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inviato il 19 Ottobre 2013 ore 10:34
“ Quando usi un tempo più breve del sincro flash hai due possibilità: o il sistema non è previsto (il lampo è troppo breve per coprire tutto il passaggio della fessura tra le tendine, la partenza non è abbastanza anticipata rispetto al sincro flash) ed allora solo una parte sarà illuminata. „ Questo caso escludiamolo, poichè ho la possibilità di scattare con tempi oltre 1/250 secondo (esempio 1/1000 secondo) senza che si formino le bande nere. “ Oppure il sistema emetterà una serie di flashate continue per tutta la durata dello scorrimento delle tendine (che è sempre in canon almeno 1/200 sulle FF). „ Il flash non può emettere una serie di lampi continui, poichè è un normalissimo flash da studio, senza assolutamente nessuna funzione avanzata come tutti i flash da studio. Puoi regolare la potenza della luce emanata e basta, non si può fare niente altro. Se vuoi emani una luce f 4 oppure f 11 oppure anche f 22(ho aumentato sempre di più la potenza) ma non fa altro il flash da studio. Se regoli la potenza a f 5 quella rimane e basta. |
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inviato il 19 Ottobre 2013 ore 10:50
Allora dovrebbe valere il discorso fatto nella terza ipotesi (EDIT: Hyper Sync). Sarà un flash non IGBT (altrimenti avresti la banda nera), cioè che regola la potenza non tagliando il lampo ma variando la tensione di carica del condensatore... In questo caso la potenza dichiarata (che sia full o 1/2 o 1/4) vale solo al di sotto del tempo sincro. Per i tempi più brevi sei fortunato che esponga tutto il fotogramma, ma i valori te li devi regolare empiricamente... La potenza si può dosare (anche se in minor parte) regolando l'anticipo della flashata rispetto all'apertura delle tendine per mezzo del trigger (p. es. gli ODIN e i PW possono farlo) Se fai riferimeno al grafico di prima capisci il perché. Tuttavia ritengo che sarebbe meglio usare il tempo sincro. Se hai necessità di congelare un movimento velocissimo, lo strumento giusto da usare è proprio il flash IGBT (un normale speedlite) usato con tempo sincro. Il flash in questo caso può avere durate brevissime, dell'ordine di 1/50.000 sec. se posto molto vicino... Paolo |
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inviato il 19 Ottobre 2013 ore 11:02
Il dubbio per cui ho iniziato questa discussione è appunto come fare per sapere il quantitativo di luce preciso da usare quando non può essere più misurato con precisione dall'esposimetro esterno alla fotocamera? E ho proposto una soluzione a ciò. Solo che non posso essere sicuro che l'oggetto fotografato sia correttamente esposto con assoluta precisione. L'esposimetro misura solo fino ad 1/1000 di secondo la luce flash mentre io devo scattare ad 1/8000 secondo. Mi è stato detto che il mio ragionamento non funziona, quello di aumentare di tre stop la luce flash emanata rispetto a quella emanata quando ero ad 1/1000 secondo. Perchè? |
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inviato il 19 Ottobre 2013 ore 11:10
Ti ho detto che il ragionamento non funziona perché il comportamento dei flash è considerato normale e prevedibile solo se usato entro il tempo sincro, cioè a condizione che si valuti l'intera flashata come utile all'illuminazione dell'intero fotogramma. In questo caso vale la regola del diaframma che regola l'esposizione flash ed il tempo che regola la luce ambiente. Sopra il tempo sincro la misurazione non è più altrettanto semplice. Quando si va oltre il tempo sincro il fotogramma non è più esposto simultaneamente ma in successione continua, e questo comporta che l'esposimetro esterno, per poter calcolare quanta luce cade su ogni frazione, dovrebbe avere informazioni non solo sulla luminosità complessiva emessa, ma anche su come vada considerata suddivisa per le varie zone. Per poterlo calcolare ha bisogno di informazioni di cui non dispone. È probabile - io ne sono convinto: non può essere diversamente - che continui a dare la lettura dell'intero lampo . Anche se l'immagine invece è esposta solo ad una frazione di esso, e neppure regolare. Per la stessa ragione, credo, non ti danno valori precisi sul NG degli speedlite quando lavorano in HSS (si dice genericamente che perdono 1, 2, o più stop, ma non viene indicato il valore esatto del NG in quel caso): perché sarebbe complicato esprimerlo in quanto è funzione anche del tempo di scatto usato e della macchina su cui è montato il flash . Puoi usare uno speedlite con successo e precisione in HSS solo usandolo in automatico, e solo perché l'esposimetro ha tutte le informazioni sia del tempo di scatto e della sua durata nella macchina, che di come sta funzionando il flash. È progettato appositamente per farlo. Invece gli esposimetri esterni, per poter calcolare l'esposizione usando tempi superiori al sincro, quindi in Hyper Sync, dovrebbero conoscere diversi parametri - peraltro relativi a dispositivi di marche "terze" e che per lo più non sono pubblicati - che tu non gli dai manualmente; e loro non sono in grado di reperire. In particolare, durata e decadimento temporale del lampo del modello di flash che stai usando, ma sopratutto l'anticipo della flashata (se ti interessa capire di più l'argomento trova qualcosa sull'hypersYnc di PW oppure sull'ultimo firmware dei phottix ODIN) e la durata dello scatto della macchina particolare che stai usando ( che è diversa dal tempo di esposizione! Uno scatto ad 1/8000 fornisce l'esposizione di 1/8000 ma dura comunque 1/200 su una 5D Canon!! ). Anche per questo dicevo che la soluzione principe per congelare movimenti rapidissimi è usare un flash a brevissima emissione IGBT, che puoi usare a tempo sincro ed avere durate di illuminazione fino a 1/50.000 sec. L'esposimetro esterno può misurare "integrando" tutta la luce di un certo intervallo - il termine integrando non è usato a caso - di solito abbastanza ampio da comprendere l'intero lampo, ma, quando il lampo viene anticipato per l'HS, non può sapere né quale parte del lampo si perde perché anticipata (è la più intensa, quella che incide di più), né quale porzione della durata del lampo sarà utilizzata per l'esposizione, né quale parte di questa parte sarà utile all'esposizione in considerazione dalla fessura tra le due tendine in scorrimento... Tre incognite che concorrono tutte a diminuire la potenza rispetto a quella del "lampo pieno". In sostanza con un po' di esperienza puoi capire il loro comportamento a tentativi e scarti, e non dubito che tornerà utile per regolarti in futuro fin quando userai la stessa attrezzatura. Ma non credo che possa darti il valore hard and fast che cerchi come se stesse lavorando entro il tempo sincro, come mi pare tu ti aspettassi. Né che permetta di estendere i criteri desunti con le prove empiriche se usi altri flash o altre macchine o altri trigger. Almeno fino a quando non faranno un protocollo HS standard che permetta al trigger di trasmettere all'esposimetro questi dati. Cosa che non mi risulta esistere attualmente. Paolo |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 10:04
ciao senza entrare troppo nei dettagli la differenza tra 1/1000 e 1/8000 sono 3 stop e per ottenere lo stesso risultato con diversi settaggi faccio un esempio: 1) T1000 f 11 iso 400 2) T8000 f 11 iso 3200 3) T8000 f4 iso 400 mi riferisco a foto con il flash, saluti |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 10:14
Ciao, dopo 10 anni sei riuscito a dare una risposta errata |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 18:34
bravo, forse non hai letto quello che voleva sapere martino, puoi anche tu prendere il sekonic e fai quello che ho fatto io non all'esterno,Se si fotografa all'esterno con luce ambiente e flash allora le cose cambiano ma martino è in uno studio con la sola luce del flash. |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 18:53
Continuo a dire che dopo 10 anni (l'ultima risposta era del 2013) ancora non si conosce la risposta esatta ma si danno indicazioni inconcludenti. Un sekonic, come dici te, da un parametro fisso e ha senso solo con sistemi in sincro fino a 1/8000. Ma non credo che nemmeno esistano in quanto anche gli otturatori centrali si fermano prima. Una fotocamera mediamente dopo 1/250 non riesce più a sincronizzare. Andando in HSS/FP tutto ciò non ha alcun senso, anche andando all'interno, alla fotocamera (e all'esposizione) non cambia nulla e il flash comunque non riesce a tenere quelli EV. Poi in tanti anni ancora non ho trovato il matto che scatta a 1/8000 con flash al chiuso. |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 20:19
Miotuto, purtroppo ci sono molte variabili che non sono lineari e quadratiche come quella del diaframma o degli iso o del tempo, ma con curve del genere
 Col tempo t che varia in base alla potenza impostata e l'otturatore che si muove così in 1/250 di secondo anche se leggi 1/8000 www.baumer.com/medias/sys_master/root/hc0/h2c/8992948551710/Animation- Certi nuovi buoni flash da studio mostrano la durata del lampo t=0.1, io ho un Godox che va da 1/220 a piena potenza e arriva a 1/30000 a minima potenza, ma non si possono usare con un rolling shutter come le tendine o come un otturatore elettronico, occorrebbe un global shutter. Ma sono anche cose di cui ho solo infarinatura e non mi interessa approfondire, so che sono limiti, mi ci sono scontrato, e se mi servirà superarli studierò HSS e simili. |
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inviato il 29 Dicembre 2023 ore 20:22
Ecco Maurese, mi hai ricordato che TEORICAMENTE l'unica fotocamera che potrebbe lavorare a quel modo è la A9 III |
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inviato il 30 Dicembre 2023 ore 5:58
la domanda di martino è: esposimetro da studio con limite a 1/1000 di sec.scattare a 1/8000 di se.come? Senza approfondire i problemi che possono sorgere usando i flash ho fatto degli esempi alla sua domanda (COME? ) |
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inviato il 30 Dicembre 2023 ore 6:13
Ho come l'impressione che a Martino sta' storia non interessi più tanto |
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inviato il 30 Dicembre 2023 ore 9:37
lo ho pensato anche io infatti quando qualcuno ha iniziato ad approfondire lui ha insistito scrivendo che voleva avere solo una risposta alla sua domanda la quale probabilmente già la sapeva in quanto non era cosi difficile. |
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inviato il 30 Dicembre 2023 ore 9:56
Il punto cruciale poi non è tanto ottenere una illustrazione ad un ottomillesimo (che è già una bella grana). Quanto riuscire a sincronizzare con l'evento. La catena a valle del trigger non ha tempo di reazione costante. Per cui rischi di ottenere l'ottomillesimo perfetto ma in ritardo di qualche decimo sull'evento. Ho fatto un lavoro per fotografare gli aghi di una testina di stampa durante la stampa. Sembrava difficile.. era difficilissimo.. non tanto il lato illuminazione. Quanto il riuscire a trigger are l'evento |
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inviato il 30 Dicembre 2023 ore 10:05
“ lo ho pensato anche io infatti quando qualcuno ha iniziato ad approfondire lui ha insistito scrivendo che voleva avere solo una risposta alla sua domanda la quale probabilmente già la sapeva in quanto non era cosi difficile. „ Sì, abbiamo capito, ma la tua risposta continua a essere sbagliata coi flash. A parte che in 10 anni avrà anche rinunciato. |
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