametti davanti, sfondo così come fornito da madre natura sporco e anonimo, risultato poche visualizzazioni commenti e meno like. Ma sapete quali foto mi hanno gratificato e divertito di più? |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 18:27
“ e così mi son magnato la sua polentina con salsiccia. „ Se ci mettevi un po' di paprika sulla polentina magari attiravi i giocatori di cricket   Dopo questa stupidaggine torno in silenzio a leggere e ad ascoltare |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 19:18
Solo una considerazione Paolo ....lo scatto sudato e cercato ...gratifica più di tutto , anche se ho scattato da capanni a pagamento , e non lo rinnego .....osservare e capire il soggetto con le sue abitudini e' comunque gratificante , le foto che mi appagano di più ? Che te lo dico a fare ....al mio capanno studiato ,sudato e messo a punto lavoro iniziato 5 anni fa e che ancora non e' finito !! Ciao Daniele |
|
|
inviato il 29 Novembre 2015 ore 20:05
Sinceramente pagare x fare il martino è la cosa più assurda , il martino è il soggetto più comune è poco diffidente che si possa trovare in Italia , si trova in qualunque corso d'acqua , canale , fiume , laghetto , certo trovare il posto giusto x luce e sfondo è un pò più complicato ma se una persona ci dedica qualche ora x osservare lo fà tranquillamente , se andare in capanni a pagamento x fare soggetti molto difficili come sparviere o falco di palude a pochi metri può essere giustificato , al contrario andare a pagare x soggetti semplice è indice di poca voglia di dedicarsi e scarsa indole naturalistica , conosco persone che paga x andare a fotografare cince quindi ho detto tutto ........ |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |