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inviato il 20 Giugno 2026 ore 22:29
@Luca sotto esporre di 2 stop che vuol dire? |
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inviato il 20 Giugno 2026 ore 23:01
Vuol dire che effettui la lettura dell' esposizione e poi chiudi di 2 diaframmi, oppure riduci ad 1/4 il tempo d' esposizione. In pratica per esempio, esposizione 1/125 ad f/5,6 lasci 1/125 e chiudi il diaframma ad f/11, oppure lasci il diaframma a f/5,6 e riduci il tempo ad 1/500, oppure 1/250 ad f/8, in ogni caso sottoesponi di 2 stop. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 7:07
@Luca in caso di sviluppo tieni i tempi che dà l’applicazione Massive de Chart? |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 7:26
No, quelli sono numeri del lotto , manca l' indice di contrasto e altre cose. Quando uso materiale che non conosco utilizzo un paio di rulli, come minimo, per delle prove, variando l'IE di 1/3 di stop, in sovraesposizione, per gruppi di 6 fotogrammi, lettura sulle ombre, in fase di sviluppo mi tengo avaro sui tempi, circa 1/3 in meno rispetto a quanto indicato sui data sheet, poi controllo i risultati con dei provini di stampa. Anche se non perfetto è un buon metodo per individuare con discreta precisione la sensibilità effettiva del materiale in relazione all' indice di contrasto desiderato. Per conoscere approfonditamente una pellicola non bastano 2 rulli, per alcune nemmeno 10, ma tutto dipende da ciò che si vuole ottenere. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 10:22
@Luca Se la lettura dell’esposizione è presa in una zona più chiara aumenta il numero della zona? Penso che agli inizi si possa seguire i dati su Massive de Chart magari cambiando l’agitazione per dare più o meno contrasto Più si agita più viene contrastata? |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 12:25
Parlando di negativi, l’esposizione si fa per le ombre mediamente . Poi p30 le ombre non le vede proprio se la esponi alla sensibilità nominale di 80 asa |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 12:35
@Gfirmani,mi sà che ho fatto bene ad aprire questo post,stò imparando un sacco di cose |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 12:44
Certo che spacciare per 80 una - forse - 25 ASA proprio non mi pare il massimo dell'affidabilità |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 12:50
Dopo averla provata e aver letto i vostri commenti,penso non getterò la spugna Penso che la riacquisterò e magari la userò in una stagione che non ci sia questo sole |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 13:36
@merca Tutti gli esposimetri sono tarati per il grigio medio 18%, ciò significa che se misuri un tono più chiaro del grigio medio verrà sottoesposto, se il tono è più scuro verrà sovraesposto, in pratica l' esposimetro tende a riportare tutto al tono grigio al18%. Riguardo la sensibilità delle pellicole, raramente corrisponde alla reale, lo scostamento è sempre in sottoesposizione, in pratica la sensibilità reale è inferiore alla nominale, la P30 non è l' unica a scostarsi di parecchio dalla nominale, la Forma 200 in realtà è una 50, la Lucky 400 HD è circa 100, le Tmax e le Delta vanno meglio, ma sovraesporle di mezzo stop male non gli fa. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 14:03
La sensibilità di una pellicola è sempre oggetto di discussioni. Per lo più sterili. Un chimico, presumo anche un minimo competente, ìdea una nuova pellicola con delle specifiche caratteristiche... fra le quali, in primis, la sensibilità. Se la sensibilità si discosta addirittura di DUE STOP rispetto al dichiarato allora i casi sono tre: - il progettista è un incapace; - i vertici del costruttore sono truff-aldini; - chi prova la pellicola o non sa di cosa parla o la "tratta" a modo suo. Passi che ipotesi del genere si facciano col BW, laddove di fatto nessuno segue alla lettera le indicazioni della casa, ma che ciò si verifichi col negativo colore, che ha uno sviluppo standard seppure soggetto a compensazioni in stampa, o peggio in diapositiva, laddove lo sviluppo è ultrastandardizzato e i margini di tolleranza sono ridotti a 1/10 di ° della temperatura dei bagni, mi paiono...come dire... un poco fantasiosi ecco. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 14:47
La sensibilità nominale di una pellicola, tranne pochissimi casi, è riferita a scene a bassissimo contrasto, che raramente si riscontrano nell' uso pratico. Va pure tenuto conto dell' uso finale del negativo, nei processi ibridi si può essere più avari nell' esposizione, nella stampa analogica bisogna tenere conto dell' ingranditore utilizzato, se a luce diffusa si può utilizzare un indice di contrasto più alto che nel caso a luce condensata. L' importante è sempre conoscere a fondo i materiali utilizzati all' interno del proprio processo di esposizione -sviluppo-stampa. Pretendere la perfezione, o quasi, da pochi rulli, spesso uno solo, è perdere tempo e danaro. Il processo analogico richiede tempi diversi dal digitale, tutto va fatto ponderatamente e con perseveranza, analizzandone a fondo ogni fase, se si vogliono i risultati voluti, se si scatta a pellicola perché fa figo va bene tutto. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 16:24
Adesso ho caricato una Rollei RPX 100 La conoscete? |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 17:03
È l'Agfa APX 100 rimarchiata Rollei. Ne ho usato qualche rullo sottoposto a trattamento di inversione, è ottima sia per la Nitidezza che per la scala dei grigi, forse un tantino contrastata ma va anche detto che l'ho usata un contesti alquanto dinamici e forse non l'ho trattata con la dovuta accortezza. La grana è fine ma è anche quella di una emulsione tradizionale. Nel complesso però le preferisco, parlo sempre di inversione, la Rollei Retro 80S, una pellicola molto più moderna che si, cede un DIN, ma è superiore per tutto il resto. |
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inviato il 21 Giugno 2026 ore 17:09
Le inverti le pellicole? Con i telaietti come fai? |
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